Vendita Sac: ci sono soldi e tecnologia, manca il contratto giusto


Mancano sei clausole vincolanti nel contratto di privatizzazione SAC: Aerdust-Cta, investimenti su Comiso, tutela dei lavoratori e gestione delle emergenze vulcaniche

di Franz Cannizzo


Arrivano due notizie in pochi giorni che, messe insieme, raccontano perfettamente dove siamo.

La prima: La Sicilia pubblica il progetto Aerdust-Cta,sistema radar 4D sviluppato dall’Università di Catania per mappare in tempo reale la cenere vulcanica nello spazio aereo e individuare corridoi liberi per i voli. SAC è già in confronto con INGV, ENAC, ENAV, MIT e Università di Messina.

La seconda: il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso dichiara al QdS che la privatizzazione di SAC era “assolutamente impellente” sin dall’inizio della legislatura. Che l’Etna “può essere una grande opportunità di attrazione turistica internazionale.” Che con la privatizzazione arriveranno “più voli, più efficienza e costi minori.” E che sarà necessario esercitare il Golden Power.

Fermiamoci un momento su questo quadro.
Abbiamo la tecnologia per gestire le emergenze vulcaniche, sviluppata a Catania dall’Università di Catania. Abbiamo un ministro del Governo che dice che la privatizzazione è necessaria e citando esplicitamente il Golden Power. Abbiamo dieci operatori internazionali che camminano negli scali questa settimana. Abbiamo 62 milioni di euro europei già approvati per Comiso. Abbiamo un asset da 12,4 milioni di passeggeri, 15 milioni di utile netto, concessione fino al 2049.

Tutto c’è. Tutto è pronto. Manca una cosa sola.

𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐀𝐋 𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐇𝐀 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐓𝐎
Prima di celebrare le dichiarazioni di Urso, che condivido nell’obiettivo, è necessario fare tre domande precise. Formali. Che il Patto per la Sicilia orientale trasmetterà nei prossimi giorni per lettera al MIMIT.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚. Il MIMIT ha ricevuto la relazione di razionalizzazione obbligatoria ai sensi degli artt. 5 e 20 del D.Lgs. 175/2016 prima dell’avvio della procedura? La risposta del Commissario Belcuore all’istanza CISAL dell’8 settembre non documenta questa trasmissione. Se la relazione non è stata trasmessa, la procedura che il ministro definisce “impellente” presenta un vizio procedurale che lui stesso dovrebbe voler sanare.

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚. Il Golden Power che Urso cita è stato definito preventivamente per i quattro operatori extra-UE ammessi alla seconda fase, Adani Airport Holdings, Oman Airports, Macquarie e Corporacion America? Sigonella è a otto chilometri da Fontanarossa. Le infrastrutture NATO adiacenti rendono questa definizione un requisito di sicurezza nazionale, preventivo, non successivo all’individuazione del vincitore. La procedura non può attendere.

𝐓𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 — 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐮𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞. Il MIMIT emetterà direttive vincolanti al Commissario Belcuore sulle clausole obbligatorie del contratto definitivo prima del 12 novembre? Il sistema Aerdust-Cta come obbligo contrattuale. I 62 milioni FSC vincolati a Comiso. Il piano industriale autonomo per Comiso. Il protocollo di emergenza vulcanica. Le tutele occupazionali.

Urso dice che l’Etna “può essere una grande opportunità se viene gestita come tale.” Perfetto. Chi obbliga il futuro gestore privato a installarla Aerdust-Cta? Chi verifica il testing periodico? Chi applica le penali se il sistema non funziona durante la prossima eruzione?

𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐄 — 𝐈𝐋 𝐐𝐔𝐀𝐃𝐑𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐓𝐎
Facciamo il punto preciso su quello che c’è e quello che manca.

𝐂’𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚. Aerdust-Cta esiste, è in fase avanzata, ha il supporto istituzionale di INGV, ENAC, ENAV e MIT. Il problema di agosto aveva una soluzione già disponibile, sviluppata qui, da noi, dall’Università di Catania. Non era un problema tecnico. Era ed è, contrattuale.

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢. Sessantadue milioni di euro, fondi FSC europei già approvati dalla Commissione europea più quota SAC, destinati a Comiso. Piazzole aggiuntive, area cargo, ampliamento terminal, allungamento pista. Il presidente Schifani ha presieduto la riunione il 24 settembre. I fondi ci sono. Manca la clausola che obbliga il futuro gestore a spenderli per quello scopo.

