Open House Torino 2026: 15 tappe e 3 tour tra architetture d’autore, torri e case sperimentali


In copertina, da sinistra verso destra: Casa del custode, foto di @Fabio Oggero; RELIFE Torino, Lombardini22.

Torino si prepara ad aprire cortili, scale, archivi, cantieri, studi, campus e abitazioni private per accogliere la nona edizione di Open House Torino. Nel fine settimana del 6 e 7 giugno 2026 si potranno visitare gratuitamente oltre 170 edifici e luoghi normalmente chiusi al pubblico.

La formula è quella ormai rodata: tante visite e tour in ordine di arrivo, alcune – poche – su prenotazione. La novità è la nuova web app, attraverso cui sarà possibile accedere al programma e aggiungere fino a due persone oltre al titolare. Utile, per esempio, per l’amico che si ricorda sempre tutto all’ultimo.

Il ventaglio di possibilità è ampio, come sempre, e due giorni non basteranno. Però sono un buon inizio per entrare in parti di città che di solito restano fuori dal proprio raggio d’azione.

C’è il campus torinese di ESCP Business School, firmato TRA_Toussaint Robiglio Architetti, nato dalla trasformazione dell’ex sede della Banca Nazionale del Lavoro in uno spazio di circa 8mila metri quadrati. C’è Sbang, progetto di Archisbang che riconverte un’ex palestra dopolavoro in luogo per coworking, eventi e scambio professionale. E c’è Casa del Custode, firmata ElasticoFarm ed ErranteArchitetture, dove un fabbricato degli anni Ottanta diventa una casa sperimentale fatta di materiali lasciati a vista, piani sfalsati e un doppio camino.

In lista tornano anche alcuni “intramontabili” del programma: il Palazzo della Regione Piemonte, il terzo edificio più alto d’Italia, progettato da Massimiliano Fuksas con AI Studio per l’ingegneria, con la possibilità di salire nella torre alta 205 metri; e il Centro culturale Bruno Zevi di Beinasco, ex biblioteca Nino Colombo e unica applicazione compiuta del modello prefabbricato elaborato da Zevi a partire dalla biblioteca di Dogliani, restaurato nel 2022 da Carlo Ostorero / Dedalo Architettura.

Un altro tassello si aggiunge con il tour dedicato a Giovanni Antonio Porcheddu, tra Barriera di Milano e la vecchia Barriera di Lanzo. Originario del Sassarese e formatosi tra Pisa e Torino, Porcheddu fu tra i protagonisti della diffusione del cemento armato in Italia: la sua impresa lavorò alla ricostruzione del Campanile di San Marco e, a Torino, allo Stadium e al Lingotto. Il percorso permetterà di leggere questa storia attraverso alcune architetture dell’area nord, tra Officine Savigliano, Docks Dora e Officine Grandi Motori.

Insomma: sì, si entra nelle case. Ma anche nelle aule, nelle scale, sotto i velari, tra materiali lasciati a vista, giardini pensili e pezzi di città produttiva che raccontano quanto Torino sia fatta di strati, trasformazioni e seconde possibilità.

Abbiamo selezionato 15 tappe e 3 tour per orientarsi nel programma senza farsi prendere dal panico da mappa aperta sul telefono. E, magari, per scegliere da dove iniziare.

Le prenotazioni si apriranno mercoledì 3 giugno alle ore 21.

OPEN House Torino 2026: LA SELEZIONE

LE ARCHITETTURE

CENTRO

Palazzo Alfieri in cantiere

sabato 6 giugno, ore 10-14 | domenica 7 giugno, ore 14-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

In centro, Palazzo Alfieri apre in un momento particolare: non a lavori finiti, ma mentre la trasformazione è ancora in corso. L’edificio monumentale all’angolo tra via Alfieri e via dell’Arsenale, in passato sede del Banco di Napoli, è oggi interessato da un intervento di riconversione in complesso residenziale di lusso.

La visita permetterà quindi di entrare nel palazzo prima che assuma la sua nuova identità abitativa, attraversando alcuni degli spazi più rappresentativi: il grande salone colonnato, la struttura storica ancora leggibile e, per chi ama i dettagli un po’ cinematografici, anche la sala delle cassette di sicurezza.

Info sulla visita

Archivio storico dell’Università di Torino – Palazzo del Rettorato

sabato 6 giugno, ore 10-14 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

anteprima venerdì 5 giugno, ore 18-23, per la Notte degli Archivi

In collaborazione con Archivissima e con la Notte degli Archivi 2026, OHT porterà il pubblico all’interno dell’Archivio storico dell’Università di Torino, ospitato in una porzione dell’isolato del Palazzo del Rettorato.

