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Oltre il Pnrr. Le sfide dei Cio nella PA. Un tema al centro del dibattito che ha accompagnato la presentazione dei dati della Cio Survey PA 2026, redatta da NetConsulting cube e arrivata alla sua terza edizione. In una fase cui si attendono i bilanci dell’onda Pnrr e che impone la definizione di strategie future e nuovi finanziamenti. Non solo il Pnrr è agli sgoccioli ma anche il Piano Triennale dell’informatica per la pubblica amministrazione sta concludendo il suo iter 2024-2026 richiedendo una prossima programmazione.

“Il momento e il contesto macroeconomico in cui ci muoviamo ci chiedono di capire a fondo le priorità dei Cio per gli investimenti Ict della PA per i prossimi anni, alla luce dell’andamento della spesa Ict previsto per il 2025-2026 – esordisce in apertura del convegno Giancarlo Capitani, presidente onorario di NetConsulting cube -. I budget saranno in contrazione nonostante la spesa cresca, per questa ragione Cio Survey PA ci aiuta a comprendere le traiettorie di business”. Quanto l’AI da hype sia entrata nella progettualità della PA e integrata in processi e servizi, quanto l’adozione del cloud implichi nuove riflessioni sui costi e sulla sovranità digitale, quanto cresca l’attenzione verso la cybersecurity e la cyber resilienza degli enti

Temi che vendono Cio e responsabili della trasformazione digitale ingaggiati in un contesto in cui serve fare evolvere risorse e competenze”, precisa Capitani sottolineando come spesso le figure deputate a declinare il digitale convergono: nella pubblica amministrazione centrale il 59% dei Cio e dei responsabili trasformazione digitale è la medesima persona, un dato che scende al 50% nelle regioni e che sale all’81% nei comuni capoluogo e nelle città metropolitane. 

Priorità di investimento PA

La composizione del campione della survey – 70 enti tra Pac (17), regioni (13), in house (12) e comuni (28) – ci aiuta a capire le priorità dei piani di digitalizzazione, che mettono al primo posto l’attenzione alla cybersicurezza e alla conformità con Nis2 (91%) seguita dall’adozione dell’intelligenza artificiale (79,1%) e dalla digitalizzazione dei servizi pubblici in ottica di miglioramento verso i cittadini (68,7%). Ultima tra le priorità la modernizzazione delle applicazioni core (26,9%) in un scenario dove l’evoluzione delle infrastrutture vede le PA investire principalmente in due ambiti: aumento della capacità di storage (40%), aumento della potenza di calcolo (35,8%).

Le priorità IT degli Enti: Cybersecurity, IA ai primi posti, evoluzione del DC prevista su PAC e Regioni (Fonte: NetConsulting cube, CIO Survey PA 2026)

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Le priorità IT degli Enti: Cybersecurity, IA ai primi posti, evoluzione del DC prevista su PAC e Regioni (Fonte: NetConsulting cube, CIO Survey PA 2026)

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Le priorità IT degli Enti: Cybersecurity, AI ai primi posti, evoluzione del DC prevista su Pac e Regioni (fonte: NetConsulting cube, Cio Survey PA 2026)

“La PA, centrale e locale, è ancora tra i settori più colpiti dagli eventi cyber, in crescita del 38% rispetto al 2024, con un impattato  sulla riservatezza dei dati (34%) e sulla disponibilità dei dati stessi (27%), a conferma anche dell’uso dell’AI sia come arma di difesa ma anche come acceleratore di minacce” precisa Rossella Macinante, BU Leader di Netconsulting cube, in uno scenario che vede le PA impegnate nell’implementare la direttiva Nis2 con un buon livello di adozione ad oggi (48,5% le realtà pienamente allineate ai requisiti imposti).
Le sfide operative principali nell’ambito cyber rimangono la gestione di supply chain complesse (55,2%), i costi di adeguamento (47,8%) e il gap di competenze in materia (47,8%). “Il problema è che solo il 22% degli enti ha effettuato una mappatura degli asset IT e dei relativi rischi e questo conferma che in generale la consapevolezza sul tema cyber è ancora molto bassa”, commenta.

Il peso dell’intelligenza artificiale

Se guardiamo alla seconda area di investimento per i Cio della PA, vediamo che l’intelligenza artificiale – gestita ancora nella maggior parte delle realtà dai Cio e dai responsabili della trasformazione digitale senza un figura dedicata all’AI – non decolla. “Il suo è un utilizzo ancora marginale e la governane è ancora in fase di definizione come conferma il fatto che il 21% degli enti non abbia ancora definito un modello organizzativo e solo il 45% degli enti abbia un team dedicato all’AI”, dettaglia Macinante. 

Intelligenza Artificiale: utilizzo marginale e governance ancora in fase di definizione (Fonte: NetConsulting cube, CIO Survey PA 2026)
Intelligenza artificiale: utilizzo marginale e governance ancora in fase di definizione (fonte: NetConsulting cube, Cio Survey PA 2026)

I timori percepiti riguardano il rischio di violazione dei dati personali (quasi per il 60% del campione), la mancanza di competenze (53,7%) e l’affidabilità degli algoritmi (46,3%). Da qui l’avvio di attività per potenziale competenze AI (76,1%) e migliorare la qualità dei dati che alimentano l’AI stessa (56,7%). “Anche il confronto tra diverse realtà, di stimolo per avviare progetti in tempi più ristretti, sta aumentando il suo peso: favorire le collaborazioni con altri soggetti per sperimentare e adottare l’AI è utile per il 34,2% del campione, cosi come l’esperienza e le sperimentazioni già avviate da altre amministrazioni aiutano a tracciare la strada (29,9%)”.
L’uso dell’AI rimane ancorato alla creazione di verbali e documenti (58,2%), al supporto al cittadino e alle imprese (46,3%), alla sicurezza (35%) confermando come obiettivi principali del suo utilizzo il miglioramento dell’efficienza operativa e della produttività.

