Metà della fattura dell’ente certificatore, non la consulenza: è quello che la Camera di commercio di Arezzo-Siena rimborsa alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) delle due province che nel 2026 hanno ottenuto per la prima volta la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 o una delle altre otto certificazioni ambientali e sociali del bando. Il voucher arriva a 2.500 euro, con una spesa minima di 1.000 euro IVA esclusa, più 250 euro per chi ha il rating di legalità dell’Antitrust. La domanda si invia solo via PEC, dal 15 ottobre al 30 novembre 2026. Il bando è l’allegato della determinazione del Dirigente dell’Area 1 n. 156 del 12 ottobre 2026.
Non è una corsa alla pari: le domande sulla UNI/PdR 125 passano davanti alle altre, qualunque sia l’ora della PEC (art. 2 c. 2). Al 21 ottobre 2026 sulla pagina della Camera non compare nessun avviso di esaurimento, proroga o rettifica.
In sintesi: il bando certificazioni 2026 della Camera di commercio di Arezzo-Siena
- Cosa rimborsa: il 50% della sola fattura di rilascio della prima certificazione, IVA esclusa; non consulenza, rinnovi o adeguamenti.
- Per chi: MPMI con sede legale o unità locale in provincia di Arezzo o di Siena, iscritte al Registro delle imprese della Camera, certificate dal 1° gennaio 2026.
- Quanto: fino a 2.500 euro, raggiunti con 5.000 euro di fattura; 250 euro in più con il rating di legalità.
- Quando: PEC dal 15 ottobre al 30 novembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento.
- In che ordine: prima le domande sulla UNI/PdR 125, poi le altre, per ordine di arrivo.
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2.500 euroTetto del voucher, con 5.000 euro di fattura; 250 in più con il rating
11.000 euroFondo di ciascuna provincia: da 4 a 22 voucher, a nostro calcolo
30/11/2026Ultimo giorno per la PEC, senza un’ora di chiusura scritta
| Voce | Cosa prevede l’atto | Articolo |
|---|---|---|
| Atto | Determinazione del Dirigente dell’Area 1 n. 156 del 12 ottobre 2026; deliberazione di Giunta n. 92/2026, riunione del 28 settembre | Intestazione, albo |
| Spesa ammessa | Rilascio della prima certificazione, IVA esclusa, dal 1° gennaio 2026 alla domanda | Art. 5 |
| Contributo | 50% fino a 2.500 euro, spesa minima 1.000; 250 euro in più con il rating di legalità | Art. 6 |
| Dotazione | 22.000 euro: 11.000 per Arezzo, 11.000 per Siena | Art. 2 |
| Ordine | Precedenza alla UNI/PdR 125, poi cronologico, fino a esaurimento | Artt. 2, 6 e 9 |
| Domanda | Una per impresa, solo via PEC, dal 15 ottobre al 30 novembre 2026 | Artt. 4 e 8 |
| Rendiconto | Entro 60 giorni dalla comunicazione di concessione, con il CUP (codice unico di progetto) su fatture e quietanze | Art. 9 |
| Regime | De minimis (aiuti di piccolo importo), Reg. (UE) 2023/2831; ritenuta del 4% | Artt. 6 e 7 |
Il bando rimborsa chi è già certificato, e paga solo il certificatore
La prima certificazione deve essere «rilasciata a partire dal 01.01.2026 fino alla data di presentazione della domanda» (art. 5 c. 1), e la sua copia va allegata alla PEC a pena di esclusione (art. 8 c. 4 lett. b). Conta solo la fattura del rilascio, IVA esclusa, perché l’art. 5 c. 3 ammette «unicamente» quella: la consulenza resta fuori anche se il bando non la nomina.
