Centro Studi Agricoli – Osservazioni e richiesta di revisione della proposta di istituzione della nuova Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”


Osservazioni e richiesta di revisione della proposta di istituzione della nuova Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”. Codice sito: da indicare secondo la documentazione regionale di procedimento.

1. PREMESSA

Il Centro Studi Agricoli, associazione agricola con sede in Sassari, rappresentato dal Presidente Tore Piana, presenta le presenti osservazioni in merito alla proposta di istituzione della nuova Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”, riguardante un territorio di rilevante valore naturalistico e produttivo della Sardegna settentrionale.

Il Centro Studi Agricoli riconosce il valore straordinario del Lago di Baratz, della Nurra e degli ecosistemi interessati e condivide l’obiettivo di tutelare le specie di interesse comunitario, tra cui l’Aquila di Bonelli, il Grifone, il Capovaccaio e le specie migratrici presenti nell’area.

La tutela della biodiversità deve tuttavia essere realizzata insieme alla tutela dell’agricoltura, dell’allevamento, del paesaggio rurale, delle attività economiche e della permanenza delle comunità locali.

Il Centro Studi Agricoli chiede pertanto che il procedimento sia improntato a proporzionalità, trasparenza, partecipazione e sostenibilità economica.

2. UN TERRITORIO AGRICOLO E ZOOTECNICO VIVO

La Nurra non è un territorio vuoto né un’area naturale priva di attività umane. Nel territorio interessato sono presenti aziende agricole e zootecniche, terreni coltivati, pascoli, allevamenti, fabbricati rurali, strade interpoderali, pozzi, infrastrutture idriche, recinzioni, ricoveri e altre strutture aziendali, oltre a proprietari e conduttori agricoli.

La presenza dell’agricoltura e dell’allevamento non può essere considerata automaticamente un elemento di disturbo. La gestione agricola e pastorale ha contribuito nel tempo alla formazione e al mantenimento del mosaico rurale e paesaggistico che costituisce parte integrante del valore ambientale dell’area.

Gli agricoltori e gli allevatori devono quindi essere considerati parte della tutela e non soggetti da penalizzare.

3. PROPORZIONALITÀ DELLA NUOVA PERIMETRAZIONE

La proposta di istituzione della nuova ZPS interessa circa 9.503 ettari. Considerata l’estensione territoriale e la presenza di numerose attività produttive, è indispensabile verificare con precisione quali aree siano effettivamente necessarie agli obiettivi di conservazione.

Il Centro Studi Agricoli chiede che la perimetrazione venga verificata sulla base della reale presenza, riproduzione, alimentazione, sosta e spostamento delle specie che hanno determinato la proposta.

Laddove l’inclusione di aree agricole produttive, infrastrutture o territori fortemente antropizzati non risulti necessaria o adeguatamente motivata, deve essere valutata una revisione del perimetro.

La tutela deve essere efficace, ma anche proporzionata alle effettive esigenze di conservazione.

4. IMPATTO SULLE AZIENDE AGRICOLE

L’istituzione della ZPS non deve determinare un ulteriore carico burocratico per le imprese agricole.

Interventi ordinari come recinzioni, cancelli, manutenzione delle strade rurali, sistemazione dei terreni, opere idrauliche, impianti irrigui, vasche e sistemi di accumulo, pozzi, ricoveri, magazzini, adeguamento delle strutture, impianti fotovoltaici, efficientamento energetico e sistemi per la gestione dei reflui sono spesso indispensabili alla continuità aziendale.

Procedure autorizzative eccessivamente lunghe possono determinare ritardi, maggiori costi e perdita di opportunità di investimento.

Chiediamo pertanto che siano definite procedure semplificate e certe per gli interventi agricoli e zootecnici ordinari e indispensabili.

5. COERENZA CON PAC E CSR SARDEGNA

La Regione Sardegna sostiene attraverso la PAC e il CSR Sardegna 2023-2027 la competitività, la modernizzazione, l’innovazione e la sostenibilità delle aziende agricole.