La sede, inaugurata nel dicembre 2006, occupa il grande salone all’angolo con via Virginio e alcuni ambienti affacciati sulla stessa strada, recuperati dopo decenni di incuria e abbandono. Destinato alla conservazione e alla consultazione della documentazione storica, lo spazio è caratterizzato da due balconate in ferro e richiama, in chiave contemporanea, l’impostazione delle sale storiche della Biblioteca della Regia Università, oggi intitolata ad Arturo Graf.

Info sulla visita

ESCP Business School

sabato 6 giugno, ore 10-14 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

Nel centro denso di Torino, tra via Andrea Doria, via Accademia Albertina e via Cavour, ESCP Business School apre il campus inaugurato nell’ottobre 2024 e progettato da TRA_Toussaint Robiglio Architetti.

Il progetto ha trasformato l’ex sede della Banca Nazionale del Lavoro in un campus urbano verticale di circa 8mila metri quadrati, con aule, uffici, spazi per lo studio, aree comuni e luoghi di incontro. Il cuore dell’intervento è una piazza coperta, affacciata verso la città attraverso una lama di vetro: uno spazio di passaggio e relazione, a metà tra interno scolastico e soglia urbana.

Fuori, le facciate storiche si confrontano con un nuovo volume contemporaneo, riconoscibile per il rivestimento in lamiera tridimensionale color bronzo. Dentro, gli interni curati da G*AA, Subhash Mukerjee Studio, Conrotto Progetti e Fionda ospitano aule riconfigurabili, spazi break out, learning center, uffici e aree comuni.

Info sulla visita

Gran Serraglio − Galleria Umberto I

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 11-19 | | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

Dopo settantacinque anni di chiusura, la manica laterale della Galleria Umberto I è tornata accessibile nel 2025 grazie all’iniziativa di Ramo d’Oro, bistrot culturale inaugurato all’interno della storica galleria torinese.

Lo spazio, conosciuto come Gran Serraglio, occupa un ramo laterale della galleria progettata da Lorenzo Rivetti e costruita tra il 1888 e il 1889 sui resti dell’antico Ospedale Mauriziano. Rimasto a lungo fuori dai percorsi abituali della città, oggi si presenta come un giardino d’inverno sotto la copertura in vetro e metallo.

Per l’occasione, lo spazio ospiterà anche “Possibili Torino”, mostra dedicata ai progetti non realizzati per la città da Andrea Bruno

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CROCETTA

Colli 19

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 10-19 | | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

Il restyling di Colli 19, edificio in via Colli, riguarda le parti comuni: androne, vano scala e cortile. L’intervento, firmato da Fabrizio Trimboli e Alex Cepernich, lavora sulle geometrie esistenti e valorizza l’effetto prospettico dello scalone, che genera una vista verticale continua.

Il progetto punta così a trasformare gli spazi di passaggio in un elemento riconoscibile dell’edificio, intervenendo su superfici, luce e percezione. Il riferimento alle illusioni ottiche di Escher diventa una chiave per leggere il rapporto tra scala, profondità e movimento all’interno del vano comune.

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SAN DONATO

Villino Raby

sabato 6 giugno, ore 10-13, 14-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

Progettato da Pietro Fenoglio con la collaborazione di Gottardo Gussoni, l’edificio è uno degli esempi più noti della stagione liberty torinese. Realizzato nel 1901, il villino conserva alcuni elementi di particolare valore, dalle ringhiere in ferro battuto di Alessandro Mazzuccotelli agli interni decorati da Domenico Smeriglio, fino agli ambienti caratterizzati dall’ampio bow-window.

Dopo un intervento di ristrutturazione, dal 2011 l’edificio ospita la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino.

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BORGO VITTORIA

Torre Monaco

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 10-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

Realizzata nel 2006 da Picco Architetti, Torre Monaco si trova nell’area di Spina 3, uno dei principali ambiti di riconversione della Torino post-industriale.

La torre fa parte del villaggio media nato sull’ex area Michelin in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 ed è intitolata ad Antonino Monaco, figura del movimento cooperativo piemontese. 

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BARRIERA DI MILANO

Docks Dora

sabato 6 giugno, ore 10-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

I Docks Dora, nel quartiere Barriera di Milano, sono un complesso di magazzini generali realizzato tra il 1912 e il 1914 dall’impresa Porcheddu su progetto dell’ingegnere Ernesto Fantini.

Nati come infrastruttura per il deposito delle merci in ingresso a Torino – soprattutto alimentari e soggette a dazio – i magazzini erano collocati in una posizione strategica: vicini alla ferrovia Torino-Milano e alle principali industrie dell’area nord, con collegamento diretto ai binari e scarico delle merci in banchina.

