Bando desertificazione commerciale Trentino: dal 2 novembre


Con la deliberazione n. 1516 del 2 ottobre 2026 la Giunta provinciale di Trento ha approvato il bando «Fare impresa in aree a rischio di desertificazione commerciale»: il 50% in conto capitale a chi apre la prima unità operativa, ne aggiunge una o ne trasferisce una in uno dei 35 comuni trentini dell’elenco, su una spesa ammissibile da oltre 25.000 a 300.000 euro. Le domande vanno su Agorà, la piattaforma di Trentino Sviluppo, dalle 12:00 del 2 novembre 2026 alle 12:00 del 30 giugno 2027 e l’istruttoria segue l’ordine di arrivo: all’8 ottobre 2026 non si può ancora inviare nulla.

Il conto più immediato, metà di un negozio da 100.000 euro, regge solo in parte. Con il locale in affitto i lavori sull’immobile restano fuori, impianto elettrico e riscaldamento compresi, mentre il bando aggiunge un forfait del 10% per le spese generali. E il 70% annunciato dal comunicato provinciale è il caso limite: servono due maggiorazioni e un plafond de minimis ancora capiente.

Approvato, ma non ancora presentabile. L’etichetta «Bando in corso» fra i «Bandi attivi» di Trentino Sviluppo non anticipa l’apertura. All’8 ottobre 2026 mancano anche moduli, elenco dei documenti e modalità di firma e di pagamento del bollo da 16 euro che le pagine dell’ente indicano tra i costi: la delibera affida la modulistica alla struttura provinciale competente.

Bando trentino sulla desertificazione commerciale: sei condizioni, nessuna facoltativa

  • Il comune: l’unità operativa sta in uno dei 35 comuni dell’Allegato 1 al bando, quelli con al massimo 4 localizzazioni attive nel commercio al dettaglio e nella ristorazione al 31 dicembre 2025. L’elenco è tassativo e lo trovi nella tabella dei 35 comuni, in ordine alfabetico.
  • L’impresa: una PMI già costituita e iscritta al Registro delle imprese quando presenta la domanda; ammesse anche la contabilità semplificata e il regime forfettario.
  • L’attività: un codice ATECO 2025 dell’art. 6, comma 4 (gran parte del commercio al dettaglio, la ristorazione, alcuni servizi), prevalente nell’unità agevolata.
  • L’iniziativa: prima unità operativa, unità aggiuntiva o trasferimento di una propria unità, mai da un altro comune dell’elenco.
  • L’avvio: dal 1° gennaio 2026. Una fattura, un pagamento o un leasing del 2025 legati all’iniziativa la escludono.
  • La spesa: ammissibile oltre 25.000 e fino a 300.000 euro, anche a consuntivo; sopra i 150.000 euro serve il parere positivo di una banca o di una società di leasing.

50%Contributo base sulla spesa ammessa

35Comuni nell’elenco del bando

2 novembreApertura delle domande, ore 12:00

Voce Cosa prevede l’atto Dove sta scritto
Atto Deliberazione della Giunta provinciale n. 1516 del 2 ottobre 2026, che approva il «Bando per il rilancio economico delle aree a rischio di desertificazione commerciale» (Allegato A); pubblicata nel sistema delibere il 5 ottobre 2026 DGP 1516/2026
Base giuridica Legge provinciale 6 luglio 2023, n. 6: art. 22, c. 2, lett. a per le imprese di nuova costituzione; art. 17, c. 2, lett. a e art. 20, c. 2, lett. a per le altre Bando, art. 2 e 3
Gestione Trentino Sviluppo S.p.A. istruisce ed eroga; la Provincia concede e dichiara le decadenze Delibera, punto 3; bando, art. 5, 19 e 20
Forma e regime Contributo in conto capitale, in de minimis (Reg. UE 2023/2831) Bando, art. 4
Dotazione 1.000.000 di euro destinati al bando, da risorse già assegnate a Trentino Sviluppo; concessioni nel limite del budget Delibera, punti 5 e 6; bando, art. 5
Contributo 50%, più 10 punti per impresa femminile o giovanile e 10 per un’assunzione a tempo pieno, se chiesti in domanda Bando, art. 8
Domande Dalle 12:00 del 2 novembre 2026 alle 12:00 del 30 giugno 2027, su agora.trentinosviluppo.it Delibera, punto 7; bando, art. 11
Procedura e tempi Valutativa senza punteggi, in ordine di arrivo; 90 giorni a Trentino Sviluppo per determinare il contributo, poi 60 alla Provincia per concederlo Bando, art. 12 e 21; disposizioni generali, punto 7, c. 2
Erogazione In un’unica soluzione dopo la rendicontazione, senza anticipo Bando, art. 19

Chi può partecipare al bando trentino sulla desertificazione commerciale

Un’impresa già costituita, piccola o media

Partecipano le PMI con i requisiti generali della L.p. 6/2023, non le imprese in difficoltà, nemmeno in de minimis. Non serve la contabilità ordinaria, che le regole generali chiedono nelle procedure valutative: vanno bene la semplificata, anche facoltativa, e il forfettario.

