Padova, a Ca’ Lando la «casa come giardino» nata dalla matita di Guillermo Vázquez Consuegra


A Padova, all’interno della corte di Ca’ Lando, complesso cinquecentesco nato come dimora per famiglie bisognose ed oggi luogo di cultura, ricerca e architettura solidale, gli studenti del corso di Ingegneria edile-architettura hanno realizzato – in auto costruzione e in legno – una casa per due persone di soli 37 mq, a partire da un progetto dell’architetto spagnolo Guillermo Vázquez Consuegra: un’abitazione mediterranea, una casa-giardino organizzata attorno a tre patii.

Una soluzione progettuale sviluppata dall’idea dell’architetto spagnolo in dialogo con Edoardo Narne, professore di progettazione architettonica – dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Padova e con la collaborazione di Yuuichi Iketani. [ → la corrispondenza integrale “Genesi di un progetto” ]

Il padiglione e il complesso ospitano una mostra di alcuni tra i più interessanti progetti residenziali di Vázquez Consuegra: Casa e studio Rolando, Casa Robinson, Casa A11, le residenze popolari in via Ramón y Cajal a Siviglia, Rota e Vallecas e circa cento schizzi di viaggio. 

L’esposizione (ad ingresso gratuito) è visitabile fino al 15 luglio.

Il progetto è stato sviluppato come esercizio didattico con alcuni laureandi, a partire da una generosa concessione da parte di Guillermo Vázquez Consuegra di sei idee di abitazione elaborate in risposta ad un invito del professore e a alcune richieste specifiche: la casa – di circa 37 mq – doveva essere a patio, per due persone, inserita in un perimetro quadrato con muri alti circa 2,40 metri.

Delle sei opzioni, viene scelta la casa con tre patii in quanto ritenuta più adatta a dialogare con lo spazio della chiesa che fa da sfondo alla corte. A caratterizzarla tre patii, come si diceva: uno di ingresso, uno dell’orto e l’altro cosiddetto dei limoni. Quello di ingresso è definito da Consuegra come «uno spazio di mediazione, di connessione tra casa e strada, che incarna il carattere mediterraneo». Qui il pergolato in legno si estende a tutto il cortile, generando un tetto verde continuo.

Un progetto che ha fatto propria una celebre frase di Luis Barragán ricordata dallo stesso Vázquez Consuegra: «Dobbiamo sforzarci di realizzare case come fossero giardini e giardini come fossero case».

Fotografie © Marco Lumini – catalogo studio

Dal progetto al cantiere: la tradizione didattica in autocostruzione

La realizzazione in autocostruzione di case sperimentali di grandi architetti è una tradizione del corso di Ingegneria edile-architettura che ha avuto inizio nel 2011 e che negli anni – oltre ad aver coinvolto centinaia di studenti – ha condotto alla riproposizione di opere di Louis Kahn, Le Corbusier, Renzo Piano, Charles Correa, Alvar Aalto, Francesco Venezia, Richard Rogers, Daniele Calabi, Bevk-Perovic, Harquitectes, Hopkins Architects e Marcel Breuer.

Gran parte del legno utilizzato per la casa è di reimpiego: in parte proviene dallo smontaggio di installazioni delle mostre degli ultimi anni dedicate a Daniele Calabi e a Marcel Breuer e in parte dai tutori che hanno accompagnato la crescita di 167 alberi nel Parco dei Salici, sempre a Padova, piantati nell’ambito del progetto di rigenerazione realizzato dal G124 di Padova, il gruppo che lavora al programma di Renzo Piano per il rammendo delle periferie.

Fotografie © Marco Lumini – catalogo studio

Gli studenti hanno anche disegnato e realizzato alcuni arredi interni, caratterizzati da linee semplici. La cornice – come si diceva – è Ca’ Lando dove hanno sede gruppi del terzo settore e dove, da alcuni anni,  ha fatto ingresso il dipartimento di Ingegneria civile edile e ambientale dell’Università di Padova, introducendo nuove funzioni culturali e di ricerca. L’Università utilizza la chiesetta, che fa da quinta alla corte di ingresso, come luogo delle attività dei gruppi del G124 di Renzo Piano, dello Iea Made, un team di neolaureati e studenti del corso di laurea di Ingegneria edile-architettura che realizza piccole opere in autocostruzione, e del Lsa – Laboratorio di storia dell’architettura.

Il progetto del padiglione è stato inserito tra le iniziative culturali della Biennale internazionale Barbara Cappochin. Alla mostra-progetto è dedicato un libricino, autori Edoardo Narne e Yuuichi Iketani, edito da Padova University Press, che può essere scaricato liberamente.