| Il tuo caso | Puoi chiedere il voucher? |
|---|---|
| Prima UNI/PdR 125 rilasciata a marzo 2026 | Sì: il rilascio cade fra il 1° gennaio 2026 e il giorno della PEC |
| Prima ISO 14001 attesa a metà novembre | Sì, se il certificato arriva prima della PEC, da inviare entro il 30 novembre |
| Certificato rilasciato a dicembre 2026 | No: la finestra chiude il 30 novembre (art. 8 c. 2) |
| Certificazione ottenuta nel 2025 | No: conta solo il rilascio dal 1° gennaio 2026 |
| Rinnovo o adeguamento di una certificazione che hai già | No (art. 5 c. 1) |
| Due certificazioni nuove nel 2026 | Una sola domanda per impresa (art. 4 c. 3): ne scegli una |
Le certificazioni ammesse sono nove (art. 1): UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, SRG88088 per i sistemi di gestione ESG, ISO 14001:2015 sulla gestione ambientale, ISO 14040:2006 e UNI EN ISO 14044:2021 sulla valutazione del ciclo di vita (LCA), UNI EN ISO 14025:2010 sulle dichiarazioni ambientali di prodotto, PAS 24000:2022 sulla gestione sociale, CSR o RSI (responsabilità sociale d’impresa) e SA 8000, B Corp. Le rilasciano organismi accreditati (art. 5 c. 2); per LCA, CSR e B Corp il bando non precisa che cosa valga come certificato, e serve una risposta scritta della Camera.
Il bando conviene a chi la certificazione l’ha ottenuta nel 2026 o la riceve entro novembre; a chi deve ancora cominciare serve poco. Le misure che pagano anche la consulenza sono nella guida su come si finanziano le certificazioni di qualità, ambiente e parità di genere.
Chi può chiederlo: i requisiti dell’art. 4
Il voucher è per le MPMI di tutti i settori, salvo quelli esclusi dal regolamento de minimis (artt. 2 e 7): meno di 250 occupati e fatturato fino a 50 milioni di euro o bilancio fino a 43 (art. 4 c. 1 lett. a). Non è riservato alle imprese femminili, anche se la pagina della Camera cita la collaborazione con il Comitato Imprenditoria Femminile. Dalla domanda al pagamento servono (art. 4 cc. 1 e 2):
- sede legale o unità locale nelle province di Arezzo o di Siena, non un magazzino o un deposito;
- iscrizione attiva al Registro delle imprese della Camera di Arezzo-Siena: il professionista che non vi è iscritto non può chiederlo;
- diritto annuale pagato, DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva), sicurezza del lavoro in regola;
- nessuna procedura concorsuale, causa antimafia o condanna che escluda dagli appalti;
- nessuna fornitura in corso con la Camera e nessun debito scaduto verso la Camera, Arezzo Sviluppo o PromoSienaArezzo;
- per le imprese obbligate, la polizza catastrofale dell’art. 1 c. 101 L. 213/2023, da allegare al rendiconto;
- nessuna delocalizzazione o cessazione di attività ai sensi dell’art. 16 del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025).
Diritto annuale, contributi e sicurezza, debiti verso la Camera si sistemano in 10 giorni dalla richiesta (art. 4 c. 2); il resto no.
Il voucher è il 50% delle spese ammissibili, fino a 2.500 euro, con un investimento minimo di 1.000 euro (art. 6 c. 1). Al pagamento la Camera trattiene il 4% di ritenuta d’acconto (art. 6 c. 5): non è un costo, perché si recupera in dichiarazione.
| Fattura del certificatore, IVA esclusa | Voucher | Con il rating | Bonifico senza rating, meno il 4% | Quota coperta senza rating |
|---|---|---|---|---|
| 1.000 euro | 500 euro | 750 euro | 480 euro | 50% |
| 3.000 euro | 1.500 euro | 1.750 euro | 1.440 euro | 50% |
| 5.000 euro | 2.500 euro | 2.750 euro | 2.400 euro | 50% |
| 8.000 euro | 2.500 euro, tetto | 2.750 euro | 2.400 euro | 31,25% |
Calcolo nostro sugli artt. 5 e 6.
I 250 euro del rating di legalità: solo con almeno 2 milioni di fatturato
La premialità spetta a chi ha il rating di legalità valido dalla domanda al pagamento (art. 6 c. 2); le altre premialità del Codice degli incentivi sono escluse (art. 6 c. 3). L’Autorità garante della concorrenza e del mercato lo attribuisce alle imprese con almeno 2 milioni di euro di fatturato, proprio o del gruppo (art. 5-ter DL 1/2012): per la gran parte delle micro imprese il tetto resta 2.500 euro. Requisiti e procedura nella guida su chi rilascia il rating di legalità e quanto vale nei bandi.
