Dopo mesi di autocandidature, nomi lanciati e indiscrezioni, il centrodestra prova a mettere ordine nella corsa per Palazzo Marino. La cena organizzata ieri da Ignazio La Russa con i coordinatori lombardi di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati ha rappresentato il primo vero passaggio politico verso la scelta del candidato sindaco di Milano per il 2027. Per quanto non risolutivo.
L’obiettivo è evitare di ripetere quanto accaduto nel 2021, quando Luca Bernardo fu individuato a poche settimane dal voto e senza il tempo necessario per costruire una candidatura competitiva. Questa volta la coalizione vuole partire con largo anticipo, restringere la rosa e trovare un nome capace di contendere al centrosinistra una città amministrata dagli avversari dal 2011. Il confronto resta però diviso su due questioni: il profilo del candidato e il metodo con cui sceglierlo. Forza Italia insiste su una personalità civica e moderata, Noi Moderati sostiene un politico esperto come Maurizio Lupi, la Lega mantiene in campo Silvia Sardone e Alessandro Spada, mentre Fratelli d’Italia punta soprattutto a garantire l’unità della coalizione e a conservare un ruolo centrale nella selezione. Soffermiamoci sui nomi più quotati, tralasciando quelle che ad oggi sono le semplici suggestioni (QUI un elenco più esteso)
Cottarelli, il nome che metterebbe d’accordo (quasi) tutti
Il nome che in questa fase sembra raccogliere il maggiore interesse è quello di Carlo Cottarelli. Economista, docente all’Università Cattolica ed ex senatore, Cottarelli è stato rilanciato pubblicamente dal segretario di Forza Italia Antonio Tajani come figura potenzialmente vincente. Il suo profilo risponde alla strategia degli azzurri: un candidato esterno ai partiti, autorevole, riconoscibile e in grado di intercettare l’elettorato moderato, una parte del mondo produttivo e persino settori del centrosinistra riformista.
L’ipotesi non sarebbe sgradita neppure a La Russa, interessato a una soluzione capace di allargare la coalizione e di competere nella Milano centrale e borghese. Le perplessità riguardano invece il passato politico dell’economista, eletto al Senato con il Pd, e la sua effettiva disponibilità a guidare una coalizione nettamente alternativa al centrosinistra. Secondo il percorso ipotizzato, Cottarelli dovrebbe sciogliere la riserva entro l’estate. Ma non si possono ignorare le perplessità apertamente mostrate dalla Lega rispetto ad una sua candidatura.
Lupi, il candidato politico forte sostenuto da La Russa
Maurizio Lupi resta uno dei nomi più solidi. Leader di Noi Moderati, già ministro, parlamentare di lungo corso ed ex consigliere comunale, possiede esperienza politica e una conoscenza diretta della città. La sua candidatura è sostenuta da La Russa e può contare su una rete centrista radicata nel mondo cattolico, professionale e imprenditoriale. Lupi avrebbe inoltre la capacità di gestire una coalizione complessa e di presentarsi come figura istituzionale. Il principale ostacolo sulla sua figura è rappresentato da Forza Italia, che non considera il suo profilo sufficientemente civico e teme una candidatura troppo interna agli equilibri romani. Anche nella Lega non emerge per ora un entusiasmo particolare. Lupi resta dunque una soluzione credibile, ma non ancora condivisa.
Sardone è la carta politica della Lega, Spada defilato
Silvia Sardone è il nome politico più forte espresso dal Carroccio. Europarlamentare e vicesegretaria federale, è risultata tra i profili più votati nella consultazione organizzata dalla Lega attraverso i gazebo milanesi. La sua candidatura avrebbe il vantaggio di mobilitare l’elettorato di centrodestra sui temi della sicurezza, dell’immigrazione e dell’identità. Sardone è molto riconoscibile, conduce da tempo una campagna permanente sulla città ed è pronta a partecipare anche a eventuali primarie di coalizione. Proprio la sua forte caratterizzazione rappresenta però anche il limite. Forza Italia e una parte del mondo moderato temono che una candidatura così divisiva renda più difficile conquistare i voti decisivi al centro. Sardone appare quindi una candidata reale, soprattutto nel caso in cui la scelta dovesse passare da una consultazione popolare, ma non è al momento il nome più semplice attorno al quale costruire l’unità della coalizione.
