La gestione di Samaria Tovela era stata segnata da conflitti continui con la categoria, soprattutto sul pagamento degli straordinari e le condizioni di insegnamento
Al suo posto Edson Macuácua. La titolare del dicastero aveva criticato i docenti per la loro gestione del salario
Una scuola nella provincia di Beira. (Credits: World Bank Photo Collection/ Flickr)
Samaria dos Anjos Filemon Tovela è stata destituita dalla carica di ministra dell’Istruzione e della Cultura per decisione del presidente della Repubblica del Mozambico, Daniel Francisco Chapo.
Per sostituirla, il capo dello Stato ha nominato Edson da Graça Francisco Macuácua, fino ad allora segretario di Stato per la Scienza e l’Istruzione superiore.
Il cambiamento è stato reso noto lo scorso 14 ottobre e avviene circa 21 mesi dopo la nomina di Tovela, nel gennaio 2025, e nello stesso giorno in cui la ministra aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche sulle presunte difficoltà degli insegnanti a gestire le loro risorse finanziarie.
La decisione è stata annunciata inoltre durante una settimana particolare per il comparto, caratterizzata dalle celebrazioni della Giornata nazionale dell’insegnante, che in Mozambico ricorre il 12.
Una traiettoria accidentata
Tovela era stata nominata alla guida del ministero all’inizio del mandato di Chapo.
La sua gestione è stato caratterizzata da alcuni problemi ricorrenti: le rivendicazioni degli insegnanti per il pagamento delle ore straordinarie, la distribuzione dei docenti nelle scuole del paese, le condizioni delle infrastrutture scolastiche e ai cambiamenti nel modello d’insegnamento.
Nell’agosto 2025, la ministra aveva sostenuto la necessità di migliorare la gestione degli insegnanti, al fine di evitare la concentrazione dei docenti in determinate scuole e il sovraccarico di lavoro di altri professionisti, una situazione che, secondo quanto aveva affermato, contribuiva all’aumento delle ore straordinarie.
La dirigente del governo aveva inoltre riconosciuto la necessità di tenere conto del luogo di residenza degli insegnanti nei loro trasferimenti.
Il capitolo degli straordinari
Due mesi dopo, in ottobre, Tovela aveva chiesto pazienza agli insegnanti per quanto riguardava il pagamento delle ore straordinarie.
A margine della prima riunione del Consiglio di coordinamento del ministero dell’Istruzione, la ministra aveva dichiarato che lo Stato stava organizzando la procedura per saldare gli importi arretrati e che i pagamenti sarebbero stati effettuati gradualmente.
In quell’occasione, la titolare del dicastero aveva affermato che erano già iniziati i pagamenti relativi al 2023 e che si stava preparando la procedura per quelli relativi al 2024.
Le ore straordinarie hanno però continuato a figurare tra le questioni sollevate dai rappresentanti degli insegnanti.
Nell’ottobre 2026, l’Associazione nazionale degli insegnanti (ANAPRO), attraverso il proprio rappresentante a Nampula, è tornata a indicare i pagamenti arretrati e le condizioni delle scuole tra le principali preoccupazioni della categoria.
Le dichiarazioni sugli stipendi
Mercoledì 14 ottobre 2026, durante la seconda riunione del Consiglio di coordinamento del ministero, svoltasi a Ponta do Ouro, nella provincia di Maputo, Tovela ha affrontato il tema dell’indebitamento degli insegnanti e della gestione dei loro redditi.
In dichiarazioni riportate dal quotidiano O País, la ministra ha affermato che alcuni docenti si trovavano ad affrontare difficoltà finanziarie a causa del frequente ricorso al credito e degli impegni economici assunti.
Secondo Tovela, vi erano insegnanti che, dopo le trattenute relative ai debiti, disponevano di appena 200 metical del proprio stipendio (circa 2,80 euro).
La ministra ha riconosciuto l’alto costo della vita e che gli stipendi continuano a essere inferiori alle aspettative della categoria docente. Ha tuttavia sostenuto che la formazione dei futuri insegnanti avrebbe dovuto includere contenuti relativi alla gestione finanziaria, per consentire una migliore organizzazione delle entrate.