Quante domande ci stanno in 11.000 euro
| Se tutte le domande di una provincia valgono | Voucher | Domande finanziate | Resto |
|---|---|---|---|
| Il massimo con il rating | 2.750 euro | 4 | 0 |
| Il massimo senza rating | 2.500 euro | 4 | 1.000 euro |
| Una fattura da 3.000 euro | 1.500 euro | 7 | 500 euro |
| Una fattura da 1.500 euro | 750 euro | 14 | 500 euro |
| La spesa minima | 500 euro | 22 | 0 |
Calcolo nostro sull’art. 2 c. 1: i quattro voucher pieni sono il caso limite. Il bando non dice se l’ultima domanda si finanzia in parte né se i residui passano all’altra provincia, e la Camera non pubblica le domande arrivate. Nel 2023 il bando certificazioni, solo per Arezzo, ha avuto cinque determinazioni di concessione e liquidazione fra luglio e novembre e una delibera sulle «risorse residue» (albo camerale): non c’è base per dire che il fondo finirà nei primi giorni.
La precedenza alla UNI/PdR 125: come funziona e che cosa l’atto non dice
Le domande sulla certificazione della parità di genere «avranno la precedenza su tutte le altre, indipendentemente dall’ordine cronologico di protocollazione» (art. 2 c. 2). La Camera concede con determinazione del Dirigente in ordine di arrivo, tenendo conto della priorità, fino a esaurimento e «comunque entro il 30.11.2026» (artt. 6 c. 4 e 9 c. 1). Nella nostra lettura l’ordine di arrivo conta prima fra le domande sulla UNI/PdR 125, poi fra le altre.
Rischia di più chi ha una delle altre otto certificazioni: una domanda sulla ISO 14001 inviata il 16 ottobre può essere superata da una sulla UNI/PdR 125 inviata il 29 novembre. Chi ha la UNI/PdR 125 compete solo con le imprese della sua provincia certificate sulla parità, ma quattro voucher massimi bastano a esaurire un fondo.
Resta aperto come la precedenza si applica nel tempo: se la Camera concede a gruppi prima del 30 novembre, come nel 2023, non è scritto che cosa succede a una domanda sulla parità arrivata dopo una concessione già fatta. Se chiude in anticipo per esaurimento (art. 6 c. 6), chi non ha inviato resta fuori, con o senza precedenza. In nessuna lettura aspettare migliora la posizione.
Chi ha due certificazioni del 2026 ne può chiedere una sola: di norma conviene la UNI/PdR 125, salvo che l’altra abbia una fattura molto più alta. Due PEC non raddoppiano: vale la prima domanda ammissibile «fermo restando» la precedenza (art. 4 c. 3), formula che non chiarisce quale conti se la seconda è sulla parità.
Come si presenta la domanda: una PEC, due allegati
Niente piattaforme come Restart: la domanda va «esclusivamente» via PEC a [email protected] (art. 8 c. 3), dalle 10:00 del 15 ottobre secondo la pagina della Camera (il bando indica solo il giorno) al 30 novembre 2026, senza un’ora di chiusura scritta. Nell’oggetto va la provincia, Arezzo o Siena, con la formula dell’art. 8 c. 3. Bando e moduli sono nella notizia della Camera di commercio di Arezzo-Siena sul bando.
- Il modulo di domanda, firmato dal legale rappresentante con firma digitale, oppure autografa con la copia di un documento d’identità (art. 8 cc. 1 e 4). Senza norma, numero, data di emissione ed ente del certificato «la domanda verrà respinta». Nell’Allegato A, il piano finanziario, vanno numero e data delle fatture e le fonti di copertura, compresi altri contributi sulla stessa spesa.
- La copia del certificato o dell’attestazione (art. 8 c. 4 lett. b).
Né il bando né i moduli chiedono la marca da bollo. Per gli altri bandi delle Camere c’è la nostra guida su requisiti comuni e domanda dei voucher camerali.
Attenzione: la domanda è inammissibile in tre casi. PEC senza certificato o modulo senza i suoi dati, firma assente o autografa senza documento d’identità, invio fuori dalla PEC dell’art. 8. Per nostra lettura si rimedia con una seconda PEC completa entro il 30 novembre, che però prende l’ora del nuovo invio: conta la prima domanda ammissibile (art. 4 c. 3).