È quindi necessario evitare una contraddizione tra il finanziamento degli investimenti aziendali e l’introduzione di nuove condizioni territoriali che possano ostacolarne la realizzazione.

Prima dell’istituzione definitiva della ZPS deve essere verificata l’interferenza tra misure di conservazione, autorizzazioni ambientali e investimenti PAC/CSR.

Deve inoltre essere garantita la continuità degli investimenti già autorizzati, finanziati o programmati.

6. ALLEVAMENTO E PASTORIZIA

L’allevamento richiede una gestione quotidiana e concreta del territorio. Gli animali devono essere alimentati, abbeverati, controllati, movimentati, protetti e, quando necessario, ricoverati.

Gli allevatori devono poter mantenere e realizzare recinzioni, abbeveratoi, mangiatoie, ricoveri, strade e piste aziendali e sistemi di approvvigionamento idrico.

Le future misure di conservazione devono pertanto garantire la possibilità di effettuare gli interventi ordinari necessari alla gestione degli allevamenti, senza procedure sproporzionate rispetto al reale impatto ambientale.

7. FAUNA SELVATICA E DANNI ALLE PRODUZIONI

La tutela della fauna deve essere accompagnata da strumenti concreti di prevenzione e gestione dei danni alle coltivazioni e agli allevamenti.

Il costo della conservazione non può ricadere esclusivamente sull’agricoltore o sull’allevatore.

Il Centro Studi Agricoli propone un sistema basato su: prevenzione, monitoraggio, gestione e risarcimento rapido, con risorse finanziarie certe e procedure semplici.

Chiediamo che contestualmente all’istituzione della ZPS venga predisposto uno specifico piano per la prevenzione e il risarcimento dei danni da fauna selvatica.

8. AUTOGESTITE DI CACCIA E GESTIONE DEL TERRITORIO

Particolare attenzione deve essere riservata alle autogestite di caccia eventualmente ricadenti nella nuova perimetrazione.

L’istituzione della ZPS può incidere sul calendario venatorio, sulle specie cacciabili, sui periodi e sulle modalità di esercizio, sulla gestione faunistica, sull’accessibilità delle aree e sugli obblighi gestionali.

Prima dell’approvazione definitiva deve essere effettuata una mappatura delle autogestite interessate e deve essere convocato uno specifico tavolo tecnico con i concessionari.

Chi partecipa alla gestione del territorio deve essere coinvolto nella definizione delle nuove regole.

9. VALUTAZIONE SOCIO-ECONOMICA

Alla valutazione scientifica delle specie deve essere affiancata una concreta analisi socio-economica della nuova ZPS.

Devono essere individuati almeno: numero delle aziende agricole e zootecniche interessate, superfici agricole utilizzate, numero dei capi allevati, infrastrutture aziendali, investimenti programmati, finanziamenti PAC/CSR interessati, autogestite di caccia presenti, attività economiche collegate, potenziali limitazioni e costi aggiuntivi.

La tutela ambientale è un interesse pubblico e, quando produce limitazioni o maggiori costi per le attività produttive, devono essere previste adeguate misure di sostegno e compensazione.

10. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE

Il Centro Studi Agricoli chiede la pubblicazione integrale dei dati scientifici utilizzati per definire il perimetro, degli studi e monitoraggi disponibili, delle cartografie, della localizzazione delle specie che hanno determinato la proposta e dei criteri utilizzati per l’inclusione delle singole aree.

Chiede inoltre l’apertura di un tavolo tecnico con aziende agricole, allevatori, proprietari, organizzazioni agricole, concessionari delle autogestite, associazioni venatorie e amministrazioni locali.

La partecipazione del territorio deve essere effettiva e non soltanto formale.

