Oltre 3,7 milioni di euro di contributi e 133 impianti fotovoltaici finanziati. È il bilancio aggiornato delle risorse intercettate nel Cremasco attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili, dopo la pubblicazione da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) del settimo e dell’ottavo atto di concessione dei contributi PNRR destinati alla realizzazione di nuovi impianti. Le ultime tranche hanno portato al finanziamento di 44 nuovi progetti presentati da soci delle Comunità Energetiche del territorio, tra cittadini, imprese ed enti locali. Si tratta di interventi che potranno beneficiare di un contributo pari al 40 per cento a fondo perduto.
Il nuovo provvedimento del GSE è stato possibile anche grazie al recente rifinanziamento della misura con ulteriori 246 milioni di euro, che ha consentito di rendere finanziabili le domande presentate alla fine di novembre 2025 e inizialmente rimaste escluse per esaurimento delle risorse disponibili. Per le CER del Cremasco, le ultime assegnazioni valgono oltre 1,5 milioni di euro di contributi e riguardano 44 impianti per una potenza nominale complessiva superiore a 3,5 MW. I nuovi impianti saranno configurati all’interno delle Comunità Energetiche del territorio, contribuendo così ad aumentare la quantità di energia rinnovabile condivisa tra i soci.
Tra i beneficiari figurano anche 10 Comuni che potranno realizzare nuovi impianti fotovoltaici su edifici e strutture pubbliche: Castelleone, Chieve, Credera Rubbiano, Dovera, Genivolta, Offanengo, Pizzighettone, Ripalta Arpina, Sergnano e Trigolo. Il bilancio complessivo delle risorse ottenute attraverso le CER del Cremasco arriva così a 133 impianti finanziati, con 122 soci beneficiari e una potenza complessiva ammessa al contributo di 8,5 MW. Il contributo complessivo destinato ai soci delle Comunità Energetiche del territorio ammonta a 3.783.000 euro.
“L’impegno per la promozione e la nascita delle CER ha innescato un volano economico importante per lo sviluppo sostenibile del territorio”, dichiara Bruno Garatti, amministratore delegato di ConsorzioIT, che per conto dei Comuni del Cremasco ha curato la costituzione delle Comunità Energetiche e ne coordina la gestione. “Quest’ultima erogazione, che si aggiunge alle precedenti, conferma quanto la creazione delle CER cremasche sia stata una scelta strategica da parte dei nostri Sindaci. Nel Cremasco non parliamo più di transizione ecologica solo in astratto, ma di un’opportunità concreta che ha permesso a numerosi cittadini, imprese e agli stessi enti locali di accedere a risorse a fondo perduto per quasi 4 milioni di euro. È la dimostrazione che fare sistema attorno all’energia premia il territorio e stimola gli investimenti locali”.
Soddisfazione anche da parte di Gianni Rossoni, presidente dell’Area Omogenea Cremasca. “Le Comunità Energetiche Rinnovabili, come tutti i progetti di medio-lungo periodo che coinvolgono una pluralità di soggetti, non sono state facili da progettare e sviluppare. E peraltro molta strada resta ancora da fare. Ma sono convinto che, una volta a regime, saranno proprio iniziative come questa a fare la differenza tra i territori che dimostrano una visione lungimirante e quelli che, viceversa, rischiano di restare fermi”. “Il Cremasco sta dimostrando, nei fatti, di voler guardare avanti in modo compatto e condiviso”, prosegue Rossoni. “Un ringraziamento particolare va a ConsorzioIT, che anche in questa complessa sfida si è confermato il vero motore operativo dell’Area Omogenea, fornendo un supporto indispensabile ai nostri Comuni”.
Parallelamente all’assegnazione dei contributi PNRR procede anche l’avvio operativo delle Comunità Energetiche. Il GSE ha infatti concluso positivamente l’istruttoria per diverse configurazioni delle CER cremasche. Attualmente sono 6 su 11 le configurazioni ufficialmente attive: Palate e Fontanili 1, Oglio Serio 2, Valle dell’Adda 1, Valle dell’Adda 2, Adda Serio e Fulcheria. Le altre cinque configurazioni, riferite alle CER Palate e Fontanili 2, Alto Cremasco, Gerundo, Oglio Serio 1 e Crema, si trovano invece in fase istruttoria o di valutazione avanzata, con gli esiti del GSE attesi a breve.
L’attivazione delle prime configurazioni segna il passaggio dalla fase di costituzione e progettazione a quella pienamente operativa. Le Comunità sono infatti ora formalmente autorizzate a gestire la produzione e la condivisione dell’energia rinnovabile tra i propri membri e, di conseguenza, a maturare e incassare gli incentivi economici previsti dallo Stato. Le 8 Comunità Energetiche del Cremasco riuniscono una platea ampia e diversificata. Tra gli enti fondatori pubblici figurano 53 Comuni del territorio, mentre gli enti fondatori religiosi sono rappresentati da 3 Diocesi e 10 Parrocchie. Complessivamente gli associati sono 1.047, suddivisi tra le otto realtà territoriali: 213 sono iscritti come produttori, quindi enti o privati dotati di impianti, mentre 834 partecipano come puri consumatori.
Il piano di sviluppo prevede nei prossimi anni un’ulteriore crescita della capacità produttiva. Al 30 giugno 2026 risultano già realizzati impianti per complessivi 1.195 kWp, mentre la potenza complessiva attesa a regime, considerando i progetti in corso e quelli programmati, raggiunge 9.519 kWp. La crescita delle CER dovrebbe produrre effetti non soltanto sul fronte ambientale, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e la diffusione di modelli di consumo più sostenibili, ma anche sul piano economico e sociale. Secondo le prime stime, elaborate ipotizzando tutti gli impianti a regime e un equilibrio tra produzione e consumi su base oraria, le otto Comunità Energetiche del Cremasco potrebbero generare circa un milione di euro di incentivi all’anno. Risorse che, attraverso la condivisione dell’energia, potranno essere redistribuite sul territorio a beneficio dei membri delle Comunità, contribuendo ad alleggerire le bollette di cittadini e imprese e offrendo ai Comuni ulteriori strumenti per contrastare la povertà energetica e sostenere iniziative a favore delle comunità locali.
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