Chi deve ancora mettersi in proprio costituisce e iscrive l’impresa al Registro delle imprese prima della domanda, non dopo; codice ATECO, unità operativa e attivazione al Registro si dimostrano invece all’erogazione, pena la decadenza.

Oltre a DURC e regolarità fiscale, i requisiti generali chiedono anche di applicare ai dipendenti uno dei contratti collettivi dell’elenco provinciale (DGP 1758/2024, aggiornata dalla DGP 326/2026) e rispettare l’obbligo assicurativo contro i danni catastrofali (art. 1, comma 101, L. 213/2023). Non serve la sede legale in Trentino; la domanda congiunta di più imprese non è ammessa.

I codici ATECO ammessi: conta l’elenco dell’art. 6, non quello generale

L’allegato 1 delle disposizioni generali, molto più ampio, qui non conta. Il codice deve risultare dal Registro delle imprese e nell’unità non si possono svolgere in prevalenza attività fuori elenco. Le esclusioni usano la formula «codici specifici» delle disposizioni generali, dove un codice comprende i propri sottolivelli: la lettura coerente è che 47.2, per esempio, copra tutto il gruppo.

Codice ATECO 2025 Attività ammessa ed eventuali esclusioni
46.18.41 Intermediari del commercio all’ingrosso di automobili e autoveicoli leggeri
46.71.10 Commercio all’ingrosso di automobili e autoveicoli leggeri
47.81.10 Commercio al dettaglio di automobili e autoveicoli leggeri
47.92.21 Intermediazione per il commercio al dettaglio specializzato di autoveicoli e motocicli di seconda mano
47.92.31 Intermediazione per il commercio al dettaglio specializzato di autoveicoli, esclusi articoli di seconda mano
47.1 Commercio al dettaglio non specializzato
47.2 Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco
47.4 Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e di comunicazione
47.5 Commercio al dettaglio di altre attrezzature per uso domestico
47.6 Commercio al dettaglio di articoli culturali e ricreativi
47.7 Commercio al dettaglio di altri prodotti, esclusi autoveicoli e motocicli. Esclusi i codici specifici 47.73, 47.73.1, 47.73.10, 47.73.9 e 47.73.90 (prodotti farmaceutici e medicinali)
56 Attività di servizi di ristorazione. Esclusi 56.11.91 e 56.11.92 (ristoranti connessi alle aziende agricole e ittiche)
74.20 Attività fotografiche
75.0 Servizi veterinari
77.21 Noleggio e leasing operativo di attrezzature e articoli sportivi e ricreativi
79.1 Agenzie di viaggio e tour operator
85.51 Formazione sportiva e ricreativa
85.53 Scuole guida
93.1 Attività sportive
93.2 Attività di intrattenimento e divertimento. Escluso 93.29.3 (apparecchi da intrattenimento senza vincite in denaro, a moneta o a gettone)
96 Attività di servizi alla persona. Escluso 96.99.92 (servizi di incontro ed eventi simili)

Chi aggiunge un codice per entrare nel bando se lo tiene nell’unità per tutta la durata degli obblighi: dopo l’erogazione lo può cambiare solo con un altro dello stesso elenco.

Tre modi di aprire, e quello che il bando non finanzia

Ogni impresa presenta una domanda soltanto, per una sola unità e una sola delle tre tipologie dell’art. 9, comma 2:

  • prima unità operativa dell’impresa;
  • unità operativa aggiuntiva rispetto a quelle che l’impresa ha già, in Trentino o fuori;
  • trasferimento di una propria unità, anche da fuori provincia, purché non stia già in un comune dell’elenco.

L’ammodernamento di un’unità già presente in uno dei 35 comuni non è finanziabile. Per chi è già lì il divieto scritto riguarda però solo il trasferimento: stando al testo, una seconda unità in un comune dell’elenco è un’unità aggiuntiva.

L’unità operativa è la sede o l’unità locale iscritta al Registro delle imprese; un coworking non conta. Negli esercizi commerciali e pubblici non devono esserci apparecchi da gioco dell’art. 110, comma 6 del TULPS: per un bar con le slot il bando non è percorribile. Fuori anche i beni in comproprietà, le opere murarie senza titolo edilizio e gli investimenti agevolabili con le leggi provinciali su impianti a fune e piste da sci (L.p. 35/1988) o su strutture alpinistiche (L.p. 8/1993).

