Ridurre la distanza tra una scoperta scientifica e la sua trasformazione in tecnologia, prodotto o impresa. È questo il cuore del nuovo Policy Forum pubblicato sulla rivista Science, al quale hanno contribuito anche ricercatori del Politecnico di Torino.
Il Politecnico di Torino su Science 2026 entra così nel dibattito europeo sui finanziamenti alla ricerca con una serie di proposte che riguardano Horizon Europe, la burocrazia dei bandi, l’innovazione ad alto rischio, i brevetti e il ruolo delle università nello sviluppo di spin-off.
Cosa propone il Policy Forum pubblicato su Science
Finanziamenti: percorso più continuo tra ricerca e innovazione
Burocrazia: candidature più brevi e meno valutazioni ripetute
Innovazione: più sostegno ai progetti ad alto rischio nelle fasi iniziali
Seal of Excellence: maggiore utilizzo di fondi nazionali per i progetti esclusi solo per limiti di budget
Università: più riconoscimento per brevetti, spin-off e attività imprenditoriale
Il nodo è il passaggio dalla ricerca alla tecnologia
Il documento è stato promosso dalla rete europea INPACT! e parte da un problema preciso.
Secondo gli autori, il sistema attuale dei finanziamenti può creare una discontinuità tra la fase della ricerca scientifica e quelle successive, nelle quali una scoperta deve essere testata, sviluppata e trasformata in un’applicazione concreta.
Il rischio è che idee promettenti rallentino proprio nel momento in cui dovrebbero avvicinarsi a tecnologie, prodotti o nuove imprese.
Sotto esame il sistema Horizon Europe
L’analisi prende in considerazione Horizon Europe, il programma dell’Unione Europea dedicato a ricerca e innovazione per il periodo 2021-2027.
Il Policy Forum individua nella frammentazione dei finanziamenti e in alcuni passaggi amministrativi uno degli ostacoli alla continuità dei progetti.
L’obiettivo delle proposte è quindi costruire un percorso più lineare tra il finanziamento della ricerca e quello delle fasi successive di sviluppo.
L’European Innovation Council potrebbe gestire i Proof of Concept
Una delle proposte riguarda i finanziamenti ERC Proof of Concept.
Il documento suggerisce di affidarne la gestione all’European Innovation Council, l’EIC.
Questi finanziamenti servono a verificare se una scoperta scientifica possa avere una concreta applicazione pratica.
Concentrare la gestione in un unico percorso potrebbe, secondo gli autori, ridurre valutazioni duplicate e passaggi burocratici, facilitando l’avvicinamento delle ricerche al mercato.
Più risorse per l’innovazione ad alto rischio
Un altro punto riguarda i progetti innovativi nelle fasi iniziali.
Il Policy Forum propone di rafforzare i finanziamenti destinati all’innovazione ad alto rischio, proprio quando tecnologie e idee sono ancora nelle prime fasi di sviluppo.
Sono progetti che possono avere un potenziale elevato, ma che spesso presentano anche una maggiore incertezza.
La proposta è quindi quella di accettare una quota maggiore di rischio per sostenere innovazioni che potrebbero avere ricadute significative.
Più autonomia a chi seleziona i progetti
Gli autori chiedono anche di attribuire maggiore autonomia ai responsabili dei programmi nella selezione dei progetti da finanziare.
L’idea è rendere il processo decisionale più flessibile e capace di riconoscere proposte innovative anche quando non rientrano perfettamente in criteri troppo rigidi.
La revisione del sistema di valutazione diventa così parte della strategia per rendere più efficace il finanziamento dell’innovazione.
Candidature più brevi per i bandi europei
La semplificazione passa anche dalla documentazione richiesta.
Tra le proposte figura infatti la possibilità di presentare candidature più brevi per accedere ai bandi europei.
