Ecco come sarà il parcheggio sotto pratogiardino: svelato il progetto scelto dal Comune


Un’opera pensata per allentare la storica morsa della sosta a ridosso delle mura cittadine e servire il centro storico, salvaguardando al tempo stesso l’integrità dell’area verde più frequentata di Viterbo. La giunta comunale ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per la costruzione di un parcheggio multipiano interrato all’interno del parco di pratogiardino.

Cosa prevede il progetto

Tra le diverse ipotesi al vaglio dei tecnici, l’amministrazione ha formalmente adottato la cosiddetta “soluzione 1”, individuata come la più rispondente ai criteri di convenienza economica ed efficienza. Questa configurazione prevede una struttura interrata a pianta rettangolare estesa su due livelli di parcamento, una scelta che consente di massimizzare la capienza e ottimizzare la resa degli spazi di manovra. Le tavole tecniche del piano tipo mostrano infatti una capienza di 104 posti auto per livello, organizzati attorno a corsie di transito a doppio senso e serviti da un nucleo centrale di rampe continue a senso unico per salita e discesa, affiancato da vani ascensore e blocchi scala disposti lungo i margini per consentire le uscite pedonali di sicurezza.

Particolare attenzione è stata riservata alla viabilità di raccordo e all’impatto visivo all’esterno del parco. Come evidenziato dagli inserimenti fotorealistici e dalle planimetrie di progetto, il transito veicolare graviterà principalmente su via della Palazzina, dove un portale rivestito in conci di pietra e tufo si incastona direttamente nella scarpata sotto il livello stradale, accogliendo l’ingresso e la corsia principale dei mezzi.

Il disegno del sistema viario prevede inoltre una rampa dedicata in uscita che sbuca su via del Pilastro, inserendosi a livello stradale in adiacenza alla recinzione curva in ferro battuto che delimita il perimetro del giardino. Una conformazione che mira a fluidificare i flussi in entrata e in uscita senza appesantire un unico snodo stradale e senza generare ingorghi in prossimità degli accessi pedonali del parco.

L’impatto sul verde di pratogiardino

La tutela paesaggistica e ambientale dell’area verde ha rappresentato uno dei nodi centrali nella stesura del piano di fattibilità. L’intero parco è infatti sottoposto ai vincoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio per il suo pregio storico-architettonico e per la presenza di alberature monumentali. Per questo motivo il progetto stabilisce che, una volta completata la soletta del parcheggio, la superficie sarà interamente restituita alla fruizione pubblica attraverso il ripristino fedele dei viali e delle aiuole nello stato originario. Le sole presenze visibili al livello del giardino saranno i grigliati metallici di aerazione complanari al terreno e i manufatti dei corpi scala e ascensore.

La planimetria di dettaglio ha tracciato anche una puntuale mappatura botanica delle essenze arboree: l’impronta di scavo ricade in corrispondenza di alcuni esemplari direttamente interferenti, nello specifico magnolie stellate, un cedro, un platano e un leccio, mentre per le alberature contigue inserite nelle fasce di rispetto da zero a 2,5 metri e da 2,5 a 5 metri, comprendenti tigli e platani adulti, verranno predisposte speciali misure di salvaguardia durante le operazioni di cantiere.

Le alternative progettuali scartate

Il verdetto della Giunta chiude anche il confronto con le alternative scartate durante la fase di selezione tecnica. La bocciatura più netta ha riguardato la soluzione 3, un’ipotesi che prevedeva un parcheggio sotterraneo a tamburo circolare, con rampe concentriche e posti auto disposti a raggiera lungo una corona circolare esterna. Sebbene tale disegno garantisse sulla carta una sagoma morbida e un inserimento geometrico suggestivo rispetto al parco, è stato escluso per l’elevatissimo costo unitario per singolo stallo di sosta e per la totale impossibilità tecnica di effettuare futuri ampliamenti modulari.

Allo stesso modo, le varianti base a cubatura ridotta o con un solo livello di parcamento sono state giudicate insufficienti rispetto all’entità della spesa da sostenere, lasciando il campo alla variante rettangolare su due livelli che assicura il migliore equilibrio tra risorse investite e stalli ottenuti. Con il via libera della Giunta, il dossier passa ora alla dirigenza del VI settore comunale, che dovrà coordinare le tappe successive della progettazione definitiva.

Il costo

L’atto, illustrato dall’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris, fissa la scelta definitiva sull’assetto dell’infrastruttura e ne delinea la copertura finanziaria: un investimento complessivo stimato in 4 milioni 899mila euro, già inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2027-2029 con imputazione all’annualità 2028, che verrà interamente coperto mediante finanziamenti pubblici.

Le dichiarazioni

Per la sindaca Chiara Frontini si tratta di una tappa di un percorso amministrativo per dotare Viterbo di opere necessarie. “Quando siamo arrivati alla guida della città – dichiara Frontini – non esisteva un progetto organico sui parcheggi a servizio del centro storico. In questi anni abbiamo costruito un percorso che oggi mette in campo più interventi, in punti strategici a ridosso delle mura. Abbiamo inserito nella programmazione delle opere pubbliche anche il parcheggio multipiano di viale Raniero Capocci, per il quale il progetto è stato approvato nel 2023, e stiamo lavorando al parcheggio multipiano nell’area dell’ex deposito Francigena di via San Biele, a ridosso delle mura e in prossimità di porta Romana. Sono interventi diversi, ma fanno parte di una stessa strategia: aumentare progressivamente la dotazione di parcheggi nelle aree più vicine al centro storico e rendere più semplice e funzionale la sua fruizione”.

L’iter è nato da uno stanziamento in bilancio, come ricostruisce l’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris: “Sulla base delle valutazioni contenute nel Doc.f.a.p. è stata individuata come soluzione preferibile quella articolata su due livelli, in quanto consente di perseguire il miglior rapporto tra le risorse e il numero di posti auto realizzabili. Tale progetto – conclude l’assessore – nasce da un emendamento al bilancio dello scorso anno, proposto dal consigliere Alvaro Ricci e approvato all’unanimità dal consiglio comunale. Abbiamo raccolto quell’indirizzo e lo abbiamo trasformato in un percorso concreto, arrivando oggi all’approvazione del documento di fattibilità”.


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