Corre decisamente più veloce rispetto alla tormentata vicenda del restyling del Dall’Ara il progetto per il nuovo stadio del Bologna, che dovrebbe sorgere nell’area della Fiera, vicino al casello autostradale. E adesso c’è una prima scadenza decisiva: il 30 settembre.
Entro quella data Bologna Fc e BolognaFiere dovranno presentare alla Figc il dossier relativo al nuovo impianto e al progetto infrastrutturale. Ma soprattutto dovrà essere delineato uno degli aspetti più delicati dell’intera operazione: quello dei finanziamenti.
La scadenza è legata alla candidatura di Bologna come una delle città italiane destinate a ospitare gli Europei di calcio del 2032. Un obiettivo che potrebbe portare con sé anche un contributo del Governo stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro. Il termine del 30 settembre è stato confermato nei giorni scorsi anche dal sindaco Matteo Lepore.
Il nuovo stadio in Fiera: progetto da circa 300 milioni
Non bisogna però aspettarsi che alla fine di settembre venga già svelato l’aspetto del nuovo stadio. La progettazione architettonica arriverà in una fase successiva. In questo momento il lavoro riguarda innanzitutto le caratteristiche strutturali dell’impianto.
Sul tavolo c’è un investimento complessivo che, allo stato attuale, viene stimato attorno ai 300 milioni di euro. Una cifra sulla quale possono incidere in maniera significativa alcune delle soluzioni tecniche che verranno scelte.
Una delle questioni riguarda, per esempio, la copertura, che potrebbe essere totale o parziale. Su questi aspetti è al lavoro lo studio di Massimo Majowiecki. Successivamente dovrebbe affiancarlo Shesa, studio specializzato nell’impiantistica sportiva guidato dall’architetto Eloy Suárez, che ha già collaborato con Majowiecki, tra l’altro, per lo Juventus Stadium di Torino.
Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella di un terreno di gioco retrattile, soluzione che permetterebbe di utilizzare molto più facilmente la struttura nei giorni in cui non sono previste partite. Un’opzione che, però, avrebbe costi particolarmente elevati e che al momento appare quindi più difficile da realizzare.
Non solo calcio: l’idea di un grande impianto polivalente
Il punto centrale del progetto è infatti che il nuovo stadio non dovrebbe vivere soltanto nelle giornate delle partite del Bologna. L’obiettivo è realizzare una grande struttura polivalente, capace di ospitare eventi e manifestazioni durante buona parte del mese.
Ed è qui che entra direttamente in gioco BolognaFiere. Nell’area individuata per il nuovo impianto era già prevista la costruzione di un nuovo grande padiglione fieristico. La realizzazione dello stadio cambia lo scenario, ma non l’interesse della Fiera a utilizzare intensamente quegli spazi.
Nelle riunioni tra i soggetti coinvolti si sta quindi discutendo non soltanto di calcio, ma delle modalità di utilizzo della struttura, dell’organizzazione degli spazi, della manutenzione e della gestione. Tra le proposte avanzate ci sarebbe anche quella di inserire un’area commerciale.
Saputo e BolognaFiere: sul tavolo 50 milioni a testa
Ma il vero nodo da sciogliere resta quello economico. L’investimento stimato attorno ai 300 milioni impone di costruire un’architettura finanziaria solida e soprattutto in grado di fornire le necessarie garanzie.
Per il Bologna, Joey Saputo sarebbe pronto a mettere sul tavolo 50 milioni di euro. Una cifra analoga dovrebbe arrivare da BolognaFiere, guidata dal presidente Gianpiero Calzolari. L’orientamento sarebbe quello di mantenere un equilibrio tra l’investimento del club e quello della Fiera: se aumentasse l’impegno di Saputo, potrebbe quindi crescere parallelamente quello di BolognaFiere.
A questi capitali potrebbero aggiungersi altri investitori privati. Tra i soggetti interessati viene indicata anche l’impresa Galotti dei costruttori Marchesini. Un contributo potrebbe inoltre arrivare dalle istituzioni locali, dal Comune alla Regione fino alla Camera di commercio.
Dal Governo attesi fino a 30 milioni
Un’altra tessera importante del puzzle è rappresentata dai finanziamenti statali. L’aspettativa è che dal Governo possano arrivare tra i 25 e i 30 milioni di euro nell’ambito degli interventi collegati agli Europei del 2032.
Una volta raccolte le risorse messe direttamente a disposizione dai soggetti coinvolti e gli eventuali contributi pubblici, la parte restante dell’investimento dovrebbe essere finanziata attraverso il debito, facendo affidamento soprattutto sul Credito Sportivo.
Ed è proprio questo “castello” finanziario, più ancora della forma che avrà lo stadio, a rappresentare in questa fase il punto decisivo dell’operazione.
Euro 2032, Bologna deve superare l’esame della Figc
La solidità finanziaria del progetto dovrà infatti convincere sia la Figc sia il Comune di Bologna, chiamato successivamente ad approvare e accompagnare dal punto di vista amministrativo la realizzazione dell’impianto. La candidatura per Euro 2032 non è affatto scontata. Bologna parte con un handicap evidente rispetto alle città che dispongono già di uno stadio adeguato: l’impianto deve ancora essere costruito. I tempi saranno quindi stretti. L’obiettivo è arrivare all’apertura del cantiere nel 2027 e completare il nuovo stadio almeno un anno prima degli Europei. Anche un eventuale inserimento iniziale di Bologna tra le città di riserva potrebbe rappresentare un risultato importante nella corsa per ospitare la manifestazione. Rispetto alla lunga vicenda del restyling del Dall’Ara, tuttavia, il percorso amministrativo del nuovo impianto dovrebbe risultare meno complesso.
Di chi sarà il nuovo stadio?
Resta poi un’altra questione tutt’altro che secondaria: chi sarà proprietario del nuovo stadio e con quali quote. “Non sono state ancora decise”, ha spiegato nei giorni scorsi l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci. Le possibilità tecniche sono diverse, ma appare difficile immaginare che il nuovo impianto possa essere interamente di proprietà del Bologna Fc. Il coinvolgimento economico e strategico di BolognaFiere rende infatti centrale la definizione di un modello condiviso. Le discussioni riguardano le quote della futura società, ma anche chi utilizzerà gli spazi e quando, chi dovrà occuparsi della manutenzione, come verranno distribuiti costi e ricavi e quali attività potranno trovare posto nella struttura. È su questi aspetti che dovrà essere costruito un protocollo articolato tra i protagonisti dell’operazione. Solo allora sarà possibile capire davvero quale tipo di struttura nascerà accanto alla Fiera: non soltanto dove giocherà il Bologna, ma cosa farà il nuovo impianto durante tutti gli altri giorni dell’anno.
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