IL PAGELLONE di Prima Categoria ’25/’26


Dopo le pagelle alle squadre di Eccellenza e Promozione, ecco il momento degli scrutini delle 15 parmensi di Prima Categoria della stagione 2025/2026.

Poche soddisfazioni, tante le delusioni. Solo una parmense, il Solignano (campione nel gruppo B) è riuscita a compiere il grande salto; obiettivo, invece, sfuggito al Fidenza, che partiva con i favori del pronostico nel girone A, da cui si congeda mestamente e a sorpresa il retrocesso Soragna. Lo “sterminio” viene completato dal declassamento di 3 nostrane (Valtarese, Juventus Club e Real Sala Baganza) nel girone parmigiano-reggiano.
A parziale compensazione di queste perdite ci saranno i ritorni di due società importanti come Viarolese Sissa e Terre Alte Berceto, che hanno vinto i rispettivi gironi di Seconda, da cui dovrebbe registrarsi, quasi certamente, anche l’ingresso della new entry Team Crociati Parma, in odore di ripescaggio.

Le pagelle sono a cura di Lorenzo Fava.


PRIMA CATEGORIA gir. A

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Fidenza: 5,5
Premessa: non era la corazzata della stagione 2023/’24 divenuta campione con 65. Ma, se ti chiami Fidenza e sei di ritorno da un solo anno di Promozione, non puoi non essere una pretendente al titolo. E in questo senso gli acquisti estivi di bomber del calibro di Loschi e Barbarini facevano presagire intenzioni bellicose, ben presto tradite da una falsa partenza (esordio da incubo con la neopromossa Pianellese e appena 3 “X” nelle prime 5), che rischiava di squalificare i bianconeri ancora prima di iniziare a correre. La squadra allenata da Corradi non si è scomposta e ha saputo rimontare grazie a una serie di risultati utili (16 punti fatti tra la 9ª e la 14ª giornata) valsi, per una sola volta, alla penultima dell’andata, la vetta della classifica a quota 25, prontamente perduta dal ko casalingo con l’Alsenese pre-sosta. Dopo il giro di boa, il cammino di Faye e soci è ripreso all’insegna delle sconfitte (altre tre “pere” subite dalla bestia nera Pianellese) e, così, le attenzioni si sono via via spostate sul percorso di Coppa Emilia, arrivato fino alla semifinale – dopo aver passato il turno in 3 delle prime 5 gare grazie alla lotteria dei rigori (e alle parate dello specialista Bisalti). Inevitabilmente il campionato (concluso, poi, al 7° posto con un totale di 46 punti) sarebbe finito sull’altare dei sacrifici per il grande appuntamento del 4 aprile, valevole, di fatto, un posto certo per la Promozione: ma, nonostante il fattore del campo amico, è arrivato un’amara sconfitta, last minute, contro il Guastalla. In un’annata da dimenticare, andrà ricordato solo il primato nei 4 derby della Bassa: tutti vinti.
Floppino I.


audax fontanellatese logo Audax Fontanellatese: 7
Dopo due anni di purgatorio in Seconda, il team di Fontanellato, tornato a riveder le stelle, ha finito per brillare talmente tanto da conquistarsi un posto nel firmamento. L’obiettivo salvezza è stato centrato senza mai correre il rischio di essere risucchiati dalle sabbie mobili: il 13° posto è stato un momento di passaggio solo in 4 domeniche su 30, nelle quali i giallorossoneri hanno dimostrato compattezza ed equilibrio (25 i gol segnati e 29 quelli subiti). Vincente la scelta di affidare la panchina a Estasi, volto noto per il girone A: l’ex Marzolara ha compiuto la missione puntando sulla difesa (la 3ª più performante del torneo) e sfruttando l’entusiasmo di un gruppo giovane, costruito con poche finanze e tanti debuttanti (ben 16). È mancato, sotto l’aspetto realizzativo, il grande acquisto estivo Patera (infortunatosi all’andata), ben sostituito dal collega Zanetti, pupillo del mister, arrivato a dicembre: le sue 6 reti sono state tutte decisive per portare punti alla causa dell’Audax ben 16 dei 37 punti totalizzati, valsi l’11° piazzamento. Lo stesso con cui si era chiusa l’andata, a quota 19.
Rivelazione.