L’avvio dal 1° gennaio 2026: basta una fattura del 2025 per restare fuori

Per il bando l’avvio è il primo documento giuridicamente rilevante: fattura o equivalente, pagamento, stipula del leasing. Le conferme d’ordine non contano, e la tolleranza del 10% su caparre e acconti della definizione generale qui non è richiamata. Un acconto pagato a dicembre 2025 al falegname degli arredi fa quindi partire nel 2025 l’intera iniziativa, che resta fuori. In compenso, in de minimis non serve l’effetto incentivante: le spese del 2026 fatte prima della domanda restano ammissibili.

Quanto si prende: 50%, 60% o 70%, e i limiti che contano

Ogni maggiorazione dell’art. 8 vale 10 punti sopra il 50% di base, se chiesta espressamente in domanda: si attribuisce con la concessione e si conferma in rendicontazione. Il testo scrive «10%», ma sono punti che si sommano: lo conferma il comunicato provinciale («premialità fino al 70%»), ed è così che ragiona l’art. 20 quando riduce la misura.

Caso Misura Contributo su 300.000 euro di spesa ammessa A quali condizioni
Senza maggiorazioni 50% 150.000 euro È il caso standard
Con una maggiorazione 60% 180.000 euro Impresa femminile o giovanile, oppure assunzione a tempo pieno
Con entrambe 70% 210.000 euro Caso limite: tutte e due chieste in domanda e confermate a consuntivo, con capienza de minimis sufficiente
Spesa minima 50% Poco più di 12.500 euro Spesa ammissibile appena sopra i 25.000 euro

Impresa femminile o giovanile: proprietà e amministrazione insieme

Per un’impresa individuale basta un titolare donna o di età pari o inferiore a 35 anni alla data della domanda. Per le società il testo chiede più del comunicato, che parla di imprese «a prevalente conduzione o proprietà»: almeno il 51% dei soci (società di persone) o delle quote (società di capitali) deve essere di donne o di giovani di età non superiore a 35 anni, e gli stessi soggetti devono essere anche amministratori, il tutto risultante dal Registro delle imprese.

Il testo non dice se tutte le persone del 51% debbano amministrare, come si applichi alle cooperative né se donne e giovani si sommino: meglio chiederlo a Trentino Sviluppo. Con questa maggiorazione non sono ammesse variazioni soggettive della titolarità. Guarda anche gli altri bandi aperti alle imprese guidate da donne, sapendo che sulle stesse spese il cumulo è di regola vietato.

Assunzione a tempo pieno: dieci punti in cambio di tre anni

Gli altri 10 punti richiedono l’assunzione di un lavoratore subordinato a tempo pieno, a termine o a tempo indeterminato, risultante dal Libro unico del lavoro, che resti per 3 anni dalla data di completamento; se non resta, decade solo la maggiorazione. In soldi sono 11.000 euro sull’esempio 1 più sotto e 25.740 sull’esempio 2.

Il bando non dice quando assumere rispetto alla domanda. Contratto e Libro unico si allegano però alla rendicontazione (art. 8, c. 3) e il triennio parte dal completamento (art. 15, c. 2, lett. e): prudenza vuole il lavoratore in forza al più tardi quel giorno. Non dice nemmeno se debba lavorare nell’unità agevolata né se serva un aumento netto dell’organico: domande da porre a Trentino Sviluppo.

Caso Cosa dice l’atto Come lo leggiamo
Somministrato, intermittente, part-time Subordinato a tempo pieno alle dipendenze del beneficiario Fuori: il somministrato è dipendente dell’agenzia (art. 30, D.Lgs. 81/2015)
Apprendista a tempo pieno Non nominato Per legge è a tempo indeterminato (art. 41, c. 1, D.Lgs. 81/2015) e il testo non lo esclude; da confermare con Trentino Sviluppo
Tempo determinato Ammesso; se scade prima dei tre anni, nuovo tempo pieno entro 15 giorni Con la stessa persona servono le condizioni dell’art. 19, c. 1, D.Lgs. 81/2015 oltre i 12 mesi e, oltre i 24, salvo i contratti collettivi, un ultimo contratto presso la direzione territoriale del lavoro (c. 2 e 3): tre anni sono al limite, meglio un indeterminato o un sostituto pronto
Dimissioni o licenziamento Interruzione ammessa solo «previa stipula, in continuità» di un nuovo rapporto a tempo pieno Il testo non distingue la causa; i 15 giorni valgono solo per i contratti in scadenza: con le dimissioni si sostituisce nel preavviso, per una cessazione immediata (giusta causa) va chiesto a Trentino Sviluppo
Riduzione dell’orario Non regolata Alla lettera fa cadere il requisito, anche quando il part-time è un diritto del lavoratore (art. 8, c. 3, D.Lgs. 81/2015): da chiarire con Trentino Sviluppo
Soci e familiari Esclusi titolari, soci, amministratori e loro coniugi, parenti e affini fino al terzo grado Basta una quota minima per escludere il socio; per noi «coniuge» comprende l’unione civile (L. 76/2016, art. 1, c. 20); il convivente non è nominato
Lavoro agile Non ammesso, nemmeno per il sostituto Nessun accordo di lavoro agile, neanche per un giorno