Dopo la concessione: 60 giorni per il rendiconto, con il CUP anche sui bonifici
| Quando | Che cosa | Articolo |
|---|---|---|
| Fino a esaurimento, «comunque entro il 30.11.2026», scadenza del bando | Concessione con determinazione del Dirigente, che assegna il CUP | Art. 9 cc. 1 e 3 |
| 60 giorni dalla comunicazione di concessione | Rendiconto via PEC, pena la revoca | Art. 9 cc. 2 e 3 |
| 10 giorni dalla PEC della Camera | Integrazioni; poi pagamento della sola parte documentata o revoca | Art. 9 cc. 4 e 5 |
| Dopo il rendiconto | Pagamento con determinazione dirigenziale, senza termine nel bando | Art. 9 c. 2 |
| 5 anni dal provvedimento di pagamento | Conservazione dei documenti di spesa | Art. 10 c. 1 lett. d |
Al rendiconto servono il modulo della Camera, le fatture con il CUP e la dicitura del bando, l’elenco dei CUP dal portale Fatture e Corrispettivi, le quietanze e, se obbligati, la polizza catastrofale (art. 9 c. 3). Valgono solo bonifico eseguito o estratto conto: un pagamento in contanti non si rendiconta.
Il nodo è il CUP, il codice che lega la spesa all’aiuto (art. 5 c. 6 DL 13/2023): arriva con la concessione, a fattura già emessa e spesso pagata. Per le fatture elettroniche il bando rimanda al servizio «Integrazione CUP» di Fatture e Corrispettivi, che l’impresa o l’intermediario delegato usano sulle fatture con data operazione successiva al 31 maggio 2023 (guida dell’Agenzia delle Entrate al servizio di integrazione del CUP). Meglio non chiedere al certificatore nota di credito e fattura nuova: nel modulo di rendicontazione dichiari che note di credito non ce ne sono. Sulle fatture cartacee o estere CUP e dicitura si scrivono in modo indelebile sull’originale. Gli stessi dati vanno «anche su tutte le relative quietanze di pagamento» (art. 9 c. 3 lett. d), e su un bonifico già eseguito il bando non spiega come fare.
Per il pagamento il regolamento della Camera per la concessione di contributi dà 60 giorni dalla documentazione completa (art. 4): un riferimento, non una promessa. Fino ad allora va segnalata l’eventuale perdita del rating (art. 10 c. 1 lett. c). Dopo il pagamento non c’è obbligo di mantenere la certificazione, ma restano i controlli, anche a campione (art. 12). Chi viola il bando decade dall’intero voucher (artt. 10 e 11) e lo restituisce con l’interesse al tasso di riferimento della BCE, più 5 punti se la causa è sua (art. 17 c. 4 D.Lgs. 184/2025).
Come si tassa il voucher e quando entra in bilancio
Il voucher paga un servizio e, per l’Agenzia delle Entrate, la finalità decide la natura del contributo (risposta n. 16/2023): è in conto esercizio. Concorre per intero al reddito e, per le società, all’IRAP: per noi come contributo «a norma di legge» (art. 85 c. 1 lett. h TUIR), data la funzione che la L. 580/1993 assegna alle Camere. È fuori campo IVA (art. 2 c. 3 lett. a DPR 633/1972). La ritenuta del 4% si scomputa dall’imposta (art. 28 c. 2 DPR 600/1973; per i pagamenti dal 2027, art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025). Le regole generali sono nella guida su come si tassano i contributi a fondo perduto, ritenuta compresa.
In contabilità ordinaria il voucher entra nell’esercizio in cui il diritto è certo e determinabile (art. 109 c. 1 TUIR): per noi il 2026, se il rendiconto è pronto; con il CUP sulle quietanze ancora aperto, chi firma il bilancio può valutare il 2027. In semplificata conta l’incasso, di regola nel 2027. In bilancio va in A5 (OIC 12, par. 56) e la fattura in B7: sale il valore della produzione, non il fatturato A1 che misura la PMI (DM 18 aprile 2005). Se va restituito, è una sopravvenienza passiva deducibile (art. 101 c. 4 TUIR).