soragna logo Soragna: 4
La fase discendente era iniziata a farsi preoccupante già nella seconda parte del campionato 2024/’25, che aveva restituito una salvezza risicata, quasi miracolosa, al 95′ dell’ultima giornata. Stavolta, il club neroverde all’11ª partecipazione di fila in Prima, nonostante la voglia di riscattare la precedente annata fatta di soli 34 punti, è riuscito a fare peggio: con soli 28 punti (equamente distribuiti tra apertura e clausura) non si è arrivati nemmeno al traguardo minimo dei playout, complici anche i soli 2 punti nei 5 turni finali. La panchina di mister Valenti ha resistito fino alla fine, nonostante un periodo di ben 13 giornate senza vittorie (nell’intervallo fra la 9ª e la 21ª). Inevitabile la retrocessione diretta, sia per il ritardo sul 12° piazzamento (ex aequo tra Audax e San Lorenzo Monticelli, a quota 37) sia sul 15°: con soli 6 successi e 10 pareggi è diventato tutto irraggiungibile, anche se in rosa erano presenti elementi come bomber Testa (9 gol suoi 29 della squadra sono stati suoi), l’ex “pro” Moroni e un portiere 20enne, come Ranieri, già tra i più forti del calcio nostrano. Si dovrà ricostruire dalle macerie in Seconda Categoria, che da queste parti non si vedeva più dal 2003/2004. Stangata.


PRIMA CATEGORIA gir. B

solignano logo Solignano: 8,5
Un’invincibile (per lunghi tratti) armata. La formazione della val Taro, reduce da un mercato estivo faraonico che aveva accresciuto il valore di una rosa già capace di arrivare in finale playoff nella passata stagione, era attesa al varco. E ha solo avuto bisogno di tempo per dimostrare i propri valori, dopo un avvio complicato con 8 punti nelle prime 6 partite. Dopo una prima serie di vittorie consecutive, un nuovo stop, il 9 novembre a Palanzano, ha rischiato di essere il punto di non ritorno. E invece ha finito per rappresentare la svolta: dal 10° turno, per i successivi 17, i biancoblù sono rimasti imbattuti (14 successi e 3 pari) e hanno messo definitivamente le mani su un titolo che era stato ipotecato da tempo e mai più in discussione dopo il sorpasso sul Team Traverswtrolo, campione d’inverno, alla 18ª giornata. Le ultime 3 sconfitte consecutive (6 in tutto) hanno appena sporcato il cammino di Leoni e soci, che hanno chiuso con 62 (di cui 32 al ritorno): avrebbero potuti essere molti di più. Fatta eccezione per le prime due partite a settembre, non sono mai mancati i gol segnati (80), dei quali il 50% ha avuto la firma del famelico tandem Rinaldi-Sipone figlio. E il padre, seduto in panchina, si è goduto una squadra che, a tratti, è andata col pilota automatico. Capogiro.


team traversetolo logoTeam Traversetolo: 7,5
Come il ciclista francese Raymond Poulidor, in pista negli anni ’60 e ’70, mai riuscito a indossare la maglia gialla finale, i rosanero devono fare i conti con l’amaro (per certi versi) appellativo dell’eterno secondo. È vero gli uomini di mister Delmonte per il secondo anno di fila si sono piazzati sul gradino intermedio del podio (con gli stessi punti, 59) e, proprio come dodici mesi fa hanno visto arrestare la propria corsa ai quarti di finale degli spareggi regionali (ancora per mano di una modenese: il Fiorano). Il grande rammarico è quello di non esser stati in grado di dar continuità a un’andata da padroni assoluti (34 punti, frutti di 10V, 4N, 1P) in cui il passo delle inseguitrici Bibbiano Canossa e Solignano è stato costante. A inizio 2026, inauguratosi con due successi rotondi (i 3 a 0 su Real Sala e Sorbolo), il 2° ko stagionale, nello scontro diretto a Solignano, è costato la vetta della classifica: dopo il sorpasso dei rivali, i traversetolesi hanno perso terreno (e speranze) a causa dei numerosi pareggi collezionati. Con uno spirito di autoconservazione si è arrivati al post season dove si è gioito, contro il Fognano, per la conquista dei playoff del girone B – è la terza volta in 5 anni. Garanzia.