De minimis e parere della banca: i due limiti che arrivano prima del 70%

Il contributo si ferma allo spazio de minimis ancora libero: il Reg. UE 2023/2831 (art. 3) fissa per ogni «impresa unica», l’impresa più quelle con cui ha rapporti di controllo, un tetto di 300.000 euro, verificato sui tre anni precedenti alla data della concessione della Provincia, non del pagamento. Prima della domanda conviene quindi sapere come calcolare lo spazio de minimis che resta.

Sopra i 150.000 euro di spesa serve anche, come condizione di accesso, la valutazione positiva di un istituto di credito o di una società di leasing sulla capacità finanziaria ed economica dell’impresa di realizzare l’iniziativa.

Spese ammesse, tetti per macrovoce e il limite di chi è in affitto

Valgono le spese dal 1° gennaio 2026 fino a 18 mesi dopo la concessione, anche con fattura emessa entro il termine e pagata prima della rendicontazione, riferite solo all’unità agevolata. I tetti valgono in concessione e in rendicontazione: l’eccedenza si taglia.

Macrovoce Cosa comprende Tetto
a.1 Acquisto dell’immobile Prezzo di acquisto, con atto di trasferimento registrato da presentare in rendicontazione Il doppio della macrovoce b e comunque 150.000 euro di spesa, più i limiti in euro al metro quadro delle disposizioni generali
a.2 Opere murarie e assimilate Ristrutturazione, pavimenti, serramenti, cartongesso, sanitari, sistemazioni esterne e impianti generali: elettrico, riscaldamento e condizionamento, idrico, rete dati, videosorveglianza, antincendio, elevazione Nessun tetto proprio; escluse con il locale in semplice affitto
b Impianti, macchinari, attrezzature, arredi Impianti specifici dell’attività, macchinari con il loro software, attrezzature, mobili, macchine d’ufficio Nessun tetto proprio
c Software, brevetti, licenze, know-how Usati solo nell’unità, ammortizzabili, nell’attivo per almeno 3 anni; il software di base di una macchina va con la macchina, in b 50% della macrovoce b
d Consulenze tecniche Progettazione, direzione lavori, collaudi e sicurezza delle opere a.2 8% della voce a.2
e Consulenze specialistiche Notaio di costituzione; consulenze di avvio (piano strategico, organizzazione, piano economico finanziario); marketing ed e-commerce, compresa la prima progettazione del sito, da scrivere in fattura; formazione imprenditoriale 5.000 euro per il notaio, solo se la prima unità nasce in un comune dell’elenco
f Spese generali Importo forfettario 10% delle macrovoci da a a e

Con il forfait le macrovoci da a a e arrivano al massimo a 272.727,27 euro, più 27.272,73 di spese generali. L’atto non dice se il forfait sia automatico o vada chiesto.

Chi è in affitto perde la macrovoce a. Per i fabbricati l’unità deve essere di proprietà, in leasing, in affitto d’azienda fra società controllanti e controllate o fra aziende degli stessi soggetti, oppure su un diritto reale stipulato con un ente strumentale della Provincia. Con una normale locazione niente opere murarie né impianti generali, e quindi niente macrovoce d. Restano macchinari, attrezzature, arredi, software e consulenze, comprati in proprietà o in leasing. La locazione deve durare almeno 6 anni più 6 ed essere firmata e registrata entro 30 giorni dal primo documento di spesa.

Escluse anche: fatture da meno di 500 euro IVA esclusa, beni usati, mezzi di trasporto, beni merce e scorte, cellulari e fotocamere, contratti «chiavi in mano», consulenze ordinarie, pagamenti in contanti o con carta personale e gli acquisti di immobili e consulenze da soci o amministratori e di software da soci, oltre che da familiari dei soci fino al terzo grado o da società da loro partecipate (verifica sui 24 mesi prima della domanda). L’IVA entra solo se il regime fiscale la rende indetraibile, come nel forfettario, e l’indetraibilità va dichiarata in domanda. Le macrovoci da a a e si compensano fra loro fino al 30%.

