Le tensioni accumulate negli anni di governo della città, l’abbandono della componente politica da parte di sindaco, assessori e consiglieri, che hanno lasciato la formazione priva di autorevoli e minimi riferimenti politici, l’evidente condizione di crisi acclarata da un preoccupante calo di consensi, l’oggettiva subordinazione in Consiglio comunale a stampelle di chiara estrazione politica lontana dagli ideali civici, hanno, ormai sconvolto definitivamente le menti di diversi aderenti a Direzione Ragusa, l’embrione, poi abbandonato, creato dal sindaco Cassì per dare una identità alla sua politica civica.
Più volte, da Parte di aderenti a Direzione Ragusa, molti dei quali componenti il gruppo consiliare della Lista Cassì Sindaco, ci sono stati attacchi, spesso scomposti, a consiglieri comunali, al Partito Democratico, a chiunque avesse osato avanzare rilievi o eccezioni su iniziative, comportamenti, scelte di tutta l’area politica roteante attorno al sindaco, agli amministratori e a quella che, un tempo era maggioranza in aula consiliare.
Tutto, bene o male, rientrava nel contesto della dialettica politica cittadina e, segnatamente, del consiglio comunale.
Nell’ultima seduta del civico consesso, l’osservazione di alcuni consiglieri a proposito di uno dei tanti post propagandistici e autoreferenziali del sindaco che vantava l’abbondanza di appuntamenti in città nel fine settimana, segnale di vivacità, fermento culturale e voglia di divertirsi in un contesto da considerare unico, come possono essere la città, Marina di Ragusa e le loro peculiarità, innervosiva gli alleati del sindaco.
Il consigliere Calabrese, e altri, precisavano che il sindaco aveva ben poco da vantarsi, essendo la maggior parte degli eventi organizzati da privati e associazioni, ai quali vanno i meriti del grande afflusso di pubblico per i quali il Comune ha fatto poco o nulla.
In particolare, per l’evento di Marina di Ragusa, organizzato da Ciccio Barone e che ha radunato, come per tutti gli eventi organizzati da Ciccio Barone, folle oceaniche, veniva sottolineato come ci entrassero poco anche le bellezze della frazione rivierasca, tutto merito dell’ex assessore, colui che, al tempo, porto Cassì, con la manina all’elezione, anche attraverso la scelta dei giusti alleati, assessore poi invidiato dai colleghi e portato alle dimissioni, per l’ingombrante fastidio che dava a chi voleva occuparsi di centri storici, di cultura e di turismo anche per interessi personali.
Non contenti del suo allontanamento, i successivi successi di Ciccio Barone per l’organizzazione di eventi di spessore, che mancano nell’asfittico panorama del Comune di Ragusa, sconvolgono di continuo le menti di quanti sono costretti ad ammettere la loro caratura.
In una nota che si può definire delirante, per usare un eufemismo, si scrive che “in merito al recente dibattito social (ripreso in Consiglio comunale da un membro di Direzione Ragusa nDr) relativo agli eventi del fine settimana e in particolare al Marina Fest, Direzione Ragusa interviene per fare un po’ di chiarezza e riportare il confronto sul piano dei fatti e della trasparenza amministrativa.
“Il post del Sindaco era un semplice e doveroso ringraziamento al tessuto associativo ragusano, capace di animare la città con impegno e dedizione. Strumentalizzare questo messaggio parlando di ‘mistificazione’ o di tentativi di “prendersi il merito” significa stravolgere la realtà”, ha spiegato nel suo intervento il nostro capogruppo Marco Antoci.
“Da questa serie di commenti, sono scaturite delle domande di carattere economico, del tipo “ma per questa festa, chi paga?”
E qui è tutto il delirio del comunicato:
Come affermato dal sindaco Peppe Cassì, “Il Comune di Ragusa non ha sostenuto spese ‘vive’ per l’evento, limitandosi a concedere il patrocinio, la fruizione dei luoghi pubblici e il supporto tecnico-logistico.”
