Bologna, 10 giugno 2026 – Il Parco della luna all’interno del Sant’Orsola, una piccola oasi di verde, con giochi e libri per i piccoli pazienti, il cui nome è ispirato a una canzone di Lucio Dalla perché la raccolta fondi nasce da una cena solidale a casa di Dalla il 4 marzo 2023.
L’area verde vicino al padiglione 13
Un piccolo padiglione all’ombra di un cedro secolare, creato nel prato sotto la Pediatria. È il Parco della luna, realizzato da Fondazione Sant’Orsola. Un luogo dove i piccoli pazienti potranno giocare liberamente, entrare in una tana dove rimanere da soli a leggere, imparare a suonare uno strumento, partecipare a un laboratorio sulla scienza e tanto altro ancora.
Il grande cuore dei cittadini e delle imprese
Complessivamente sono stati donati 268 mila euro che hanno permesso di coprire tutte le spese di costruzione, comprese le numerose varianti rese necessarie in corso d’opera, ma anche il costo degli allestimenti interni e la sistemazione del verde circostante, a cui Fondazione Sant’Orsola lavorerà in autunno, non appena la stagione lo consentirà, grazie al progetto elaborato dalla paesaggista Anna Letizia Monti.
Un obiettivo raggiunto grazie alla generosità di 950 imprese e cittadini che donando ne hanno reso possibile la realizzazione. C’è chi ha donato 2 euro e chi ne ha versati 25.000, ma tantissimi hanno voluto contribuire con quello che potevano.
Il taglio del nastro del ‘Parco della Luna’ (FotoSchicchi)
Una struttura nel rispetto dell’ambiente
Il Parco della luna è stato disegnato dall’architetto Simone Gheduzzi di Diverserighestudio e volutamente non ricorda il classico spazio ospedaliero, inserendosi nel verde, con vetrate che permettono di ‘far entrare’ il prato all’interno del piccolo padiglione.
Da un punto di vista costruttivo il Parco della luna è una piccola palafitta: il basamento poggia su alcuni pali ed è sollevato da terra, in modo da agevolare la penetrazione della pioggia nel terreno, a beneficio degli alberi circostanti.
La sua forma permette di migliorare il microclima interno grazie alla profondità della copertura che cattura i raggi solari nel periodo invernale e li esclude nel periodo estivo evitando che le stanze si surriscaldino.
La gestione del Parco e delle attività per i bimbi
Il piccolo padiglione sarà mantenuto aperto dai volontari di Fondazione Sant’Orsola, che stanno facendo una formazione dedicata e si muoveranno in base a un protocollo che la Direzione sanitaria dell’ospedale sta definendo, per garantire che tutto avvenga nella massima sicurezza per i piccoli pazienti.
Nel Parco si svolgeranno sia attività programmate sia libere. Tra le attività in programma sono previsti interventi dei musicoterapeuti di Fondazione Sant’Orsola, specializzati in attività con i bambini, ma anche la presenza degli attori della Compagnia della Riserva – nata lavorando con Fondazione Sant’Orsola nell’ex Monastero della Visitazione – che insceneranno storie all’interno delle quali i bimbi saranno catapultati entrando nella stanza e decidendo sul momento in quale personaggio calarsi.
Tante le attività che nasceranno grazie alla presenza di Fondazione Golinelli: dagli acquari alla realtà aumentata, dal microscopio ai visori saranno tanti gli strumenti che verranno utilizzati, all’interno di una collaborazione che crescerà progressivamente, tutti finalizzati a fornire a bambini e ragazze, ragazzi e bambine occasioni per incuriosirsi e scoprire il mondo.
Una struttura non solo per i piccoli ricoverati
Il Parco della luna è stato realizzato per i piccoli pazienti ricoverati al Sant’Orsola, ma ogni giorno sarà un’opportunità in più anche per tanti altri.
Bambini e bambine ricoverati al Sant’Orsola. La maggior parte delle attività saranno pensate e realizzate per i piccoli pazienti ricoverati al padiglione 13. Le attività pensate per loro saranno concentrate al pomeriggio e al sabato e alla domenica, quando in quasi tutti i reparti le attività rallentano e le ore si fanno più lunghe da passare.
Bambini e bambine al Sant’Orsola per visite ed esami. Ogni mattina gli ambulatori dei padiglioni 13 e 16 si popolano di genitori con bambini e bambine che devono sottoporsi ad una visita o ad un esame. A volte con loro ci sono fratelli o sorelle, a volte i tempi di attesa – anche solo tra l’esame e la visita – possono essere lunghi. In questi casi i bambini possono stare ad aspettare al Parco della luna giocando insieme e, quando è il loro turno, essere riaccompagnati all’interno dai volontari.
Figli e figlie di chi deve accedere al Sant’Orsola. Avolte genitori single o con il coniuge impegnato devono venire al Sant’Orsola per trovare un proprio caro ricoverato o per fare a loro volta una visita o un esame che può richiedere tempi d’attesa imprecisati.
Se non sanno a chi lasciare i propri figli e non vogliono farli star dentro all’ospedale, il Parco della luna può essere un’ottima soluzione, prenotando la presenza dei volontari anche in momenti diversi da quelli di apertura.
Il nome ispirato alla canzone di Lucio Dalla
“Questa opera nasce da una cena di raccolta fondi a casa di Lucio Dalla il 4 marzo 2023, il giorno del suo compleanno: lì è stata posta la prima pietra, quindi anche il suo nome, da una sua bellissima canzone – racconta Andrea Moschetti, presidente della Fondazione –. Nasce nel giardino della Pediatria proprio per dare un sollievo ai piccoli ricoverati, quindi avere un luogo dove poter giocare e avere così un sollievo. La gestione della struttura sarà a carico dei volontari di Fondazione Sant’Orsola che, al momento sono più di 230, ne stiamo formando una parte che sarà dedicata a questa struttura”.
“Un grazie enorme alla Fondazione e a tutti i donatori perché c’era bisogno di questo luogo. Al Sant’Orsola ci sono ogni giorno tantissimi bambini visto che che abbiamo 13 centri per le malattie rare pediatriche – afferma Chiara Gibertoni, direttrice generale del Policlinico Sant’Orsola – , quindi bimbi che ci devono frequentare a lungo, quindi questa opportunità offre uno svago sia in estate che in inverno”.
“Una struttura che rappresenta un gesto concreto per i bambini e le bambine ospitate in Pediatra e alle loro famiglie e si inserisce in un’idea di città che vuole essere attenta all’infanzia – dichiara Daniele Ara, assessore alla Scuola del Comune – . E dobbiamo sempre più integrare le risorse del pubblico con la generosità della città che, quando vengono lanciati sfide e progetti, risponde e questo è un fatto molto importante”.
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