Antica via di pellegrinaggio che nel Medioevo collegava Canterbury a Roma, la Via Francigena attraversa oggi l’Italia dalle Alpi al Salento, tra colline toscane, borghi medievali, strade bianche e città d’arte. Uno dei percorsi di viaggio lento più estesi d’Europa, oggi torna al centro dell’interesse turistico internazionale.
Il cammino italiano inizia a 2.473 metri di quota, poco dopo il valico alpino del Passo del Gran San Bernardo, scende verso Aosta tra i pascoli, proseguendo lungo il Piemonte con Vercelli e Pavia. Entra in Lombardia e poi raggiunge l’Emilia-Romagna lungo la Pianura Padana fino a Fidenza, e affronta l’unica vera salita appenninica del nord al Passo della Cisa.
Da lì, dopo un breve lembo di tratto in Liguria, comincia una sezione particolarmente scenografica, una delle più fotografate dell’intero tracciato: la Toscana della Francigena, tra strade bianche, cipressi e borghi medievali. Il percorso entra poi nel Lazio attraversando Viterbo e raggiungendo la Capitale.
Il cammino esce da Roma lungo il Parco dell’Appia Antica, scende sulla costa pontina, entra in Campania e si inerpica sull’Appennino sannita. Una volta in Puglia, il percorso tocca il Gargano e prosegue fino al Santuario di Santa Maria di Leuca, dove Adriatico e Ionio si incontrano. È il porto da cui i pellegrini medievali si imbarcavano per la Terra Santa, e oggi rappresenta il punto più meridionale del cammino europeo.
Visit Italy, piattaforma culturale indipendente di riferimento per la promozione del turismo italiano, è stata scelta dalla Regione Lazio, nell’ambito del piano di promozione della Via Francigena sostenuto dal Ministero del Turismo, per il lancio internazionale della campagna dedicata all’itinerario. Il progetto racconta oggi la Via Francigena in modo nuovo. Per anni il cammino è stato narrato come due percorsi distinti: uno con partenza dal nord Italia e arrivo a Roma, l’altro da Roma fino a Santa Maria di Leuca. La piattaforma riaccende invece il racconto del cammino come un unico grande itinerario nazionale, restituendone l’unitarietà che le narrazioni frammentate tra nord e sud hanno finora oscurato.
“La Via Francigena è uno dei cammini più antichi e identitari d’Europa. Il lavoro fatto negli anni da territori, enti e comunità locali ne ha valorizzato la ricchezza tratto dopo tratto. Oggi possiamo compiere un passo ulteriore: raccontarla come un unico grande viaggio culturale europeo, capace di attraversare l’Italia da nord a sud e di parlare a un pubblico molto più ampio di quello religioso, interessato alle comunità, ai paesaggi, ai paesi e ai territori meno conosciuti che questo cammino mette in relazione”, spiega Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy.
Le motivazioni di viaggio: non solo religione e spiritualità
A differenza di altri pellegrinaggi, la Francigena non richiede di essere percorsa per intero: la sua lunghezza e la varietà dei territori la rendono modulabile per stagione, durata e tipologia di viaggiatore, ed è progettata per essere accessibile sia a piedi che in bicicletta.
I dati dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ci raccontano che le motivazioni di partenza non sono più solo legate alla religiosità del pellegrinaggio: il 41,5% sceglie la Francigena per un’esperienza di condivisione, il 28,2% per ragioni spirituali, il 25% per interesse culturale e il 23,4% per finalità turistiche.
Il percorso, che nel solo 2025 ha visto distribuire quasi 20.000 credenziali AEVF del pellegrino, con un incremento del 35,95% rispetto all’anno precedente e una presenza internazionale del 53%, ci racconta come il turista di oggi non voglia più solo visitare l’Italia, ma viverla a passo lento, attraversando borghi, paesaggi interni e territori meno noti. Per la Francigena, che attraversa l’intera penisola toccando piccoli centri, aree rurali e città d’arte, questo significa essere al centro della nuova mappa del viaggio italiano.
“Come Regione Lazio, capofila del progetto nazionale Scheda 33 dedicato alla valorizzazione della Via Francigena, abbiamo rafforzato la consapevolezza di quanto sia fondamentale una visione condivisa e unitaria per promuovere i cammini e il turismo lento. La Via Francigena rappresenta infatti un unico grande viaggio esperienziale attraverso l’Italia, capace di valorizzare borghi, comunità e territori, generando al tempo stesso nuove opportunità di sviluppo sostenibile e di crescita per le aree interne”, commenta Elena Palazzo, Assessore al Turismo, all’Ambiente e allo Sport della Regione Lazio.
Le tappe più adatte a ogni tipo di viaggiatore
La ricchezza paesaggistica e l’eterogeneità dei percorsi rende la Via Francigena italiana adatta a diversi tipi di viaggiatori. Ogni tratto si presta a essere scelto in base allo stile di viaggio.
Il tratto nord, che coinvolge Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, è il più indicato per chi cerca un’esperienza wild e introspettiva: alpeggi d’alta quota, antichi ospizi gestiti da religiosi e valichi affacciati su panorami alpini immergono il viaggiatore in un’altra dimensione. È il tratto preferito da trekker esperti e viaggiatori solitari, da chi vuole staccare completamente dalla routine quotidiana, con l’opzione di dormire in rifugi e foresterie storiche. Da non perdere la discesa dal Gran San Bernardo verso Aosta, una delle sezioni alpine più scenografiche dell’intero cammino europeo.
Il tratto centrale, dalla Toscana al Lazio, con strade bianche, cipressi, abbazie isolate e borghi medievali rendono questa sezione una delle più fotografate del cammino. È il percorso preferito per viaggi di coppia e gruppi di amici che vogliono alternare trekking, cucina locale e vino del territorio.
Il tratto sud, dal Lazio fino al Salento, con sentieri prevalentemente pianeggianti e tappe brevi, è il più accessibile per chi cammina per la prima volta o viaggia in famiglia. Dislivelli minimi e una rete di paesi a distanze contenute permettono di organizzare il viaggio anche giorno per giorno, senza pianificazioni rigide.
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Pierfrancesco Malu
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