La situazione con l’Iran “è sotto controllo, al momento”, ma “se il regime terroristico commette un errore e ci attacca di nuovo, risponderemo con forza”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel primo commento ufficiale dopo il lancio di missili dall’Iran iniziato ieri sera, che ha interrotto il cessate il fuoco in vigore dall’8 aprile scorso. “L’Iran e Hezbollah hanno cercato di imporci una nuova equazione, e questo è intollerabile e inaccettabile per me. Pensavano di poter sparare dal territorio libanese e dall’Iran contro Israele, e che noi non avremmo reagito. Questo non è successo e non succederà, non finché sarò io al comando”, ha dichiarato, citato dai media locali.
“L’Iran e Hezbollah sono più deboli che mai, e noi siamo più forti che mai, ma la nostra lotta contro di loro non è ancora finita. Se non avessimo eliminato Khamenei – la guida suprema dell’Iran uccisa in un raid israelo-statunitense il 28 febbraio scorso -, oggi non saremmo qui“, ha aggiunto. Il premier israeliano ha proseguito: “Prometto, e lo ribadisco, che l’Iran non avrà armi nucleari. Abbiamo agito con la stessa determinazione anche contro Hezbollah. Hezbollah progettava di invadere la Galilea con migliaia di terroristi e, allo stesso tempo, di attaccare le città di Israele con 150.000 razzi e missili. Abbiamo sventato anche questa minaccia ed eliminato Nasrallah”.
LA TELEFONATA CON TRUMP
A seguito di una telefonata avvenuta nell’ultima ora tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, quest’ultimo starebbe “valutando” la possibilità di sospendere i prossimi attacchi pianificati contro l’Iran. Lo afferma una fonte a conoscenza della conversazione tra i due citata dal sito Ynet.
La fonte sostiene che “Netanyahu deciderà presto di ordinare alle Forze di difesa israeliane (Idf) di interrompere tutti i piani per gli attacchi serali e notturni, che avrebbero dovuto rappresentare attacchi di portata ben maggiore, e che, di fatto, il presidente Trump – ancora una volta – ha deciso per conto di Israele come proseguirà la guerra”. Trump e Netanyahu si erano già sentiti nella serata di ieri, dopo che l’Iran aveva lanciato missili balistici su Israele come “risposta” ai raid israeliani su Dahieh, il sobborgo meridionale di Beirut roccaforte del gruppo armato libanese filo-iraniano Hezbollah.
FUNZIONARIO ISRAELE: “ESCALATION È ALLE SPALLE”
“La sensazione è che l’attuale escalation sia ormai alle nostre spalle”. Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano ha dichiarato al termine della riunione del gabinetto di sicurezza. “Il colloquio tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e Donald Trump è stato complessivamente positivo. I due Paesi la pensano allo stesso modo, nonostante il fatto che negli ultimi giorni abbiamo agito in due occasioni in contrasto con la sua posizione pubblica, sia con l’attacco a Beirut che con la risposta in Iran”, ha aggiunto il funzionario, aggiungendo che “Israele ha dimostrato la sua capacità di difendere il proprio diritto all’autodifesa anche contro il presidente, senza però rompere la corda e mantenendo la partnership strategica”.
La stessa fonte ha annunciato che “su richiesta di Trump, interrompiamo gli attacchi contro l’Iran”, ma “continuiamo in Libano con la massima forza, secondo il principio che se loro attaccano le comunità (nel nord di Israele), noi colpiremo Dahieh”, la roccaforte del gruppo armato libanese affiliato a Teheran Hezbollah.
L’ATTACCO ISRAELIANO NELLA PROVINCIA IRANIAN DI ISFAHAN
Un responsabile delle questioni di sicurezza della provincia iraniana di Isfahan ha riferito che Israele ha lanciato nelle prime ore di questa mattina un attacco sulla città di Najafabad, senza causare vittime umane. Lo riporta la Tv al Jazeera. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran) ha confermato che “il nemico sionista” ha colpito obiettivi all’interno del territorio iraniano utilizzando missili balistici.
