Bonus colonnine domestiche 2026: come funziona per privati e condomini
Il Bonus che permette di ottenere un contributo sull’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Ecco come funziona, quali spese sono ammesse e cosa cambia per abitazioni private e condomìni.
7–10 minuti
- Chi può usufruire del bonus colonnine domestiche?
- Cosa comprende il bonus?
- Non si paga solo la colonnina: quali spese sono ammesse?
- Quali caratteristiche deve avere l’infrastruttura di ricarica?
- Quando si può presentare la domanda
- Attenzione alla documentazione e ai pagamenti
- Una buona occasione, ma il progetto viene prima del bonus
La diffusione delle auto elettriche sta portando sempre più persone a valutare una soluzione di ricarica direttamente a casa, evitando di dipendere esclusivamente dalle colonnine pubbliche. Per chi dispone di un posto auto privato, di un garage o di uno spazio condominiale adeguato, installare una colonnina può infatti rendere molto più semplice la gestione quotidiana della propria auto elettrica.
Per sostenere questo tipo di interventi è stato introdotto il Bonus colonnine domestiche, un contributo gestito da Invitalia e promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La misura è destinata sia alle persone fisiche residenti in Italia sia ai condomini che intendono installare un’infrastruttura di ricarica nelle parti comuni dell’edificio.
Per il 2026 il contributo copre l’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1.500 euro per una persona fisica e di 8.000 euro per un condominio.
Ma cosa significa concretamente? E soprattutto, quali interventi possono essere finanziati?
Chi può usufruire del bonus colonnine domestiche?
Il primo aspetto da chiarire riguarda i soggetti che possono accedere all’incentivo. Il Bonus è pensato per gli utenti domestici: da una parte le persone fisiche residenti in Italia, dall’altra i condomìni quando l’installazione riguarda le parti comuni dell’edificio.
Nel caso di un’abitazione privata, quindi, il contributo può essere richiesto dal proprietario o comunque dalla persona fisica che possiede i requisiti previsti dalla misura e sostiene le spese dell’intervento.
Per un condominio la situazione è leggermente diversa. L’infrastruttura deve essere installata su parti di uso comune dell’edificio, come previsto dagli articoli 1117 e 1117-bis del Codice Civile, e la domanda può essere presentata dall’amministratore pro tempore oppure da un condomino delegato. La colonnina deve essere destinata all’utilizzo collettivo dei condòmini e non può essere accessibile al pubblico.
Il contributo, invece, non è destinato alle società o ai titolari di ditte individuali: la misura riguarda esclusivamente l’ambito domestico e condominiale.
Cosa comprende il bonus?
Il funzionamento del Bonus è abbastanza semplice: lo Stato riconosce un contributo pari all’ 80% delle spese ammissibili, ma entro un tetto massimo che cambia a seconda del beneficiario.
Per una persona fisica il limite è di 1.500 euro, mentre per un condominio sale a 8.000 euro.
Questo significa, ad esempio, che una spesa ammissibile di 1.500 euro sostenuta da un privato potrebbe generare un contributo di 1.200 euro. Per arrivare al contributo massimo di 1.500 euro, le spese ammissibili devono invece raggiungere almeno 1.875 euro.
Lo stesso principio vale per il condominio: il contributo corrisponde all’80% delle spese riconosciute, fino a un massimo di 8.000 euro.
È importante quindi non confondere il limite massimo del contributo con uno sconto immediato sul prezzo della colonnina. Il Bonus è infatti un contributo in conto capitale e viene riconosciuto successivamente, secondo le modalità previste dalla misura.
Non si paga solo la colonnina: quali spese sono ammesse?
Uno degli aspetti più interessanti del Bonus è che l’agevolazione non riguarda necessariamente soltanto l’acquisto della wallbox o della colonnina.
Quando si installa un sistema di ricarica, infatti, spesso è necessario intervenire anche sull’impianto elettrico esistente. La distanza tra il quadro elettrico e il punto di ricarica, la potenza disponibile, il percorso delle linee e le caratteristiche dell’edificio possono rendere necessario un intervento più articolato rispetto alla semplice posa del dispositivo.
Proprio per questo, tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto e l’installazione dell’infrastruttura di ricarica, gli eventuali interventi sull’impianto elettrico, le opere edili strettamente necessarie e gli impianti o dispositivi destinati al monitoraggio.
Possono inoltre rientrare nel contributo le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudo, oltre ai costi di connessione alla rete elettrica nel caso in cui sia necessario attivare un nuovo POD.
Non tutte le spese legate all’intervento sono però automaticamente agevolabili. Invitalia esclude, tra le altre, imposte e tasse, costi relativi a terreni e immobili, autorizzazioni edilizie e servizi diversi da quelli espressamente previsti dalla disciplina del Bonus.
Per questo motivo è importante definire correttamente il progetto prima di procedere con l’acquisto e distinguere le opere che possono essere comprese nell’agevolazione da quelle che ne rimangono escluse.
Quali caratteristiche deve avere l’infrastruttura di ricarica?
Anche la colonnina deve rispettare determinati requisiti. L’infrastruttura deve essere nuova di fabbrica, di potenza standard e installata sul territorio italiano, in un’area nella piena disponibilità del soggetto che richiede il contributo.