Prima di firmare i preventivi componi la spesa per macrovoce e controlla i tre tetti che dipendono da un’altra voce: software, consulenze tecniche e immobile. Sulle fatture va il CUP, il codice di progetto chiesto da Trentino Sviluppo; per quelle del 2026 emesse prima, le indicazioni provinciali (DGP 728/2024) prevedono il CUP nella quietanza del bonifico se non ancora pagate, altrimenti una dichiarazione sostitutiva di correlazione.

Tre esempi di calcolo, macrovoce per macrovoce

Importi ipotetici. Nessun arrotondamento: né il bando né le disposizioni generali ne prevedono.

Esempio 1: il negozio da 100.000 euro in un locale in affitto

Arredi e attrezzature per 80.000 euro, un software gestionale da 8.000 (il tetto, metà della macrovoce b, sarebbe 40.000) e 12.000 euro di consulenze di avvio e marketing. Locale in locazione: macrovoci a e d a zero.

Esempio 2: un locale comprato e ristrutturato

Immobile acquistato a 140.000 euro, 50.000 di opere murarie, 60.000 di attrezzature. Il tetto sull’immobile è il doppio della macrovoce b, 120.000 euro, e 20.000 del prezzo restano fuori; progettazione e direzione lavori entrano fino a 4.000, l’8% delle opere. Il prezzo va controllato anche sui limiti in euro al metro quadro delle disposizioni generali, che per l’edilizia civile vanno da 2.000 a 3.500 euro secondo zona e centro storico: nel dubbio sulla fascia, meglio chiedere a Trentino Sviluppo.

Voce (importi in euro) Esempio 1, negozio in affitto Esempio 2, locale acquistato
a.1 Acquisto dell’immobile 0 120.000 (su 140.000 di prezzo)
a.2 Opere murarie 0 (escluse in affitto) 50.000
b Attrezzature e arredi 80.000 60.000
c Software 8.000 0
d Progettazione e direzione lavori 0 4.000
e Consulenze 12.000 0
Totale delle macrovoci da a a e 100.000 234.000
f Spese generali, 10% 10.000 23.400
Spesa ammissibile 110.000 257.400
Contributo al 50% 55.000 128.700
Con una maggiorazione, 60% 66.000 154.440
Con entrambe, 70% 77.000 180.180

Il forfait porta l’esempio 1 sopra il «50% di 100.000» solo perché nei 100.000 non ci sono lavori.

Esempio 3: spesa massima e plafond già in parte usato

Con 300.000 euro di spesa e due maggiorazioni il contributo teorico è di 210.000 euro. Ma se nei tre anni precedenti la concessione l’impresa unica ha già avuto 180.000 euro di aiuti de minimis, restano 120.000 euro di capienza e il contributo concesso non va oltre. Per i 210.000 euro pieni servono spesa massima, due maggiorazioni confermate e non più di 90.000 euro di de minimis precedenti.

I 35 comuni a rischio di desertificazione commerciale per il bando

Per il bando sono «aree a rischio di desertificazione commerciale» i comuni trentini con al massimo 4 localizzazioni attive, cioè sedi legali e unità locali, nelle divisioni ATECO 47 (commercio al dettaglio) e 56 (ristorazione) contate insieme, secondo il Registro delle imprese della Camera di commercio di Trento al 31 dicembre 2025.

L’elenco dell’Allegato 1 al bando è tassativo e indica comuni interi, senza frazioni: chi non c’è resta fuori anche se oggi ha 4 localizzazioni o meno, chi c’è resta dentro anche se ne aprono altre. Vale per questo bando, non è un elenco ufficiale dei comuni in spopolamento, e la formula «comuni ad alto rischio» delle pagine dell’ente nell’atto non c’è.

Iniziale Quanti Comuni dell’Allegato 1 al bando
A e B 6 Amblar-Don, Bieno, Bocenago, Bondone, Borgo Lares, Bresimo
C 7 Capriana, Carzano, Castel Condino, Cavizzana, Cimone, Cinte Tesino, Cis
D 3 Dambel, Denno, Drena
F e G 2 Frassilongo, Garniga Terme
L e M 3 Livo, Luserna, Massimeno
N, O e P 4 Nomi, Ospedaletto, Palù del Fersina, Pomarolo
R e S 5 Ronchi Valsugana, Sagron Mis, Samone, Sfruz, Strembo
T e V 5 Telve di Sopra, Terragnolo, Terzolas, Trambileno, Vignola-Falesina

L’abbiamo ricontrollato l’8 ottobre 2026 sull’Allegato 1 e sull’allegato del comunicato della Provincia: stessi 35 nomi.

Domanda su Agorà dal 2 novembre: conta l’ordine di arrivo

La domanda si invia solo online, in italiano, sulla piattaforma Agorà di Trentino Sviluppo, con SPID, CPS/CNS o CIE; chi la invia si associa all’impresa come legale rappresentante, titolare o delegato. Vale la data dell’invio telematico. Se la piattaforma non funziona e l’assistenza non risolve, si scrive via PEC a [email protected], e Trentino Sviluppo può consentire l’invio per la stessa via.

