Pajola saluta la Virtus Bologna dopo 11 anni. L’addio sui social: “Vi voglio bene”


Bologna, 1° luglio 2026 – Dopo undici stagioni, centinaia di battaglie combattute con la maglia della Virtus Bologna e un legame costruito giorno dopo giorno fino a diventare uno dei simboli dell’era moderna bianconera, si chiude il capitolo tra Alessandro Pajola e la V nera. Una storia lunga oltre un decennio, iniziata quando era poco più di un ragazzo e terminata dopo undici stagioni consecutive in prima squadra, l’ultima vissuta con i gradi di capitano sul petto. Un finale amaro, certamente diverso da quello che tanti tifosi e lo stesso giocatore avrebbero immaginato per uno dei volti più rappresentativi della rinascita virtussina degli ultimi anni.

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Pajola lascia Bologna dopo aver attraversato ogni fase del percorso bianconero: dagli anni della ricostruzione fino al ritorno ai vertici del basket italiano ed europeo, diventando nel tempo un punto di riferimento dentro e fuori dal campo grazie alla sua difesa e alla leadership silenziosa. Nelle ultime settimane il suo nome è stato spesso al centro di indiscrezioni e ricostruzioni relative alla separazione dalla società. Nel suo messaggio di saluto, però, il playmaker marchigiano ha voluto fare chiarezza, affidando ai social un lungo pensiero nel quale emergono amarezza, orgoglio e soprattutto gratitudine verso tutte le persone incontrate nel suo percorso bianconero. Parole nelle quali Pajola rivendica il proprio comportamento e i propri valori, sottolineando come il rispetto e il bene della squadra siano sempre stati messi davanti a tutto il resto. Allo stesso tempo non mancano i ringraziamenti ai tifosi, ai compagni, agli allenatori, allo staff medico, ai dipendenti del club e al presidente Massimo Zanetti, fino al ricordo speciale dedicato a Alberto Bucci, figura centrale nella sua crescita personale e sportiva.

Sassari - Bologna

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Il messaggio integrale di Alessandro Pajola: “Vi voglio bene”

“Nelle ultime settimane e negli ultimi mesi ho letto di tutto e di più sul mio conto. Le dinamiche raccontate non sono per nulla aderenti alla realtà di ciò che è accaduto. Ho riflettuto molto su questo e ritengo di non dovermi giustificare con nessuno, perché i miei comportamenti hanno sempre dimostrato e descritto la persona e l’atleta che sono. Sono un ragazzo assolutamente normale, profondamente innamorato della pallacanestro. Ho sempre e solo voluto giocare a basket e questo continuerò a fare finché ne avrò la possibilità. La mia famiglia, la mia compagna, i miei amici più cari e soprattutto la Virtus (intesa come entità) sanno che persona sono e come si sono svolti i fatti. Per me questa è l’unica cosa che conta, insieme alla possibilità di camminare a testa alta e con la coscienza a posto. In ogni circostanza ho sempre cercato di rimanere con i piedi per terra, lavorando con impegno, professionalità e rispetto nei confronti di ogni persona e di ogni situazione. Ho affrontato le difficoltà stringendo i denti nei momenti più complessi, senza mai tirarmi indietro, mettendo tutto me stesso e, soprattutto, mettendo sempre il bene della squadra e del gruppo davanti a tutto. Ritengo che alla base di ogni rapporto debba esserci il rispetto. Nelle ultime settimane, questo è venuto meno nei miei confronti. Dopo questa premessa, ci tengo a ringraziare chi ha reso speciale questo lungo periodo”.

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“In primis voglio dedicare un ringraziamento speciale a tutti i tifosi che mi sono stati accanto in ogni momento. A chi ha creduto in me fin dal primo giorno in cui ho messo piede in Virtus, a chi mi ha sostenuto nei momenti belli e vittoriosi, ma soprattutto nei momenti difficili. Il vostro supporto dentro e fuori dal campo ha reso questo lungo viaggio unico e indimenticabile. Sarò eternamente grato a tutte le persone che hanno urlato il mio nome: per me siete state una fonte di forza incredibile. Vorrei ringraziare tutti gli allenatori che ho avuto durante il mio percorso. Ognuno di voi ha lasciato un segno importante nella mia crescita tecnica, tattica e mentale. Mi avete dato la possibilità di migliorare giorno dopo giorno e mi avete fatto diventare il giocatore che sono oggi. Un ringraziamento va anche a tutto lo staff medico per la professionalità, la disponibilità e l’attenzione dimostrate. Il vostro lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, è stato fondamentale per permettermi di arrivare sempre nelle migliori condizioni fisiche agli allenamenti e alle partite. Un grazie speciale anche per tutte le ore passate insieme durante le terapie e i percorsi di recupero, che avete reso più leggeri condividendo tante risate. Grazie a tutte le ragazze e i ragazzi che lavorano negli uffici. Anche voi siete stati fondamentali nel lavoro dietro le quinte e con molti di voi ho stretto rapporti di amicizia che porterò sempre con me. Un ringraziamento speciale va a tutti i miei compagni di squadra. Grazie per aver condiviso con me ogni allenamento, ogni partita, ogni sacrificio e ogni emozione. Ognuno di voi ha contribuito alla mia crescita sia dal punto di vista sportivo sia da quello umano. Porterò con me i ricordi, le battaglie vissute sul campo, le vittorie, le delusioni e tutti i momenti condivisi dentro e fuori dallo spogliatoio. Per il rispetto di cui parlavo prima e per i valori che i miei genitori mi hanno insegnato, vorrei ringraziare il signor Massimo Zanetti per questi anni condivisi insieme e per gli investimenti che hanno permesso alla Virtus di tornare ai massimi livelli, dove merita di stare. Infine, vorrei dedicare un pensiero ad Alberto Bucci. Ha creduto in me dal primo giorno in cui mi ha visto e mi ha insegnato a mettere il bene della Virtus davanti al mio bene personale, proprio come faceva lui. A Bologna ho costruito molto più di una carriera sportiva: ho costruito una parte fondamentale della mia vita, come uomo prima ancora che come atleta. Ho stretto legami che porterò con me per sempre. Per questo ringrazio tutti nuovamente dal profondo del mio cuore e custodirò per sempre questo viaggio dentro di me con grande affetto ed emozione. Vi voglio bene. Pajo


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