L’impianto deve inoltre essere realizzato a regola d’arte e corredato dalla relativa dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008.
La destinazione della colonnina cambia poi a seconda del beneficiario. Nel caso di una persona fisica, deve trattarsi di un’infrastruttura destinata esclusivamente all’uso privato e non accessibile al pubblico. Nel caso di un condominio, deve invece essere destinata all’utilizzo collettivo dei condòmini, sempre senza accesso pubblico.
È quindi fondamentale che l’installazione venga progettata e realizzata correttamente anche dal punto di vista dell’impianto elettrico, non soltanto scegliendo una colonnina compatibile con l’automobile.
Quando si può presentare la domanda?
Per il 2026 sono ammesse al contributo le infrastrutture la cui installazione è stata completata dal 26 giugno al 31 dicembre 2026.
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027 attraverso la piattaforma Invitalia.
La procedura richiede l’accesso all’area personale Invitalia tramite SPID, CIE o CNS e la disponibilità di un indirizzo PEC attivo. La domanda deve essere compilata direttamente attraverso la piattaforma secondo le modalità indicate dall’ente.
Un elemento da tenere presente è che le richieste vengono ammesse all’istruttoria in base all’ordine cronologico di presentazione e che il contributo è comunque subordinato alla disponibilità delle risorse finanziarie. Per il 2026 la dotazione prevista è di 15 milioni di euro.
Attenzione alla documentazione e ai pagamenti
Come per molti incentivi, anche in questo caso è importante conservare correttamente tutta la documentazione relativa all’intervento.
Le spese devono essere sostenute attraverso pagamenti tracciabili e non possono essere effettuate mediante finanziamento. La documentazione richiesta comprende, tra l’altro, le fatture relative all’acquisto e all’installazione e la documentazione necessaria a dimostrare l’effettivo pagamento delle spese.
Un altro aspetto da non trascurare riguarda il cumulo con altre agevolazioni. Le stesse spese non possono essere utilizzate per ottenere contemporaneamente il Bonus colonnine domestiche e altri incentivi già riconosciuti.
Per questo è sempre opportuno verificare il quadro complessivo delle agevolazioni prima di impostare l’intervento e sostenere le relative spese.
Una buona occasione, ma il progetto viene prima del bonus
Il Bonus colonnine domestiche può ridurre in maniera significativa il costo necessario per realizzare un’infrastruttura di ricarica, sia per chi vuole organizzare la ricarica della propria auto a casa sia per un condominio che intende dotarsi di un sistema a disposizione dei propri residenti.
Il contributo, però, non dovrebbe essere il punto di partenza del progetto. Prima ancora di scegliere la colonnina è necessario capire come integrarla nell’impianto elettrico esistente, quale potenza sia effettivamente disponibile e quali interventi siano necessari per portare l’energia fino al punto di ricarica.
Una progettazione corretta permette infatti di evitare problemi successivi, dimensionare adeguatamente linee e protezioni e scegliere una soluzione coerente con le esigenze dell’utente.
Per questo, soprattutto quando l’installazione richiede modifiche all’impianto elettrico o riguarda le parti comuni di un condominio, è importante affidarsi a un professionista che possa valutare l’intervento nel suo insieme.
Se stai valutando l’installazione di una colonnina per la tua abitazione o nel tuo condominio, Contattaci per valutare insieme il progetto e verificare quali interventi sono necessari.
FAQ
Scorri e risolvi i tuoi dubbi
Chi può richiedere il Bonus colonnine domestiche?
Il contributo è rivolto alle persone fisiche residenti in Italia e ai condomìni, quando l’installazione riguarda le parti comuni dell’edificio. Per un condominio, la domanda può essere presentata dall’amministratore pro tempore oppure da un condomino delegato.
Quanto copre il Bonus colonnine domestiche?
Il contributo copre l’80% delle spese ammissibili. Il limite massimo è di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per i condomìni.
Il Bonus copre solo il costo della colonnina?
No. Tra le spese ammissibili possono rientrare anche l’installazione, gli interventi sull’impianto elettrico e le opere edili strettamente necessarie, oltre a progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudo e alcune spese relative alla connessione alla rete elettrica. Le singole spese devono comunque rispettare le condizioni previste dalla misura.
Posso ottenere il Bonus per una colonnina installata nel mio garage?
Sì, se l’installazione rispetta i requisiti previsti dal Bonus e il garage o l’area in cui viene installata la colonnina è nella piena disponibilità del richiedente. L’infrastruttura deve essere destinata esclusivamente all’uso privato e non essere accessibile al pubblico.
Il Bonus vale anche per una colonnina installata in condominio?
Sì. In questo caso l’infrastruttura deve essere installata sulle parti comuni dell’edificio e destinata all’utilizzo collettivo da parte dei condòmini. Per gli interventi condominiali il contributo massimo previsto è di 8.000 euro.
Posso richiedere il Bonus se ho già acquistato la colonnina?
Dipende dalla data di completamento dell’installazione. Per il Bonus 2026 sono ammesse le infrastrutture la cui installazione è stata completata dal 26 giugno 2026 al 31 dicembre 2026. La domanda deve poi essere presentata entro i termini stabiliti da Invitalia.
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