Secondo il sito israeliano Walla, l’Aeronautica militare di Tel Aviv ha preso di mira oltre dieci siti, tra cui sistemi di difesa aerea e missili balistici. Fonti israeliane riferiscono inoltre che la Marina militare ha partecipato alle operazioni. Il Wall Street Journal, citando un funzionario israeliano, ha riportato che l’Aeronautica ha effettuato raid su obiettivi militari in centro e ovest dell’Iran, compresi sistemi di difesa antiaerea e depositi di armi. Da parte iraniana, l’agenzia di stampa ufficiale IRNA ha citato il comando dei vigili del fuoco di Teheran, secondo cui nella capitale non sono state colpite aree residenziali.
L’Aeronautica militare israeliana, sotto la guida dell’intelligence militare, ha colpito poco fa diversi obiettivi nell’impianto petrolchimico di Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Lo hanno annunciato su X le Forze di difesa israeliane (Idf), aggiungendo che seguiranno ulteriori dettagli. Dopo l’attacco con missili balistici da parte dell’Iran verso il nord di Israele, le Idf hanno dichiarato che avrebbero colpito con forza il regime iraniano.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno inoltre annunciato di avere completato un’ampia operazione di attacco contro i sistemi di difesa strategica del regime iraniano. “Decine di caccia dell’Aeronautica militare, sotto la direzione della Direzione dell’intelligence, hanno recentemente completato un’ampia operazione di attacco contro i sistemi di difesa strategica del regime terroristico iraniano”, si legge in una nota delle Idf. Recentemente, “i sistemi di difesa sono stati dispiegati in diverse aree dell’Iran, nell’ambito delle attività del regime volte a ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa, danneggiate durante l’operazione ‘Il ruggito del leone’, che portò alla distruzione di tali sistemi”, concludono le Idf.
RAID IRANIANI NEL SUD DI ISRAELE
L’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico all’alba di oggi, facendo risuonare le sirene d’allarme nel centro e nel sud di Israele e in Cisgiordania. I media israeliani riferiscono che tutti i missili sono stati intercettati, mentre il frammento di un missile intercettore è caduto in Cisgiordania. Quattro edifici in un avamposto vicino all’insediamento di Itamar, nella zona settentrionale di Nablus, in Cisgiordania, sono stati danneggiati a seguito dell’intercettazione di un missile iraniano lanciato verso la Cisgiordania. I servizi di emergenza israeliani hanno riferito che non ci sono stati feriti. L’esercito israeliano ha dichiarato che i missili lanciati dall’Iran verso l’area di Gerusalemme non hanno raggiunto il territorio israeliano, mentre tutti gli altri missili diretti verso Israele sono stati intercettati. Poco prima, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intercettato un missile lanciato dallo Yemen, dove è attivo il gruppo armato filo-iraniano Houthi.
In mattinata, terza ondata di attacchi missilistici dall’Iran contro Israele. Le sirene sono state attivate in tutto il nord di Israele, comprese le regioni della Galilea, delle alture del Golan e delle valli. Inoltre, le sirene si sono attivate nel centro di Israele, nelle zone di Gush Dan e Sharon, e in Cisgiordania.
IDF: “LANCIATI 24 MISSILI BALISTICI DALL’IRAN”
Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, l’Iran ha lanciato un totale di 24 missili balistici contro Israele dalla scorsa notte. Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che i missili sono stati intercettati o hanno colpito aree aperte. Anche l’esercito statunitense ha partecipato all’intercettazione di alcuni missili, aggiungono le Idf. Non si sono registrati feriti negli attacchi, sebbene un frammento di missile che ha colpito la Cisgiordania abbia causato danni a diverse abitazioni in un insediamento. Ieri sera l’Iran ha ripreso il lancio di missili su Israele rompendo il cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile scorso.
TEHERAN “RESPONSABILITÀ DI WASHINGTON NELLA VIOLAZIONE DELLA TREGUA È CHIARA”
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha affermato che “nessuno crede che l’entità sionista possa muoversi nella regione senza un coordinamento completo con gli Stati Uniti”. Lo riporta la Tv al Jazeera. “Tutto ciò che sta accadendo ha dietro l’America, ed è lei che porta al rinnovo delle tensioni. La responsabilità di Washington nella violazione del cessate il fuoco è chiara”, ha dichiarato Baghaei. Il portavoce ha sottolineato che Teheran “era impegnata nel rispetto del cessate il fuoco, mentre sono loro a violarlo”, aggiungendo che l’Iran “è pronto a difendere la sicurezza del Paese e i suoi interessi”. “Diplomazia e campo di battaglia procedono in parallelo e garantiscono la tutela degli interessi supremi della nazione”, ha concluso.