Nel corso dello stesso intervento, Tovela ha anche affrontato le necessità di ampliamento e riqualificazione delle infrastrutture scolastiche, la pressione esercitata dalla crescita della popolazione studentesca e l’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al settore.
Poche ore dopo, il presidente Chapo ha destituito la ministra e nominato Macuácua al suo posto. Nelle informazioni pubbliche relative ai decreti presidenziali, la presidenza non ha fornito una motivazione specifica per la destituzione.
La successione temporale tra le dichiarazioni e la decisione è stata evidenziata da diversi organi di informazione, tra cui O País, Carta de Moçambique, Evidências e NGANI.
Le reazioni
A Nampula, capoluogo dell’omonima provincia nel nord del Mozambico, diversi cittadini intervistati dalla stampa locale hanno espresso reazioni diverse alla destituzione.
Per Vitorino Carvalho, insegnante elementare, la decisione potrebbe essere «dovuta a questioni strategiche, anche se non era stata prevista. Credo che il governo abbia ritenuto necessario procedere alla destituzione».
Parlando con i media, Gamito dos Santos, attivista sociale e difensore dei diritti umani, collega l’uscita della ministra alle critiche rivolte al suo operato e sostiene che il presidente dovrebbe adottare provvedimenti anche nei confronti dei titolari di incarichi governativi che sono oggetti di contestazione.
«La ministra dell’Istruzione aveva già dimostrato la propria incapacità di gestire il settore per il quale era stata nominata. E non c’è soltanto lei: ce ne sono altri che avrebbero già dovuto cominciare a cadere», ha affermato.
Il politologo Arcénio Cucu ha richiamato invece l’attenzione sulla durata dei problemi che affliggono il settore dell’Istruzione, tra cui il sovraffollamento delle aule, le questioni salariali e le ore straordinarie.
«È necessario considerare i problemi dell’Istruzione come cronici, perché: negli ultimi due decenni gli insegnanti hanno denunciato una serie infinita di questioni», ha dichiarato.
L’analista ha inoltre messo in dubbio che sia possibile risolvere, durante il mandato di una ministra, tutti i problemi accumulatisi nel settore.
Ha aggiunto che, qualora le dichiarazioni pubbliche di Tovela avessero contribuito alla decisione presidenziale, ciò potrebbe indicare che il capo dello Stato sta seguendo le contestazioni provenienti dalla società.
La soddisfazione dell’ANAPRO
Belito Maulana, vicesegretario provinciale dell’Associazione nazionale degli insegnanti a Nampula, afferma alla stampa che la destituzione era prevedibile, considerando il rapporto tra l’ex ministra e i docenti.
«In realtà, la sua destituzione era prevedibile a causa delle sue parole. Non è mai riuscita a mostrare vicinanza agli insegnanti nel momento in cui questi protestavano. Era una ministra che non portava soluzioni e si concentrava soltanto nell’attaccare gli insegnanti», ha dichiarato.
Maulana ha ricordato precedenti dichiarazioni attribuite alla ministra sul rendimento dei docenti e ha affermato che queste avevano suscitato malcontento tra i professionisti del settore.
Tra le questioni sollevate dall’associazione figurano il pagamento delle ore straordinarie e le condizioni di funzionamento delle scuole. L’organizzazione sostiene che la nuova leadership ministeriale dovrà rispondere alle rivendicazioni presentate dai professori.
In merito alla nomina di Macuácua, il rappresentante dell’ANAPRO a Nampula ha espresso riserve sulle prospettive di cambiamento.
«Mi azzardo a dire che la situazione dell’Istruzione non migliorerà, perché Edson Macuácua è un altro politico, mentre noi vogliamo un tecnico che porti soluzioni», ha affermato.
Chi è Edson Macuácua
Fino alla nomina come ministro, Macuácua ricopriva l’incarico di Segretario di Stato per la scienza e l’istruzione superiore. Chapo ha nominato al suo posto il musicista e accademico Isaú Joaquim Menezes.
Macuácua assume così la guida di un settore che deve far fronte a rivendicazioni relative ai pagamenti agli insegnanti, alla distribuzione delle risorse umane, alle infrastrutture scolastiche e alla qualità dell’insegnamento.
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