Fotografie © Marco Lumini – catalogo studio

Genesi di un progetto.

Dal primo invito agli ultimi dettagli, il dialogo tra Vázquez Consuegra e Narne

Chat su WhatsApp · dicembre 2025 -> febbraio 2026

Dicembre 2025 
Edoardo Narne: Ciao Guillermo, spero stiate bene. Faccio a te e a Elena i miei più sentiti auguri di Natale e di fine anno. Stiamo lavorando a una pubblicazione dei tuoi lavori, una mostra fotografica e un padiglione in legno che realizzeremo in tuo onore con i miei studenti. La pubblicazione sarà basata sul formato del libro che ti ho presentato. Pubblicheremo all’interno alcuni progetti residenziali: casa e studio Rolando, casa Robinson, casa A11, le residenze popolari in via Ramon y Cajal a Siviglia, a Rota e a Vallecas. Prossimamente ci sarà una mostra all’;interno della chiesa di Ca’ Lando con la presentazione di queste sei residenze e dei tuoi cento schizzi di viaggio che sono stati inseriti nel sito dello studio. 

Guillermo Vazquez Consuegra: Penso che sia fantastico. Sono impressionato! E grato!! Buone feste anche a te e i nostri migliori auguri per il nuovo anno! Un abbraccio fortissimo. 

EN: E In più una proposta che spero ti piaccia: vorremo far costruire dai nostri studenti in scala 1:1 in legno una casa a patio pensata da te, dentro la corte di Ca’Lando . Una casa per due persone di circa 37 mq dentro un recinto quadrato con un muro alto 2,4 metri e con le dimensioni 8,6 ×8.6 metri (74 mq di area edificabile). Basterebbe qualche schizzo, poi noi facciamo disegni a Cad e plastico, e se ti piace lo realizziamo in legno con i nostri studenti . Una casa a patio dei tuoi sogni per te ed Elena . Ti giro alcune immagini di padiglioni realizzati negli anni passati per Charles Correa, Renzo Piano, Alvar Aalto, Louis Kahn e Daniele Calabi. L’ultimo, per Calabi, lo abbiamo realizzato a Ca’ Lando dove andremmo a realizzare anche il tuo. Cosa ne pensi di questa idea? 

GVC: Mi mette molta pressione. Quando dovreste avere il progetto?

EN: Entro febbraio? Hai bisogno solo di una tua idea con uno schizzo. Poi sviluppiamo le tue idee come esercizio didattico con i laureandi. Non dargli troppa importanza. È una specie di esperimento.

Passa un mese, tutto tace. Il 3 febbraio, inaspettatamente, arrivano cinque versioni diverse con schizzi e disegni Cad per il progetto della piccola casa mediterranea. Ci sentiamo sorpresi ed estremamente grati. Guillermo ci dimostra la sua grande generosità e l’interesse per questo speciale progetto didattico.

EN: Ciao Guillermo, il tuo generoso lavoro che mi hai mandato ieri mi ha ricordato molto un disegno di Palladio: 18 versioni per un edificio da ristrutturare. Lo useremo per la copertina del libretto quando lavoreremo alla residenza che stiamo scrivendo. È un foglio estremamente didattico.

GVC: Sono contento, Edoardo, che tu sia stato interessato al lavoro. Se hai intenzione di stamparlo, forse dovrei inviarti gli originali, per farne una buona scansione. Un abbraccio.

EN: Ciao Guillermo, dopo aver analizzato tutte le tue opzioni/versioni del progetto, avremmo scelto quella che anche a te sembra più interessante, come da tua indicazione telefonica. E ti confermo che questa soluzione con tre patii è la più adatta per collegarsi alla chiesa dove ci sarà l’altra parte della tua mostra. Dentro la chiesa allestiremo una esposizione con i tuoi schizzi di viaggio e disegni e foto dei tuoi lavori residenziali ( residenze unifamiliare e complessi di social housing). Ti proponiamo di entrare dentro il recinto nel primo patio e poi da lì dentro la casa . Potrebbe risultare più delicata e soave come soglia d’ingresso . Abbiamo già immaginato come costruirlo a regola in modo che il padiglione possa rimanere due mesi nella corte di corte di Ca’Lando da inizio giugno a fine luglio . Il primo patio d’ingresso potrebbe avere un piccolo rumore di sottofondo che simuli una piccola fontanella, se sei d’accordo. Per il patio che accoglierà l’orto con i limoni tutto bene . Per il patio con il limone più grande iniziamo già a cercarlo.

GVC: Fantastico! Sembra un’ottima idea entrare dal patio. E anche il suono dell’acqua. Avevo sempre pensato alla presenza e al suono dell’acqua nel patio in qualsiasi delle opzioni. Quindi sono assolutamente d’accordo. 