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. Dieci soggetti internazionali di primissimo livello stanno visitando fisicamente gli scali questa settimana. F2i, SAVE, Vinci, Corporacion America. Non mancano i pretendenti.

𝐂’𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨. Urso dice che è “impellente” e cita il Golden Power. È un segnale importante, il primo ministro del Governo che si esprime esplicitamente su questo strumento in relazione alla privatizzazione SAC.

𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨.

𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐀 — 𝐒𝐄𝐈 𝐂𝐋𝐀𝐔𝐒𝐎𝐋𝐄. 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐆𝐎𝐙𝐈𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄.
Il contratto di privatizzazione SAC, quello che si scrive adesso, che le offerte non vincolanti del 12 novembre inizieranno a definire, non contiene ancora le clausole che trasformano questa privatizzazione da operazione finanziaria ad opportunità per il territorio.

Sei clausole. Concrete. Verificabili. Non ideologiche.

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 — Il sistema Aerdust-Cta. Installato entro diciotto mesi dalla firma, con testing periodico certificato da ENAC e INGV e penali reali per ogni inadempimento. Senza questa clausola la tecnologia resta un progetto universitario. Con questa clausola diventa un obbligo operativo che impedisce la ripetizione del disastro di agosto 2026.

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 — I 62 milioni FSC. Spesi per le piazzole aggiuntive e l’area cargo di Comiso entro diciotto mesi dalla firma. Senza questa clausola il futuro gestore privato può usarli diversamente. Con questa clausola Comiso ha le infrastrutture per diventare il backup strutturale di Fontanarossa, esattamente quello che il ministro Urso vuole.

𝐓𝐞𝐫𝐳𝐚 — Piano industriale autonomo per Comiso. Con obiettivi triennali di traffico misurabili e penali reali se non vengono raggiunti. Senza questa clausola Comiso resta marginale nel network del gestore privato. Con questa clausola diventa il gateway del turismo della Sicilia sud-orientale.

𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐚 — Protocollo di emergenza vulcanica obbligatorio. Accordi pre-negoziati con i vettori per la riprotezione dei passeggeri, sistema informativo integrato multilingue attivabile entro sei ore dalla chiusura. Senza questa clausola la prossima eruzione produce gli stessi danni di agosto. Con questa clausola i passeggeri sanno in tempo reale dove andare e come arrivarci.

𝐐𝐮𝐢𝐧𝐭𝐚 — Divieto di depotenziamento di Comiso. Sotto soglie minime di operatività verificabili. Senza questa clausola il gestore può ridurre progressivamente le operazioni di Comiso fino a svuotarla di contenuto rispettando formalmente la concessione.

𝐒𝐞𝐬𝐭𝐚— Tutele occupazionali. Per i lavoratori di SAC e SAC Service, certificate e verificabili, fino al 2049. Non promesse. Obblighi.

𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐅𝐋𝐄𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐕𝐔𝐎𝐋𝐄 𝐅𝐀𝐑𝐄
C’è qualcosa di paradossale in questa vicenda che merita di essere detto con chiarezza.

Abbiamo la tecnologia, la fa l’Università di Catania. Abbiamo i fondi, la Commissione europea li ha approvati. Abbiamo un ministro che dice che è necessario. Abbiamo operatori seri che vogliono investire.

Eppure in assenza di clausole vincolanti nel contratto tutto questo può produrre zero risultati per il territorio. Il gestore privato può rinviare Aerdust-Cta a data da destinarsi. Può usare i 62 milioni per altri scopi. Può concentrare tutto su Fontanarossa e lasciare Comiso stagnare.

Non per malafede, per razionalità economica. Un investitore privato massimizza il rendimento dell’asset. Lo fa rispettando il contratto che ha firmato, non oltre.

Il ministro Urso descrive il risultato desiderato: più voli, più efficienza, costi minori, Etna come opportunità turistica. Il Patto per la Sicilia orientale descrive il metodo per ottenerlo: sei clausole nel contratto con scadenze, verifiche e penali reali.

Senza il metodo il risultato è un auspicio. Con il metodo è un obbligo.

𝐈 𝐐𝐔𝐀𝐑𝐀𝐍𝐓𝐀𝐃𝐔𝐄 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀𝐍𝐎
Il 12 novembre 2026 i dieci operatori presentano le offerte non vincolanti. Quello è il momento in cui la struttura del contratto si consolida. Aggiungere clausole dopo quella data è possibile ma strutturalmente molto più difficile.

Quarantadue giorni. Tre cose concrete da fare.