marzolara

Marzolara: 6
Un punto in meno in classifica rispetto all’anno prima ma con due posizioni guadagnate in più. L’epilogo? Sempre lo stesso: ko in semifinale playoff. Il Marzolara ha concluso con un bottino di 49 punti valsi il terzo posto (ex aequo con il Fognano) una stagione che si era aperta con l’esonero, ancor prima dell’inizio del campionato, dell’allenatore Macchetti, mandato via dalla società (assieme al ds Pompini) dopo l’esordio shock in Coppa contro la Juve Club. Dopo la precoce – ma quanto mai provvidenziale! – rivoluzione di settembre, il neo mister Volpi e il neo ds Marano si sono ritrovati a portare avanti un progetto tecnico-tattico costruito, in modo confuso, da altre menti. Ci sono volute 10 partite per trovare un avversario in grado di infliggere il primo ko ai biancoblù (guarda caso il Traversetolo, allenato in passato da Volpi), che erano andati al Natale con 29 punti, a -5 dalla vetta. Nel girone di ritorno, però, il passo è rallentato: l’incedere di una squadra su con l’età s’è fatto lento e stanco, ma non ha privato il sodalizio della val Baganza di assaporarsi l’ennesima partecipazione ai playout, cui si è arrivati con un finale altalenante. Il più pimpante Fognano, poi, a sorpresa ha sbancato il campo marzolarese, che in stagione aveva potuto apprezzare le gesta dei sempreverdi Dellapina e Gualtieri: 11 gol il primo, 10 il secondo. Calante.


fognano logo Fognano: 7
Farsi conoscere è difficile, confermarsi lo è di più. L’exploit non è stato un fuoco di paglia: il secondo anno in Prima Categoria del club allenato e presieduto dai fratelli Battilocchi ha detto che questo progetto funziona. E addirittura ha fatto registrare rapidi e significativi miglioramenti: il grafico dei punti conquistati nel 2025/’26 (ben 49) mostra una notevole impennata rispetto al bottino finale del 2024/’25 (38) e, naturalmente, ne ha tratto beneficio la graduatoria, dove i biancoblù si sono attestati addirittura al 4° posto (ex aequo con il Marzolara, terzo per scontri diretti). Grazie all’implacabile vena realizzata di bomber Franton, capocannoniere con 26 gol, i parmigiani hanno saputo completare la loro scalata soprattutto nella seconda parte di stagione, dopo aver girato a metà del percorso con 21 punti: l’inciampo di Quattro Castella, alla 23ª aveva stoppato una serie di 7 risultati utili consecutivi post-pausa; mentre i ko con Casalese (alla 26ª) e Viadana (29ª) si sono infilati un finale che ha regalato 5 vittorie, utili a dare la giusta carica in vista dello storico traguardo dei playoff, dove prima è maturato il successo, a domicilio, sul Marzolara e poi l’onorevole sconfitta di Traversetolo oltre il 90′. Poco male: l’età anagrafica della squadra dice che ci sarà tempo per riprovarci e migliorarsi. Crescente.


