NAPOLI – “Ho scritto ‘Il momento giusto’ perché ne avevo bisogno. Avevo bisogno di raccontare questa storia, una storia di fantasia, raccontare questi sentimenti e darne una rappresentazione”. Così alla Dire Francesco Bennardis spiega la genesi di ‘Il momento giusto’ (Sensibili alle Foglie, 128 pagine, prezzo 14,00 euro) il suo secondo romanzo. Una storia che arriva precisamente a dieci anni dalla pubblicazione della sua prima opera, un altro romanzo, ‘Il buio’.
‘IL MOMENTO GIUSTO’ PER L’AUTORE UNA LUNGA PASSEGGIATA NEL BOSCO SENZA META
“Quando ho finito ‘Il buio’, dopo qualche mese – racconta – ho ricominciato a scrivere per certi versi proprio questa storia. Dico per certi versi perché ho scritto di getto i primi quattro o cinque capitoli e mi piacevano molto, soltanto che questa storia non mi portava da nessuna parte. Vedevo i personaggi che si muovevano, ma non riuscivo bene a, come dire, a inquadrare quale fosse la vicenda. Era un po’ come entrare in un bosco. Ero affascinato da questa passeggiata, vedevo lo spazio intorno a me ed ero, insomma, sorpreso di tutto quello che mi accadeva intorno, però non riuscivo a capire dove stesse andando, dove mi portasse questo sentiero. Allora, mi sono fermato”.
Poi la svolta grazie alla lettura non prevista di un’amica che “ha letto i primi due capitoli e mi ha detto: “devi continuare assolutamente perché secondo me qui la storia c’è”. E così, ho ripreso la scrittura ed è stata molto molto veloce. Ho mantenuto quello che già avevo scritto e ho trovato la coerenza che cercavo in tutta la vicenda”.
‘IL MOMENTO GIUSTO’, IL ROMANZO
La storia segue Valeria, giovane narratrice che ricostruisce la complessa trama emotiva della madre Anna, segnata da un legame irrisolto con Marco, il fratello maggiore. Presenza intermittente, rifugio affettivo e ferita mai rimarginata. In una stanza d’albergo vicino a un aeroporto, un messaggio di Marco riapre in Anna il dolore dell’abbandono e il peso di un’infanzia segnata dal controllo paterno. La sua vita nomade, fatta di voli e solitudini, riflette questo smarrimento. L’incontro con Emma rappresenta un amore nuovo e luminoso, capace di offrire felicità, ma anche di incrinare il rapporto con Marco, incapace di accettare il cambiamento. Intanto Valeria, attraverso la relazione con Jamal, scopre i limiti del controllo materno e il bisogno di trovare una voce propria. Tutto cambia dopo un grave fatto di cronaca che sconvolge le vite dei protagonisti e del mondo intero. Valeria, Emma e Marco si mettono così in viaggio per raggiungere Anna e il viaggio diventa occasione di confidenze, svelamenti e inattese complicità. Lungo la strada, le distanze emotive si trasformano. La famiglia affronta fragilità, paure e desideri nascosti. Il successivo ritorno a casa diventa così per ciascuno un percorso di riconoscimento dell’altro.
‘IL MOMENTO GIUSTO, PAROLA CHIAVE DI RICONOSCIMENTO
‘Riconoscimento’ è la parola chiave di questo romanzo ‘on the road’ dove al viaggio fisico e risolutore da una città all’altra si affianca un viaggio nei sentimenti, nelle parole mai pronunciate, nelle distanze mai colmate. Ma il viaggio è anche temporale, da uno dei momenti più bui dell’Italia ancora oggi poco chiaro a un presente del mondo senza più confini. Il viaggio è anche in qualche modo antropologico e sociale con la forma famiglia che si trasforma, così come i suoi componenti e i rapporti che li legano loro malgrado.
“Sicuramente – sottolinea Bennardis – l’ambito del non detto, del non espresso è un tema centrale ne ‘Il momento giusto’. Nasce proprio tutto da lì. Diciamo che le parole peggiori sono proprio quelle non dette, quelle che rimangono nel cassetto. Oggi siamo sicuramente portati a una iperconnessione, abbiamo la possibilità di comunicare sempre e ovunque, in qualsiasi parte del mondo, eppure… più strumenti ci sono e meno dialoghiamo. Adesso è tutto molto più liquido, è tutto più diretto, ma in questa velocità, a volte, manca proprio la parola, quindi l’apertura, il confronto, il dialogo”. Ma i modi per comunicare, per dirsi le cose sono tanti e diversi, tra questi c’è anche la musica. Nel romanzo, ad esempio, ognuno dei protagonisti sceglie una propria colonna sonora per esprimersi e mettere a nudo la propria anima.
“È bello, secondo me, il fatto che i personaggi si raccontino anche attraverso la musica e le canzoni. Marco, ad esempio, si “apre” attraverso una canzone di Francesco De Gregori che racconta una generazione, la generazione del 68, La leva calcistica della classe ‘68, brano straordinario sulle disillusioni di quella generazione che ha fatto tanto, ha tanto cercato dei nuovi equilibri senza alla fine riuscirci del tutto”.
‘IL MOMENTO GIUSTO’, LA PRESENTAZIONE UFFICIALE A ROMA
Nonostante i due romanzi all’attivo, “Il momento giusto” verrà presentato domani, venerdì 19 giugno, alle 18:00, alla libreria dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, Francesco Bennardis non è ancora pronto a definirsi esclusivamente uno scrittore perché “penso di essere assolutamente un artigiano. Mi pongo davanti alla scrittura con grandissima umiltà, gusto e sentimento. Spero che questo venga recepito da chi desidererà leggerlo”.
Non chiude però la porta ad una nuova sfida alla futura pagina bianca: “potrà accadere tra qualche mese o tra altri dieci anni. Accadrà quando sentirò un’energia, un bisogno, perché come per le canzoni non si scrive per esigenza editoriale o per riempire il frigorifero, ma solo per una propria necessità. Quello che mi piace pensare è che nel momento in cui avrò voglia di scrivere lo farò con estrema libertà, con la bellezza di poter raccontare qualcosa in cui io stesso credo e mi emoziona. Mi riconosco in ogni personaggio e ogni personaggio l’ho visto crescere come un amico intorno a me. Gli ho voluto e gli voglio bene. Tutto questo mi piace. Mi emoziona il fatto che le persone che stanno leggendo il romanzo mi dicano: “Ma lo sai che sembra quasi che conosca queste persone?” Questa intensità mi piace e sono convinto che tutto questo nella scrittura passi e arrivi al lettore”. Alla presentazione ufficiale di domani, con l’autore anche Danilo Poggiogalli, Maria Genovese, Radio Frammenti e le letture di Bianca Cappellaro.
‘IL MOMENTO GIUSTO’, L’AUTORE
Francesco Bennardis è nato nel 1971 a Roma, città in cui vive. Laureato in Lettere e appassionato di numeri, per diversi anni si è occupato di musica e di tecnologie musicali. Ha pubblicato una delle prime guide di informatica musicale e alcuni racconti in raccolte antologiche. Autore, per queste edizioni, de Il buio (2016), con Il momento giusto è al suo secondo romanzo.
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Giuseppe Pagano
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