L’istruttoria parte il giorno dopo e segue l’ordine cronologico, come la concessione. Non ci sono punteggi: Trentino Sviluppo valuta descrizione dell’iniziativa, valore, pertinenza e congruità delle spese, limiti di spesa e condizioni delle maggiorazioni (art. 13). L’atto nomina già alcuni documenti: descrizione con eventuali progetti, computi metrici se richiesti, parere bancario sopra i 150.000 euro, richiesta delle maggiorazioni, dichiarazione di indetraibilità dell’IVA. Dopo un diniego, il bando non dice se si possa ripresentare la domanda.

I 90 giorni di Trentino Sviluppo e i 60 della Provincia dal ricevimento dell’elenco fanno 150 giorni sulla carta, più trasmissione e sospensioni per integrazioni. Con 1.000.000 di euro di dotazione e contributi fino a 150.000 euro per domanda, 210.000 con entrambe le maggiorazioni, conviene inviare presto ma completo: ogni integrazione ferma il procedimento. A dotazione esaurita o in esaurimento la Giunta può sospendere i termini; le domande rimaste senza fondi possono essere agevolate con priorità cronologica entro l’anno solare successivo, poi arriva il diniego. Per le altre aperture c’è il nostro calendario dei bandi che aprono a novembre.

Dopo la concessione: 18 mesi per finire, 24 per rendicontare, un solo pagamento

L’iniziativa va completata entro 18 mesi dalla concessione, senza proroga: conta l’ultimo documento di spesa ammissibile, o il verbale di consegna per il leasing, e i titoli edilizi si dimostrano in rendicontazione. La rendicontazione va via PEC entro 24 mesi dalla concessione, anch’essa senza proroga, con elenco delle spese per macrovoce, relazione finale, documenti delle consulenze e delle maggiorazioni, atto registrato dell’eventuale immobile e attestazione di verifica di un commercialista, revisore legale, consulente del lavoro o altro soggetto abilitato, senza conflitti di interesse.

Nessun anticipo: il contributo arriva tutto in una volta entro 60 giorni dalla rendicontazione, dopo i controlli su DURC, visura e, sopra soglia, art. 48-bis del DPR 602/1973. Tutta la spesa va quindi coperta prima, con mezzi propri, prestiti o leasing.

Se a consuntivo spendi meno del previsto

La misura scende per fasce (art. 20). Sull’esempio 1 al 60%, con 110.000 euro di spesa ammessa:

Spesa rendicontata ammissibile Quota della spesa ammessa Misura applicata Contributo
70.000 euro 63,6%, sotto il 70% 55%, cioè 5 punti in meno 38.500 euro
50.000 euro 45,5%, sotto il 50% 45%, cioè 15 punti in meno 22.500 euro
Meno di 33.000 euro Sotto il 30% Decadenza totale Nessuno

Per noi le fasce sono alternative e prevalgono sui 2 punti delle disposizioni generali: sotto il 50% si perdono 15 punti, non 20. Il minimo di 25.000 euro vale anche a consuntivo, ma per chi ci scende sotto il bando non scrive la conseguenza.

Gli obblighi dei cinque anni, e cosa costa non rispettarli

Obbligo Per quanto tempo Se non lo rispetti
Unità operativa attiva nel comune indicato in domanda 5 anni consecutivi dal completamento o, se successivo, dall’insediamento, che va fatto entro 6 mesi dal completamento Decadenza totale e sanzione da 2 a 4 volte l’aiuto ricevuto
Stesso comune e stessa tipologia di iniziativa Per tutta la durata degli obblighi Decadenza totale
Unità attivata al Registro delle imprese e codice ATECO posseduto Entro l’erogazione Decadenza totale
Codice ATECO dell’art. 6 nell’unità Per tutta la durata degli obblighi Decadenza totale
Non vendere, cedere o distogliere i beni 7 anni per gli immobili, 3 per i beni mobili, dal completamento Decadenza per la parte che riguarda il bene
Lavoratore assunto per la maggiorazione 3 anni dal completamento Decade la sola maggiorazione
Opere conformi agli strumenti urbanistici Sempre Decadenza totale
Rendicontazione Entro 24 mesi dalla concessione Meno 5% del contributo se in ritardo, decadenza totale se manca

Chi restituisce paga anche gli interessi semplici al tasso legale.