11. RISCHIO DI ABBANDONO DEL TERRITORIO

L’introduzione di nuovi vincoli senza adeguati strumenti economici e amministrativi può ridurre la convenienza dell’attività agricola e scoraggiare gli investimenti.

Il rischio è quello di produrre una sequenza negativa: meno investimenti, meno agricoltura, abbandono dei terreni, maggiore degrado, maggiore rischio incendi e perdita del paesaggio rurale.

Un territorio agricolo attivo e gestito è invece una componente fondamentale della tutela ambientale.

12. RICHIESTE FORMALI

Per tutte le motivazioni esposte, il Centro Studi Agricoli, in qualità di associazione agricola, rappresentato dal Presidente Tore Piana,

CHIEDE

  1. La sospensione dell’iter definitivo della proposta fino alla conclusione di un effettivo confronto con il territorio.
    2. La pubblicazione integrale dei dati scientifici utilizzati per la perimetrazione.
    3. La pubblicazione delle cartografie dettagliate relative alle specie e agli habitat che hanno determinato l’inclusione delle singole aree.
    4. La mappatura delle aziende agricole e zootecniche interessate.
    5. La mappatura delle autogestite di caccia interessate.
    6. Una specifica valutazione dell’impatto della ZPS sugli investimenti finanziati o finanziabili attraverso PAC e CSR Sardegna 2023-2027.
    7. La garanzia che gli interventi agricoli e zootecnici ordinari e indispensabili non siano sottoposti a procedure sproporzionate.
    8. L’istituzione di procedure semplificate per le opere aziendali ordinarie.
    9. La predisposizione di un piano specifico per la prevenzione e il risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica.
    10. La convocazione di un tavolo specifico con i concessionari delle autogestite di caccia.
    11. La previsione di adeguate misure economiche compensative qualora le nuove disposizioni determinino limitazioni significative alle attività produttive.
    12. La revisione della perimetrazione nelle aree agricole e zootecniche nelle quali l’inclusione non risulti adeguatamente proporzionata alle specifiche esigenze di conservazione.
    13. La garanzia che i nuovi vincoli non compromettano gli investimenti aziendali già programmati, autorizzati o finanziati.
    14. La piena partecipazione delle comunità rurali alla definizione delle future misure di conservazione.
    15. Una verifica specifica degli effetti della nuova ZPS sulle attività agricole e zootecniche esistenti.
    16. La verifica di una perimetrazione maggiormente mirata alle effettive esigenze di conservazione delle specie tutelate, evitando l’inclusione non necessaria di territori produttivi.

13. CONCLUSIONI

Il Centro Studi Agricoli ribadisce che non esiste alcuna contrapposizione tra agricoltura e tutela dell’ambiente.

La Nurra e il territorio del Lago di Baratz possono e devono continuare a rappresentare contemporaneamente un patrimonio naturalistico, un territorio agricolo, una terra di allevamento e un luogo nel quale le comunità locali possano vivere e lavorare.

La tutela dell’Aquila di Bonelli, del Grifone, del Capovaccaio e delle altre specie di interesse comunitario è un obiettivo che condividiamo.

Ma la tutela della biodiversità non può trasformarsi nella progressiva marginalizzazione di chi mantiene vivo il territorio.

Gli agricoltori e gli allevatori non sono un problema da gestire: sono parte della soluzione.

Per questo chiediamo alla Regione Sardegna di ascoltare il territorio prima dell’approvazione definitiva, verificando concretamente gli effetti della nuova perimetrazione sulle aziende agricole, sugli allevamenti, sui proprietari e sulle attività economiche.

La vera sfida è costruire una Rete Natura 2000 che non venga percepita come una semplice rete di vincoli, ma come uno strumento di tutela e valorizzazione capace di portare risorse, opportunità e sviluppo.

La conservazione dell’ambiente e la difesa dell’agricoltura devono diventare due parti della stessa strategia per il futuro della Sardegna.

Per il Centro Studi Agricoli Il Presidente Tore Piana


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