ilcervo Il Cervo: 5,5
Anche stavolta, non è stata stagione di caccia. «Cervo non è uscito di foresta» – verrebbe da dire, parafrasando mister Boskov – e in quel di Collecchio non s’è fatto bottino di alcuna preda. I neroverdi, già a digiuno nella precedente edizione della Prima B (conclus con un interlocutorio 10° posto), sono rimasti a bocca asciutta, anche se un’estate fa il neo ds Musi aveva cambiato tanto, quasi tutto, puntando su giovani giocatori affamati affidati a un mister emergente come Mazzoli. Le premesse per imbandire la tavola erano più che buone, ma è mancato lo spuntino. L’attacco – rinfoltito da bomber, o presunti tali, come Pettenati, Polastri, Thiam, Russo e Zanetti (quest’ultimo fino a dicembre) – per 13 partite ha avuto le polveri bagnate; addirittura nessun gol nelle ultime 3 gare stagionali, 1 appena (nel ko di Quattro Castella) negli ultimi 450′. Anche così spiega la mancata partecipazione ai playoff di una squadra che ha alzato bandiera bianca prima del previsto: i ko con le pericolanti Juve Club e Real Sala, entrambe poi retrocesse, hanno vanificato quanto di buono fatto nel girone di ritorno – Il Cervo è stata la terza squadra per rendimento (27 punti) dopo Fognano (28) e Solignano (30) – dopo un’andata di poco superiore alla media salvezza, con 19 punti nelle prime 15. Floppino II.


sorbolo biancazzurra logo Sorbolo Biancazzurra: 6,5
Non c’erano grandi aspettative attorno alla compagine rossoblù, costretta a fare in conti con le rovine della retrocessione e con il solito budget limitato. Il nuovo ds Margini, appena le scarpe al chiodo s’è dato da fare per riorganizzare in modo professionalmente la società del suo paese (e, per certi versi, ancora “di paese”). Si è puntato a creare una formazione di giovani prospetti (su tutti: Tito Finardi, autore di 10 reti) e pochi elementi d’esperienza come il portiere Spadi, i difensori Garrubba e Guareschi (fino a dicembre) e il centrocampista Lo Giudice – unici a non essere nati negli anni Duemila. A condurla la guida ormai consolidata di mister Bertoli, l’uomo del miracolo della stagione 2023/’24. Non sono mancati gli sbandamenti, tant’è che è servito pazientare fino al 7° turno per gridare il primo “urrà!”, così come i momenti di up: la fase migliore della stagione sorbolese è stata tra fine ottobre e inizio febbraio (29 punti ottenuti tra la il 7° e il 19° turno), ma gli 11 gol subiti nelle due partite con Solignano e Casalese hanno calato con anticipo il sipario. Qualche sussulto disseminato qua e là, alternato a fragoroso cappotto (leggasi il 6-1 di Basilicanova alla 26ª) ha portato il team della val d’Enza a superare di uno il traguardo dei 40 punti ed entrare tra le prime 10 della classifica. Sobrio.


vicofertile logo Vicofertile: 8
Pare che dalle parti del campo “Giovani dello Sport” presto inizieranno i lavori per la costruzione e la finitura di una statua in onore al “vecchio” mister Corso. Sebbene da tempo sia noto che il lavoro svolto dal tecnico classe ’62 si limiterà al solo anno accademico, la potenza dei suoi insegnamenti (e dei risultati conseguiti) hanno avuto un lascito che resterà scolpito. Se non nella pietra, sicuramente nel tempo: il Vicofertile non si era mai fermato per più di una stagione in Prima. Con il mantra del «palla lunga e pedalare!», i tantissimi giovani talenti biancorossoneri – impossibile non citare quello dell’enfant prodige Ghillani (11 centri) – hanno imparato il valore della fatica, di una corsa all’indietro in più per rendere invalicabile il 5-3-2 e di una in avanti per andare a esultare, magari, per un gol last minute. Di quelli che cambiano il corso degli eventi. Non a caso, il Vico (28 reti all’attivo) ha saputo segnare 6 volte dopo l’86’ di gioco, 3 di queste oltre il 90′. E sempre con il proprio giocatore simbolo: memorabili, in proposito, i gol-vittoria contro Juve Club (al 92′) e Quattro Castella (al 90′), rispettivamente alla 7ª giornata e alla 20ª, così come quello arrivato al 96′ del 28° turno, valso il 2-2 contro la Valtarese, che ha sancito la salvezza. Il finale perfetto (3 vittorie e 1 pari nelle ultime 4) ha regalato una posizione, il 10° posto, impensabile al momento del ripescaggio: Zaccarini e compagni hanno chiuso con 39 punti, più del doppio dei 16 fatti all’andata, e scritto una pagina di storia. Monumentale.