Cumulo con altri aiuti e con il Protocollo Sviluppo Trentino

Il bando rinvia alle disposizioni generali della L.p. 6/2023: sulle stesse spese niente altri aiuti di Stato, de minimis compresi (punto 4, c. 8). Fanno eccezione contributi in conto interessi, garanzie e «altre forme d’intervento» nella forma di abbattimento del costo del debito (art. 4, c. 1, lettere b, e, i della legge), nei limiti di intensità del regolamento di esenzione e mai oltre la spesa sostenuta. Più fonti su quote diverse dello stesso progetto restano ammesse (art. 4, c. 5 della legge).

Per noi il Protocollo Sviluppo Trentino rientra nell’eccezione. Il suo avviso (DGP 779/2026, Allegato B, art. 3 e 4) dà un contributo forfettario per abbattere il costo del debito e lo qualifica «altre forme di intervento», ma cita la lettera h, che nella legge sono i voucher: le altre forme sono la lettera i. È la forma che la DGP 655/2025 ha aggiunto alle eccezioni per cumulare gli incentivi «concessi anche nella forma di abbattimento del costo del debito». Due cautele: nessun chiarimento ufficiale dice come operi il limite delle intensità fra due aiuti de minimis, e la Linea Green chiede investimenti senza documenti di spesa anteriori alla domanda di finanziamento. Prima di contarci, una conferma scritta di Trentino Sviluppo e dell’agenzia provinciale che lo gestisce, APIAE.

Nei 300.000 euro dell’impresa unica entrano anche il Protocollo, con il valore attualizzato delle sue annualità alla concessione (Reg. UE 2023/2831, art. 3, par. 6), e l’IRAP azzerata per cinque anni alle nuove iniziative produttive trentine (L.p. 18/2017, art. 4, c. 1 bis e 4).

Il fisco divide il contributo in due quote

Per il bando è in conto capitale, ma per il fisco conta la destinazione, e un contributo calcolato in percentuale delle spese si ripartisce (Agenzia delle Entrate, risposta n. 6/2024):

  • Quota sui beni ammortizzabili (fabbricato, opere, impianti, arredi, software): esclusa dalle sopravvenienze (art. 88, c. 3, lett. b TUIR), abbassa il costo fiscale dei beni e si tassa nel tempo, con ammortamenti più bassi. In bilancio, quando condizioni ed erogazione sono ragionevolmente certe, va a riduzione del costo o in A5 con risconti passivi, con lo stesso utile (OIC 16, par. 87 e 88; OIC 24, par. 86 e 87).
  • Quota su consulenze e spese generali: sopravvenienza attiva, tassata tutta nell’anno dell’incasso perché dal 2024 la rateazione non c’è più (D.Lgs. 192/2024, art. 9; dal 2027 art. 97 D.Lgs. 117/2026). È l’unica quota che sconta la ritenuta d’acconto del 4%: oggi la prevede l’art. 28, c. 2, DPR 600/1973 e dal 2027 l’art. 43, c. 2, D.Lgs. 33/2025.

Per chi paga l’IRAP il contributo entra comunque nella base imponibile (D.Lgs. 446/1997, art. 5, c. 3). Sull’esempio 1, con tre ipotesi da confermare (forfait trattato come le consulenze, ritenuta anche al forfettario, IRAP al 2,68% anche dopo il 2028):

Voce (euro) Srl in utile, contabilità ordinaria Forfettario
Contributo al 50% su 110.000 55.000 55.000
di cui su arredi, attrezzature e software 44.000 44.000
di cui su consulenze e spese generali 11.000 11.000
Ritenuta del 4% 440, da scomputare 440, da recuperare
IRES al 24% 13.200, di cui 2.640 nell’anno dell’incasso Nessuna
IRAP al 2,68% trentino 1.474; zero per una nuova iniziativa produttiva Nessuna
Contributo netto 40.326, il 36,7% della spesa ammessa 55.000, il 50%

Il forfettario determina il reddito applicando un coefficiente ai ricavi (L. 190/2014, art. 1, c. 64) e ignora le sopravvenienze (circolare 10/E del 2016, par. 4.3.1): il contributo resta fuori, ma l’esonero dalla ritenuta vale solo per ricavi e compensi (c. 67). Per il de minimis conta invece il lordo, 55.000 euro (Reg. UE 2023/2831, art. 3, par. 5).

A chi conviene, e cosa resta a chi è fuori dall’elenco

Conviene a chi apre davvero in uno dei 35 comuni, con un progetto che regge cinque anni e la liquidità per anticipare tutta la spesa. Rende di più con il locale di proprietà o in leasing, dove entrano anche i lavori. Rende poco a chi ha un locale in affitto da sistemare e nulla a chi vuole rinnovare il negozio che ha. L’assunzione fatta solo per i 10 punti va pesata sul costo di tre anni di contratto, che il bando non copre.

