Cisternino, i Borghi più belli del Mediterraneo 2026


Borghi Più Belli Del Mediterraneo

CISTERNINO – Cisternino si prepara a diventare un laboratorio internazionale sul futuro dei piccoli centri storici. Dal 23 al 25 ottobre 2026, uno dei borghi più rappresentativi della Valle d’Itria ospiterà la decima edizione della Conferenza internazionale “I Borghi più belli del Mediterraneo”, un appuntamento che porterà nel cuore della Puglia amministratori, studiosi, esperti e delegazioni straniere per confrontarsi sulle grandi trasformazioni che interessano le comunità dei territori mediterranei.

Tre giornate dedicate a una questione che attraversa l’Italia e numerosi Paesi affacciati sul Mare nostrum: come garantire un futuro ai borghi, contrastare lo spopolamento e trasformare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico in un’opportunità concreta di sviluppo?

La manifestazione è organizzata dall’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, dalla Regione Puglia, dal Comune di Cisternino, dal Politecnico di Bari e da Aeroporti di Puglia, con il sostegno della BCC di Locorotondo e il patrocinio del Parlamento Europeo.

A Cisternino arriveranno delegazioni provenienti da Croazia, Libano, Turchia, Bosnia ed Erzegovina e Albania, Paesi accomunati da un patrimonio di piccoli centri storici, tradizioni e identità territoriali che rappresentano una risorsa culturale, ma che devono confrontarsi anche con trasformazioni demografiche, economiche e sociali.

Il Mediterraneo dei borghi, tra identità e nuove sfide

La scelta di Cisternino come sede della decima edizione assume un significato particolare. Il centro della Valle d’Itria rappresenta un esempio di borgo nel quale il patrimonio architettonico, le tradizioni locali e la vocazione turistica convivono con le esigenze quotidiane della comunità residente.

Il suo centro storico, caratterizzato da vicoli, piazzette e abitazioni imbiancate a calce, costituisce una delle immagini più riconoscibili del paesaggio pugliese. Ma dietro il valore estetico dei borghi si nascondono questioni più complesse, che riguardano l’accessibilità ai servizi, il costo delle abitazioni, le opportunità di lavoro e la permanenza delle nuove generazioni.

La crescita dell’attrattività turistica, infatti, non coincide automaticamente con il rafforzamento delle comunità locali. Un borgo può richiamare visitatori e investimenti senza riuscire necessariamente a garantire condizioni favorevoli a chi desidera viverci stabilmente.

È proprio su questo equilibrio che si concentrerà una parte importante del confronto internazionale: fare dei borghi luoghi da abitare e non soltanto destinazioni da visitare.

Restanza e tornanza: il diritto di scegliere dove vivere

Tra i temi centrali della conferenza figurano due concetti sempre più presenti nel dibattito sulle aree interne: la restanza e la tornanza.

La restanza non coincide semplicemente con la decisione di non partire. È un concetto che richiama la possibilità di rimanere nel proprio territorio partecipando attivamente alla sua trasformazione, costruendo opportunità e immaginando un futuro anche lontano dai grandi centri urbani.

La tornanza riguarda invece il ritorno nei luoghi d’origine, spesso dopo esperienze di studio, lavoro o vita altrove, con nuove competenze e prospettive.

Entrambi i fenomeni pongono una domanda fondamentale: quali condizioni devono esistere affinché restare o tornare siano scelte realmente sostenibili?

La risposta passa attraverso servizi pubblici, mobilità, connessioni digitali, accesso alla casa, formazione e opportunità professionali. Senza questi elementi, anche le iniziative di valorizzazione culturale rischiano di produrre benefici limitati nel tempo.

Per la Valle d’Itria, territorio nel quale convivono centri turistici di grande richiamo e comunità impegnate a preservare la propria identità, il confronto assume una rilevanza concreta. Il futuro dei borghi dipenderà anche dalla capacità di coniugare l’economia dell’accoglienza con le esigenze dei residenti.

Fondi europei e politiche di coesione: la cittadinanza al centro

La conferenza prenderà il via venerdì 23 ottobre alle ore 17, con l’esibizione dell’Orchestra di Fiati “Vito Zizzi”, seguita dai saluti istituzionali.

Il primo approfondimento sarà dedicato al diritto di cittadinanza, alle politiche di coesione e ai fondi europei, strumenti fondamentali per affrontare gli squilibri tra aree urbane e territori periferici.

La disponibilità di risorse economiche, da sola, non garantisce il successo dei progetti di rigenerazione. È necessario che gli investimenti rispondano a bisogni concreti e siano accompagnati da capacità amministrativa, progettazione e partecipazione delle comunità.

In questa prospettiva, le politiche europee di coesione rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali sostenere territori che rischiano di perdere popolazione, servizi e capacità produttiva.

La discussione offrirà quindi l’occasione per riflettere sul rapporto tra istituzioni, amministrazioni locali e cittadini, con particolare attenzione alla possibilità di costruire strategie di sviluppo capaci di durare oltre la conclusione dei singoli finanziamenti.

Il ruolo dell’università e la formazione per la rinascita dei territori

La mattinata di sabato 24 ottobre sarà dedicata al rapporto tra restanza, tornanza ed evoluzione delle comunità.