palanzano logo Palanzano: 6,5
Alla fine la classifica non fotografa una posizione prestigiosa come quella degli anni passati, a causa di un finale (1 punto negli ultimi 360′) senza più ossigeno. Ma in val Cedra si è sfiorato il solito range dei 40 punti (in tutto 37) in un’annata che iniziava sotto l’incognita di tante scommesse fatte sul mercato (tutte, poi, vincenti) e costellata da una serie di gravi infortuni a giocatori esperti. In questo scenario è stato bravo mister Fava a credere nel gruppo a sua disposizione e a non farsi scoraggiare nemmeno dalle partenze di metà stagione: quella del cannoniere interno Orteca (8 reti nella prima metà di stagione) è stata ben sopperita da chi è rimasto, con la coppia Nardomarino-Manghi (Lorenzo), che ha dato garanzie mostrando affiatamento e gol (7 gol il primo e 4 il secondo). Si è riscattato anche il fantasista Metitero, autore di 8 gol nelle prime 20 giornate, mentre la leadership di un giocatore fuori categoria come Sané ha infuso la sicurezza per uscire dalle situazioni difficili a testa alta. Nonostante qualche difficoltà iniziale (0 punti e 0 gol nei primi 180′), la squadra non hai mai rinunciato a una proposta di gioco vera e riconoscibile, che nel corso della stagione si è tradotta in automatismi in grado di mettere sotto chiunque: ne sa qualcosa il Solignano, contro cui il Palanzano è rimasto imbattuto tra andata e ritorno. Stazionario.


juventus club parma logo Juventus Club Parma: 4
Quella che doveva essere la stagione della consacrazione ai livelli massimi della classifica, dopo esser andati vicinissimi ai playout, si è trasformata nella più grande disfatta dell’esercito bianconero. Partito con una rosa da far invidia a più della metà delle squadre del campionato e con un mister (Ferrari) reduce da un campionato di Prima vinto, seppur nel girone A, il team juventino di Fognano ha dovuto raccogliere un rovinoso tracollo. Ben presto il consolidato gruppo giocatori (cui la società non aveva voluto rinunciare) si è disallineato dal tecnico ex Noceto che, con uno score di 8 punti in 10 match (4 dei quali nelle prime 2 giornate), si è dimesso. Lo ha sostituito il “pragmatico” Balboni, il cui effetto è stato effimero, visto che alla pausa Ghiretti & friends avevano solo 15 punti. La nuova guida non è riuscita a dare solidità e continuità ai risultati: 21 punti in 20 partite non sono bastati a salvarsi direttamente, ma solo a garantirsi uno spareggio playout casalingo in cui, contro il Quattro Castella, sarebbe bastato non perdere. E invece si è perso. Caporetto.


real sala baganza logo

Real Sala Baganza: 4
Vedasi sopra. Le stesse parole si potrebbero applicare alla compagine della val Baganza, che ha l’aggravante di essere riuscita nell’impresa di auto-sabotarsi dopo una partenza da piani alti: con 20 punti nelle prime 13 giornate la squadra di mister Colacicco, consolidatasi nel tempo dopo lo splendido girone di ritorno dello scorso anno, ha sognato per un attimo persino i playoff. Poi ha smesso di vincere. Mandata in archivio l’andata con due sconfitte, i salesi hanno protratto la loro crisi d’identità per tutto il girone di ritorno: il successo, mancante dal 30 novembre, è stato ritrovato solamente 147 giorni dopo (il 26 aprile) nel penultimo match contro un demotivato Il Cervo. Quel giorno sulla panchina giallorossoblù non c’era già più Colacicco – costretto alle dimissioni in seguito al pari di Borgotaro alla 22ª –, ma l’esordiente Malatesta. Il tecnico promosso dalla Juniores provinciale (che aveva raccolto una squadra, a 23 punti, comunque fuori dai playout) con un misero bottino di 6 punti in 8 partite, non ha potuto evitare di finire risucchiato dalle sabbie mobili degli spareggi-retrocessione che, nonostante il fattore casalingo, hanno dato esito negativo. Il RSB, ai playout per il secondo anno di fila, stavolta non ha salvato la pelle: un gol allo scadere dei supplementari ha salvato il Basilicastello. Harakiri.


