Francesco d’Assisi, testimone del futuro


A otto secoli dalla sua morte, la voce di san Francesco d’Assisi riecheggia più attuale che mai. Il suo messaggio di fraternità, dialogo e rispetto per il creato non appartiene soltanto alla tradizione religiosa, ma intercetta alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: dalle sfide ambientali alla ricerca di nuovi equilibri sociali e culturali.

La forza di questa eredità si riflette anche nel ruolo che i luoghi legati alla sua vita continuano a svolgere nel panorama italiano ed europeo. Assisi, insieme ai numerosi itinerari francescani che attraversano l’Italia centrale, è oggi uno dei poli più importanti del turismo spirituale e culturale, capace di attirare ogni anno centinaia di migliaia di visitatori e pellegrini.

Non sorprende, quindi, che le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del santo non siano state pensate come una semplice ricorrenza simbolica. Il programma promosso dal Comitato nazionale per il centenario, che proprio nel 2026 raggiunge il suo momento culminante, è stato concepito come un progetto culturale di respiro nazionale e internazionale, con l’obiettivo di rileggere in chiave contemporanea l’eredità spirituale, culturale e civile di Francesco.

Le iniziative si sviluppano attorno a sei macroprogetti, che spaziano dalla tutela del patrimonio storico francescano alla promozione culturale internazionale, fino al coinvolgimento delle nuove generazioni e alla valorizzazione dei cammini legati alla tradizione francescana. Ovviamente è prevista anche una celebrazione ufficiale ad Assisi, con la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il prossimo 4 ottobre, a partire dal 2026 tornato a essere festa nazionale. Ma il calendario del centenario non si esaurisce nelle attività promosse direttamente dal Comitato. Accanto a queste si è sviluppata una costellazione di eventi, incontri e iniziative culturali organizzati da istituzioni, associazioni e territori. Ne abbiamo selezionate alcune tra le più interessanti in programma nei prossimi mesi nel nostro Paese, mentre per il calendario completo e aggiornato è possibile consultare il sito ufficiale sanfrancesco800.cultura.gov.it.

A lezione da Giotto

Fino al 14 giugno, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, va in scena la mostra Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, che racconta il momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna. Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorre questa straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, ma anche da Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui erano attivi sui ponteggi della Basilica francescana di Assisi, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio. gallerianazionaledellumbria.it

Un Maxxi omaggio

Appuntamento allo Spazio Extra Maxxi, a Roma, dal 22 maggio al 20 settembre per la mostra Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea. L’esposizione, che comprende anche alcuni lavori appositamente creati, va oltre l’immagine iconografica di San Francesco per raccontarne il modo di guardare il mondo e il valore etico del suo pensiero. La sua visione, espressa nel Cantico delle Creature, diventa un punto di partenza per rileggere l’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi. maxxi.art

Serate al Forte

L’estate porta le celebrazioni in vetta. Al Forte di Bard (Valle d’Aosta) saranno due gli appuntamenti dedicati al Santo di Assisi. Il primo, il 25 luglio, vedrà protagonista Angelo Branduardi che porterà sul palco della piazza d’Armi del Forte Il Cantico. Omaggio a San Francesco, uno spettacolo pensato per far rivivere la profondità degli scritti francescani e i loro temi estremamente contemporanei. Il 5 agosto sarà invece la volta di Francesco – il primo italiano, durante il quale Aldo Cazzullo racconterà il santo nelle sue varie sfaccettature: il San Francesco della devozione, quello della storia, ma anche il poeta e i grandi francescani. fortedibard.it

Ritrovo ad Assisi

Dal 3 al 6 agosto Assisi si prepara ad accogliere migliaia di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Europa per il GO! Franciscan Youth Meeting. Durante le quattro giornate del raduno, i partecipanti saranno coinvolti in diverse attività formative e culturali e prenderà vita anche Jubil Music, un concorso canoro che offrirà ai talenti musicali un palcoscenico d’eccezione. E per finire, l’ultimo giorno, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli sarà presente anche papa Leone XIV. goassisi.org

Un momento dei lavori per la digitalizzazione della Basilica di San Francesco ad Assisi (© Haltadefinizione)

La morte come parte della vita

Quattro giorni e oltre 100 eventi tra lezioni magistrali, incontri, presentazioni di libri, spettacoli e momenti di spiritualità animeranno Bologna dal 24 al 27 settembre per la XVIII edizione del Festival Francescano. In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, la manifestazione affronterà proprio il tema di questo delicato passaggio, difficile da condividere, anche nelle parole; oggetto di superstizione e spesso di rimozione. Nel Cantico delle Creature, San Francesco usa quattro termini per definire «sora nostra morte corporale». Chiamandola sorella, la morte viene intesa come parte integrante e naturale della vita, uno stato che accogliamo al termine del nostro cammino terreno, ma il cui orizzonte di senso è dato dalla nascita e dalla rinascita. Il programma completo sarà reso noto a partire da giugno sul sito ufficiale della manifestazione: festivalfrancescano.it