Tra gli appuntamenti è prevista la presentazione del master “Deep & Digital Tourism Management per l’innovazione sociale e la rinascita dei borghi”, un percorso formativo che pone al centro il rapporto tra innovazione, turismo e sviluppo territoriale.

La formazione di nuove professionalità rappresenta un passaggio importante per i piccoli centri, soprattutto in una fase nella quale il turismo richiede competenze sempre più articolate, dalla gestione digitale dei servizi alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Il secondo approfondimento della mattinata, curato dal Politecnico di Bari, sarà dedicato alle strategie territoriali, urbane e socio-economiche per il recupero e lo sviluppo sostenibile dei borghi pugliesi.

Il coinvolgimento del mondo universitario permette di affrontare la rigenerazione attraverso una prospettiva multidisciplinare, nella quale architettura, urbanistica, economia e innovazione sociale possono contribuire a costruire nuovi modelli di sviluppo.

Recuperare un edificio storico, ad esempio, non significa necessariamente rigenerare una comunità. La riqualificazione materiale deve accompagnarsi alla creazione di funzioni, servizi e attività capaci di rendere nuovamente vitali gli spazi.

Cinque Paesi a confronto sulle esperienze di rigenerazione

Il pomeriggio di sabato sarà dedicato alla dimensione internazionale della conferenza.

Le delegazioni di Croazia, Libano, Turchia, Bosnia ed Erzegovina e Albania porteranno esperienze e prospettive legate alla tutela e alla valorizzazione dei rispettivi borghi.

La sessione sulle soluzioni internazionali comparate per favorire la rigenerazione offrirà l’opportunità di confrontare modelli territoriali differenti, individuando problemi comuni e possibili risposte.

Il Mediterraneo presenta infatti una straordinaria varietà di patrimoni architettonici, tradizioni e paesaggi culturali, ma anche criticità condivise: migrazioni verso le città, invecchiamento demografico, difficoltà di accesso ai servizi e necessità di trovare un equilibrio tra conservazione e sviluppo.

Il confronto internazionale potrà favorire lo scambio di buone pratiche, pur nella consapevolezza che ogni territorio richiede soluzioni coerenti con la propria storia e con le esigenze della popolazione.

La sessione conclusiva di sabato sarà dedicata ai laboratori di rigenerazione dei borghi, con esperienze di economia civile, ambientale e culturale.

Cisternino e la Valle d’Itria come laboratorio di sviluppo sostenibile

Ospitare una conferenza internazionale di questo livello rappresenta per Cisternino un’occasione di visibilità, ma soprattutto di confronto sulle prospettive future del territorio.

La Valle d’Itria ha costruito negli anni una forte riconoscibilità turistica, grazie al paesaggio rurale, ai centri storici, all’enogastronomia e al patrimonio architettonico.

Questa attrattività pone però nuove sfide, che riguardano la gestione dei flussi, la tutela del paesaggio, la disponibilità di abitazioni per i residenti e la necessità di diversificare l’economia locale.

In questo scenario, la rigenerazione dei borghi non può essere considerata soltanto una questione urbanistica o turistica. Riguarda il modello di sviluppo che le comunità intendono costruire per i prossimi decenni.

Il coinvolgimento di Regione Puglia, Comune di Cisternino, Politecnico di Bari, Aeroporti di Puglia e BCC di Locorotondo mette in evidenza il ruolo che istituzioni, università, infrastrutture e sistema del credito possono svolgere nel sostenere percorsi di crescita territoriale.

Domenica 25 ottobre, alla scoperta del centro storico

La terza e ultima giornata sarà dedicata alle visite guidate nel centro storico di Cisternino.

Un’occasione per permettere alle delegazioni e ai partecipanti di conoscere direttamente il patrimonio architettonico e culturale del borgo ospitante, trasformando il confronto teorico in un’esperienza di conoscenza del territorio.

La decima Conferenza internazionale “I Borghi più belli del Mediterraneo” si presenta dunque come un appuntamento che va oltre la promozione turistica.

Il suo valore sarà legato soprattutto alla capacità di mettere in relazione esperienze, competenze e progettualità, individuando risposte concrete alle trasformazioni che interessano i piccoli centri.

Perché il futuro dei borghi non si gioca soltanto sulla capacità di conservare la bellezza del passato, ma sulla possibilità di garantire una vita, un lavoro e una prospettiva alle comunità di domani.

Verifica e integrazione delle fonti

La ricerca ha confermato il programma e permesso di individuare alcuni dettagli aggiuntivi da inserire nell’articolo prima della pubblicazione.

Il titolo ufficiale dell’edizione 2026 è “In queste TERRE RARE: Pianificare la rigenerazione sociale dei Borghi per il sostegno al lavoro e all’inclusione sociale”. La sede dei convegni sarà il Cinema-Teatro Paolo Grassi di Cisternino. Tra gli interventi annunciati per il 23 ottobre figurano Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, e Fiorello Primi, presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia.

Il programma ufficiale indica inoltre l’apertura musicale alle 16:30, con il primo dibattito alle 17:30. I lavori congressuali si svolgeranno il 23 e 24 ottobre, mentre domenica 25 sarà dedicata alle visite guidate.


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