Il MIMIT, su sollecitazione formale che il Patto trasmetterà nei prossimi giorni, emette le direttive vincolanti al Commissario Belcuore sulle clausole obbligatorie del contratto, inclusa l’installazione di Aerdust-Cta come standard operativo.

I soci pubblici,Libero Consorzio di Siracusa ha già deliberato, gli altri devono seguire, inviano la lettera congiunta al MIT e alla Camera di Commercio richiedendo l’inserimento delle sei clausole nelle condizioni della gara.

La valutazione indipendente di SAC viene commissionata prima del 12 novembre, perché le offerte vengano formulate sul valore reale dell’asset nel 2026, non su quello del 2019.

Il ministro Urso ha detto che vuole una privatizzazione “ben gestita.” Il Patto per la Sicilia orientale gli dice esattamente come: sei clausole, un contratto, quarantadue giorni.

La parola passa al MIMIT.

𝙁𝙧𝙖𝙣𝙯 𝘾𝙖𝙣𝙣𝙞𝙯𝙯𝙤 𝙚̀ 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙪𝙡𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙚𝙘𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞𝙘𝙤-𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙞𝙣𝙙𝙞𝙥𝙚𝙣𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙤𝙡𝙩𝙧𝙚 𝙩𝙧𝙚𝙣𝙩’𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙚𝙨𝙥𝙚𝙧𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙞𝙣 𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖, 𝙈&𝘼 𝙨𝙪 𝙖𝙨𝙨𝙚𝙩 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙚𝙜𝙞𝙘𝙞 𝙚 𝙨𝙫𝙞𝙡𝙪𝙥𝙥𝙤 𝙙’𝙞𝙢𝙥𝙧𝙚𝙨𝙖. 𝙃𝙖 𝙢𝙖𝙩𝙪𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙖 𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙨𝙤 𝘼𝙧𝙩𝙝𝙪𝙧 𝘼𝙣𝙙𝙚𝙧𝙨𝙚𝙣 𝙚 𝙍𝙤𝙡𝙖𝙣𝙙 𝘽𝙚𝙧𝙜𝙚𝙧, 𝙙𝙪𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙖𝙪𝙩𝙤𝙧𝙚𝙫𝙤𝙡𝙞 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙩𝙖̀ 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙣𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙪𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙚𝙜𝙞𝙘𝙖 𝙚 𝙧𝙚𝙫𝙞𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙛𝙤𝙣𝙙𝙖𝙧𝙚 𝙎𝙩𝙪𝙙𝙞𝙤 𝘾𝙖𝙣𝙣𝙞𝙯𝙯𝙤 𝙖 𝘾𝙖𝙩𝙖𝙣𝙞𝙖, 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖 𝙙𝙖 𝙩𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙘𝙚𝙣𝙣𝙞 𝙖𝙡 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙙𝙞 𝙞𝙢𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚 𝙥𝙧𝙞𝙫𝙖𝙩𝙚, 𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙞 𝙚 𝙞𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞.

𝙉𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙪𝙖 𝙘𝙖𝙧𝙧𝙞𝙚𝙧𝙖 𝙝𝙖 𝙨𝙫𝙞𝙡𝙪𝙥𝙥𝙖𝙩𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙚𝙩𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙖𝙜𝙚𝙫𝙤𝙡𝙖𝙩𝙖, 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙙𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙥𝙞𝙖𝙣𝙞 𝙞𝙣𝙙𝙪𝙨𝙩𝙧𝙞𝙖𝙡𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙘𝙚𝙙𝙪𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙖𝙘𝙘𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙖𝙞 𝙛𝙤𝙣𝙙𝙞 𝙚𝙪𝙧𝙤𝙥𝙚𝙞 𝙚 𝙣𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞, 𝙣𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙣𝙖𝙡𝙞𝙨𝙞 𝙚𝙘𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞𝙘𝙤-𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙨𝙤𝙘𝙞𝙚𝙩𝙖̀ 𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖 𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙖𝙨𝙨𝙚𝙩 𝙞𝙣𝙛𝙧𝙖𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖𝙡𝙞 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙚𝙜𝙞𝙘𝙞. 𝙃𝙖 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙧𝙪𝙤𝙡𝙤 𝙙𝙞 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙜𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙚𝙜𝙖𝙩𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙖𝙩𝙩𝙞𝙫𝙞𝙩𝙖̀ 𝙥𝙧𝙤𝙙𝙪𝙩𝙩𝙞𝙫𝙚 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙞𝙡 𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙩𝙖𝙣𝙞𝙖, 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙞𝙨𝙚𝙣𝙙𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙞𝙧𝙚𝙩𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙢𝙚𝙘𝙘𝙖𝙣𝙞𝙨𝙢𝙞 𝙙𝙞 𝙜𝙤𝙫𝙚𝙧𝙣𝙖𝙣𝙘𝙚 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙡𝙤𝙘𝙖𝙡𝙞 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙡𝙤𝙧𝙤 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙩𝙚.

𝙎𝙘𝙧𝙞𝙫𝙚 𝙙𝙞 𝙚𝙘𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞𝙖 𝙚 𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖, 𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙣𝙚𝙡 𝙙𝙞𝙗𝙖𝙩𝙩𝙞𝙩𝙤 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙤 𝙪𝙣 𝙖𝙥𝙥𝙧𝙤𝙘𝙘𝙞𝙤 𝙛𝙤𝙣𝙙𝙖𝙩𝙤 𝙨𝙪𝙡𝙡’𝙖𝙣𝙖𝙡𝙞𝙨𝙞 𝙙𝙤𝙘𝙪𝙢𝙚𝙣𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙚 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙛𝙤𝙣𝙩𝙞 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖𝙧𝙞𝙚, 𝙫𝙚𝙧𝙗𝙖𝙡𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙞, 𝙙𝙚𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞, 𝙗𝙞𝙡𝙖𝙣𝙘𝙞 𝙨𝙤𝙘𝙞𝙚𝙩𝙖𝙧𝙞, 𝙣𝙤𝙧𝙢𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙚𝙪𝙧𝙤𝙥𝙚𝙖, 𝙞𝙣𝙫𝙚𝙘𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙚 𝙙𝙞𝙘𝙝𝙞𝙖𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙪𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙖𝙡𝙞.

𝙀̀ 𝙞𝙡 𝙥𝙧𝙤𝙢𝙤𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙎𝙞𝙘𝙞𝙡𝙞𝙖 𝙤𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙡𝙚, 𝙛𝙞𝙧𝙢𝙖𝙩𝙤 𝙞𝙡 23 𝙡𝙪𝙜𝙡𝙞𝙤 2026 𝙖𝙡 𝙎𝙚𝙢𝙞𝙣𝙖𝙧𝙞𝙤 𝘼𝙧𝙘𝙞𝙫𝙚𝙨𝙘𝙤𝙫𝙞𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝘾𝙝𝙞𝙚𝙧𝙞𝙘𝙞 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙩𝙖𝙣𝙞𝙖 𝙙𝙖 𝙨𝙚𝙩𝙩𝙚 𝙨𝙤𝙜𝙜𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙢𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙋𝙀𝘾 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙤𝙘𝙤𝙡𝙡𝙖𝙩𝙖 𝙖 𝙦𝙪𝙞𝙣𝙙𝙞𝙘𝙞 𝙙𝙚𝙨𝙩𝙞𝙣𝙖𝙩𝙖𝙧𝙞 𝙞𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞. 𝙄𝙣 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙞 𝙢𝙚𝙨𝙞 𝙝𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙙𝙤𝙩𝙩𝙤 𝙖𝙣𝙖𝙡𝙞𝙨𝙞 𝙚𝙘𝙤𝙣𝙤𝙢𝙞𝙘𝙝𝙚, 𝙖𝙩𝙩𝙞 𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙡𝙞, 𝙥𝙚𝙩𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙖𝙡 𝙋𝙖𝙧𝙡𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙚𝙪𝙧𝙤𝙥𝙚𝙤, 𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙖𝙙 𝘼𝙉𝘼𝘾 𝙚 𝘾𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝘾𝙤𝙣𝙩𝙞, 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙞𝙗𝙪𝙞𝙩𝙤 𝙖𝙡𝙡’𝙚𝙨𝙥𝙤𝙨𝙩𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙋𝙧𝙤𝙘𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙍𝙚𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖 𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙙𝙤𝙩𝙩𝙤 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙫𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙞𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙞 𝙖𝙡 𝙇𝙞𝙗𝙚𝙧𝙤 𝘾𝙤𝙣𝙨𝙤𝙧𝙯𝙞𝙤 𝙙𝙞 𝙎𝙞𝙧𝙖𝙘𝙪𝙨𝙖 𝙚 𝙞𝙣 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙨𝙩𝙞 𝙥𝙤𝙡𝙞𝙩𝙞𝙘𝙞 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙫𝙚𝙧𝙨𝙖𝙡𝙞,𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙩𝙚𝙘𝙣𝙞𝙘𝙤 𝙞𝙣𝙙𝙞𝙥𝙚𝙣𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚, 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙣𝙚𝙣𝙯𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙞𝙩𝙞𝙘𝙝𝙚 𝙤 𝙙𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖𝙡𝙞.


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