dopo aver perso un primo finanziamento regionale per non aver risposto ai solleciti, ora ne chiede un altro ben superiore – Il Caffe


Il Comune di Anzio torna a puntare sul recupero dell’immobile confiscato alla criminalità organizzata di via Tevere 19, a Villa Claudia, e prepara una nuova richiesta di finanziamento alla Regione Lazio.

La Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la manutenzione e la ristrutturazione del villino, prevedendo un investimento complessivo di 170mila euro. Le risorse, però, non saranno a carico del bilancio comunale: l’amministrazione intende partecipare al nuovo avviso regionale “Beni confiscati e spazi di legalità – Annualità 2026”.

La decisione arriva dopo un precedente passaggio che aveva portato alla revoca di un finanziamento regionale da 58.570 euro destinato proprio al recupero dello stesso immobile.

In quel caso, il Comune di Anzio si era visto revocare un finanziamento già assegnato per non aver dato riscontro alle richieste della regione nei tempi previsti. La regione aveva perciò revocato l’assegnazione del contributo prima dell’erogazione delle somme.

Il precedente finanziamento da 58.570 euro revocato per mancata risposta ai solleciti

La Regione Lazio aveva già concesso nel 2023 un contributo di 58.570,20 euro al Comune di Anzio nell’ambito di un bando regionale destinato al recupero e alla valorizzazione sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il progetto riguardava proprio lo stesso villino di Via Tevere a Villa Claudia e ne prevedeva la ristrutturazione e la sua destinazione all’housing sociale.

Il Comune di Anzio però non aveva iniziato i lavori entro la scadenza previste dal bando né aveva risposto ai diversi solleciti che Lazio Innova aveva inviato. La Regione Lazio aveva perciò revocato il finanziamento già concesso, ma ancora non erogato. Per il Comune di Anzio dunque non fu necessario rimandare indietro alcuna somma. Semplicemente perse il diritto al finanziamento già approvato.

La nuova delibera comunale prende le mosse dalla vicenda del finanziamento revocato per approvare una nuova richiesta di partecipazione ad un bando regionale per il recupero dello stesso immobile di Via Tevere.

Il nuovo progetto del Comune di Anzio per il villino di via Tevere

Il Comune di Anzio torna dunque sul progetto di recupero del villino di via Tevere, bene confiscato alla criminalità organizzata e assegnato al patrimonio indisponibile del Comune di Anzio, ovvero con un vincolo d’uso ben preciso: la destinazione sociale.

La Giunta comunale di Anzio in data 18 settembre ha deliberato di partecipare all’avviso pubblico della Regione Lazio “BENI CONFISCATI E SPAZI DI LEGALITÀ – Annualità 2026” per accedere ai finanziamenti per interventi di manutenzione/ristrutturazione al fine di garantire il riutilizzo ai fini sociali dell’immobile di via Tevere confiscato alla criminalità organizzata.

Come si legge nell’atto:

«questa Amministrazione intende promuovere e favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata acquisiti al patrimonio indisponibile degli enti locali, al fine di restituire alla collettività beni frutto di proventi di attività illecite, contribuendo in tal modo a rafforzare la percezione dell’equità e la fiducia nelle istituzioni, con ricadute positive in termini di sicurezza, legalità e politiche sociali».

L’amministrazione di Anzio intende procedere con una serie di interventi necessari a rendere nuovamente utilizzabile l’immobile di via Tevere e a consentirne una futura destinazione sociale.

Un progetto da 170mila euro

Il progetto prevede una spesa complessiva di 170mila euro. La quota principale riguarda i lavori, che ammontano a 98.628,67 euro. A questa cifra si aggiungono 71.371,33 euro per le altre voci previste dal quadro economico, comprese forniture, spese tecniche, imposte, imprevisti, allacci e altri costi connessi all’intervento.

Una parte consistente delle risorse sarà destinata alle opere edili e impiantistiche. Il progetto prevede interventi sulle opere murarie e di tinteggiatura, sugli impianti elettrico, idrico-sanitario e di riscaldamento e sugli infissi interni ed esterni.