RIUNIONE DEL GABINETTO DI SICUREZZA ISRAELIANO
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà una riunione del gabinetto di sicurezza alle 11:00 (le ore 10 in Italia), nel contesto della ripresa delle ostilità con l’Iran. Lo riportano i media israeliani, secondo cui alla riunione parteciperà solo un ristretto gruppo di ministri chiave. Al momento non ci sono stati commenti ufficiali da parte del governo sulla ripresa degli attacchi dall’Iran e sulla risposta di Israele. La ripresa dello scontro avviene a due mesi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso 8 aprile
TRUMP AVEVA CHIESTO A NETANYAHU DI NON REAGIRE
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato al giornalista di Axios Barak Ravid che “chiamerà Netanyahu – il primo ministro Israele – e gli dirà di non reagire”, dopo i missili lanciati dall’Iran su Israele. Lo scrive su X Ravid.
GUARDIE RIVOLUZIONARIE PRONTE A OPERAZIONI VASTA SCALA SU TUTTI I FRONTI
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran) ha dichiarato di essere “pronto a tutte le eventualità e a operazioni su vasta scala su tutti i fronti”. Lo riporta la Tv al Arabiya. In un comunicato, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver attaccato due basi aeree israeliane in risposta al raid missilistico israeliano contro siti radar in tre diverse località in Iran. Secondo Teheran, gli obiettivi colpiti sono la base di Nevatim nel sud di Israele e quella di Tel Nof nel centro del Paese, tra le più importanti dell’aviazione israeliana. Dal canto suo, l’esercito israeliano ha affermato che le sue difese hanno intercettato tutti i missili iraniani lanciati verso Israele, o che questi sono caduti in aree aperte. L’emittente radio dell’esercito ha precisato che l’esplosione registrata nella colonia di Itamar è stata causata da frammenti di un missile intercettato.
HOUTHI ANNUNCIANO DIVIETO TOTALE DI NAVIGAZIONE A ISRAELE NEL MAR ROSSO
La milizia Houthi dello Yemen ha annunciato oggi il divieto completo di navigazione verso Israele nel Mar Rosso. Lo riporta Sky Arabia. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha dichiarato in un intervento televisivo: “Annunciamo il divieto totale di navigazione al nemico nel Mar Rosso e consideriamo qualsiasi movimento sionista come obiettivo militare per le nostre forze”. In precedenza, Israele aveva rilevato il lancio di un missile dallo Yemen, attivando le sirene d’allarme in varie zone del Paese. Si tratta della prima operazione militare annunciata dagli Houthi contro Israele da quando è entrato in vigore, ad aprile scorso, il cessate il fuoco tra Israele e Iran. In passato i ribelli yemeniti avevano lanciato missili balistici e droni contro Israele durante il conflitto con Hamas, ma senza un pieno coinvolgimento nella guerra con Teheran.
ESPERTO “ATTACCO ISRAELIANO FRUTTO DI COORDINAMENTO NETANYAHU-TRUMP”
Il coordinamento tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump nell’attacco contro l’Iran è una “messa in scena mediatica” per nascondere il via libera concesso a Tel Aviv. Lo ha affermato il noto esperto di affari iraniani Mokhtar Haddad parlando alla Tv al Jazeera.
Secondo Haddad, i raid che hanno colpito Teheran e altre importanti città iraniane come Tabriz, Isfahan e Karaj rappresentano “un grave superamento della soglia” che porrà fine a qualsiasi prospettiva di negoziati o mediazioni future tra Teheran e Washington.
L’esperto ha aggiunto che le forze armate iraniane hanno sfruttato il periodo delle precedenti trattative per riorganizzarsi e sono ora pronte a “cambiare completamente le regole del confronto militare”, colpendo duramente “nel cuore di Tel Aviv”.
Haddad ha inoltre sottolineato che l’attuale conflitto si sta dirigendo verso un’espansione regionale su larga scala, come già avvertito da esponenti di vertice della Repubblica Islamica, tra cui il presidente del Majlis (Consiglio della Shura) e un vice comandante della Guardia Rivoluzionaria.
“Se dovesse verificarsi un intervento militare diretto americano – ha ammonito l’esperto – la risposta iraniana non si limiterà a Israele ma colpirà rapidamente anche gli interessi e le basi statunitensi in tutto il Medio Oriente, considerando Washington come il principale complice e responsabile di questa aggressione”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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