Dal punto di vista costruttivo, i Docks Dora sono una testimonianza importante per leggere la diffusione del cemento armato con sistema Hennebique, introdotto in Italia proprio dall’impresa Porcheddu. L’elemento cardine è il velario in vetro e cemento armato che copre l’area d’ingresso, ancora oggi uno dei segni più riconoscibili del complesso.

Dismessi dalla funzione originaria a partire dagli anni Sessanta, i Docks ospitano oggi attività commerciali, studi di architettura, spazi creativi, coworking, luoghi culturali e di intrattenimento

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AURORA, BORGO DORA

Sbang

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 14-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)

Ad Aurora, Sbang apre un’ex palestra dopolavoro trasformata in spazio ibrido per coworking, eventi e scambio professionale. Un cambio d’uso abbastanza evidente: da luogo del corpo a luogo del lavoro, ma sempre con l’idea di riunire persone, attività e comunità.

Il progetto, firmato da Archisbang, organizza gli ambienti su tre livelli attorno a un grande vuoto centrale, che porta luce naturale all’interno dell’edificio e mette in relazione le diverse funzioni. Materiali essenziali, superfici grezze e tracce della preesistenza restano in vista, mentre gli interventi contemporanei rendono lo spazio flessibile e aperto a usi diversi.

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MADONNA DEL PILONE, SASSI, BORGATA ROSA

Casa del Custode

domenica 7 giugno, ore 10-19 | Ingresso su prenotazione

In collina, Casa del Custode presenta la trasformazione di un fabbricato degli anni Ottanta in una casa sperimentale, progettata da ElasticoFarm ed ErranteArchitetture.

Cemento armato, laterizi, pino e acciaio sono lasciati a vista, dentro e fuori, diventando non solo elementi costruttivi, ma parte del linguaggio della casa. Gli spazi si sviluppano su più piani sfalsati attorno a un doppio camino, posto tra cucina e soggiorno.

Il centro dell’abitazione è la sala da pranzo rialzata: uno spazio per studiare, lavorare, ricevere ospiti e guardare Torino dall’alto.

Info e prenotazioni

Casa del custode. Foto di @Fabio Oggero

NIZZA MILLEFONTI

Turin UN Campus

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 10-19 | Ingresso su prenotazione

Anche l’ONU ha una sua Torino. Il Turin UN Campus aprirà al pubblico una delle principali palazzine del complesso che ospita l’International Training Centre of the ILO, il centro di formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro presente in città dal 1965.

Il campus è fatto di padiglioni in acciaio e vetro immersi nel verde, vicino al fiume e un po’ appartati rispetto al tessuto urbano più denso. Al suo interno si svolgono corsi e attività didattiche delle organizzazioni insediate, con spazi per il soggiorno e servizi a supporto della vita del campus.

L’origine del complesso è legata alla stagione di Italia ’61: come il Palazzo del Lavoro e il Palazzo a Vela, anche queste strutture facevano parte dei padiglioni espositivi realizzati per il centenario dell’Unità d’Italia.

Realizzato nel 1961 da Erberto Carboni, Carlo Casati e Nello Renacco, il campus comprende anche il Padiglione Asia 16, restaurato da Comoglio Architetti. Un pezzo di modernità torinese nato per essere temporaneo e diventato, invece, parte stabile della città.

Info e prenotazioni

Palazzo della Regione Piemonte

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 10-13:15, 14-18:15 | Ingresso su prenotazione

Il Palazzo della Regione Piemonte, sede degli uffici regionali dal dicembre 2022, è una delle opere pubbliche più rilevanti realizzate in Piemonte negli ultimi decenni.

Progettato da Massimiliano Fuksas, con AI Studio per l’ingegneria, il complesso comprende la Torre per gli uffici, una corte interrata con funzioni di servizio, un Centro Servizi e Centro Congressi e un edificio polifunzionale destinato, tra le altre funzioni, all’Ufficio stampa e all’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

La visita si concentrerà sulla Torre, alta 205 metri. Dopo l’ingresso al piano terra, caratterizzato da ampie superfici vetrate, il percorso prevede una tappa intermedia con affaccio su un giardino interno, per poi arrivare al 43° piano, dove una terrazza con bosco pensile apre la vista sulla città e sul territorio circostante.

La piattaforma ospita un giardino con vegetazione locale, pensato per richiamare i diversi ambienti del Piemonte attraverso alberi, arbusti e piante aromatiche. 

Info e prenotazioni

BEINASCO

Centro culturale Bruno Zevi

domenica 7 giugno, ore 10-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)

A Beinasco, il Centro culturale Bruno Zevi apre l’ex biblioteca Nino Colombo, oggi intitolata all’architetto romano. Una tappa fuori Torino, ma molto dentro la storia dell’architettura civile italiana.

