Il rimborso accise gasolio per i consumi del secondo trimestre 2026 potrà essere richiesto dal 1° al 31 luglio. Le istruzioni sono contenute nella nota ADM del 24 giugno 2026.
La domanda riguarda i consumi del secondo trimestre, cioè i rifornimenti effettuati dal 1° aprile al 30 giugno 2026.
Per questa tornata restano ancora utilizzabili i canali tradizionali: E.D.I., PEC all’Ufficio delle Dogane competente o, nei casi residuali, presentazione cartacea con supporto informatico.
Rimborso accise gasolio: chi può presentare domanda
Il rimborso è riservato alle imprese di autotrasporto merci. I veicoli utilizzati devono avere massa complessiva almeno pari a 7,5 tonnellate.
La misura riguarda gli operatori iscritti all’Albo degli autotrasportatori per conto terzi. Riguarda anche le imprese che effettuano trasporto in conto proprio con apposita licenza. Rientrano inoltre le imprese stabilite in altri Stati membri dell’Unione Europea. In questo caso, devono essere in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina europea.
Il beneficio riguarda anche alcune attività di trasporto persone. Rientrano, tra queste, il trasporto pubblico locale, gli autoservizi interregionali, regionali e locali, i servizi regolari in ambito comunitario e i trasporti a fune in servizio pubblico. Restano esclusi i consumi riferiti a veicoli Euro 4 o inferiori.
Scadenza per la domanda del secondo trimestre 2026
La domanda deve essere presentata entro il 31 luglio 2026. Il periodo agevolabile è quello compreso tra il 1° aprile e il 30 giugno 2026.
È importante attribuire i consumi al periodo corretto, perché la nota ADM prevede più sotto-periodi all’interno dello stesso trimestre. Questo aspetto incide direttamente sull’importo riconoscibile.
Per evitare errori, occorre controllare la data dei rifornimenti e la tipologia di carburante utilizzata.
Importi del rimborso accise gasolio per il 2° trimestre 2026
Gli importi del rimborso accise gasolio cambiano in base alla data del rifornimento e al tipo di carburante utilizzato.
Per il gasolio standard e per l’HVO non certificato, il recupero è pari a 69,68 euro per mille litri per i consumi dal 1° aprile al 22 maggio 2026. Questi dati vanno indicati nel Quadro A-1.
Per i consumi dal 23 maggio al 6 giugno 2026, l’importo sale a 169,68 euro per mille litri. In questo caso il riferimento è il Quadro A-2.
Dal 7 al 30 giugno 2026 occorre fare una distinzione. Per il gasolio standard, il rimborso è pari a 219,68 euro per mille litri e va riportato nel Quadro A-3. Per l’HVO non certificato, invece, il recupero è pari a 214,18 euro per mille litri e va indicato nel Quadro A-8.
Importi per HVO certificato
Per l’HVO certificato la suddivisione è diversa. Si tratta dei gasoli paraffinici da sintesi o da idrotrattamento che rispettano le condizioni previste dalla normativa.
Per i consumi dal 1° al 7 aprile 2026, il rimborso è pari a 214,18 euro per mille litri e va indicato nel Quadro A-4. Dall’8 aprile al 10 maggio 2026, l’importo è pari a 69,68 euro per mille litri e il quadro da utilizzare è l’A-5.
Dall’11 al 22 maggio 2026, il recupero torna a 214,18 euro per mille litri, con riferimento al Quadro A-6. Dal 23 maggio al 6 giugno 2026, l’importo è pari a 169,68 euro per mille litri e va indicato nel Quadro A-7.
Dal 7 al 30 giugno 2026, il rimborso è pari a 214,18 euro per mille litri. Il dato va inserito nel Quadro A-8.
La corretta suddivisione dei consumi è uno dei punti più delicati della dichiarazione, soprattutto quando l’impresa ha utilizzato più tipologie di carburante nello stesso trimestre.
Documentazione da controllare prima dell’invio
I consumi devono essere dimostrati con le fatture emesse dal fornitore. Per i rifornimenti effettuati presso distributori stradali, nella fattura elettronica deve essere indicata la targa del veicolo rifornito.
Questo dato serve a collegare il consumo al mezzo ammesso all’agevolazione. Nel caso di distributori privati, occorre controllare anche la documentazione di accompagnamento del prodotto, in particolare l’e-DAS.
L’e-DAS consente di individuare il periodo di riferimento e l’aliquota applicabile al carburante immesso nell’impianto. Prima dell’invio è quindi opportuno controllare fatture, targhe, litri riforniti, chilometri percorsi e classe ambientale dei mezzi.
Utilizzo del credito con modello F24
Il credito riconosciuto può essere utilizzato in compensazione con modello F24. Il codice tributo da utilizzare è 6740.
In alternativa, l’impresa può chiedere il rimborso in denaro. La scelta deve essere indicata nella dichiarazione presentata all’Ufficio delle Dogane.
Per i crediti riferiti ai consumi del primo trimestre 2026, l’utilizzo in compensazione è possibile fino al 31 dicembre 2027. Le eventuali eccedenze non compensate potranno essere richieste a rimborso in denaro entro il 30 giugno 2028.
Obbligo telematico dal 1° ottobre 2026
La nota dell’Agenzia delle Dogane richiama anche una novità importante. Dal 1° ottobre 2026 cambieranno le modalità di presentazione per alcune domande.
Le richieste con utilizzo del credito in compensazione tramite F24 dovranno essere inviate solo in via telematica, attraverso il Servizio Telematico Doganale E.D.I.
Per queste domande non sarà più possibile usare la PEC né la modalità cartacea. Dalla stessa data cambierà anche il termine per il silenzio-assenso, che passerà da 60 a 30 giorni. Le imprese non ancora abilitate al servizio E.D.I. dovrebbero quindi verificare la propria posizione con anticipo.
Approfondimento: Accise gasolio autotrasporto: da ottobre rimborso del credito in 30 giorni
Esclusioni e controlli sui mezzi
Non danno diritto al beneficio i consumi effettuati con veicoli Euro 4 o inferiori. Sono esclusi anche i veicoli per trasporto merci con massa complessiva inferiore a 7,5 tonnellate.
Per il trasporto persone, non sono ammessi i veicoli di categoria M1 nei casi previsti dalla normativa. Resta fermo anche il limite massimo rimborsabile, pari a un litro di gasolio per ogni chilometro percorso da ciascun veicolo ammesso all’agevolazione.
Cosa fare entro il 31 luglio
In vista della scadenza, le imprese interessate al rimborso accise gasolio devono controllare la documentazione del secondo trimestre 2026.
Il primo passaggio è verificare le fatture. Occorre poi controllare la presenza delle targhe, la classe ambientale dei mezzi e la corretta suddivisione dei consumi nei quadri dichiarativi.
Va controllata anche la coerenza tra litri riforniti e chilometri percorsi. Una verifica preventiva riduce il rischio di errori e consente di gestire correttamente il credito spettante.
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Marta Bettini
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