Il governo giapponese sta puntando molto sull’agritech. Nell’ambito di un impegno per la sostenibilità e la neutralità carbonica, la Legge del 2024 sulla promozione dell’utilizzo di tecnologie agricole intelligenti ha stanziato fondi e supporto per migliorare la produttività e la sostenibilità e ridurre i costi in questo settore in rapida crescita. Anche prima dell’annuncio di questa legge, il Giappone stava già facendo progressi su diversi fronti dell’agritech, tra cui IA, sensori, agricoltura indoor, robotica e servizi di supporto all’agricoltura. Questo articolo esaminerà alcuni dei casi di successo già emersi da questa spinta all’espansione dell’agritech e metterà in evidenza le aree di opportunità, nonché alcune potenziali sfide, per le startup agritech che intendono stabilirsi in Giappone.
Robotica agricola
La reputazione del Giappone come pioniere della robotica lo precede senza dubbio, e non sorprende che sia le startup che le grandi aziende si stiano impegnando per applicare la propria esperienza in questo campo all’agricoltura. Trattori autonomi, robot per la raccolta, l’irrorazione e il diserbo, così come droni e altri macchinari automatizzati, stanno rapidamente diventando strumenti indispensabili per l’agricoltore moderno.
Agtonomy
La startup statunitense Agtonomy ha recentemente stretto una partnership con Kubota Corporation (foto di apertura), colosso del settore con sede a Osaka, a seguito del successo di progetti congiunti avviati nel 2024. Kubota ha presentato al CES 2026 il suo modello di mietitrice specializzata M5 Narrow, funzionante con il sistema di guida autonoma di Agtonomy, e ha utilizzato la sua rete di concessionari negli Stati Uniti occidentali per facilitare un lancio anticipato dei servizi software della startup.
Legmin
Con sede a Saitama, Legmin produce robot per l’irrorazione delle colture, progettati pensando alla comunità di agricoltori amatoriali giapponesi. I robot sono trasportabili su camion leggeri e controllabili a distanza, mentre il software di bordo è gratuito, il che li rende particolarmente interessanti per la fiorente comunità di agricoltori amatoriali in Giappone. Sul campo, la tecnologia di guida autonoma brevettata di Legmin utilizza i sensori LiDAR di bordo del robot per garantire una guida stabile e una copertura uniforme del carico utile.
Software di supporto basato sull’IA
Naturalmente, l’IA gioca un ruolo fondamentale nell’agritech e molte startup giapponesi stanno scegliendo questo approccio, sviluppando software di rilevamento e supporto per fornire agli agricoltori un accesso immediato a informazioni vitali.
Eco-Pork
Un esempio è Eco-Pork, i cui sensori basati su cloud e alimentati dall’IA, insieme al software di supporto, forniscono agli allevatori di suini una suite di strumenti per visualizzare e migliorare la produttività e la sostenibilità, utilizzando i dati raccolti da telecamere intelligenti installate negli allevamenti.
AGRIST
AGRIST, una startup con sede a Osaka, offre una suite basata sull’IA che combina software di previsione della resa e di assistenza robotizzata alla raccolta con previsioni di mercato per massimizzare la redditività e mitigare i rischi. Nel settembre 2026, l’azienda ha ottenuto la certificazione per il Piano di attuazione dell’offerta per lo sviluppo del Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca (MAFF), che le consente di ricevere supporto ai sensi della Legge del 2024 sulla promozione dell’utilizzo delle tecnologie agricole intelligenti.

Agricoltura verticale e indoor
L’agricoltura verticale e indoor rappresenta una delle frontiere più promettenti dell’agritech e il Giappone è ancora una volta all’avanguardia dello sviluppo. Grazie alla crescente urbanizzazione e al calo demografico, il Giappone può trarre maggiori vantaggi rispetto a molti altri Paesi da una maggiore fattibilità di queste tecniche. Naturalmente, l’attività delle startup in questo settore è stata particolarmente intensa.
Oishii
Oishii (parola giapponese che significa “delizioso”) è un esempio di successo in questo campo, con le sue coltivazioni verticali di fragole che producono già frutti di qualità eccezionale. I robot analizzano e raccolgono la frutta, mentre gli innovativi sistemi di purificazione dell’acqua delle aziende agricole consentono di riciclare la maggior parte dell’acqua utilizzata per la coltivazione. Nel 2024, l’azienda ha ampliato la sua attività aprendo la sua più grande azienda agricola in Pennsylvania.

Plants Laboratory
Plants Laboratory Inc. sta rivoluzionando il settore dell’agricoltura indoor con le sue serre a luce artificiale. L’azienda ha recentemente ottenuto finanziamenti dalla cooperativa di investimento agricolo Norinchukin Bank per un nuovo modello di fattorie indoor su scala locale, con una forte attenzione alla progettazione dell’accessibilità per i dipendenti, con l’obiettivo di migliorare le prospettive occupazionali per i lavoratori anziani e disabili nelle comunità rurali.
Le sfide
Probabilmente il maggiore ostacolo per le startup e le grandi aziende del settore agritech è il modello di business, con la questione di chi effettivamente paghi per le moderne tecnologie agricole che è diventata un tema scottante negli ultimi anni. Gli agricoltori stessi acquistano le attrezzature, spesso con l’aiuto di sussidi governativi, ma con l’ascesa del modello “attrezzatura come servizio”, l’acquisto si è gradualmente trasformato in noleggio. Questa questione è particolarmente spinosa in Giappone, dove la nuova legislazione promette esplicitamente un sostegno finanziario sia agli agricoltori che ai fornitori di servizi di supporto. Nonostante le innegabili difficoltà, il Giappone fornisce le infrastrutture e il supporto legislativo di cui le startup agritech hanno bisogno per partire con il piede giusto.
Nota per il lettore: questo articolo è pubblicato nell’ambito della collaborazione tra Startupbusiness e la pubblicazione giapponese Blackbox.jp. L’articolo originale lo trovate qui. (foto tratte dall’articolo orginale)
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