ROMA – Una nuova casa nel cuore di Roma per rafforzare i servizi dedicati alle persone con disabilità visiva. È stata inaugurata la nuova sede dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici), situata in via Borgognona 38, nel cuore della Capitale. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, dirigenti dell’associazione, volontari e moltissimi soci, che hanno voluto condividere un momento significativo per la storia dell’organizzazione. Il trasferimento nella nuova sede rappresenta, infatti, un importante investimento in termini di funzionalità, accessibilità e qualità dei servizi offerti.
Gli spazi, divisi su due piani, 1400 metri quadrati nei quali lavorano circa 40 persone, sono stati progettati per garantire un’accoglienza moderna e inclusiva, con ambienti dedicati all’assistenza, alla consulenza, alla formazione, alla comunicazione, alla stampa e alle attività associative, oltre agli uffici di progettazione e a una sala ristoro per i collaboratori e i dipendenti Uici. Nella nuova sede dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si trovano anche l’agenzia dei diritti, ovvero l’agenzia Iura, un grande salone di rappresentanza e gli ambienti del Libro Parlato, con cabine insonorizzate e sale di regia. L’obiettivo è quello di offrire un punto di riferimento sempre più efficiente per le persone cieche e ipovedenti, favorendo al tempo stesso il dialogo con le istituzioni e la cittadinanza.


Durante l’inaugurazione, con il tradizionale taglio del nastro, è stato sottolineato come la nuova sede non rappresenti soltanto un cambio di indirizzo, ma anche un segnale di crescita e rinnovamento dell’Uici, impegnata quotidianamente nella tutela dei diritti, nella promozione dell’autonomia personale e nell’inclusione sociale delle persone con disabilità visiva. Dopo la benedizione dei nuovi locali, tutti i partecipanti all’iniziativa, alcuni dei quali accompagnati dai propri labrador cani guida, sono stati accolti nei nuovi spazi della sede Uici. Uno dei momenti più emozionanti è stato lo scoprimento della targa di intitolazione della biblioteca a Tommaso Daniele, figura di riferimento per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e per le persone con disabilità visiva. Presidente nazionale dal 1986 al 2013 e poi presidente onorario, Tommaso Daniele è scomparso il 7 febbraio scorso all’età di 91 anni.
“È stato un lavoro lungo che ha impegnato risorse e tempo- ha spiegato all’agenzia Dire il presidente Uici, Mario Barbuto– ma soprattutto un lavoro che rappresenta la possibilità di avere una casa e un luogo di lavoro più funzionale per tutta l’attività che non si limita, ovviamente, solo a Roma ma che fa parte di tutto il territorio nazionale. Una nuova casa, quindi, per l’Unione, un’associazione antica che però ora ha strumenti più moderni e più efficienti per fare sempre meglio il suo lavoro”.
“Siamo davvero molto contenti- ha aggiunto la vicepresidente nazionale Uici, Linda Legname- perché abbiamo dato una nuova veste alla nostra Unione che è sempre stata la nostra casa ma diventerà sicuramente la casa dei ciechi, una casa più più accogliente e confortevole. È un risultato importante, oggi per noi è stata una giornata impegnativa a 360 gradi, dal bilancio sociale alla nuova sede: questa è l’Unione che non si ferma, l’Unione che va avanti con determinazione, partendo proprio anche dai nuovi colori della nostra sede”.
All’inaugurazione ha voluto essere presente Arianna Meloni, capo della segretaria politica nazionale di FdI. “Desidero innanzitutto rivolgere un ringraziamento all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che oggi inaugura questa nuova sede nazionale. Parliamo di una realtà che da oltre 106 anni rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la nostra Nazione, con i suoi 40mila iscritti, 21 consigli regionali, 105 sedi in tutta Italia e oltre 2.300 volontari che ogni giorno trasformano il principio dell’inclusione in un impegno concreto, fatto di ascolto, assistenza, tutela dei diritti e promozione dell’autonomia. Questa inaugurazione- ha detto- non è soltanto l’apertura di uno spazio fisico. È il simbolo di una comunità che cresce, si rafforza e continua a guardare al futuro con determinazione”.
“Quando siamo arrivati al Governo- ha poi ricordato- abbiamo trovato una situazione complessa. La prima responsabilità che ci siamo assunti è stata quella di rimettere in ordine i conti pubblici. Abbiamo scelto una strada semplice nel principio, ma impegnativa nei fatti: smettere di buttare risorse dalla finestra e utilizzare ogni euro disponibile per ciò che conta davvero. Per le famiglie, per il lavoro, per il welfare, per tendere una mano alle persone che hanno più bisogno di essere sostenute. Perché siamo convinti che una Nazione possa crescere davvero soltanto se mette tutti nelle stesse condizioni di partenza. E questo vale ancora di più quando parliamo di disabilità”.
“In questi anni- ha inoltre evidenziato l’esponente di Fratelli d’Italia– abbiamo lavorato per costruire un sistema più giusto, più semplice e più vicino alle persone. Penso alla riforma della disabilità e all’introduzione del Progetto di Vita, che mette finalmente la persona al centro e supera la logica dei percorsi frammentati. Penso alla semplificazione degli accertamenti, all’istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, alla creazione del Fondo Unico per l’Inclusione, che consente di programmare interventi più efficaci e coordinati. Abbiamo rafforzato il sostegno alle famiglie, reso strutturali le maggiorazioni dell’Assegno Unico per i figli con disabilità, investito sulla scuola, sul diritto allo studio, sull’autonomia e sull’inclusione lavorativa. E abbiamo dedicato particolare attenzione alle persone cieche e ipovedenti, sostenendo interventi per l’accessibilità, la mobilità autonoma, l’assistenza alla comunicazione, il trasporto scolastico e l’inserimento nel mondo del lavoro”.
“Naturalmente sappiamo che il lavoro da fare è ancora molto. Le difficoltà quotidiane che affrontano le persone con disabilità visiva e le loro famiglie ci ricordano che l’inclusione non è un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un percorso che richiede impegno costante, ascolto e collaborazione. Per questo il dialogo con realtà come l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è così importante. Perché le migliori politiche nascono dal confronto con chi vive ogni giorno i problemi e conosce meglio di chiunque altro le soluzioni necessarie. A voi, ai vostri dirigenti, ai volontari e a tutti coloro che rendono possibile questa straordinaria esperienza associativa, va il nostro grazie. Che questa nuova sede- ha concluso Arianna Meloni- possa essere una casa sempre più aperta, accogliente e capace di generare opportunità, diritti e partecipazione”.
La posizione centrale di via Borgognona consentirà, dunque, di agevolare l’accesso ai servizi e di rafforzare la presenza dell’associazione nel tessuto cittadino, favorendo iniziative culturali, formative e di sensibilizzazione rivolte all’intera comunità. Con questa inaugurazione, l’Uici apre di fatto una nuova fase della propria attività, confermando la volontà di continuare a essere un punto di riferimento per la promozione dei diritti, dell’autonomia e della piena partecipazione delle persone cieche e ipovedenti alla vita sociale del Paese.
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Francesco Demofonti
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