Un'analisi approfondita dell'oro!


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Gold OANDA:XAUUSD



L’andamento odierno del mercato dell’oro è stato caratterizzato da un calo iniziale seguito da una ripresa, con un acceso braccio di ferro tra rialzisti e ribassisti incentrato sulla soglia chiave di 4.000. Durante la sessione asiatica, il prezzo è sceso brevemente a un nuovo minimo vicino a 3.943 – un calo di quasi lo 0,9% – prima di registrare un rimbalzo tecnico trainato da un lieve indebolimento del dollaro USA e da notizie geopolitiche relative alle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Sebbene il rimbalzo fosse privo di slancio significativo, il prezzo è riuscito a stabilizzarsi sopra quota 4.000, per poi assestarsi in una fase di oscillazione debole e contenuta. In un’ottica più ampia, l’oro è protagonista di un ritracciamento continuo dopo aver toccato il massimo storico di 5.598 all’inizio dell’anno; il calo complessivo ha ormai superato il 29% e il prezzo ha chiuso in ribasso per quattro settimane consecutive, segnalando l’ingresso formale in una fase di correzione a medio termine. Di conseguenza, il livello di 4.000 è diventato l’ancora di salvezza cruciale per il sentiment rialzista e ribassista a breve termine.

Per quanto riguarda il contesto di mercato, sebbene la Federal Reserve abbia mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento nella riunione di questo mese, il documento sulle proiezioni economiche ha rivisto al rialzo le previsioni sui tassi per l’anno in corso, stimando un aumento al 3,8% entro la fine dell’anno (rispetto all’attuale 3,4%). Inoltre, metà dei membri del comitato della Fed sostiene ora almeno un rialzo dei tassi nel 2026. Nel frattempo, il nuovo presidente della Fed, Warsh, ha chiaramente dato priorità al contenimento dell’inflazione, continuando a segnalare che “i tassi di interesse elevati persisteranno più a lungo”. Le aspettative del mercato per un rialzo dei tassi a settembre sono salite al 63%, con la probabilità di un incremento nel corso dell’anno superiore all’80%. Poiché l’oro è un’attività che non genera interessi, il costante aumento dei rendimenti reali dei titoli del Tesoro USA ha incrementato notevolmente i costi di detenzione per le grandi istituzioni, provocando ingenti deflussi di capitali dagli ETF sull’oro. Con le principali istituzioni globali che stanno attivamente riducendo le proprie posizioni “long”, il prezzo dell’oro è spinto verso un ulteriore indebolimento. L’indice del dollaro USA (US Dollar Index) si mantiene saldamente al di sopra della soglia di 101, spinto da due fattori principali: le aspettative di un graduale inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve continuano ad attrarre capitali globali verso gli asset denominati in dollari; nel contempo, le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente inducono gli investitori a privilegiare il dollaro come bene rifugio, sottraendo interesse all’acquisto dell’oro e creando una dinamica di mercato singolare in cui il dollaro funge da solido bene rifugio, mentre l’oro non riesce a svolgere tale ruolo. La situazione tra Stati Uniti e Iran rimane instabile, con l’Iran che ha segnalato una pausa nei negoziati; sebbene gli USA abbiano mostrato disponibilità al dialogo, permangono rischi per la navigazione nello Stretto di Hormuz e il conflitto potrebbe intensificarsi da un momento all’altro. Ogni volta che si intensificano le notizie su tensioni geopolitiche, i flussi di acquisto verso i beni rifugio si dirigono brevemente sul dollaro USA, spingendo di conseguenza al ribasso i prezzi dell’oro.

Dal punto di vista tecnico, nonostante il calo dei prezzi dell’oro nel breve termine, sussiste il potenziale per un rimbalzo. Malgrado quattro settimane consecutive di ribasso, le barre verdi dell’indicatore MACD giornaliero stanno iniziando a contrarsi ed è emerso un segnale di divergenza rialzista sul grafico a 4 ore; inoltre, gli indicatori tecnici a breve termine mostrano che l’asset è in una condizione di forte ipervenduto, suggerendo che il mercato possiede lo slancio necessario per un rimbalzo tecnico. L’area compresa tra 3960 e 3945 funge attualmente da zona di forte supporto, caratterizzata da volumi di scambio elevati; il prezzo ha testato questo livello più volte senza romperlo in modo deciso, indicando un interesse all’acquisto sostenuto che limita la possibilità di ulteriori cali significativi. Con il mercato a breve termine nuovamente in fase di rimbalzo, il livello di resistenza iniziale da monitorare rimane l’area 4050–4080; oltre tale soglia, l’attenzione dovrebbe spostarsi sulla resistenza più forte situata tra 4090 e 4120. Una rottura decisa al di sopra di 4120 aprirebbe ulteriori prospettive di rialzo, consentendo potenzialmente un nuovo test del livello 4150. Sul fronte ribassista, il principale supporto a breve termine rimane la soglia psicologica di 4000–4005, mentre il supporto chiave fondamentale si colloca vicino a 3960–3945; una rottura netta al di sotto di questo intervallo porterebbe probabilmente a una discesa verso il livello 3900. Punti di riferimento per il trading a breve termine:

1. Al momento, l’attività di trading a breve termine dovrebbe concentrarsi sulle oscillazioni all’interno di un intervallo definito (*range-bound*). Si potrebbe aprire una posizione *long* di entità contenuta in prossimità di quota 4000, puntando all’area 4050–4080 per una graduale presa di profitto; è consigliabile impostare uno *stop-loss* a 3995 per tutelarsi contro un eventuale nuovo test di livelli inferiori.

2. Qualora il prezzo dovesse rimbalzare verso l’area di resistenza chiave 4080–4100 senza tuttavia riuscire a superarla, si potrebbe valutare l’apertura di una posizione *short*. Uno *stop-loss* a 4110 proteggerebbe da un deciso movimento rialzista. Gli obiettivi per la posizione *short* si collocano nell’area 4030–4010, dove è possibile pianificare prese di profitto graduali.


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