di Roberto Pace
L’incontro con gli amici dei quartieri Corsica e Stella pone subito un caso: il numero di successi dei quartieristi in maglia gialla. Fausto Agneni, l’anterione del Corsica che divide l’incarico con Angelo Angiolillo anche lui presente, viene dalla scuola di Roberto Ferrari, adesso campione di regolarità automobilistica dopo tanti anni di onorato servizio per la contrada. Entrambi definibili ‘veterani’ per via degli oltre 20 anni di militanza, mostrano un articolo di giornale nel quale al Corsica sono accreditate (16 vittorie) che lo porrebbero solo al comando della classifica dopo l’edizione 2025.
La cosa spiazza per un attimo la congrega ma l’interlocuzione con Armando Fratini, universalmente accreditato del titolo di memoria storica dell’evento, che conferma trattarsi di un refuso mette le cose a posto. La classifica, così confermata, trova i gialli e gli azzurri appaiati a quota quindici seguiti dall’Olmo con tredici e dal Serancia con tre. A rappresentare il quartiere azzurro c’è Marco Calvanelli, veterano anch’esso, che coordina la squadra con Vincenzo Esposito, al momento non presente ma sul quale esistono prove schiaccianti per essere definito impareggiabile elemento trainante della contrada comprendente anche la Stazione. Entrambi hanno avuto la fortuna di un maestro qual ‘è Franco Picchialepri, colonna portante del quartiere quale atleta e coordinatore che quest’anno ha deciso di lasciare ogni incarico operativo pur rimanendo vicino alla squadra.
La puntualizzazione di Armando Fratini lascia un po’ d’amaro in bocca senza togliere il buonumore al duo del Corsica che confessa aver cavalcato l’onda dell’articolo perché ottima cassa di risonanza per gli sfottò lungo il Corso ma di aver sempre nutrito qualche dubbio sulla veridicità dell’articolo: “Non è nei nostri valori prendere un titolo in questo modo. Piuttosto, preferiamo un arrivo in solitaria sabato”. Angelo annuisce e conferma la volontà di presentarsi competitivi e fare poi i conti a consuntivo. Sanno di avere per le mani una squadra vogliosa ed è per questo che aspettano una prestazione generale importante.
Non replica Marco Calvanelli, il quale, prima di diventare rappresentante dello Stella, ha avuto la sua bella storia da corridore come del resto Vincenzo e Fausto, comprensiva dei due anni il testimone del Corsica in mano senza ricordarne la ragione. Preferisce fare l’attendista e parte con un elogio alla forza dell’Olmo e del Corsica. Della sua squadra ha grande fiducia mettendone avanti la giovinezza del team che, non sempre, dichiara, va di pari passo con l’esperienza e può dar luogo a sorprese di colori diversi.
La composizione delle liste partenti rientra nel fattore esperienza. A giudizio di Fausto conta poco o niente se hai la squadra che fa la differenza. Vale molto, invece, quando c’è da spezzare gli equilibri nelle frazioni conclusive. Tant’è, conferma Angelo, che le liste sono secretate fino all’ultimo sebbene, spesso, si tratti solo del classico gioco delle parti.
Un segreto, vero in questo caso, il nominativo dell’unica staffettista prevista dal regolamento il cui rendimento in gara, e sono tutti d’accordo, può sbilanciare il gioco e sovvertire il risultato. Tant’è che Marco s’impegna in una retromarcia di gran classe quando sta per scapparne il nome deludendo le speranze della concorrenza oramai sicura del colpaccio Per le generalità delle ragazze è tutto rimandato a sabato sera.
La staffetta diventa ogni anno più veloce. C’è più di un motivo, tra i quali la preparazione individuale e generale di chi corre cui è collegata la dimensione del cuore che ognuno riesce a mettere sul piatto. Bisogna dare l’anima, come si dice, nella ricerca di energie nel più profondo. Più semplice le trovi chi riesce a immergersi tutto nello spirito della competizione facendo tesoro anche del sostegno e l’affetto che viene dal pubblico. La risposta di Fausto sta tutta nella storia personale: ventisei anni di militanza di cui venti come anterione. Angelo, la staffetta l’ha solo provata. E’ bastato per alimentare la passione e produrre emozioni in uno, come lui, che da venticinque anni fa sport ricoprendo incarichi nel settore arbitrale che lo portano frequentemente allo stadio dove ha modo di apprezzare la passione e l’impegno messo dai ragazzi che si preparano all’evento.
Marco, prima d’essere anterione, ha preso parte attiva alla staffetta dal 1999. Successivamente si è preso un periodo sabbatico per tornare da atleta Master nel 2017. E’ stato uno dei tedofori nella Praga-Orvieto rievocativa del viaggio del sacerdote Pietro da Praga. Da tre anni svolge il ruolo di coordinatore del quartiere Stella. Ci tiene a ribadire la crescita della staffetta sul piano tecnico come altrettanto l’aumento dell’impegno che richiede una preparazione degli aspiranti staffettisti completa in tutti i dettagli intesa a farsi trovare pronti per la data dell’appuntamento. Fausto è sostanzialmente d’accordo: “all’apparenza possono sembrare rose e fiori. Nella sostanza si arriva all’evento col fiato grosso, in particolare per i numeri. Sono numerosi quelli che rispondono alla prima chiamata, molti di meno coloro che arrivano a concludere il percorso”.
Tutti concordano sulla durezza della gara che scoraggia gli almeno intenzionati o chi ha provato la delusione di una partecipazione con risultati che non lo ha soddisfatto”. E’ innegabile che la scenografia offerta quella sera da piazza Duomo metta parecchia soggezione alla quale non a tutti riesce reagire . L’ipotesi di una modifica alle regole del gioco non trova d’accordo nessuno. Prepariamoci a goderlo così con i pro e qualche contro che non basta a intaccarne il fascino. Per quanto li riguarda, Marco, Angelo, Fausto, così come Luciano, Armando e Mauro non vedono l’ora di salire in moto e imboccare Via Soliana. Un turbinio di emozioni irripetibile con la prospettiva d’essere primi a tornare sulla piazza a conclusione dell’ultima frazione.
Giunti a questo punto manca soltanto il pronostico sul quale il Corsica nicchia. Angelo e Fausto si limitano ad auspicare un grande spettacolo e che il successo arrida alla squadra dimostratasi migliore . Alla fine, cedendo alle insistenze, indicano l’ Olmo quale favorito riconoscendone l’organizzazione e la forza. Fausto, con un fare che sa d’ironico, mette in guardia sulle chance del Serancia, i cui componenti parlano poco ma possono contare sull’astuzia di Luciano Fringuello nel trovare soluzioni a sorpresa. Anche Marco, per gli azzurri dello Stella, tifa per un’edizione in cui prevalga lo spettacolo. Sollecitato, pure lui accredita l’Olmo, squadra della quale apprezza molto la compattezza.
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