Roberto Vannacci celebra a Viareggio il primo vero colpo parlamentare di Futuro Nazionale. Due deputati arrivano dalla Lega, altri due da Forza Italia. Con loro aderisce anche l’economista ed ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi, che chiude definitivamente la propria esperienza nel Carroccio.
«Il 6 giugno ricorre lo sbarco in Normandia, oggi celebriamo lo sbarco in Futuro Nazionale», proclama l’ex generale, sostenendo che il partito abbia raggiunto 94mila iscritti.
Il dato è rivendicato dal movimento e accompagna la corsa verso l’assemblea costituente in programma il 13 e 14 giugno a Roma.
Quattro deputati lasciano Lega e Forza Italia
I nuovi ingressi parlamentari sono Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, provenienti dalla Lega, e Attilio Pierro e Davide Bergamini, eletti nell’area del Carroccio e successivamente passati a Forza Italia.
Con queste adesioni, Futuro Nazionale arriva a otto deputati alla Camera. Tra gli esponenti già presenti figurano Edoardo Ziello, Emanuele Pozzolo e Laura Ravetto.
Antonio Maria Rinaldi non entra invece nel conteggio parlamentare, non ricoprendo attualmente un mandato elettivo.
Vannacci non esclude nuovi arrivi, anche al Senato, ma per ora si limita a osservare che saranno gli sviluppi delle prossime settimane a mostrare la reale capacità attrattiva della formazione.
«Non siamo noi a fare la questua»
Il leader di Futuro Nazionale respinge l’immagine di una campagna acquisti condotta nei corridoi del Parlamento.
Secondo Vannacci, sarebbero stati gli stessi parlamentari ad avvicinarsi al progetto perché convinti della sua proposta politica.
«Non siamo noi che facciamo la questua», afferma, sostenendo di avere ricevuto richieste di adesione anche da sindaci, consiglieri comunali e rappresentanti regionali.
La crescita parlamentare mostra comunque che Futuro Nazionale sta sottraendo consensi e personale politico soprattutto ai partiti del centrodestra.
Marina Berlusconi critica le scelte del passato
Il passaggio di Pierro e Bergamini non avrebbe provocato preoccupazione in Marina Berlusconi.
Da ambienti vicini ad Arcore è filtrata una lettura severa: alcune uscite sarebbero la conseguenza di precedenti scelte sbagliate, che avrebbero portato in Forza Italia parlamentari non pienamente identificati con i valori fondamentali del partito.
Il riferimento viene interpretato come una critica alle precedenti gestioni dei gruppi parlamentari, guidati da Maurizio Gasparri al Senato e Paolo Barelli alla Camera, entrambi considerati vicini al segretario Antonio Tajani.
L’affondo mostra che la vicenda non riguarda soltanto i rapporti con Vannacci, ma anche gli equilibri interni a Forza Italia.
Vannacci replica a Marina Berlusconi
L’ex generale risponde direttamente alla presidente di Fininvest.
«Marina Berlusconi mi può stare simpaticissima, non capisco perché parli a nome di Forza Italia quando non svolge un ruolo politico», afferma.
La frase riapre il tema dell’influenza esercitata dalla famiglia Berlusconi sulle scelte del partito, nonostante Marina Berlusconi abbia ripetutamente escluso un proprio ingresso diretto nella politica attiva.
Il confronto accentua la distanza tra Futuro Nazionale e la componente moderata ed europeista del centrodestra.
Alleanza possibile ma con linee rosse
Vannacci non chiude alla possibilità di presentarsi alle prossime elezioni insieme all’attuale maggioranza.
Le coalizioni, sostiene, devono però fondarsi su obiettivi e valori condivisi. Futuro Nazionale non sarebbe disposto a modificare il proprio impianto politico soltanto per ottenere un accordo elettorale.
«Non cederemo un millimetro», avverte il leader, indicando l’esistenza di linee rosse che gli alleati non dovranno oltrepassare.
Resta da capire quali siano concretamente i punti indispensabili e quanto siano compatibili con le posizioni di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
Noi Moderati chiude agli estremismi
Una risposta negativa arriva da Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati.
Romano considera inconciliabili le posizioni di Vannacci con i valori della coalizione di centrodestra, fondata, a suo giudizio, sull’europeismo e sul popolarismo.
Secondo il dirigente centrista, estremismo e isolazionismo non possono convivere con una destra di governo inserita nelle principali famiglie politiche europee.
Le sue parole mostrano che l’eventuale ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione non sarebbe automatico e potrebbe aprire un confronto profondo sulla sua identità.
Le preferenze diventano una battaglia politica
Vannacci rilancia inoltre la richiesta di introdurre le preferenze nella nuova legge elettorale.
Il leader sostiene che i cittadini debbano poter scegliere direttamente i propri rappresentanti, evitando che le liste bloccate consegnino alle segreterie il controllo delle candidature e delle elezioni parlamentari.
Futuro Nazionale presenterà un emendamento per reintrodurre il voto di preferenza e chiederà anche regole più semplici per la raccolta digitale delle firme necessarie alla presentazione delle liste.
«La sovranità appartiene al popolo», afferma Vannacci, accusando l’attuale sistema di ridurre la dignità del Parlamento.
Stefani: «Chi cambia partito non rispetta il mandato»
Il presidente del Veneto Alberto Stefani evita di giudicare retrospettivamente la decisione della Lega di candidare Vannacci alle elezioni europee e di nominarlo successivamente vicesegretario.
Secondo Stefani, l’errore non appartiene a chi accoglie un esponente politico, ma a chi decide di cambiare partito senza rispettare il mandato ricevuto dagli elettori.
La sua dichiarazione colpisce direttamente i deputati che hanno lasciato il Carroccio e conferma il malessere interno alla Lega per la capacità di Vannacci di attrarre rappresentanti eletti sotto il simbolo del partito.
L’assemblea costituente di Roma
Il prossimo passaggio sarà l’assemblea costituente del 13 e 14 giugno all’Auditorium della Conciliazione di Roma.
Il movimento dovrà approvare la propria struttura, definire gli organismi dirigenti e trasformarsi pienamente in un partito organizzato sul territorio.
Vannacci ha annunciato di avere invitato tutte le forze rappresentate in Parlamento, dall’estrema sinistra all’estrema destra, rivendicando la volontà di mantenere rapporti istituzionali con tutti.
Dietro la disponibilità al dialogo resta però una linea politica dichiaratamente identitaria e poco incline al compromesso.
Una nuova variabile per il centrodestra
Futuro Nazionale non dispone ancora di numeri tali da mettere in difficoltà la maggioranza parlamentare. La sua crescita rappresenta però un problema politico per Lega e Forza Italia, che hanno già ceduto quattro deputati in una sola giornata.
Vannacci punta a occupare lo spazio della destra più radicale, sovranista e critica verso l’Unione europea, cercando contemporaneamente un’alleanza con la coalizione che governa il Paese.
La sfida sarà dimostrare che il successo degli ingressi parlamentari corrisponda a un reale radicamento elettorale.
Per ora l’ex generale può celebrare lo “sbarco” di Viareggio. La prova decisiva arriverà quando Futuro Nazionale dovrà trasformare visibilità, adesioni dichiarate e cambi di casacca in voti.
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Anna Buono
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