Delegazione Coldiretti accolta in Prefettura: l’intervista all’uscita


Vi riproponiamo in versione integrale il collegamento con la trasmissione “L’Aperitivo” in onda alle 12.30 (replica ore 14)

Nel video le interviste ad Albano Agabiti (presidente regionale Coldiretti) e Stefano De Carolis (vicepresidente provinciale Perugia)

Anche a Perugia questa mattina sit-in di Coldiretti per protestare contro i tentativi di acquistare grano italiano ad un prezzo ben al di sotto dei costi di produzione. Una delegazione dell’associazione dei produttori agricoli è stata ricevuta dal Prefetto: l’abbiamo intercettata con Pietro Cuccaro e Carlo Sampogna all’uscita della Prefettura.

LE RICHIESTE DI COLDIRETTI:

1) Fermare le frodi sul cibo

Coldiretti denuncia che in questi giorni ci sono dei trafficanti che stanno provando a far passare per italiano olio che italiano non è, con un giro di fatture.
 

2) Controlli sui prezzi pagati ai produttori

Mentre nei porti italiani ci sono navi già piene di grano estero, ai produttori italiani vengono fatte offerte al ribasso.

3) stop al grano al Glifosato, potente diserbante con effetti cancerogeni

ampiamente utilizzato nelle colture in varie nazioni da cui viene importato grano.

4) eliminare i conflitti di interesse nel CUN,
la commissione unica nazionale che stabilisce i prezzi.

5) contributi per le spese di filiera

servono finanziamenti ai produttori per restare competitivi sul mercato.

IL COMUNICATO DI COLDIRETTI

Migliaia di agricoltori della Coldiretti scendono in piazza in tutta Italia per dire basta alle manovre di veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano, due simboli del nostro agroalimentare e della Dieta Mediterranea, prodotti 100% italiani che devono stare in tutte le mense pubbliche come quelle delle scuole e degli ospedali.

Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran.

Il blitz coinvolge tredici capoluoghi di regione con gli agricoltori davanti alle Prefetture dove è stato consegnato un manifesto con le principali richieste. Agricoltori mobilitati a Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza.

Gli agricoltori chiedono un’azione immediata rispetto ai vergognosi tentativi in atto da parte dei trafficanti: da chi cerca di “strozzare” le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro, a chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione.

Proprio l’olio extravergine di oliva, pilastro della Dieta Mediterranea, è uno dei casi simbolo del Made in Italy sotto attacco. Nell’ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, secondo il Centro Studi Divulga.

Come è possibile? Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno.

I conti non tornano, sottolinea Coldiretti, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti.

Da qui le richieste di Coldiretti contenute nel documento consegnato ai prefetti. Aumentare le ispezioni e fermare le frodi sull’origine con controlli innovativi: risonanza magnetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto e devono essere utilizzabili come prove in giudizio.

Occorre inoltre applicare sempre la legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto il costo di produzione. Da vietare anche la miscelazione di olio d’oliva extravergine e sottoprodotti trattati termicamente che per magia diventano extravergine.

Necessaria la fatturazione obbligatoria delle olive per una tracciabilità completa del prodotto. Serve inoltre sospendere l’olio a dazio zero dalla Tunisia e fermare il meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero, indicato come ulteriore fonte di frodi.

Dall’olio al grano la situazione non cambia. Nelle ultime ore, denuncia Coldiretti, commercianti e industriali senza scrupoli stanno cercando di comprare grano duro in Sicilia durante la trebbiatura alla cifra illogica di 19 centesimi al chilo.

Diciannove centesimi è un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile a tutti gli agricoltori. Questi, sottolinea Coldiretti, sono gli stessi trafficanti di grano che cercano di comprare fatture da aziende compiacenti per far diventare italiano grano estero e spargono terrore all’apertura della campagna di raccolta per abbassare ancora i prezzi e rubare dalle tasche dei cerealicoltori.

Nel frattempo continuano ad arrivare navi piene di grano al glifosate, molecola chimica che genera cancro soprattutto nei bambini.

Coldiretti chiede di fermare le frodi con controlli a tappeto in tutta la filiera per verificare il rispetto delle leggi sull’origine, anche utilizzando la nuova Legge Caselli contro l’agropirateria.

I trafficanti speculatori vanno bloccati applicando la legge contro le pratiche sleali a partire dal divieto di vendita sotto il costo di produzione.

Serve poi fermare una volta per tutte il grano al glifosate, applicando il principio di reciprocità. Non è più accettabile continuare a importare grano fatto seccare con il diserbante quando in Europa ciò non è permesso.

Dalla Cun Grano vanno poi esclusi i commissari in conflitto di interessi: non è tollerabile che Confcooperative chieda ribassi più alti di quelli proposti dagli industriali.

Rispetto all’aumento record dei costi di produzione serve infine mettere a disposizione subito 40 milioni per abbattere le spese dei produttori in contratti di filiera.


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 Pietro Cuccaro

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