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La possibile cessione di Telenorba non riguarda soltanto bilanci, immobili, frequenze, quote societarie e strategie industriali. Riguarda soprattutto una redazione, una storia editoriale lunga cinquant’anni e un presidio informativo che ha accompagnato la vita pubblica di Puglia, Basilicata e Mezzogiorno.

Per questo le Associazioni della Stampa di Puglia e Basilicata, insieme alla Fnsi e al comitato di redazione, seguono con attenzione le trattative che potrebbero portare al passaggio di proprietà della storica emittente televisiva con sede a Conversano.

La notizia della proposta di acquisto avanzata da Ledi, riconducibile al Gruppo Ladisa, ha aperto una fase delicata. Secondo quanto riportato da testate locali, dal gruppo editoriale sarebbe arrivata la conferma dell’accettazione dell’offerta in esclusiva. Già a marzo erano emerse manifestazioni di interesse per l’acquisto della storica emittente del gruppo Norba.

La preoccupazione del sindacato

Il sindacato dei giornalisti mette subito al centro il punto essenziale: il futuro della redazione. Non soltanto quella centrale, ma tutte le sue articolazioni territoriali, che negli anni hanno reso Telenorba un riferimento quotidiano per cittadini, istituzioni, imprese, comunità locali e territori.

Nella nota congiunta, Assostampa Puglia e Assostampa Basilicata chiariscono che, più degli aspetti finanziari e immobiliari, interessa la tutela dei giornalisti e della loro autonomia professionale.

È una posizione comprensibile. Ogni passaggio di proprietà in un gruppo editoriale può diventare occasione di rilancio, ma anche di tagli, riorganizzazioni, accentramenti e perdita di indipendenza. Per questo il sindacato chiede che l’operazione avvenga nel rispetto delle procedure previste dalla legge e dal contratto Aeranti Corallo-Fnsi.

Le rassicurazioni su occupazione e sede

Fonti del gruppo hanno rassicurato sul mantenimento dei livelli occupazionali e sull’assenza di trasferimenti della sede della redazione, attualmente a Conversano. È un passaggio importante, perché Telenorba non è nata come emittente astratta o senza radici: la sua identità è legata al territorio, alla presenza fisica nel Sud e a un modello di informazione locale costruito nel tempo.

La sede legale del gruppo risulta a Conversano, in via Pantaleo, e la redazione resta uno dei luoghi simbolici della storia televisiva pugliese e meridionale.

Le rassicurazioni, però, non bastano da sole. Il sindacato chiede trasparenza, corrette relazioni industriali e riconoscimento dei diritti acquisiti. In sostanza: nessuna fuga in avanti, nessuna decisione calata dall’alto, nessuna operazione che metta in secondo piano il lavoro giornalistico.

Una storia lunga cinquant’anni

Telenorba è una delle principali emittenti private del Mezzogiorno. La sua nascita risale al 1974 a Conversano, su impulso di Luca Montrone, in una stagione in cui la televisione privata locale cominciava a costruire un’alternativa alla centralità assoluta della Rai.

Negli anni l’emittente è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento dell’informazione territoriale, con un ruolo riconosciuto in Puglia, Basilicata e nell’intero Sud. Nel 2023 il comitato di redazione di Telenorba è stato rinnovato dopo oltre dieci anni, con una partecipazione quasi totale dei giornalisti aventi diritto al voto, segno di una redazione ancora viva e strutturata.

È questa storia che il sindacato chiede di rispettare. Non per nostalgia, ma perché il valore di una testata non sta soltanto nel marchio o nell’archivio: sta nelle persone che ogni giorno la fanno vivere.

Il precedente della Gazzetta del Mezzogiorno

Nella nota, le Associazioni della Stampa richiamano anche una ferita ancora aperta per il giornalismo del Sud: la sospensione per sette mesi delle pubblicazioni della Gazzetta del Mezzogiorno, avvenuta quattro anni fa durante una crisi editoriale molto dolorosa.

Il riferimento è chiaro. Il sindacato avverte che non saranno tollerati approcci padronali né atteggiamenti irrispettosi della storia del gruppo e delle professionalità coinvolte. È un messaggio preventivo rivolto a chi eventualmente subentrerà: il confronto può esserci, ma deve partire dal rispetto del lavoro, dei diritti e dell’autonomia della redazione.

Informazione locale e democrazia dei territori

La vicenda Telenorba va letta anche dentro una crisi più ampia dell’informazione locale. Le redazioni territoriali sono spesso le prime a raccontare amministrazioni, sanità, giustizia, scuola, cronaca, economia, criminalità, cultura e vita quotidiana delle comunità.

Quando un presidio informativo si indebolisce, non perde soltanto chi ci lavora. Perdono i cittadini, perché diminuisce la capacità di controllo democratico sul territorio.

Per questo la cessione di una testata come Telenorba non può essere trattata come una normale operazione industriale. È anche una questione di pluralismo, accesso all’informazione e rappresentanza del Mezzogiorno nel sistema mediatico nazionale.

Confronto sì, ma senza fughe in avanti

Il sindacato si dice pronto al confronto senza pregiudiziali. È una posizione responsabile: nessuna chiusura preventiva verso chi potrebbe acquisire il gruppo, ma richiesta di garanzie precise.

Le condizioni indicate sono chiare: riconoscimento dei diritti acquisiti, tutela dell’occupazione, autonomia professionale, rispetto del contratto, trasparenza nei passaggi societari e corrette relazioni industriali.

Eventuali fughe in avanti, avvertono Assostampa Puglia, Assostampa Basilicata e Fnsi, saranno contrastate in ogni sede.

Una cessione che può diventare rilancio

Il passaggio di proprietà può rappresentare un rischio, ma anche un’opportunità. Telenorba ha un patrimonio enorme: marchio, storia, archivio, radicamento, professionalità, relazione con il pubblico, presenza nei territori.

Un nuovo assetto proprietario potrebbe investire in tecnologia, digitale, informazione multipiattaforma, contenuti video, streaming, social, formazione e rafforzamento delle redazioni locali. Ma perché questo accada serve una visione editoriale, non solo finanziaria.

La domanda decisiva è proprio questa: chi subentrerà vorrà limitarsi a possedere Telenorba o vorrà davvero farla crescere?

Il valore di una redazione non si compra solo con un’offerta

La trattativa sulla proprietà seguirà il suo percorso. Ma il valore di Telenorba non può essere misurato soltanto dal prezzo dell’operazione. Il valore vero è nella credibilità costruita in mezzo secolo, nella relazione con il pubblico e nel lavoro quotidiano dei giornalisti.

Per questo il sindacato ha ragione a chiedere garanzie subito. Prima che le decisioni siano già prese, prima che i piani industriali diventino irreversibili, prima che la redazione venga informata a cose fatte.

Telenorba è un pezzo importante dell’informazione del Sud. Chi la acquisterà dovrà saperlo. E dovrà dimostrarlo non con dichiarazioni generiche, ma con impegni concreti su lavoro, autonomia, investimenti e futuro editoriale.


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