L’edificio nasce dal modello elaborato da Bruno Zevi a partire dalla biblioteca di Dogliani, donata da Giulio Einaudi alla comunità in memoria del padre Luigi. Da quell’esperienza Zevi sviluppò un modulo prefabbricato, funzionale e a basso costo, pensato per essere replicato nei piccoli e medi centri italiani.

Realizzata nel 1966 con Vittorio Gigliotti, la biblioteca di Beinasco è l’unica applicazione compiuta di quel modello. Dopo il restauro firmato da Carlo Ostorero / Dedalo Architettura, concluso nel 2022, l’edificio è tornato a essere uno spazio pubblico dedicato alla cultura.

Info sulla visita

SAN MAURO, GASSINO, BALDISSERO

Villa Bria – la Favorita

domenica 7 giugno, ore 11-19 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)

Nell’area collinare tra Gassino Torinese e Rivalba, Villa Bria – La Favorita apre una delle residenze storiche della collina torinese. Fuori dal centro, fuori dalla città compatta, dentro una storia lunga parecchi secoli.

Le origini dell’edificio risalgono alla metà del Quattrocento, ma l’aspetto attuale rimanda soprattutto alla fase seicentesca, con la facciata in mattoni e le aperture centrali ad arco affiancate da aperture laterali simmetriche. La villa conserva materiali locali, stucchi d’autore e decorazioni pittoriche interne ispirate al barocco veneziano.

Info sulla visita

TOUR

Quartiere Vallette

sabato 6 giugno, ore 10:30 | domenica 7, ore 17 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)  

Alle Vallette il tour attraversa le vie e gli spazi comuni del quartiere popolare realizzato negli anni Sessanta nell’ambito del piano Ina-Casa, nato per accogliere una parte dei nuovi abitanti della Torino in crescita.

La visita sarà condotta dai volontari del Centro di Documentazione Storica, che da oltre dieci anni organizzano attività di divulgazione sul quartiere. Il racconto terrà insieme progetto urbano, storia sociale e spazio vissuto: gli edifici, ma anche le comunità che hanno abitato e continuano ad abitare queste strade.

Tra i progettisti coinvolti figurano Augusto Cavallari Murat, Roberto Gabetti, Aimaro Isola, Giorgio Raineri e Levi Montalcini. In tutti i tour sarà possibile visitare anche la Scuola d’infanzia Vallette B.

Info sulla visita

Le architetture di Porcheddu in Barriera di Milano

sabato 6 giugno, ore 8:30-9:30, 10-11, 11:30-12:30 | Ingresso su prenotazione

Il tour dedicato alle architetture di Giovanni Antonio Porcheddu accompagnerà il pubblico tra Barriera di Milano e la vecchia Barriera di Lanzo, sulle tracce di una figura centrale per la diffusione del cemento armato in Italia.

Ingegnere originario della provincia di Sassari e formatosi tra Pisa e Torino, Porcheddu contribuì all’introduzione del cemento armato nel Paese. Nei primi decenni del Novecento, la sua impresa fu attiva in grandi cantieri del Nord Italia, dalla ricostruzione del Campanile di San Marco a Venezia agli interventi torinesi per lo Stadium e il Lingotto.

L’itinerario attraverserà alcune delle sue principali realizzazioni nell’area nord della città, tra Officine Savigliano, Docks Dora e Officine Grandi Motori

Il tour è organizzato in collaborazione con l’Associazione Sarda di Torino Antonio Gramsci e il portale vivoin. L’accesso è su prenotazione, per gruppi di massimo 25 persone.

Info e prenotazioni

Modernismo in Borgo San Paolo

sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 10, 11:30, 15:30, 17 | Ingresso per ordine di arrivo (senza prenotazione)

A Borgo San Paolo il modernismo si incontra prima in fotografia e poi per strada. Il tour è dedicato al lavoro di Massimo Cotti e Angelo Campiglia, attivi tra gli anni Sessanta e Settanta nella realizzazione di edifici che hanno contribuito a definire il tessuto urbano del quartiere.

Il percorso partirà da spazio_22_4, laboratorio e spazio espositivo, dove una mostra fotografica di Andrea Ferrari introdurrà il lavoro dei due autori. Da lì la visita proseguirà nel quartiere, raggiungendo due architetture progettate da Cotti e Campiglia.

A raccontarne il valore progettuale saranno Giuliana Campiglia e Fabio Cotti, figli dei due autori, insieme a Francesca Giusta e Maria Laura Maiorana, che hanno dedicato i propri studi alla loro attività.

Info sulla visita

TUTTI I SITI SU PRENOTAZIONE

dal 3 giugno in poi

OPEN HOUSE TORINO 2026
6-7 giugno 2026

Prenotazioni aperte dal 3 giugno alle ore 21.

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