Milioni di famiglie ricevono ogni mese l’Assegno Unico Universale per i figli a carico. Si tratta di una misura ormai consolidata, ma ogni anno c’è una scadenza che passa spesso inosservata e che può avere conseguenze economiche importanti per chi non la rispetta.
Anche nel 2026 il mese di giugno rappresenta un passaggio decisivo per molti beneficiari. Entro la fine del mese, infatti, alcune famiglie devono aggiornare la propria situazione per continuare a percepire l’importo corretto dell’assegno e non rischiare di perdere somme che spettano di diritto. Vediamo di cosa si tratta e chi deve prestare particolare attenzione.
Perché giugno è un mese importante per l’Assegno Unico
L’importo dell’Assegno Unico varia in base alla situazione economica del nucleo familiare, rilevata attraverso l’ISEE.
Chi non presenta una Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata entro i termini previsti continua a ricevere l’assegno, ma nella misura minima prevista dalla normativa, indipendentemente dal proprio reddito effettivo.
Per evitare questa penalizzazione è necessario presentare l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno. Si tratta di una data particolarmente importante perché consente di recuperare anche gli importi spettanti per i mesi precedenti dell’anno.
Cosa succede se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno
Le famiglie che non hanno ancora aggiornato l’ISEE possono regolarizzare la propria posizione entro il 30 giugno 2026.
In questo caso:
- l’INPS ricalcola l’importo corretto dell’Assegno Unico;
- vengono riconosciuti gli arretrati maturati da marzo;
- i pagamenti successivi vengono adeguati alla fascia ISEE effettivamente spettante.
In pratica, chi aveva diritto a un assegno più elevato ma ha ricevuto l’importo minimo nei mesi scorsi potrà recuperare le differenze economiche accumulate.
Un esempio pratico (ecco quanto soldi si perdono)
Prendiamo il caso di una famiglia con due figli minorenni, entrambi i genitori lavoratori e un ISEE di circa 35.000 euro. In questa situazione l’Assegno Unico spettante può essere di circa 88 euro al mese per ciascun figlio, per un totale di 176 euro mensili.
Se la famiglia non presenta l’ISEE aggiornato, riceverà invece l’importo minimo di circa 58 euro per figlio, cioè 116 euro al mese complessivi.
La differenza è quindi di circa 60 euro al mese. Considerando i quattro mesi da marzo a giugno, gli arretrati che potrebbero andare persi in caso di aggiornamento tardivo dell’ISEE ammontano a circa 240 euro.
Dopo il 30 giugno si perdono gli arretrati
La situazione cambia per chi presenta l’ISEE dopo la scadenza del 30 giugno.
L’aggiornamento della situazione economica continua a produrre effetti anche successivamente, ma soltanto per il futuro. Questo significa che l’importo dell’assegno verrà adeguato a partire dal mese successivo alla presentazione dell’ISEE, senza il riconoscimento degli arretrati relativi ai mesi precedenti.
Per molte famiglie la perdita può tradursi in diverse centinaia di euro.
Chi deve controllare la propria situazione
La scadenza riguarda soprattutto:
- chi non ha ancora presentato l’ISEE 2026;
- chi ha presentato una DSU che risulta ancora in lavorazione;
- chi ha ricevuto negli ultimi mesi l’importo minimo dell’Assegno Unico senza comprenderne il motivo;
- chi ha avuto variazioni nella composizione del nucleo familiare o nella situazione economica.
È quindi consigliabile verificare la propria posizione accedendo ai servizi online dell’INPS o rivolgendosi a un CAF per controllare che l’ISEE sia stato correttamente acquisito.
Come verificare l’importo dell’Assegno Unico
I beneficiari possono controllare gli importi riconosciuti attraverso il fascicolo previdenziale disponibile sul sito INPS oppure tramite l’app INPS Mobile.
Nella sezione dedicata all’Assegno Unico è possibile verificare:
- l’importo mensile riconosciuto;
- la fascia ISEE applicata;
- eventuali conguagli o arretrati;
- le date dei pagamenti programmati.
Un controllo prima della fine di giugno può evitare brutte sorprese e consentire di recuperare somme che spettano legittimamente alla famiglia.
Attenzione agli importi minimi
Molti nuclei familiari continuano a percepire regolarmente l’Assegno Unico e potrebbero pensare che sia tutto in regola. In realtà il pagamento dell’assegno non significa necessariamente che sia stato applicato l’importo corretto.
Se manca un ISEE valido, infatti, la prestazione viene comunque erogata ma nella misura minima prevista. Proprio per questo il 30 giugno rappresenta una data da segnare sul calendario: chi aggiorna la propria situazione entro questa scadenza mantiene il diritto al ricalcolo e al recupero degli arretrati, mentre chi arriva in ritardo rischia di perdere definitivamente una parte delle somme spettanti.
Cosa succede all’Assegno Unico se dimentico di aggiornare l’ISEE?
In sintesi: finché non aggiorni l’ISEE, l’Assegno Unico continua a essere pagato ma con l’importo minimo previsto, pari a circa 58 euro al mese per figlio nel 2026.
Presentando l’ISEE entro il 30 giugno puoi ottenere il ricalcolo dell’importo e recuperare gli arretrati maturati da marzo. Dopo questa data, l’importo corretto verrà riconosciuto solo per il futuro, senza recupero delle mensilità precedenti.
Segui LavoroeDiritti.com su Google!
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Antonio Maroscia
Source link