Ridurre la complessità delle domande dovrebbe alleggerire il carico amministrativo per ricercatori e gruppi di lavoro, evitando che una parte importante delle risorse venga assorbita dalle procedure necessarie per partecipare ai finanziamenti.
Il Seal of Excellence per non perdere i progetti validi
Un’altra proposta riguarda il Seal of Excellence.
Si tratta dello strumento utilizzato per riconoscere progetti valutati positivamente ma rimasti esclusi dai finanziamenti europei a causa della mancanza di risorse disponibili.
Il Policy Forum suggerisce di utilizzare maggiormente questo riconoscimento per permettere ai progetti di essere sostenuti attraverso finanziamenti nazionali.
L’obiettivo è evitare che una proposta già giudicata valida venga abbandonata soltanto perché il budget europeo disponibile non è sufficiente.
Anche le università dovrebbero cambiare
Il documento non si limita ai meccanismi dei bandi.
Una parte delle proposte riguarda direttamente il ruolo delle università.
Secondo gli autori, nelle carriere accademiche dovrebbe essere maggiormente riconosciuta anche l’attività imprenditoriale dei ricercatori.
Brevetti, partnership industriali e creazione di spin-off dovrebbero quindi entrare con maggiore forza nella valutazione del percorso professionale universitario.
L’obiettivo è incentivare chi prova a trasformare i risultati della ricerca in applicazioni concrete.
Dal laboratorio agli spin-off
Il tema centrale è quindi quello del cosiddetto trasferimento dell’innovazione.
Una scoperta scientifica può avere bisogno di ulteriori risorse per diventare una tecnologia utilizzabile.
Da lì può arrivare a un brevetto, a una collaborazione con un’impresa oppure alla nascita di uno spin-off universitario.
Il Policy Forum prova a intervenire proprio su questo tratto del percorso, riducendo le interruzioni tra una fase e quella successiva.
Valentina Cauda tra i firmatari italiani
Tra gli autori italiani del documento figura Valentina Cauda, professoressa del Politecnico di Torino.
La presenza dell’ateneo torinese inserisce quindi il Politecnico direttamente nel dibattito internazionale sul futuro dei finanziamenti europei alla ricerca e sull’organizzazione dei sistemi di innovazione.
Al progetto hanno partecipato anche ricercatori di IMT Lucca, Bocconi, Politecnico di Milano e Istituto Italiano di Tecnologia.
Una rete di oltre 120 ricercatori-innovatori
Il Policy Forum nasce nell’ambito di INPACT!, rete fondata nel 2023.
La realtà riunisce oltre 120 ricercatori-innovatori provenienti da più di 20 Paesi dello Spazio europeo della ricerca.
Il confronto mette quindi insieme esperienze provenienti da diversi sistemi universitari e scientifici europei, con l’obiettivo di individuare strumenti capaci di facilitare il trasferimento della conoscenza verso applicazioni concrete.
FAQ – Science e Politecnico di Torino: quali riforme vengono proposte
Un Policy Forum dedicato al rapporto tra finanziamento della ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione.
Secondo il documento, la frammentazione dei finanziamenti e alcuni passaggi amministrativi possono creare una discontinuità tra ricerca scientifica e sviluppo delle applicazioni.
Propone di affidarne la gestione all’European Innovation Council per creare un percorso più lineare verso sviluppo tecnologico e commercializzazione.
Tra le proposte figurano candidature più brevi, meno passaggi burocratici e maggiore autonomia ai responsabili dei programmi.
Servirebbe a sostenere con risorse nazionali i progetti giudicati validi ma non finanziati dall’Unione Europea per mancanza di budget.
Un maggiore riconoscimento, nelle carriere accademiche, delle attività legate a brevetti, partnership industriali, spin-off e imprenditorialità.
Tra i firmatari italiani figura la professoressa Valentina Cauda.
È una rete nata nel 2023 che riunisce oltre 120 ricercatori-innovatori provenienti da più di 20 Paesi dello Spazio europeo della ricerca.
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