Impronta culturale

L’autunno 2026 porterà con sé un’altra grande mostra alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, che sarà incentrata sul ruolo di San Francesco come figura culturale di portata storica e universale. Intitolata I grandi dialoghi tra Francesco e i Grandi della cultura, intende raccontare fino a che punto il santo abbia influenzato artisti e intellettuali da Medioevo fino al 900, dimostrando come la sua figura abbia lasciato un segno tangibile non solo in campo religioso, ma più in generale nella storia culturale europea. Il tutto attraverso dipinti, codici miniati, manoscritti e diversi altri materiali storico-artistici. gallerianazionaledellumbria.it

Digitale al servizio dell’analogico

Assisi, più di ogni altro luogo, custodisce l’eredità di San Francesco e la Basilica a lui dedicata ne rappresenta il cuore simbolico, artistico e spirituale. È proprio per tutelarla e valorizzarla che è nato Preserving Assisi, un grande progetto di digitalizzazione integrale. Avviato nel 2025, procede per fasi successive e le prime attività di digitalizzazione sono già state completate e hanno restituito i primi risultati, come il visore 360 della chiesa superiore della Basilica. Durante tutto l’anno il progetto proseguirà con nuove acquisizioni, consentendo di documentare digitalmente e in modo accurato gli spazi interni ed esterni, le decorazioni e i cicli pittorici di Giotto e dei maestri del Duecento. haltadefinizione.com/preservingassisi


Un uomo estremo, ma non estremista

A tu per tu con Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi

Preserving-Assisi

Perché, a distanza di otto secoli, Francesco continua a parlare al nostro tempo?
San Francesco non ci consegna una dottrina astratta, ma un’esperienza umana radicale. Il segno che ha lasciato non è quello di una figura confinata nella devozione o nella storia religiosa, ma quello di un uomo che ha vissuto fino in fondo la domanda su cosa significhi essere uomini. La sua forza sta qui: è un uomo estremo, ma non estremista. Va al cuore dell’esistenza senza trasformare la verità in ideologia. Porta tutto all’essenziale, ma senza escludere nessuno. Per questo parla ancora a tutti. Uno dei suoi insegnamenti più necessari oggi è la povertà, che non è miseria né rinuncia esibita, ma assenza di possesso. È la libertà dal dominio sulle cose, sugli altri e perfino su sé stessi. Francesco ci ricorda che non siamo proprietari della vita, siamo creature, la vita non si possiede ma si riceve. E questa coscienza non ci sminuisce, ci libera. Ci restituisce misura, gratitudine, fraternità.

Quali sono le iniziative cardine del programma del Centenario?
Nascono tutte da un’idea precisa: non limitarsi a celebrare Francesco, ma lasciare che la sua esperienza torni a interrogare il presente. Vogliamo costruire un percorso vivo, capace di generare cultura, educazione, arte, cammini, incontri, responsabilità. Per questo il programma si muove su più piani. C’è anzitutto il grande lavoro sulla memoria, sulle fonti, sul patrimonio documentario e spirituale francescano, perché il passato non venga conservato come reliquia muta, ma restituito come sorgente viva. C’è poi una dimensione pubblica e internazionale, che porta il santo dentro il Giubileo, dentro il dialogo tra i popoli, dentro i linguaggi della contemporaneità. Un altro asse fondamentale riguarda i giovani. Francesco è una figura da proporre come esperienza che provoca la libertà e l’immaginazione. Per questo il coinvolgimento delle scuole, dei percorsi educativi, dei concorsi, dei grandi appuntamenti partecipativi è decisivo. Ci sono poi i cammini francescani, i segni artistici delle statue di 12 artisti in 12 Comuni, le iniziative nei territori e nei luoghi simbolici. Tutto questo risponde a una stessa intenzione: mostrare che Francesco è una figura universale, che tocca il rapporto con tutto il creato.

Se dovesse riassumere il senso di questo Centenario in una frase, quale sarebbe?
Direi così: non celebriamo un’icona del passato, ma un’esplosione di vita che può ancora insegnarci a essere uomini, fratelli e creatori di speranza.


* Articolo pubblicato sul numero di Business People di maggio 2026. Scarica il numero o abbonati qui



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 Cecilia Lulli

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