I numeri della musica dal vivo continuano a segnare record di presenze e incassi, ma dietro la crescita del settore si nasconde una realtà più complessa. È quanto emerso dal panel del Medimex “Il futuro del live: quello che i dati non dicono”, che ha riunito organizzatori, operatori culturali, artisti e giornalisti per riflettere sulle trasformazioni del mercato musicale e sulle sfide che attendono festival, club e territori.
Uno dei temi centrali del confronto è stato il ruolo della direzione artistica nella costruzione di un’identità culturale capace di andare oltre la semplice programmazione di eventi. Una visione che richiede tempo, coerenza e la capacità di legare la proposta artistica a valori e contenuti riconoscibili. In questo senso sono stati citati esempi come l’Uno Maggio Libero e Pensante e il Sud Est Indipendente Festival, manifestazioni che nel corso degli anni hanno costruito una forte connessione con il territorio e con specifiche istanze culturali e sociali.
Dal confronto è emerso però anche il profondo cambiamento che sta attraversando il mercato della musica dal vivo. Secondo molti operatori, il divario tra grandi player dell’industria musicale e organizzatori indipendenti si è ampliato soprattutto dopo la pandemia. Se durante il Covid si era parlato di collaborazione e solidarietà tra tutti gli attori del settore, oggi il mercato appare sempre più concentrato e competitivo.
Tra le criticità segnalate figurano l’aumento dei cachet degli artisti, la crescita dei costi organizzativi e la difficoltà per festival e club di continuare a svolgere il tradizionale lavoro di scouting. «Un tempo la direzione artistica significava scoprire talenti e accompagnarne la crescita. Oggi questo lavoro viene raramente riconosciuto. Molti artisti emergenti, una volta raggiunta una certa notorietà, diventano rapidamente inaccessibili per le realtà che li hanno sostenuti agli inizi», è stato osservato da Cesare Liaci di Sud Est Festival nel corso del dibattito.
Particolarmente significativo l’intervento dell’attore e regista Michele Riondino, che ha proposto un parallelo tra il mondo della musica e quello del cinema. «Le sale cinematografiche stanno reagendo alla crisi puntando sempre più sull’esperienza dal vivo. Oggi gli attori sono chiamati a promuovere i film direttamente nei cinema, incontrando il pubblico gratuitamente. È diventato necessario per sostenere il settore. Nella musica, invece, sembra che il concetto di live venga associato quasi esclusivamente ai grandi eventi da migliaia di spettatori, dimenticando il ruolo fondamentale dei club e dei piccoli spazi».
Secondo Riondino, il vero problema riguarda la sostenibilità culturale ed economica dei territori lontani dai grandi circuiti nazionali. «Portare un artista a Taranto costa quanto portarlo a Milano, ma il pubblico potenziale è molto diverso. Eppure sono proprio i club e i piccoli festival i luoghi in cui la musica cresce, si forma e incontra le comunità».
Il panel ha affrontato anche il tema del cosiddetto “gigantismo” dei concerti. Da una parte aumentano gli eventi negli stadi e nelle grandi arene, dall’altra si assiste a una progressiva difficoltà dei piccoli spazi, che faticano a sostenere la concorrenza dei grandi operatori e a intercettare le nuove generazioni.
Su questo punto è intervenuta la giornalista del Corriere della Sera Barbara Visentin, che ha evidenziato come stia emergendo una certa stanchezza verso eventi sempre più grandi, costosi e impersonali. «Potrebbe esserci una riscoperta dei piccoli spazi e dei concerti di qualità, dove il rapporto tra artista e pubblico è più diretto e autentico», ha osservato.
Visentin ha inoltre sottolineato come stiano cambiando le modalità di scoperta della musica. Oggi la fascia più giovane del pubblico conosce nuovi artisti soprattutto attraverso TikTok, i social network e le piattaforme di streaming, mentre si riduce il ruolo tradizionale dei club e della critica musicale come luoghi di scoperta e formazione del gusto.

Un altro tema emerso dal confronto riguarda la crescente centralità dell’esperienza dal vivo in tutti i settori dell’intrattenimento. Dai podcast registrati davanti al pubblico ai meet & greet, passando per il cinema e gli eventi culturali, il pubblico cerca sempre più occasioni di incontro diretto con gli artisti. Una tendenza che, secondo i relatori, conferma il valore insostituibile dell’esperienza live.
A raccogliere l’appello degli operatori è stato anche Carlo Parodi (presidente Assomusica), che ha evidenziato la necessità di strumenti normativi e sostegni strutturali per il settore. «I club e i piccoli festival devono essere riconosciuti come veri presìdi culturali. Se lasciamo che sia soltanto il mercato a decidere, i piccoli operatori saranno sempre destinati a soccombere rispetto ai grandi player».
Dal panel è emersa una convinzione condivisa: il futuro della musica dal vivo non può essere costruito esclusivamente sui grandi numeri. Servono politiche capaci di sostenere i territori, valorizzare il lavoro di ricerca artistica, favorire la crescita dei nuovi talenti e tutelare quella rete di club, festival indipendenti e operatori culturali che continua a rappresentare il primo luogo di incontro tra musica, cultura e comunità.
Perché, come è stato ribadito più volte nel corso del confronto, i dati raccontano il successo economico del settore, ma non sempre riescono a misurare il valore culturale e sociale che la musica dal vivo produce ogni giorno nei territori.
La musica dal vivo incide anche sulla reputazione della città. Eventi ben organizzati – come il Medimex – contribuiscono a costruire un’immagine positiva, dinamica e attrattiva, utile non solo in chiave turistica ma anche per l’attrazione di investimenti in quello che l’indotto di una stagione di concerti porta dietro di sè.
In molti contesti urbani, i grandi eventi culturali sono diventati strumenti di rigenerazione e posizionamento territoriale. Questo Taranto lo deve ancora capire pienamente per poter uscire dalla dimensione provinciale che l’ha spesso frenata nelle scelte. Responsabilità anche di una classe dirigente miope che non è riuscita a guardare oltre la propria ombra.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link