Avanza anche la migrazione verso il cloud – soprattutto per i comuni che partivano da una situazione più arretrata – ma freno alla migrazione per molte realtà è il costo, sia di gestione (il 56% Opex), sia di migrazione dai sistemi esistenti (49%) sia di modernizzazione delle applicazioni in uso.

Stato di avanzamento della migrazione verso il cloud (Fonte: NetConsulting cube, CIO Survey PA 2026)
Stato di avanzamento della migrazione verso il cloud (fonte: NetConsulting cube, Cio Survey PA 2026)

Il ruolo dei Cio

Confermato il ruolo strategico dei Cio come come promotori dell’innovazione: ingaggiati per definire la strategia nella PA centrale (82%), nella PA locale (75%) nei comuni (92%) con un compito importante nell’individuare nuove progettualità e servizi ai cittadini. Non è un contesto facile: la resistenza  al cambiamento negli enti è maggiore nella PA locale (42%) mentre nei comuni si nota una bassa cultura all’interno dell’amministrazione (35%).

“Anche il budget inadeguato è sentito come ostacolo dalla PA centrale (24%) per la trasformazione digitale – commenta Macinante strettamente legato al tema della carenza di risorse: il 94% delle amministrazioni dichiara insufficiente il numero di persone nel proprio team con una incidenza irrisoria del personale della divisione IT sul totale dei dipendenti (dall’1 al 2%)”. Mancano competenze su AI (76%), dati (54%) e cybersecurity (43%)”. Purtroppo le risorse IT si sono confermate invariate anno dopo anno nella quasi metà delle realtà (46%), con un tema di difficoltà nell’attrarre i talenti per stipendi non allineati al mercato (87%) e per accesso tramite concorsi (60%). “Nonostante questo quadro la spesa Ict della PA sta crescendo anche quest’anno – 7.496 milioni di euro stima NetConsulting cube – ma i budget IT mostrano i primi segnali di contrazione con un calo che oscilla attorno al 5%” precisa Macinante.

I CIO sono sempre più promotori di innovazione e nuove progettualità, ma la carenza di personale rimane un freno (Fonte: NetConsulting cube, CIO Survey PA 2026)
I Cio sono sempre più promotori di innovazione e nuove progettualità, ma la carenza di personale rimane un freno (fonte: NetConsulting cube, Cio Survey PA, 2026)

Quanto il Pnrr ha fatto bene alla PA

Il Pnrr si è confermato la fonte principali di finanziamento per il 27% dei comuni ed ha rappresentato una parte rilevante degli investimenti di tutti gli enti, nonostante la PA centrale e locale utilizzino nel 70% dei casi anche altri fondi europei. I dati confermano che il 67% delle risorse messe a disposizione dal piano è stata utilizzata e che il 91% degli enti conseguirà gli obiettivi Pnrr entro la fine del 2026.

I progetti hanno riguardato principalmente l’accessibilità e l’usabilità dei servizi digitali (82%) e il rafforzamento della postura cyber (76,1%) con un forte investimento anche nel migliorare l’interoperabilità dei dati tra amministrazioni (73,1%). Dal punto di vista del lavoro degli enti, molto è stato speso per aumentare la digitalizzazione dei processi amministrativi (52,2%)

“Rimangono aperte molte questioni per la fase post Pnrr alle porte – conclude Macinante -. I Cio sono preoccupati nell’affrontare un aumento dei costi di spesa corrente che richiederanno nuovi finanziamenti pubblici a fine 2026. Rimane da capire come gestire l’evoluzione delle piattaforme nazionali consolidandole per migliorare i servizi, come gestire le fasi di procurement in modo snello, dalle gare ai modelli contrattuali, alla volatilità dei prezzi. Infine, come rafforzare sovranità digitale e cyber resilienza, predisponendo modelli a livello centrale per consentire un governo coordinato e azioni declinabili sui singoli enti”.

Cresce la Spesa ICT prevista per il 2026 ma i budget mostrano i primi segnali di contrazione (Fonte: NetConsulting cube, CIO Survey PA 2026)
Cresce la spesa Ict prevista per il 2026 ma i budget mostrano i primi segnali di contrazione (Fonte: NetConsulting cube, Cio Survey PA 2026)

Le strategie nelle videointerviste ai Cio

Nobile (Agid): Verso il Piano Triennale PA (2027-2029)

Nicoletti (Acn): Cresce la consapevolezza cyber 

D’Angelo (Inps): 140 progetti rivolti ai cittadini

Arnone (Comune di Milano): Progetti per il post Pnrr

Gentili (Umbria): Regole per futura programmazione

Perucci (Friuli): Più coordinamento per il digitale

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 Emanuela Teruzzi

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