Stadio Roma, la miniera di Friedkin: ricavi da 154 milioni



Il nuovo stadio della Roma a Pietralata entra nel dettaglio dei numeri. Secondo Calcio e Finanza, il piano vale 1,377 miliardi di fabbisogno finanziario e punta a generare 154 milioni di ricavi già nel 2031, tra biglietti, hospitality, naming rights, eventi e aree premium.

Calcio e Finanza svela il piano: lavori dal 2027, bond da 600 milioni e ricavi extra-partita

Il nuovo stadio della Roma a Pietralata ora ha anche una carta d’identità economica. Calcio e Finanza ha consultato la Relazione Generale del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica e ha ricostruito costi, debito, bond, ricavi attesi e struttura finanziaria dell’operazione.

Il calendario prevede quattro anni di lavori, da gennaio 2027 a dicembre 2030. L’impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2031. La Roma punta a costruire uno stadio capace di generare ricavi durante le partite e nei giorni senza gare, con hospitality, eventi, tour, museo, ristorazione, parcheggi e spazi commerciali.

L’investimento complessivo per realizzare l’infrastruttura è stimato in 1,048 miliardi di euro al netto dell’IVA. Di questa cifra, 33 milioni riguardano le attività di progettazione svolte tra il 2021 e il 2026, tra rilievi, accertamenti, indagini preliminari e sviluppo del PFTE.

La parte principale dell’investimento, pari a 1,015 miliardi di euro, sarà concentrata tra il 2027 e il 2030. Rappresenta circa il 97% del totale e comprende gli hard cost, quindi opere edilizie, bonifiche e urbanizzazioni, e i soft cost, cioè spese tecniche, imprevisti e accantonamenti. Nel perimetro rientrano anche il contributo sul costo di costruzione e i diritti di superficie.

Il conto complessivo sale quando si considerano IVA, costi di strutturazione, oneri finanziari, performance bond e cassa minima. Il fabbisogno finanziario totale arriva a 1,377 miliardi di euro. La copertura, secondo il piano, avviene attraverso fonti private.

Nel documento non è previsto un canone di concessione: il valore indicato è pari a zero. La Roma lega questa impostazione alla crescita del progetto rispetto alla delibera del 2023. Gli investimenti complessivi sono saliti a circa 1,048 miliardi, quasi il doppio rispetto alla precedente valutazione da circa 528 milioni. Anche i costi annui di gestione aumentano: circa 30 milioni, contro i 10 milioni considerati in precedenza.

La struttura finanziaria parte da un Construction Loan da 600 milioni di euro, erogato durante la fase di costruzione. La linea avrà durata di quattro anni, con prima erogazione prevista il 1° gennaio 2027 e scadenza al 31 dicembre 2030. Il tasso annuo indicato è del 6,42%.

Alla fine dei lavori, il Construction Loan sarà rifinanziato con un Project Bond da 600 milioni di euro. Il bond partirà il 1° gennaio 2031, avrà scadenza al 31 dicembre 2050 e durerà 20 anni. Il piano indica un tasso annuo del 5,25%, una placement fee dell’1% sull’ammontare erogato e commissioni di agenzia da 70mila euro annui.

La seconda linea finanziaria è la VAT Facility da 205,3 milioni di euro. È una linea revolving destinata a coprire il deficit IVA durante la costruzione, con rimborso dopo quattro semestri, allineato al rimborso del credito IVA da parte dello Stato. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2032 e il tasso annuo è pari al 3,71%.

La terza fonte è l’equity da 572,1 milioni di euro. Questa quota coprirà il fabbisogno residuo dopo Construction Loan e VAT Facility, insieme agli investimenti già effettuati tra il 2021 e il 2025.

Sul lato degli impieghi, il piano indica 1,0476 miliardi di euro di investimenti, compresi quelli già sostenuti tra il 2021 e il 2025. A questi si aggiungono 205,3 milioni di IVA sugli investimenti, 50,3 milioni di costi di strutturazione tra commissioni bancarie e imposta sostitutiva, 69,5 milioni di oneri finanziari maturati durante la costruzione, 3,6 milioni per il performance bond e 1 milione di cassa minima.

La parte industriale del piano parte dal 2031, primo anno di operatività dello stadio. I ricavi netti stimati sono pari a circa 154 milioni di euro. La crescita annua prevista è collegata all’inflazione nazionale stimata all’1,9%.

Nel dettaglio, i ricavi salirebbero a 156,5 milioni nel 2032, 159,5 milioni nel 2033, 162,5 milioni nel 2034, 165,6 milioni nel 2035 e 168,8 milioni nel 2036. La soglia dei 200 milioni verrebbe superata nel 2046, con 203,7 milioni.

La proiezione prosegue lungo tutta la concessione: 245,9 milioni nel 2056, 296,9 milioni nel 2066, 358,3 milioni nel 2076, 432,6 milioni nel 2086, 522,1 milioni nel 2096, 630,3 milioni nel 2106 e 760,8 milioni nel 2116. Sono valori costruiti su base inflattiva e servono a mostrare l’impostazione finanziaria di lungo periodo più che una previsione commerciale puntuale fino alla fine del secolo.

Nel primo anno di attività, la voce più alta è il Premium Seating, stimato a 71,6 milioni di euro. Il ticketing vale 47,8 milioni. Seguono Naming Rights e sponsorizzazioni, entrambi a 7,8 milioni, poi altri eventi a 4,4 milioni, Food & Beverage a 4,5 milioni, museo e Stadium Tour a 3,5 milioni, parking a 3,1 milioni, eventi MICE a 2,1 milioni e Merchandise Store a 1 milione.

Anche nei primi anni di attività la crescita maggiore resta legata alle aree premium e ai ricavi da partita. Il Premium Seating passerebbe da 71,6 milioni nel 2031 a 78,7 milioni nel 2036. Il ticketing salirebbe da 47,8 milioni a 52,5 milioni nello stesso periodo. Naming Rights e sponsorizzazioni crescerebbero da 7,8 milioni a 8,6 milioni ciascuno.

I costi operativi sono stimati in circa 30,7 milioni di euro nel 2031. Comprendono personale diretto e in outsourcing, costi generali e amministrativi, altri costi, IMU, TARI e performance bond. Con l’inflazione all’1,9%, arriverebbero a 33,7 milioni nel 2036.

L’EBITDA del progetto è stimato a 122,9 milioni nel 2031 e a 135,1 milioni nel 2036. Il margine EBITDA resta indicato attorno all’80% nei primi anni di attività.

Il risultato netto previsto parte da 60,2 milioni nel 2031. Scende a 52,8 milioni nel 2032, poi risale a 56,9 milioni nel 2033, 59,2 milioni nel 2034, 61,7 milioni nel 2035 e 64,3 milioni nel 2036. Sul dato incidono gli oneri finanziari del Project Bond, pari a 24 milioni nel 2031 e 31,7 milioni nel 2032, con riduzione progressiva negli anni successivi.

Il piano della Roma assegna allo stadio una funzione commerciale permanente. Le partite restano il motore principale, ma l’equilibrio economico passa da hospitality, eventi, museo, tour, ristorazione, parcheggi e attività aziendali nei giorni senza gare.

Il dato finale è netto: il progetto di Pietralata nasce come infrastruttura sportiva, ma il PEF lo costruisce come operazione finanziaria da 1,377 miliardi, con capitale privato, debito, bond dal 2031 e ricavi distribuiti su molte fonti.


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