All’ingresso di Lido Azzurro, la prima sensazione a colpire non è la vista del mare, ma il silenzio.
Questa frazione marina sulla SS106, inizialmente parte dei Tamburi, nel tempo ha raggiunto un’espansione tale da essere considerata un quartiere a sé stante. Qui vivono circa 800 persone tutto l’anno, che salgono fino a duemila nel periodo estivo, quando le ville si popolano e la spiaggia torna a essere l’attrazione principale.
Eppure, dietro questa apparente vocazione balneare, si nasconde una condizione di isolamento quasi totale. Non c’è un supermercato, né una semplice salumeria. Nessuna farmacia, scuola o ufficio postale. I residenti sono costretti a spostarsi altrove per qualunque necessità, possibilmente automuniti.
La rete dei trasporti pubblici, infatti, è ridotta all’unica linea 15, che collega Lido Azzurro al resto di Taranto. Recentemente, un’aggressione ai danni di un autista di Kyma Mobilità aveva portato l’azienda a decidere la sospensione temporanea del servizio in orario serale, scatenando la protesta dei residenti. Nessuna connessione è prevista, invece, con le nascenti linee BRT.
Una periferia, insomma, che si connota nell’accezione più classica del termine per l‘assenza di servizi, anche basilari: le case non hanno allaccio alla rete fognaria né all’acquedotto. Persino le poche fontane pubbliche che portano acqua potabile sono state inutilizzabili per un po’ di tempo e, su richiesta dei cittadini, sono ora oggetto di interventi di ripristino. La pulizia delle strade è affidata a privati o a interventi sporadici, mentre la raccolta differenziata, effettuata con efficienza dai residenti, subisce l’interferenza di chi approfitta della mancanza di controlli per gettare i propri rifiuti nelle vie del quartiere, trasformando alcune zone in vere e proprie discariche.
“Noi abbiamo soltanto un tronco principale con alcune fontane che non funzionano. Ora stanno ripristinando queste fontane che erano chiuse da almeno 6-7 mesi”, racconta Vito Pantaleo, del Coordinamento cittadino. “Il problema è che non abbiamo una fogna e quindi il tronco che c’è non basta per tutte le abitazioni. Non ce la facciamo più. Non abbiamo servizi come salumerie, farmacie, primo soccorso: o siamo automuniti o possiamo morire in pratica. Per quanto riguarda invece la pulizia, dal 18 giugno riparte lo spazzamento notturno, ma anche in questo caso Lido Azzurro non è incluso nell’elenco”.
Eppure, raccontano i residenti, durante il periodo elettorale Lido Azzurro è stato teatro, o meglio passerella, per molti politici: “Cosa chiediamo all’amministrazione comunale? Un po’ di considerazione, perché qua è pieno di politici quando ci sono le votazioni, poi spariscono tutti”.

Laura Musillo, a capo del Coordinamento cittadino, aggiunge: “In realtà sulla questione dell’acquedotto ci erano state fatte delle promesse, in particolare dal sindaco e dall’assessore ai Lavori pubblici. Ci è stato detto che bisognava fare l’acquisizione gratuita delle strade da parte del Comune, perché le strade di Lido Azzurro, essendo private, non potevano essere dotate di servizi essenziali come rete idrica o fognaria. Ci è stato anche accennato che questo andava fatto entro una certa data, perché c’erano dei finanziamenti PNRR pronti per l’ampliamento della rete idrica”.
La doccia fredda, però, è arrivata quando è stata pubblicata la notizia dei progetti di Acquedotto Pugliese finanziati col PNRR: “Abbiamo chiesto chiaramente un incontro al sindaco per capire se fossimo inclusi, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Sappiamo che l’acquisizione delle strade è una pratica ancora in corso, la delibera di giunta c’è da oltre sei mesi ormai”.
Senza perdersi d’animo, i residenti hanno avviato delle interlocuzioni dirette con Acquedotto Pugliese: la risposta? Attualmente non ci sarebbe alcun progetto su Lido Azzurro, solo uno studio di fattibilità sul fabbisogno finanziario. Nessun tempo certo per i cittadini, quindi, solo un orizzonte temporale addirittura oltre i cinque anni e tanta immobilità.
A questo quadro già fragile si aggiunge la minaccia del rigassificatore previsto a soli 800 metri in linea d’aria dalle abitazioni, un progetto che renderebbe impraticabile anche l’unica attrattiva del quartiere: il mare.

“Abbiamo richiesto da tempo una posizione pubblica – dichiara la Musillo – in primis del Comune, e l’informazione alla città, perché i cittadini non sanno nulla, non sanno bene cos’è un rigassificatore, nè sono al corrente che non potranno più venire a fare il bagno qui. Così non va assolutamente bene”.

Nei giorni scorsi il Coordinamento è stato ascoltato dal Comune, alla presenza dell’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame, nell’ambito degli incontri che l’amministrazione comunale sta realizzando con le realtà del territorio per raccogliere osservazioni che riguardino l’impatto dell’impianto su ambiente, paesaggio, sicurezza e cittadini. Il tutto mentre prosegue la procedura della Valutazione dell’Impatto Ambientale per il progetto previsto al Molo Polisettoriale di Taranto.
Il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Taranto, Giandomenico Vitale, ha dichiarato nei mesi scorsi che “se non saranno garantiti adeguati criteri di tutela e valutazione, l’amministrazione farà tutto quanto è nelle proprie possibilità per impedire che Taranto continui a sostenere sacrifici a vantaggio di interessi esterni alla città”.
Ma per il Coordinamento cittadino Lido Azzurro non è sufficiente. “Prima ancora dell’istruttoria va presa una posizione politica coerente con l’idea che si vuole dare del futuro di Taranto e della spiaggia – spiega la Musillo – La questione riguarda anche la Regione, il cui parere negativo sarebbe vincolante nella prosecuzione del progetto. Chiediamo che i consiglieri regionali eletti a Taranto prendano una posizione netta sull’argomento”.
Tra promesse da campagna elettorale sfumate nell’indefinito e minacce ambientali piuttosto concrete che si profilano all’orizzonte, Lido Azzurro resta sospeso tra la bellezza naturale e l’abbandono istituzionale, mentre i residenti continuano a dare prova della propria resistenza cercando di vivere una quotidianità segnata da difficoltà a carenze sempre più importanti.

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