WisdomTree – Tactical Daily Update


Minima correzione del tema AI, robusto recupero del value: da confermare.
La cautela di Broadcom offre il pretesto per il profit taking sulla tecnologia.
Il conflitto USA-Iran ancora lontano dalla soluzione, le borse non lo temono.
Disaffezione per preziosi e cryptos, attenzione al possibile rimbalzo.

Le tensioni geopolitiche tornano al centro della scena finanziaria. Il riaccendersi degli attacchi tra Stati Uniti e Iran ha ridotto le speranze di una soluzione diplomatica nel breve termine, riportando l’attenzione degli investitori sul rischio di nuovi rialzi dei prezzi energetici e sulle possibili conseguenze per l’inflazione globale.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce la fragilità della tregua in Medio Oriente. Se da un lato il cessate il fuoco tra Israele e Libano ha alimentato le aspettative di una possibile distensione regionale e della riapertura dello Stretto di Hormuz, dall’altro il rifiuto di Hezbollah di accettare una tregua stabile continua a mettere in discussione gli sforzi diplomatici e la prospettiva di una pace duratura.
L’incertezza continua a influenzare i mercati energetici. Il petrolio Brent ha registrato una flessione, segnale che gli operatori stanno bilanciando i timori sull’offerta con la possibilità di una de-escalation. Resta comunque evidente come il petrolio rappresenti ancora una delle principali variabili di rischio per i mercati.
Nonostante il contesto, le Borse europee hanno chiuso in rialzo la seduta di ieri, 4 giugno: Milano +0,27%, Parigi +1,15%, Francoforte +0,52%, Madrid +0,57% e Londra +0,25%. Gli investitori sembrano continuare a scommettere su un graduale allentamento delle tensioni regionali, pur mantenendo un approccio prudente.
Più articolata la situazione a Wall Street. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,73%, aggiornando i massimi storici grazie al sostegno dei comparti bancario e farmaceutico. L’S&P 500 è salito dello 0,41%, mentre il Nasdaq ha chiuso in lieve calo (-0,09%).
La seduta ha confermato un fenomeno sempre più evidente: dopo mesi di forte crescita dei titoli tecnologici e legati all’Intelligenza Artificiale, il mercato sta attraversando una fase di consolidamento accompagnata da una rotazione verso settori più tradizionali.
A pesare è stato soprattutto il crollo di Broadcom (-12%), che ha deluso gli investitori con prospettive ritenute poco convincenti. Le vendite hanno coinvolto anche Micron Technology (-8%), ARM Holdings (-5%) e Sandisk (-4%).

Nonostante la correzione del comparto tecnologico, il quadro degli utili societari rimane estremamente solido.
L’utile medio per azione dell’indice S&P500 è cresciuto del 26,6% annuo dopo la revisone degli analisti post risultati di 1’ trimestre, una delle migliori performance osservate al di fuori delle tradizionali fasi di recupero post-recessione. Un dato che continua a rappresentare uno dei principali sostegni per il mercato azionario statunitense.
Permangono tuttavia motivi di cautela. Gli investitori attendono le prossime mosse della Federal Reserve, con il timore che la banca centrale possa adottare un approccio meno accomodante qualora l’inflazione mostrasse segnali di persistenza o i prezzi energetici tornassero a salire.
In questo contesto assumono particolare importanza i dati sul lavoro statunitense. Il presidente della Fed regionale di Richmond, Tom Barkin, ha descritto il mercato occupazionale come sostanzialmente equilibrato, aumentando l’attenzione verso i salari non agricoli di maggio, considerati un indicatore chiave per le future decisioni della banca centrale.
Nel frattempo, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 225 mila unità, oltre le attese degli analisti, suggerendo un graduale raffreddamento del mercato del lavoro.
Settimana difficile per le criptovalute. Il Bitcoin, sceso a 63.400 dollari, ha registrato la sesta seduta consecutiva di ribasso, toccando i livelli più bassi da febbraio. A pesare sono sia le tensioni geopolitiche sia le liquidazioni delle posizioni speculative rialziste.
Si aggiunge inoltre la crescente concorrenza degli investimenti legati all’IA. L’indice dei semiconduttori SOX è raddoppiato in poco più di due mesi, attirando una quota crescente di capitali.
Secondo Bloomberg, nelle ultime 13 sedute gli investitori hanno ritirato quasi 4,4 miliardi di dollari dagli ETF statunitensi sul Bitcoin, segnalando uno spostamento della liquidità verso i principali beneficiari del boom dell’Intelligenza Artificiale.
La debolezza di Broadcom si è riflessa stamattina sull’intero comparto dei semiconduttori: il SOX ha chiuso in calo del 2,2%, pur mantenendo un progresso settimanale vicino al 6%. I future sul Nasdaq indicano ulteriori prese di beneficio (-0,8%), mentre gli altri principali indici statunitensi si muovono attorno alla parità.
Le vendite hanno coinvolto anche i mercati asiatici più esposti ai temi dell’IA. Il KOSPI di Seul ha perso -4,7%, il Taiex di Taiwan -1,5%, il Nikkei giapponese -1,3% e l’MSCI Asia Pacific -1,0%. Più contenute le perdite in Cina, con Hang Seng a -0,8% e CSI300 a -0,1%, sostenuti dall’interesse per l’IA e dalla ricerca di maggiore diversificazione geografica.
Sul fronte dei metalli preziosi prosegue la fase correttiva. Oro e argento chiudono una settimana negativa, con ribassi rispettivamente vicini al -3% e -4%. A influenzare il mercato è stata anche la smentita della banca centrale indiana riguardo a presunte vendite di oro, confermando che le riserve sono rimaste invariate.
In sintesi, i mercati attraversano una fase delicata. Da un lato continuano a beneficiare di una crescita degli utili particolarmente robusta; dall’altro devono confrontarsi con rischi geopolitici, incertezze sulle prossime mosse della Fed e segnali di rotazione settoriale dopo la forte corsa dei titoli tecnologici. Una combinazione che suggerisce maggiore selettività negli investimenti e volatilità ancora elevata nelle prossime settimane.

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