Una voce particolarmente significativa riguarda inoltre l’abbattimento delle barriere architettoniche, per il quale sono stati previsti 19.088,47 euro.

Il progetto comprende anche 10.763,13 euro per gli oneri della sicurezza e per l’allestimento del cantiere e delle opere provvisionali.

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di rendere il bene funzionale alle attività e ai servizi sociali che potranno essere successivamente ospitati all’interno dell’immobile.

Previsti anche mobili, cucina e camere

Il progetto non si limita alla ristrutturazione dell’edificio. Nel quadro economico sono stati inseriti anche 18mila euro per mobili, arredi, attrezzature e dotazioni.

La documentazione suddivide questa somma in diverse voci. Sono previsti 4.500 euro per gli arredi del soggiorno, 6mila euro per la cucina, 2.500 euro per una prima camera, mille euro per una seconda camera e altri 2.500 euro per una terza camera. A queste somme si aggiungono 1.500 euro per gli oneri della sicurezza relativi alle forniture.

Il progetto indica quindi una destinazione dell’immobile compatibile con una struttura nella quale possano essere svolte attività di accoglienza e sostegno sociale.

La destinazione concreta dell’immobile dovrà essere definita attraverso il successivo percorso di progettazione e coinvolgimento del Terzo settore previsto dall’amministrazione.

Il Comune punta sulla coprogettazione con il Terzo settore

Nella delibera la Giunta spiega di voler avviare un percorso di coprogrammazione e coprogettazione per definire le modalità di utilizzo sociale dell’immobile.

Il percorso dovrebbe coinvolgere la cittadinanza e il Terzo settore, ovvero tutti quegli enti privati che operano senza scopo di lucro per perseguire finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. L’amministrazione dichiara inoltre di voler adottare la stessa metodologia per gli altri beni confiscati alla criminalità organizzata assegnati al Comune di Anzio.

Il principio alla base dell’iniziativa è quello di trasformare un bene sottratto alla criminalità in una struttura destinata alla collettività. Nella delibera il Comune collega il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle politiche di inclusione, alla sicurezza e alla promozione della legalità.

La nuova domanda di finanziamento alla Regione

Per il progetto in questione, il Comune non dispone direttamente i 170mila euro dal proprio bilancio, ma approva il progetto necessario per partecipare al nuovo avviso regionale “Beni confiscati e spazi di legalità – Annualità 2026”.

La Regione Lazio ha previsto per il programma uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro distribuito sugli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028.

L’amministrazione comunale di Anzio ha quindi dato mandato agli uffici del settore Lavori pubblici, Patrimonio e Demanio di predisporre e presentare la domanda secondo le istruzioni previste dal bando.

La delibera stabilisce che, in caso di ottenimento del contributo, l’intervento sarà successivamente inserito negli strumenti di programmazione dell’ente.

Il costo sarà coperto dalla Regione se arriverà il contributo

I 170mila euro del progetto saranno interamente coperti dai fondi regionali previsti dall’avviso, se il progetto del Comune di Anzio rientrerà tra quelli vincitori del bando.

Solo in caso di ottenimento del contributo potranno essere attivati i successivi passaggi amministrativi e programmatori previsti dalla delibera.

Dopo essersi lasciato scappare il primo finanziamento, Anzio ci riprova

La nuova iniziativa del Comune di Anzio riporta al centro dell’attenzione il villino di via Tevere 19.

Per il Comune si tratta di un nuovo tentativo di recuperare il bene confiscato. Dopo i 58.570,20 euro persi con la revoca del precedente finanziamento, la nuova partita vale 170mila euro. La nuova richiesta vale quindi quasi tre volte il precedente finanziamento.

L’obiettivo dichiarato resta quello di recuperare il bene e restituirlo alla collettività attraverso una destinazione sociale.

Nel caso in cui Anzio dovesse ricevere il finanziamento regionale che si appresta a chiedere, questa volta dovrà fare attenzione a rispettare le scadenze previste, per non incorrere nuovamente nel rischio di vederselo revocare.


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