Cento anni fa venne completata la prima autostrada del mondo: la Milano Laghi


(Angelo Paratico) La cosiddetta Autostrada dei Laghi fu completata giusto cent’anni fa. L’idea fu concepita e portata a termine da Piero Puricelli (1883 – 1951), conte di Lomnago, un ingegnere e imprenditore italiano. Da quel momento in poi, Milano venne unita a Varese e Como. Quella fu la prima autostrada a pedaggio del mondo, riservata ai veicoli a motore. L’inaugurazione avvenne nel settembre 1924, ma il completamento dei cantieri si ebbe nel 1926.

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Un visionario ingegnere italiano

Subito dopo la prima guerra mondiale concepì quel progetto. Nel 1921 Puricelli ideò e realizzò interamente a sue spese la Lomnago-Azzate, prima strada bitumata d’Italia, che aveva già il concetto di una strada diritta, senza pendenze, con curve ad ampio raggio, che non entrava nei paesi. Quella fu la prova generale organizzativa e realizzativa dell’Autostrada dei Laghi.

Nel 1922 Puriceli preparò il progetto dell’autostrada Milano-Laghi e il 20 settembre 1923 fu inaugurato, presente il re Vittorio Emanuele III, il primo tratto dell’autostrada fino a Gallarate. Per l’epoca fu un’opera avveniristica, considerando il fatto che nel 1923 circolavano in Italia 84.685 autoveicoli, di cui 57.000 automobili, 25.000 autocarri e 2.685 autobus, ma evidentemente lui aveva previsto gli sviluppi futuri (altro che le ciclabili!).  

Concepì l’idea dell’autostrada come “via per sole automobili”, cioè riservata al traffico veloce (niente carri, carrozze, biciclette o pedoni) e col pagamento di un pedaggio per coprire le spese di costruzione e di gestione. Un’idea avveniristica, perché le auto in circolazione a quell’epoca erano poche. Nel 1921 Piero Puricelli aveva fondato la Società Anonima Autostrade e il 21 settembre 1924 venne inaugurato il prolungamento fino a Varese. Amava definirsi ingegnere architetto perché pensava che l’architetto lanciasse la sfida del superamento di una funzione esistente e l’ingegnere risolvesse la sfida. L’ingegnere architetto fa tutte e due. L’ingegnere ha disegnato l’autostrada veloce senza incroci; l’ingegnere architetto ha disegnato l’incrocio radente.  Suo, fu anche l’Autodromo di Monza, un tracciato già a quel tempo all’avanguardia nel mondo.

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Pietro Puricelli fu molto vicino al regime fascista ed ebbe una serie di incarichi anche politici e di direzione di varie società ed enti: nel 1925 prese la tessera del PNF, mentre nel 1929 fu nominato senatore (si iscrisse al gruppo dell’Unione Nazionale Fascista del Senato) e divenne vicepresidente della Banca Commerciale Italiana. Nel maggio 1942 fu lui che suggerì a Mussolini di proporre all’IRI la creazione di una società per creare una grande arteria autostradale da Milano al Mezzogiorno, così da permettere la “fusione dell’Italia meridionale con l’Italia settentrionale”, incentivandone l’industrializzazione, in questo modo anticipando la costruzione dell’Autostrada del Sole.

Nasce l’Autostrada Milano Laghi

Il 21 settembre del 1924 venne inaugurato a Lainate il primo tratto, da Milano a Varese, di quella che diverrà l’autostrada dei Laghi e che sarà la prima autostrada a pedaggio realizzata nel mondo. Il nastro inaugurale fu tagliato da una Lancia di Casa Savoia con a bordo il re Vittorio Emanuele III, accompagnato da Puricelli, e seguita dal lungo corteo di automobilisti invitati.  La nuova strada era a una sola corsia per senso di marcia e a una sola carreggiata larga dagli 11 ai 14 metri (di cui 8 o 10 pavimentati) più che sufficiente per ospitare il passaggio delle poche decine di auto che vi circolavano ogni giorno. Il percorso era per lo più rettilineo (il più lungo tratto era di 18 km), le curve non avevano un raggio inferiore ai 400 metri, le pendenze non erano superiori al 3%. Il calcestruzzo che fu usato era ad alta resistenza, un materiale che venne usato per la pavimentazione, composto da lastre spesse dai 18 ai 20 cm. Il trasporto dei materiali necessari per la costruzione dell’autostrada, in particolare il pietrisco (il quale veniva estratto dalle cave Puricelli di Bisuschio in Lombardia), avveniva attraverso treni fino alle stazioni più vicine ai vari cantieri.

Non esisteva un vero e proprio casello, ma il pagamento del pedaggio avveniva nell’area di servizio e sosta, che era obbligatoria. Vennero costruiti 17 caselli e 100 km di nuove strade di raccordo. Nei primissimi anni l’autostrada chiudeva all’1:00 e riapriva alle 6:00.  Meno di un anno dopo, il 28 giugno 1925, fu inaugurato il tratto da Lainate a Como, per una lunghezza di 24 chilometri e un costo di 57 milioni. Sempre nel 1925 fu realizzato il tratto Gallarate-Sesto Calende, di 11 chilometri. Nel 1925, il pedaggio della tratta Milano-Varese era di 9 lire per le moto, 12 lire per veicoli fino a 17 cavalli, 17 lire per i veicoli tra 17 e 26 cavalli, di 20 lire per veicoli oltre 26 cavalli e da 40 a 60 lire per gli autobus a seconda della lunghezza. Uno sconto del 20% veniva praticato per il biglietto di andata e ritorno. Nel 1926 si contarono 421.406 passaggi di veicoli, con una media giornaliera di 1.115 unità.

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Dal 1924 in avanti, a Lainate cominciarono ad arrivare tecnici da varie nazioni per studiare e copiare questa nuova strada veloce per auto, a pagamento. L’Autostrada dei Laghi venne costruita senza una normativa precisa, in quanto la prima definizione normativa ufficiale risale solo al 1933 con il Regio Decreto n. 1740 del 1933 che definiva le autostrade come strade riservate ai soli autoveicoli.

Nel 1965 venne costruita la seconda carreggiata portando l’arteria alla configurazione che oggi associamo a un’autostrada. Il 24 dicembre 1968 venne aperto al traffico il tronco da Como a Monte Olimpino (allacciamento provvisorio), nel solo senso di marcia verso Como. Il tratto Como-Chiasso con la nuova dogana di Brogeda fu completato e aperto al traffico il 1º dicembre 1971.

Fino al 1946, i casellanti avevano l’obbligo di vestire la divisa aziendale e di salutare militarmente al passaggio, in entrata e in uscita, di ogni veicolo.


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