Via libera dal Consiglio regionale del Piemonte alla revisione dei criteri dei Voucher scuola. Il provvedimento introduce nuove soglie ISEE, una revisione delle modalità di accesso ai Voucher A e B e una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse, con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari e rendere il sistema più aderente ai bisogni reali delle famiglie. Con questa approvazione si completa il percorso avviato dalla Giunta regionale per aggiornare uno degli strumenti più importanti a sostegno del diritto allo studio. Intervistata da AgenziaCULT, l’assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte, Daniela Cameroni, illustra nel dettaglio novità ed effetti di questa misura.
Assessore, il Consiglio regionale ha approvato la revisione dei criteri dei Voucher scuola. Qual è il significato di questo provvedimento?
“È un provvedimento importante perché ci consente di rendere uno strumento già molto apprezzato dalle famiglie piemontesi ancora più efficace e più vicino ai bisogni reali delle persone. Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa revisione avevamo un obiettivo molto chiaro: fare in modo che il sostegno della Regione raggiungesse un numero maggiore di studenti e famiglie. Siamo partiti dai dati e dall’analisi delle domande presentate negli ultimi anni. Da quella valutazione è emersa una realtà evidente: ogni anno decine di migliaia di famiglie presentavano domanda ma non riuscivano ad accedere al contributo. Era una situazione che non potevamo ignorare. Per questo abbiamo deciso di intervenire, aggiornando i criteri di accesso e rendendo il sistema più aderente alle esigenze delle famiglie piemontesi. Quando parliamo di Voucher scuola non parliamo soltanto di numeri o graduatorie. Parliamo di libri da acquistare, di trasporti, di attività formative e di opportunità che possono fare la differenza nel percorso educativo di un ragazzo. Dopo pochi mesi dal mio insediamento sono particolarmente soddisfatta di aver portato a compimento una riforma che amplia concretamente le opportunità per migliaia di famiglie piemontesi e rafforza il diritto allo studio nella nostra regione”.
Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma?
“Le novità riguardano sia il Voucher A sia il Voucher B. Per il Voucher A, destinato all’iscrizione e alla frequenza delle scuole paritarie, abbiamo elevato la soglia ISEE a 30.000 euro, uniformandola a quella prevista dalla normativa nazionale. Per il Voucher B, dedicato alle spese per libri di testo, trasporti, materiale didattico e attività integrative, abbiamo rivisto i criteri di assegnazione per consentire una distribuzione più efficace delle risorse e raggiungere un numero maggiore di famiglie. La scelta che abbiamo compiuto è stata molto semplice: non guardare soltanto a quante famiglie ricevevano il contributo, ma anche a quante, pur avendone i requisiti, rimanevano escluse. Per questo abbiamo deciso di intervenire, con l’obiettivo di rendere il sistema più inclusivo e di far arrivare il sostegno regionale a un numero maggiore di persone”.
Quali effetti concreti avrà questa revisione?
“L’effetto più significativo è che, a parità di risorse, circa 30.000 famiglie in più rispetto allo scorso anno potranno accedere a un contributo regionale. È un risultato molto importante perché dimostra che è possibile ampliare le opportunità per le famiglie anche attraverso una migliore organizzazione delle risorse disponibili. Inoltre, grazie ai nuovi criteri, puntiamo a garantire la copertura del Voucher B fino alla fascia ISEE di 15.748 euro, la più alta mai raggiunta nella storia del Piemonte. Credo che questo sia il dato più significativo: per la prima volta abbiamo guardato non soltanto a quante famiglie ricevevano il contributo, ma anche a quante, pur avendone i requisiti, rimanevano escluse. Da questa riflessione nasce la riforma approvata dal Consiglio regionale. Dietro questi numeri ci sono studenti che potranno acquistare libri, sostenere spese di trasporto, partecipare ad attività formative e affrontare il percorso scolastico con maggiore serenità. Desidero ringraziare il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Giunta regionale, i consiglieri di maggioranza che hanno accompagnato questo percorso e tutto il Consiglio regionale. Maggioranza e opposizione hanno svolto il proprio ruolo e il confronto che si è sviluppato durante l’esame del provvedimento ha consentito di approfondire una materia che riguarda migliaia di famiglie piemontesi. Quando si parla di scuola, studenti e futuro delle nuove generazioni, il confronto istituzionale è sempre un valore. Oggi il risultato è chiaro: più famiglie raggiunte, più opportunità e un sostegno regionale che arriva a una platea più ampia rispetto al passato”.
Quale attenzione è stata riservata agli studenti con bisogni educativi speciali?
“Abbiamo confermato e rafforzato il sostegno a favore degli studenti con bisogni educativi speciali perché crediamo che il diritto allo studio debba essere realmente accessibile a tutti. Garantire pari opportunità significa prestare particolare attenzione a chi si trova ad affrontare maggiori difficoltà e assicurare che ogni intervento pubblico tenga conto delle diverse esigenze educative. Anche sotto questo profilo abbiamo lavorato per rendere la misura più equa, inclusiva ed efficace”.
Quale messaggio vuole rivolgere alle famiglie piemontesi?
“Voglio dire alle famiglie che la Regione Piemonte continua a considerare istruzione, formazione e merito una priorità. Sappiamo bene che sostenere le spese scolastiche dei figli è sempre più impegnativo. Libri, trasporti, attività integrative e materiali didattici incidono in modo significativo sui bilanci familiari. Con questa riforma abbiamo cercato di dare una risposta concreta e di ampliare il numero delle persone che possono ricevere un aiuto. Il dato che mi rende più soddisfatta è semplice: circa 30.000 famiglie in più potranno accedere al contributo regionale. Dietro questo numero non ci sono statistiche. Ci sono ragazzi, genitori e famiglie che avranno un’opportunità in più. Il nostro lavoro non si ferma qui. Continueremo a monitorare la misura, ad ascoltare il territorio e a migliorarla quando sarà necessario. Perché sostenere gli studenti significa investire nel futuro del Piemonte”.
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