| Srl in utile, euro | Fattura 1.000 | Fattura 3.000 | Fattura 5.000 | Fattura 8.000 |
|---|---|---|---|---|
| Voucher lordo | 500 | 1.500 | 2.500 | 2.500 |
| Voucher netto dopo IRES e IRAP | 360,50 | 1.081,50 | 1.802,50 | 1.802,50 |
| Netto in % della fattura | 36,05% | 36,05% | 36,05% | 22,53% |
| Costo della certificazione dopo le imposte, senza bando | 721 | 2.163 | 3.605 | 5.768 |
| Lo stesso costo con il bando | 360,50 | 1.081,50 | 1.802,50 | 3.965,50 |
Calcolo nostro: IRES al 24%, IRAP ordinaria toscana 2026 al 3,90%, fattura deducibile, tutto nello stesso esercizio. Il 50% sulla carta vale il 36,05% della fattura dopo le imposte, ma anche la fattura si deduce: sotto il tetto il costo finale della certificazione si dimezza comunque. Per una ditta individuale, senza IRAP, un voucher di 1.500 euro vale 1.155 euro netti con l’IRPEF al 23%, addizionali escluse; artigiani e commercianti sopra il minimale pagano sul voucher anche i contributi INPS (circolare INPS 14/2026).
Per il forfetario il voucher è un ricavo a cui si applica il coefficiente di redditività (art. 1 c. 64 L. 190/2014). La ritenuta, per noi, non si applica a chi dichiara il regime (art. 1 c. 67), ma l’art. 28 c. 2 è generale e il modulo non ha la casella: decide la Camera.
De minimis e cumulo: il plafond si consuma al lordo
Il voucher è un aiuto de minimis (art. 7 c. 1): un’impresa unica, cioè il gruppo di imprese legate da controllo, non può ricevere più di 300.000 euro di questi aiuti nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2, considerando 11): a ogni concessione si sommano quelli dei tre anni precedenti. Il bando scrive «3 anni solari» e prende l’impresa unica dal regolamento precedente, ma vieta letture difformi dalle norme (art. 7 c. 3): vale il regolamento in vigore. Conta la data della concessione, e 2.500 euro di voucher consumano 2.500 euro di plafond, non i 2.400 del bonifico. La Camera consulta il Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e vi registra l’aiuto (art. 52 L. 234/2012), ma il modulo non chiede dichiarazioni: chi è vicino al tetto controlli prima, con la guida su come calcolare il plafond de minimis sui tre anni mobili.
Il cumulo con altri aiuti sugli stessi costi è ammesso entro i loro massimali e comunque entro il 100% della spesa rendicontata (art. 7 cc. 4 e 5): su una fattura di 3.000 euro coperta per 2.000 da un altro contributo, qui restano 1.000 euro, non 1.500. L’esonero INPS per la parità di genere non entra nel conto: per l’INPS non è un aiuto di Stato (circolare 137/2022, par. 5).
Che cosa dà in più la UNI/PdR 125: l’esonero contributivo dell’1%
Le aziende private con la certificazione della parità di genere hanno un esonero fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, al massimo 50.000 euro l’anno, per tutta la validità del certificato, esclusi i premi INAIL. Lo prevede l’art. 5 L. 162/2021, reso stabile dall’art. 1 c. 138 L. 234/2021; criteri e limite di spesa sono nel decreto del Ministro del lavoro del 20 ottobre 2022, le istruzioni nella circolare INPS 137/2022. Su 100.000 euro l’anno di contributi a carico dell’azienda vale al massimo 1.000 euro.
Si chiede all’INPS con il modulo «SGRAVIO PAR_GEN». L’Istituto decide dopo la scadenza e, se le risorse non bastano, riduce in proporzione; la domanda accolta vale per i 36 mesi del certificato. Servono il DURC e nessuna sospensione dei benefici per il mancato rapporto biennale sul personale, dovuto sopra i 50 dipendenti (decreto del 20 ottobre 2022, art. 3 c. 7). Si somma, nei limiti dei contributi dovuti, al bonus per le assunzioni di donne del 2026 (circolare INPS 57/2026, par. 9), che trovi con gli altri esoneri per le assunzioni previsti dal DL 62/2026.
Per le certificazioni del 2026 la domanda all’INPS non è ancora aperta. L’ultima campagna, aperta con il messaggio INPS 3804 del 16 dicembre 2025, valeva per i certificati rilasciati entro il 2025 e si è chiusa il 30 aprile 2026. Per i successivi l’INPS ha annunciato «ulteriori indicazioni», che al 21 ottobre 2026 non abbiamo trovato: nessuna data e nessun importo sono garantiti.
Cinque domande da fare per iscritto alla Camera prima della PEC
Riguardano punti che spostano soldi o tempi e che l’atto non risolve. La mail va a [email protected]; per telefono, 0575 303808 per Arezzo e 0577 202548 per Siena.