La polemica si poteva e si doveva fermare alla diatriba fra la questione dei meriti che voleva accampare il sindaco e i rilievi delle opposizioni al riguardo.
Invece, Direzione Ragusa va oltre, invadendo settori che non sono di sua competenza sui quali è massima la trasparenza, tanto che si può tranquillamente verificare quanto si chiede.
“I costi dell’iniziativa pare siano stati coperti, come deducibile dalla locandina dell’evento, da finanziamenti dell’ARS e della Fondazione Federico II.
Riteniamo legittimo che i cittadini conoscano nel dettaglio l’entità dei fondi regionali destinati alla manifestazione e le relative voci di spesa, compresi i contributi erogati all’organizzatore, il quale risulta anche titolare di un incarico di collaborazione presso la segreteria particolare del deputato regionale di riferimento.
Pur considerando distinte le attività dell’associazione da quelle dell’incarico politico – si conclude poi – un’operazione di trasparenza sarebbe opportuna per fugare qualsiasi dubbio”
In pratica, un attacco, diretto, gratuito, assolutamente sganciato dal tema trattato in aula, all’indirizzo di Ciccio Barone, e dell’onorevole Dipasquale, che non nominano ma che viene coinvolto, avventatamente, mettendolo arbitrariamente in ballo come se possa essere il politico che apre le porte, a Palermo, all’organizzatore, chiedendo
1- Dove è possibile consultare un resoconto pubblico di tutti i contributi regionali ricevuti dalla sua associazione e il relativo dettaglio delle uscite per le manifestazioni organizzate?
2- E inoltre, per quali specifiche mansioni viene erogato il compenso mensile da parte dell’ARS per l’incarico di collaborazione? Con quale frequenza tali attività vengono svolte a Palermo?
A Palermo si stanno già scompisciando dalle risate per la nota di Direzione Ragusa e bene farebbe Cassì ad evitare ed evitarsi queste figure, riprendendo i suoi amici e sottolineando anche come sarebbe bene evitare mettere in relazione i rapporti di un impresario con la Federico II e con l’Assemblea Regionale Siciliana con gli incarichi, del tutto legittimi, per lo staff di un deputato regionale, arrivando a chiedere delle sue mansioni e della loro frequenza.
Si spera solo che Cassì si scusi a nomi di questi soggetti.
Il lato comico della vicenda è quando si specifica che Ciccio Barone sarebbe lo stesso soggetto che in passato non ha esitato ad attaccare duramente l’assessora Catia Pasta sulla presunta eccessività delle spese per la “Festa della Scaccia”.
Semplicemente penoso, e irrispettoso anche nei confronti della Pasta, l’accostamento fra gli eventi organizzati da Ciccio Barone e la “Festa della Scaccia”.
Si conclude scrivendo che “La trasparenza non può essere usata a correnti alternate. Chi gestisce risorse pubbliche e ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di fornire risposte chiare ai cittadini.”
Appunto come non ha fatto la Pasta a proposito degli interrogativi posti sull’organizzazione della “Festa della Scaccia”.
E al riguardo vorremmo sollevare un altro aspetto della questione, sperando che qualcuno delle opposizioni abbai uno scatto di dignità e dopo un attacco di questo genere si decida a chiedere conto di tutte le spese per l’effimero delle due gestioni Cassì 1 e Cassì 2, della commistione costante fra eventi culturali, spettacoli e manifestazioni di interesse turistico, chiedendo altresì resoconti analitici dell’utilizzo dei fondi della tassa di Soggiorno, destinati, con disinvoltura anche a finalità lontane da quelle di carattere turistico.
Se la trasparenza non è a senso unico e le opposizioni hanno un briciolo di attributi, siatene certi, ci sarebbe da divertirsi.
Sarebbe un sollazzo confrontare le cifre concesse da Palermo a Ciccio Barone, per i suoi eventi, e quelle impegnate dalle amministrazioni Cassì per i loro eventi.
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