FB7F251E 51F2 4998 A4A1 09BA3AAABD0E Basilicastello: 6
È finita in gloria. Nel modo più insperato. Perché il playout decisivo, che era necessariamente da vincere, è stato vinto da underdog (al netto di una classifica peggiore di un punto rispetto al Real Sala), in rimonta e con due gol arrivati allo scadere del 90′ (quello di Fontana per il monetano pari) e del 120′ (quello di Coscelli, che ha dato la salvezza). Ottimo il lavoro del neo mister Brusca, ai limiti dell’irripetibile: subentrato – ironia della sorte – proprio dopo il ko dell’andata contro la squadra con cui avrebbe conquistato lo spareggio-salvezza, il successore di Brandolini (9 punti nelle prime 13 partite) ha creduto in una rimonta impensabile, soprattutto perché i rossoblù, andati alla pausa senza aggiungere punti al carniere e 1 sola vittoria all’attivo, vedevano la salvezza diretta a -10 e il rischio sempre costante di perdere il “privilegio” del terzultimo posto che avrebbe dovuto garantire per lo meno il playout. Nel ritorno, sebbene un mercato di riparazione senza grandi sussulti, le cose sono cambiate: gli scalpi eccellenti su Viadana e Marzolara hanno infuso fiducia e le ultime 5 partite (tutte da imbattuti) hanno portato una scorpacciata di gol (18) e soprattutto punti (11): battendo anche Juve Club e Solignano, e pareggiando all’ultima con la Casalese, il Basilica ha raggiunto i 28 punti sufficienti a garantirsi un’ultima chance. Il resto è storia, o poesia. Ma non tutti gli anni c’è il lieto fine: è il secondo playout consecutivo, sinonimo che qualcosa in fase di costruzione continua a non funzionare. Miracolato.


valtarese logo Valtarese: 4,5
Avete presente la scena, diventata celebre meme, del cartone animato “I Simpson” in cui nonno Abraham entra in un saloon, appende il cappello, fa un giro su se stesso, si riprende il copricapo ed esce dalla porta d’ingresso? Si può riadattarla nella stagione, di passaggio, della squadra di Borgotaro, ormai nobile decaduta del nostro calcio. I granata hanno vanificato le fatiche fatte per riemergere dalla Seconda Categoria, dove tornano prontamente. Il destino sembrava già scritto al netto di un precario girone d’andata, senza vittorie e con soli 4 punti nelle prime 13 che avevano portato alla separazione da mister Bertani, cui il gruppo era molto legato. A prendere le redini dei borgotaresi il dg Delnevo, autoproclamatosi allenatore: la mossa, potenzialmente impopolare, ha finito per risvegliare gli animi sopiti di una squadra, sì, giovane (fin troppo), ma non priva di talento. Il senso di appartenenza e il sogno di compiere un’impresa ha accompagnato Bosi e compagni in una seconda metà di campionato che, dopo il giro di boa a 7 punti (grazie alla prima sospirata vittoria, sul Fognano, pre-pausa), aveva le sembianze di una traversata in mare aperto su un pedalò. Invece, la forza nelle gambe non è mancata: la Valta ha fatto tanta strada, se si considerano i 24 punti conclusivi; ha messo in mostra i suoi ragazzi, che hanno creato grattacapi a molti avversari; l’inserimento, tardivo, di un attaccante da10 gol come Camara – unico vero acquisto (ne sarebbero serviti altri così!) – ha dato un senso a una fase offensiva capace di andare a segno 40 volte. Ma le fragilità sono state troppe. Oltre alle 0 vittorie (appena 5 pareggi) fuori casa e ai 60 gol incassati, sono risultate una condanna esiziale le troppe occasioni sprecate oltre il 90′: con i 6 punti lasciati per strada nei ritorni contro ABC, Basilicastello e Vicofertile sarebbe stata possibile una salvezza diretta. C’è da mangiarsi le mani. Carneade.





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 Lorenzo Fava

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