Fuori elenco, in Trentino resta il contributo provinciale sul costo del finanziamento del Protocollo Sviluppo Trentino, stessa legge ma altro strumento. Fuori provincia c’è la nostra rassegna dei contributi per aprire o rinnovare un negozio nel resto d’Italia, e a chi segue clienti in più regioni può servire il confronto con i contributi valdostani per i negozi di vicinato, che usano importi forfettari invece di una percentuale della spesa.

Domande frequenti sul bando desertificazione commerciale in Trentino

La mia attività è in una frazione vicina a un comune dell’elenco: posso fare domanda?

Conta il comune dell’unità operativa al Registro delle imprese: rientra la frazione di uno dei 35 comuni, non quella di un comune vicino.

Devo ancora aprire l’impresa: posso presentare domanda e costituirla dopo?

No: costituzione e iscrizione al Registro delle imprese vanno fatte prima dell’invio (art. 6, comma 8). Il notaio della costituzione è spesa ammessa fino a 5.000 euro, se la prima unità nasce in uno dei 35 comuni.

Ho pagato un acconto per gli arredi a dicembre 2025: rientro ancora?

No, se riguarda l’iniziativa agevolata: un pagamento del 2025 ne anticipa l’avvio, che deve cadere dal 1° gennaio 2026. Una semplice conferma d’ordine non conta.

Il locale è in affitto: quali spese posso far rientrare?

Impianti specifici, macchinari, attrezzature, arredi, software, consulenze e il forfait del 10%. Niente lavori sull’immobile, impianti generali compresi, né progettazione e direzione lavori; il contratto va registrato entro 30 giorni dal primo documento di spesa e deve durare almeno 6 anni più 6.

Sono socia al 51% di una srl: ho diritto alla maggiorazione per l’impresa femminile?

Sì, se sei anche amministratrice e quote e carica risultano dal Registro delle imprese alla data della domanda. Vale 10 punti e va chiesta in domanda; sui casi misti, come una socia e un giovane socio, il testo tace.

Un’assunzione part-time dà diritto alla maggiorazione per l’assunzione?

No: serve un dipendente a tempo pieno, a termine o a tempo indeterminato, che non sia titolare, socio, amministratore o loro familiare fino al terzo grado, non lavori in smart working e resti 3 anni dal completamento.

Sulle stesse spese posso avere anche il Protocollo Sviluppo Trentino o un altro aiuto?

Con il Protocollo, per noi sì: sulle stesse spese le regole generali della L.p. 6/2023 escludono ogni altro aiuto di Stato, anche de minimis, salvo garanzie, conto interessi e abbattimento del costo del debito, la forma del Protocollo. Il suo avviso però cita la lettera h, quella dei voucher, e il limite delle intensità è da chiarire: meglio una conferma scritta. E ogni aiuto de minimis pesa sugli stessi 300.000 euro.

Quando arrivano i soldi del contributo?

Alla fine e tutti insieme, entro 60 giorni dalla rendicontazione, che va presentata entro 24 mesi dalla concessione. Nessun anticipo: la spesa va coperta prima.

Cosa preparare prima delle 12:00 del 2 novembre

  1. Verifica che il comune dell’unità sia nell’elenco dei 35 comuni e il codice ATECO prevalente nella tabella dell’art. 6.
  2. Se l’impresa non esiste ancora, costituiscila e iscrivila al Registro delle imprese prima dell’invio.
  3. Controlla che nel 2025 non ci siano fatture, pagamenti o leasing legati all’iniziativa.
  4. Componi i preventivi per macrovoce dentro i tetti; in affitto, togli i lavori e controlla durata e registrazione del contratto.
  5. Sopra i 150.000 euro di spesa, chiedi per tempo il parere della banca o della società di leasing.
  6. Per le maggiorazioni controlla quote e amministratori al Registro delle imprese; per il de minimis, cerca nel Registro nazionale degli aiuti quelli ricevuti da ciascuna impresa che fa parte dell’impresa unica.
  7. Prepara l’accesso ad Agorà con SPID, CPS/CNS o CIE e l’eventuale delega; prima del 2 novembre ricontrolla la pagina di Trentino Sviluppo: all’8 ottobre 2026 la modulistica non c’è.

Vuoi fare i conti sul tuo progetto prima del 2 novembre? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione dedicata.

Fonte ufficiale: deliberazione della Giunta provinciale n. 1516 del 2 ottobre 2026, con il bando (Allegato A) e l’elenco dei comuni (Allegato 1 al bando), Provincia autonoma di Trento.
Pagine dell’ente, lette l’8 ottobre 2026: pagina del bando su Trentino Sviluppo e scheda servizio della Provincia autonoma di Trento.
Regole comuni richiamate dal bando: disposizioni di carattere generale e comune della L.p. 6/2023, testo coordinato con la DGP n. 1325 del 28 agosto 2026.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม