Riqualificare il patrimonio edilizio esistente non significa soltanto ristrutturare muri o aggiornare impianti, ma ripensare l’architettura e la funzione degli spazi urbani in un’ottica di sostenibilità, vivibilità e impatto sociale. È questo il messaggio centrale emerso durante il convegno “Rigenerare per il bene comune”, promosso dal Circolo delle Imprese e ospitato presso l’Innovation Hub del Gruppo Fervo a Nova Milanese.
L’incontro ha visto la partecipazione di protagonisti del settore immobiliare, dell’architettura, della sanità e del panorama industriale, riuniti per discutere la trasformazione delle città e il valore strategico del fare rete tra eccellenze del territorio.
Il valore della rete d’impresa e la sfida del patrimonio edilizio italiano
Ad aprire la serata è stato Alessandro Fiorentino, Presidente del Circolo delle Imprese. Nel suo discorso di benvenuto, Fiorentino ha richiamato l’impegno del Circolo — promotore di circa 60 eventi annuali nei settori manifatturieri e territoriali — nel creare occasioni di dialogo concreto tra aziende: «È il segno che torniamo nelle imprese, che nascono dei frutti e che si condividono nuove proposte per crescere insieme».
A tracciare le linee guida tecniche sulla gestione degli immobili sono stati Rocco Ruggiero (COO) e Alessandro Belloni (CEO del Gruppo Fervo). Ruggiero ha evidenziato come la rigenerazione debba puntare a creare valore non solo per i proprietari degli asset, ma per l’intera collettività e per chi quegli spazi li vive quotidianamente. Fervo, realtà specializzata in Technical Service ed Energy Management, integra progettazione, manutenzione, efficientamento energetico e digitalizzazione lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio.
Belloni ha posto l’accento su un dato strutturale cruciale: in Italia circa l’80% del patrimonio edilizio che si utilizzerà nel 2050 è già stato costruito. Di fronte alla crescente complessità tecnologica e ai parametri ESG, la vera sfida risiede nel mantenere elevata l’efficienza e l’attrattività degli asset nel tempo, superando la frammentazione del mercato dell’integrazione dei servizi.
Grandi trasformazioni urbane: dal nuovo Policlinico di Milano al progetto “L’Innesto”
Il primo panel, moderato da Gabriele Barucco (Responsabile Relazioni Istituzionali del Circolo delle Imprese), ha analizzato il valore economico e sociale della rigenerazione urbana. Barucco ha ricordato l’evoluzione delle città lombarde e l’importanza di raccontare gli impatti positivi degli investimenti sul territorio.
Tra i casi di studio presentati, di particolare rilevanza è stato l’intervento nel cuore di Milano illustrato da Marco Giachetti, Presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico:
Un ospedale aperto e verde nel centro cittadino: Il cantiere del nuovo Policlinico rappresenta la costruzione del secondo edificio più grande nel centro di Milano dopo il Tribunale. L’opera è stata concepita per essere permeabile alla città grazie a una galleria pubblica pedonale e a un imponente parco pensile sul tetto. Oltre a ridurre l’effetto “isola di calore”, la presenza della vegetazione supporta il percorso clinico e la guarigione dei pazienti.
Autofinanziamento e impatto sociale: L’opera (dal valore complessivo di oltre 260 milioni di euro) è stata coperta in larga parte dalla Fondazione stessa attraverso l’innovativa valorizzazione del proprio patrimonio. Tra le iniziative spicca un fondo immobiliare etico dedicato all’housing sociale (650 alloggi ristrutturati a canone moderato) e la riqualificazione redditizia del vasto patrimonio agricolo (oltre 8.500 ettari di terreni), i cui proventi finanziano direttamente la ricerca scientifica.
A seguire, l’architetto Giovanni La Varra (Studio Barreca & La Varra) ha illustrato il progetto “L’Innesto”, legato al recupero dell’ex Scalo Ferroviario di Greco Pirelli. L’intervento, focalizzato interamente sull’housing sociale, trasformerà quasi 10 ettari di area dismessa in un nuovo quartiere verde privo di parcheggi di superficie. L’opera prevede lo spostamento della viabilità per ottimizzare gli spazi a parco e la creazione di community hub dedicati ai nuovi bisogni abitativi della popolazione.
Silvio De Ponte, Direttore Generale e Responsabile dell’Area Building del Circolo delle Imprese, ha concluso il primo panel ricordando come la qualità dei progetti di edilizia pubblica e social housing rappresenti un indicatore fondamentale per la tenuta dell’intero comparto economico.
Le testimonianze delle aziende: sinergia e ascolto
L’architetto De Ponte ha poi introdotto la seconda parte dell’evento dando voce alle storie aziendali del territorio, evidenziando il ruolo della filiera edilizia e dei servizi:
Giorgio Della Fiore (F.lli Della Fiore SpA): Ha ripercorso la crescita dell’azienda, fondata nel 1958 e giunta alla terza generazione con circa 80 milioni di fatturato, sottolineando il valore dei momenti di confronto tra imprenditori favoriti dal Circolo.
Flavio Fontana (Idealverde Srl): Ha spiegato come il ruolo del verde sia evoluto da semplice elemento decorativo a vera e propria componente integrata dell’architettura e delle prestazioni termiche degli edifici.
Paolo Martignoni (MCI Brand Appeal): Ha posto l’attenzione sulla cultura dell’ascolto come pilastro della comunicazione d’impresa e delle relazioni di network.
Giovanni Stucchi (Prefabbricati Industriali STAI S.r.l.): Ha definito la propria azienda industriale come un «sarto del futuro», in grado di progettare strutture su misura partendo dall’ascolto delle esigenze del cliente.
Federica Vairetti (Rainoldi Legnami – Progetto Legno): Ha portato l’esperienza della quarta generazione aziendale nella bioedilizia in legno, evidenziando la riduzione dei tempi di cantiere e la sostenibilità circolare dei processi produttivi.
La serata si è conclusa con un momento informale di aperitivo e networking. Il dibattito ha confermato come la rigenerazione urbana e l’efficienza energetica siano leve indissociabili per il futuro del mercato immobiliare e per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali.
Caterina Romanello
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