Da copiare nella mail all’ufficio contributi.
- «Se concedete a più riprese prima del 30 novembre, come applicate la precedenza della UNI/PdR 125 a una domanda arrivata dopo una concessione già fatta?»
- «Fino a che ora del 30 novembre si può inviare la PEC?»
- «Come riportiamo CUP e dicitura sulle quietanze dei bonifici eseguiti prima della concessione?»
- «Un’impresa con sedi in tutte e due le province su quale fondo presenta la domanda?»
- «Un’impresa forfetaria evita la ritenuta del 4% con la dichiarazione dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014?»
Nella stessa mail conviene chiedere anche quali voci della fattura del certificatore (audit, diritti, trasferte) valgono come rilascio.
| Errore | Che cosa succede | Si rimedia? |
|---|---|---|
| Fattura della consulenza o di un rinnovo | Spesa esclusa (art. 5) | No |
| PEC senza il certificato, o modulo senza i suoi dati | Esclusione (art. 8 c. 4) | Per nostra lettura con una nuova PEC completa entro il 30 novembre |
| Diritto annuale non pagato o DURC irregolare | Irregolarità in istruttoria | Sì, entro 10 giorni dalla richiesta (art. 4 c. 2) |
| Rendiconto oltre i 60 giorni | Revoca (art. 9 c. 2) | No |
| Fattura senza CUP e dicitura | Spesa non ammissibile (art. 9 c. 3) | Sì, prima dell’invio del rendiconto |
| Fattura pagata in contanti | Nessuna quietanza bancaria da allegare | No |
Se il certificato non arriverà entro il 30 novembre, nella nostra pagina sui bandi a fondo perduto ancora aperti a novembre trovi le altre finestre.
Domande frequenti sul bando certificazioni di Arezzo e Siena
Posso chiedere il voucher se ho la sede legale a Firenze e solo un’unità locale a Siena?
Per nostra lettura sì: basta un’unità locale a Siena, non magazzino o deposito (art. 4 c. 1 lett. b), iscritta alla Camera di Arezzo-Siena (lett. c). Il regolamento camerale lo ammette, purché l’iniziativa valorizzi l’economia del territorio. Nell’oggetto della PEC indichi la provincia di Siena.
Si può chiedere il voucher per la ISO 9001?
No. L’art. 1 elenca nove certificazioni e la ISO 9001 non c’è: gli ambiti del bando sono parità di genere, ambiente e responsabilità etica e sociale.
Il voucher copre la sorveglianza annuale della certificazione?
No: il bando ammette solo il rilascio della prima certificazione (art. 5), e le verifiche degli anni successivi restano a carico dell’impresa.
Il voucher della Camera è tassato?
Sì: concorre al reddito e, per le società, all’IRAP, e al pagamento la Camera trattiene una ritenuta d’acconto del 4%. Per una Srl in utile, su una fattura di 3.000 euro il voucher di 1.500 euro vale 1.081,50 euro dopo le imposte (calcolo nostro).
Quando arriva il pagamento della Camera?
Dopo il rendiconto, con una determinazione dirigenziale (art. 9 c. 2), senza un termine nel bando. Con 60 giorni per rendicontare, per noi il bonifico arriva di regola nel 2027.
Come procedere con il bando certificazioni di Arezzo e Siena
- Controlla certificato e fattura: prima certificazione rilasciata dal 1° gennaio 2026, fattura di rilascio da almeno 1.000 euro IVA esclusa.
- Verifica i requisiti: iscrizione alla Camera, diritto annuale, DURC, polizza, plafond de minimis.
- Invia la PEC entro il 30 novembre e, dopo la concessione, il rendiconto con il CUP entro 60 giorni.
Hai la certificazione e vuoi capire se la fattura regge il voucher? Compila il form in alto e ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa: controlliamo con te fattura e requisiti prima della PEC, poi CUP e rendiconto.
Fonti: bando certificazioni 2026 della Camera di commercio di Arezzo-Siena, allegato alla determinazione del Dirigente dell’Area 1 n. 156 del 12 ottobre 2026 (PDF); deliberazione di Giunta n. 92/2026; notizia della Camera con bando e moduli; regolamento camerale per i contributi (PDF); guida dell’Agenzia delle Entrate all’integrazione del CUP (PDF); norme e prassi citate nel testo. Atto, pagina e moduli verificati il 21 ottobre 2026.
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