EN: Sono molto felice che tu sia soddisfatto. Il progetto funziona molto bene all’interno della corte. Pensavo di farlo, ma con un’altezza interna di 226 cm, in modo da non coprire la cassetta annessa. Sono molto contento che ti soddisfi. Il progetto funziona molto bene dentro la corte . Penso che dovremo però realizzarlo con una altezza interna di 226 cm per non sovrastare le casette del Cinquecento che si sviluppano attorno.

GVC: L’unico punto debole dell’impianto è l’accesso, che è molto stretto. Non so se sia meglio entrare direttamente dal soggiorno. Ci penserò questo fine settimana.

EN: Forse! Attendo con ansia i tuoi nuovi suggerimenti. Mi dà un po’ fastidio ingresso al bagno di servizio dal soggiorno. Invece mi affascina l’idea di guardare l’orto con le piante di limone dal bagno. E trovo interessante che la casa abbia un esterno opaco e sia interamente vetrata all’interno. Il confine tra lo spazio interno della casa e i patii è interamente costituito da chiusure in vetro.

GVC: Mi piace molto l’idea di entrare attraverso il patio semi-coperto, che potrebbe essere un pergolato da giardino. Uno spazio di intermediazione, di articolazione, di connessione tra la casa e la strada. Uno spazio che incarna il carattere mediterraneo.

EN: Sono d’accordo con la tua visione. Questo è ciò a cui puntiamo, in risposta all’architettura fatta di scatola del Nord Europa. Potrebbe essere un padiglione estivo a basso costo. 

GVC: Il pergolato in legno che copre l’ingresso potrebbe anche essere esteso a tutto il cortile, in modo che l’intero cortile abbia un tetto verde. Se vogliamo, possiamo installare un reticolo verticale, sempre in legno, che separi l’ingresso dal resto del cortile. In questo modo avremo tre diverse tipologie di strutture per le tre corti.

EN: Bellissimo. La gelosia verticale. Coprire l’intero cortile con il pergolato gli conferirà molto carattere, con una luce che ci sorprenderà. La gelosia verticale la valuterei in fase di cantiere perché temo che possa mettere in forte ombra l’ingresso . È solo una sensazione, conoscendo bene quell’angolo della corte.

GVC: Sono assolutamente d’accordo con te.

EN: Con questa soluzione d’ingresso mi hai ricordato alcune piacevoli visite alla casa del giardiniere di Schinkel.

GVC: È curioso, perché quest’opera di Schinkel era sempre presente nel progetto per la casa del pittore Rolando, la mia prima casa, proprio per coprire lo spazio che collegava la casa al laboratorio.

EN: Quello spazio della villa non lo avevo mai studiato bene. Poi con l’occasione del libricino che stiamo scrivendo su di te ho intuito la sua complessità nella distribuzione dei percorsi e la sua poesia.

Dopo alcuni giorni e dopo avergli mandato gli avanzamenti finali sul progetto.

EN: Ciao Guillermo, con il padiglione direi che ci siamo, anche costruttivamente. Ora facciamo costruire un modello in scala 1:20 e anche un modello digitale. Sto anche facendo delle prime prove sui prospetti principali valorizzando la costruzione e il contenuto con la tua mostra dentro. Dai nostri studenti faremo realizzare anche i mobili in linee semplici.

GVC: Stai facendo un lavoro magnifico. Congratulazioni!!

EN: Ahah. È molto divertente e piacevole lavorarci. Grazie.

GVC: Il tavolo può essere posizionato anche sull’armadio della camera. In questo modo sarebbe più controllato nello spazio. Decidi tu.

EN: Penso che l’ingresso sull’asse rafforzi il progetto e sia più coerente . Seguiremo la tua idea. La trovo più informale. 

GVC: Le porte di accesso possono aprirsi in quel modo, è il modo giusto per chi non è mancino, oppure andiamo avanti come hai disegnato tu.

EN: Hai ragione. E funziona meglio anche con la parete vetrata del soggiorno che termina con la porta. Molto interessante , Guillermo.

GVC: Stiamo facendo progressi!

EN: Con la porta aperta sembra una parete di Mies van der Rohe.

GVC: Non è un cattivo riferimento.

EN: Assolutamente. La lasceremo sempre aperta al pubblico. Lo spazio appare più fluido. 

Una settimana dopo… fine febbraio.

GVC: Ora ricordo una frase di Luis Barragán che potrebbe essere applicata alla nostra casa: “Dobbiamo sforzarci di realizzare delle case come fossero dei giardini e dei giardini come delle case“.

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