Mi invitino a una commissione. Fornirò prove e risposte mai date



Victor Yari Milani non molla. L’ex direttore artistico dell’Hellwatt Festival – scaricato da C.Volo un mese fa, prima che venisse poi cancellato tutta la kermesse alla RCF Arena anche a seguito dell’annullamento del prefetto Angieri per motivi di ordine pubblico dei concerti di Kanye West e Travis Scott – vuole raccontare la sua verità. Oltre al suo pensiero dopo quanto è emerso in commissione consiliare giovedì scorso, lancia un appello alla politica, chiedendo di convocare un’audizione dove poter essere ascoltato, promettendo di portare prove e documenti.

di Daniele Petrone

Milani, cosa ne pensa di quanto detto in commissione consiliare la settimana scorsa da C.Volo sul festival saltato all’Rcf Arena? “Ormai non mi stupisco più di nulla, ma per me è stato chiaro che la narrazione fosse già prestabilita prima ancora di cominciare. C.Volo ha fatto il compitino, dando giustificazioni ‘pulite’ senza però dire la verità. Inoltre mi hanno tirato in ballo nonostante non fossi presente, questo è scorretto”.

Cosa non è stato detto? “La domanda che nessuno ha fatto è: quali sono le ragioni di pubblica sicurezza che motivano la decisione del Prefetto a cancellare i concerti di Travis Scott e di Tyla che doveva aprire lo show del 17 luglio, con 20mila biglietti venduti in una location da centomila persone? Kanye West posso anche capirlo seppure io non sia d’accordo, ma la data precedente perché?”.

Dove vuole arrivare? “Dico che l’unica maniera per C.Volo di uscire indenni e senza danni economici era una cancellazione stabilita da terzi. Gli eventi del 4, del 5 e dell’11 luglio poi annullati da C.Volo avevano costi minori. I live del 17 e del 18 sono costati un sacco di soldi. Per Ye erano stati venduti 70mila biglietti, per Scott ventimila e poi nulla più visto che dopo avermi cacciato illegalmente hanno sollevato un caos mediatico che ha danneggiato l’intera kermesse. Insomma alla fine a C.Volo conveniva che annullassero tutto…”.

Ha le prove? “Certo che le ho. Ho fatto causa e in tribunale porterò tutto. Ma lancio anche un appello alla politica: si convochi un’altra commissione e invitino me. Mostrerò tutti i documenti. Dopo il licenziamento, coi miei legali stavo per far sequestrare preventivamente i conti correnti di C.Volo perché una società che ha un buco scoperto di due milioni di euro, avevo il timore che finisse in liquidazione”.

Perché poi non lo ha fatto? “Come sempre prima si cerca una mediazione nelle querelle legali. Nel mio contratto c’è scritto che in caso di licenziamento, avrebbero dovuto corrispondermi il 50% degli incassi dei biglietti più le penali. Avevano venduto 15 milioni di euro di ticket, fate i vostri conti… Insomma, sarebbero andati in perdita. Ma con l’annullamento da parte del Prefetto, a me non spetta nulla così. Ecco perché a loro fa comodo la decisione per ordine pubblico… Anzi, forse così ci hanno pure guadagnato senza fare il festival”.

E quindi chi finanziava il festival? “Coopservice in gran parte. Ma l’evento si sarebbe ripagato alla grande con le date del 17 e del 18 luglio, con Ye e Travis Scott. Mi pongo altre due domande…”.

Prego. “Visto che C.Volo ha scaricato le colpe sul Prefetto, perché non ha fatto ricorso al Tar? E perché finché c’ero io non si è mai parlato di cancellare concerti? Penso che tutto ciò meriterebbe un approfondimento da parte della Procura, perché quanto deciso dal Prefetto non ha giustificazioni legali. E il Codacons perché non se l’è presa con C.Volo quando ha cambiato il nome del festival i Pulse of Gaia, nonostante sui biglietti ci fosse scritto Hellwatt?”.

Si è detto che il suo progetto fosse pericoloso dal punto di vista della sicurezza: in scenografia avrebbe voluto portare una nave da diverse tonnellate nell’arena e poi che avrebbe tirato il pacco ad una riunione in questura… “Tutte scuse che si stanno inventando. La nave è stata realmente acquistata da C.Volo per 85mila euro e vi mando la foto. Era in disuso nel porto di Rotterdam, sarebbe arrivata a Ravenna, smontata in parti e poi ricomposta nell’arena in totale sicurezza. Se non erano d’accordo perché comprarla?”.

Perché allora l’hanno cacciata? “La verità è che hanno usato me e il mio team senza i quali loro non sarebbero riusciti ad avere contatti per portare West e Scott. Io ho una mail di Vittorio Dellacasa (producer di C.Volo, ndr) risalente a gennaio che spiega tutto…”.

Cioè? “Mi mandò un preventivo da 21 milioni di euro per i costi di scenografia. Il costo reale del palco era di 5 milioni, budget con cui avrei fatto tutto. Scrissi a Cattini, presidente di C.Volo, che i prezzi secondo me erano gonfiati. Non mi ha più risposto e poi ho saputo dai giornali che mi avevano escluso. L’altra verità è che questo festival dava fastidio ai big player dell’entertainment, sempre in quella mail di Dellacasa c’è scritto chiaro e tondo: “Siamo disposti a calarci in questo progetto in maniera totalmente dedicata, rinunciando ai nostri ‘usual clients’ che nella nostra industria sono Live Nation e Cts Eventim oltre a Wme e Aeg. Questo ci mette di fronte alla condizione di non lavorare più con loro, questo avviene soltanto in Italia, ma purtroppo è così…””.

Ma lei da chi era stato ingaggiato in C.Volo? “Da Cattini, è stato lui a cercarmi. Questo la dice lunga sulle diffamazioni che ho subìto e di chi ha parlato che fossi uno sprovveduto o un dilettante. Ma citerò tutti in giudizio, giornalisti, content creator e influencer fenomeni…”.

Lei aveva rapporti col Comune? “No, li teneva Cattini. Ma so che hanno sempre cercato di avere informazioni, avevano l’ansia di sapere che si facesse qualcosa all’Rcf Arena dopo anni con pochi eventi. Ma anche il vicesindaco de Franco non ha detto la verità in commissione. Specie sulla questione degli after party, noi avevamo chiesto le 2 di notte come orario massimo. E non l’alba. Quindi problemi di ordine pubblico non ce ne sarebbero stati. L’arena è stata realizzata anche con fondi pubblici, non va bene dire cose inesatte. Io avevo creato un indotto e posti di lavoro, rispondano anche su tutto questo che è saltato…”.

Se potesse tornare a quella conferenza stampa di febbraio, farebbe ancora quelle dichiarazioni sul matrimonio della figlia di Putin e i ‘no’ a tanti grandi artisti? “Certo che sì. Ho le prove di quanto ho detto. Mi avevano proposto Bruno Mars e Kendrick Lamar, ma perché avrei dovuto fare un evento con artisti che già si erano esibiti negli anni precedenti? Poi si trattava di scelte artistiche dettate dalla tipologia di rassegna”.

Ma l’Hellwatt Festival, di cui detiene il marchio, si farà mai? “Sì, l’anno prossimo. Ma all’estero e non in Italia. Stiamo chiudendo la lineup e a breve lo annunceremo”.


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