La Lega continua inoltre a guardare ad Alessandro Spada, già presidente di Assolombarda. Il suo sarebbe un profilo civico, legato al mondo dell’impresa e più trasversale rispetto a Sardone. Spada resta tra le alternative autorevoli, ma finora non ha compiuto un passo formale verso la candidatura.
Tatarella torna nel confronto, Bernardo ci riprova
Nel campo dei candidati politici ha acquistato consistenza anche il nome di Pietro Tatarella. Ex consigliere comunale di Forza Italia, Tatarella è tornato pienamente agibile politicamente dopo essere stato assolto al termine della lunga vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto. Il suo profilo è apprezzato in una parte di Forza Italia e anche in settori di Fratelli d’Italia. La Russa lo ha definito “un bravo ragazzo”, una frase misurata ma significativa nel contesto della discussione interna. Tatarella conosce la macchina amministrativa e il territorio milanese, ma deve colmare gli anni di lontananza dalla politica attiva. Potrebbe diventare una soluzione di mediazione qualora tramontassero sia il candidato civico sia le figure più ingombranti della coalizione. E’ di questi giorni la disponibilità espressa da Luca Bernardo, che fu il candidato sindaco del centrodestra cinque anni fa. Vicino a Forza Italia, il medico fu tuttavia lanciato senza avere tempo adeguato (e con una certa freddezza da parte della coalizione) e il confronto con Sala fu decisamente negativo.
Civita e La Lumia, le alternative civiche
Poi ci sono i civici puri. Antonio Civita è stato il primo ad autocandidarsi. Fondatore di Panino Giusto, sostenuto inizialmente dall’ex sindaco Gabriele Albertini, ha progressivamente raccolto attestati di stima nei diversi partiti. Rappresenta il modello dell’imprenditore prestato alla politica, con un profilo cittadino e moderato. Tuttavia, il suo nome non sembra ancora avere la forza necessaria per imporsi sugli altri e rischia di essere superato da candidature civiche più autorevoli sul piano nazionale. Tra i profili seri resta anche Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano. La sua disponibilità è stata accolta positivamente da La Russa e da una parte del centrodestra. La Lumia può vantare una solida reputazione professionale e una conoscenza della città, ma deve ancora dimostrare di poter costruire una candidatura politica e comunicativa in grado di reggere una campagna elettorale di primo livello.
Primarie, Salvini resta isolato. Quale strategia?
Sul metodo di scelta la coalizione appare orientata a escludere le primarie. Matteo Salvini ha proposto di estendere al centrodestra il modello delle consultazioni popolari, presentandolo come uno strumento di partecipazione e ascolto dei cittadini. L’idea non ha però convinto gli alleati. Tajani ha liquidato la proposta sostenendo che saranno i vertici a individuare il candidato migliore. Fratelli d’Italia preferisce costruire prima il programma e trovare poi una sintesi tra i partiti. Anche il presidente della Regione Attilio Fontana ha ricordato che le primarie non appartengono alla cultura politica del centrodestra e possono essere condizionate dalla partecipazione di elettori esterni. La consultazione resta quindi soprattutto una leva utilizzata dalla Lega per valorizzare il risultato di Sardone e aumentare il proprio peso nella trattativa. La decisione finale dovrebbe essere presa al tavolo dei leader nazionali, dopo una prima selezione effettuata dalla coalizione lombarda.
Il problema centrale non è soltanto individuare il nome più autorevole, ma scegliere il profilo adatto a Milano. Il centrodestra sa che non può vincere affidandosi esclusivamente al proprio elettorato tradizionale. Deve conquistare una parte del voto moderato, civico e produttivo che negli ultimi quindici anni ha sostenuto il centrosinistra. Per questo la prima opzione resta una figura esterna ai partiti come Cottarelli. In caso di rinuncia, il confronto potrebbe restringersi a Spada o a un altro civico, prima di tornare ai candidati politici: Lupi, Sardone e Tatarella.
Anche Vannacci vuole presentare un proprio candidato
A destra della coalizione non bisogna dimenticareFuturo Nazionale: il generale Roberto Vannacci ha dichiarato più volte l’intenzione di presentare un proprio candidato. Il sogno è Paolo Del Debbio, una strada più percorribile potrebbe essere Massimiliano Bastoni. Concludiamo con la candidatura al di fuori degli schemi da parte di Massimiliano Lisa, patron del Museo dedicato a Leonardo in Galleria. Questa invece la situazione a centrosinistra.
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