Sei giovani vite spezzate, a causa di due tragici incidenti avvenuti nello stesso giorno, domenica scorsa, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Le Marche piangono sei morti.
L’incidente in provincia di Macerata
Il primo schianto, un frontale, è avvenuto intorno alle 5.50, lungo la superstrada Val di Chienti tra Corridonia e Morrovalle (in provincia di Macerata), nel tratto dove in una carreggiata si procede nei due sensi di marcia, per via dei lavori in corso.
Cinque amici maceratesi, tutti studenti e sportivi tra i 20 e i 21 anni, stava rientrando a casa dopo aver passato la serata in compagnia a Civitanova. Erano a bordo di una Fiat Grande Punto. Quando a un certo punto, dalle ricostruzioni, addosso a loro è piombata una Lancia Musa a forte velocità, alla guida c’era il 41enne Christian Perugini. Oltre a quest’ultimi, sono morti tre ragazzi su cinque. Domenica Nicolas Calabrese, poi ieri Giorgio Franceschini e oggi Daniele Francalancia.
Lo schianto di Ancona in zona Baraccola
L’altro incidente, invece, un tamponamento, è avvenuto sulla strada dell’Aspio in zona Baraccola, ad Ancona. Le due auto coinvolte hanno preso fuoco dopo l’impatto e uno degli occupanti è rimasto incastrato tra le lamiere senza avere avuto la possibilità di uscire dalla vettura, il 21enne Davide Paglialunga.
Le fiamme si sono propagate anche alla seconda auto, ma sono state spente dai vigili del fuoco. I soccorritori sono riusciti a estrarre dalle lamiere i quattro occupanti – di età compresa tra i 20 e i 25 anni-, trasportati in ospedale in codice rosso. Uno di loro, il 19enne Pietro Borsini, ieri non ce l’ha fatta.
Chi era Nicolas Calabrese, l’università e l’amore per il calcio
Il maceratese Nicolas Calabrese non aveva ancora 21 anni. Viveva con i genitori Valentino e Betty nel quartiere Pace; aveva frequentato il liceo scientifico e ora studiava all’Università di Ancona. Da agosto giocava nella squadra di calcio Vr Macerata. La società aveva appena vinto il campionato di Seconda categoria e Calabrese, terzino, aveva festeggiato il traguardo. Un ragazzo serio, che lavorava per mantenersi gli studi. “Ci sono notizie che nessuno vorrebbe ricevere e parole che sembrano non bastare davanti a un dolore così grande – il messaggio di Vr Macerata –. In questo momento di immensa tristezza, tutta la società si stringe alla sua famiglia, ai suoi cari e a coloro che gli hanno voluto bene. La sua assenza lascia un vuoto enorme, ma il ricordo della persona che è stata continuerà ad accompagnarci ogni giorno. Non solo come atleta, ma come una presenza sincera e preziosa, capace di lasciare un segno nel cuore di tutti. Per noi sarai sempre un compagno di squadra, un amico e un fratello”.
Le vittime dell’incidente: Nicolas Calabrese (21 anni ancora da compiere) e Christian Perugini (41 anni)
Christian Perugini, giovedì il funerale
Il 41enne Christian Perugini, viveva a Trodica di Morrovalle. Disoccupato, lascia i genitori e due fratelli. Il funerale è stato fissato per giovedì, alle 16, nella chiesa dell’Emmanuele. Oggi, oltre all’ispezione cadaverica, è stato disposto per lui il prelievo di tessuti per le analisi tossicologiche.
Giorgio Franceschini, il sogno di diventare ingegnere informatico. Aveva perso il papà da piccolo
Il 20enne maceratese Giorgio Franceschini se n’è andato ieri. Avrebbe compiuto 21 anni ad agosto. Diplomatosi lo scorso anno al liceo scientifico-scienze applicate, era stato anche rappresentante di istituto. Poi, finite le superiori, si era iscritto all’università di Ancona, facoltà di Ingegneria Informatica.
“Era attento alle esigenze degli studenti – è il ricordo personale della dirigente scolastica del liceo scientifico Galilei Roberta Ciampechini – e credeva molto nell’amicizia. L’abbiamo accompagnato con piacere e soddisfazione fino al diploma. Per il nostro istituto è un momento di grande dolore. Un dispiacere immenso, siamo scossi, affranti. Per noi questi ragazzi sono ancora nostri alunni e rimarranno sempre nel cuore”.
Franceschini aveva perso il papà da piccolo ed era molto legato ai nonni. Era un ragazzo coraggioso e altruista, pronto ad aiutare gli altri.
Giorgio Franceschini era uno dei passeggeri nella Fiat Punto che si è scontrata con la Lancia Musa guidata da Perugini
Chi era Daniele Francalancia, due giorni di lotta tra la vita e la morte
Oggi purtroppo si è spento anche l’altro 20enne maceratese, Daniele Francalancia, dopo aver lottato per oltre due giorni tra la vita e la morte. Giocava a calcio con la Cluentina, ma si era infortunato all’inizio di questa stagione. Aveva una sorella più piccola. “La Cluentina Calcio si stringe in un abbraccio silenzioso e devastante attorno alla famiglia – ha scritto la società -. Daniele non era semplicemente un atleta che indossava i nostri colori: era parte integrante di noi, del nostro quotidiano, del nostro spogliatoio. In questo momento di inaccettabile sofferenza, l’intera Cluentina si stringe con immenso affetto e totale vicinanza alla mamma Alessia e al papà Maurizio. A loro vogliamo dire, con assoluta fermezza, che non saranno soli. La Cluentina mette a disposizione della famiglia la propria totale e incondizionata disponibilità per qualsiasi necessità, presente e futura e non certamente per dovere di circostanza, ma per la natura stessa del nostro club. Il ricordo di Daniele resterà impresso nel cuore della nostra società e sui campi che ha calcato con passione”.
Daniele Francalancia
Il calciatore Davide Paglialunga, brillante e con la voglia di prendersi il futuro. Il lutto del padre
Il 21enne Davide Paglialunga, calciatore della Jesina, era una ragazzo brillante. Ha lasciato una parte di sé in ogni angolo del nostro territorio.
Polverigi, dove viveva con la mamma Irene (titolare di un centro estetico) e il fratello Matteo di 11 anni. Ancona, dove aveva imparato a giocare. Falconara, dove aveva studiato. Jesi, dove era diventato calciatore. Civitanova, dove aveva giocato da avversario. Ognuno di questi posti ha trovato le parole più care per dirgli addio.
Davide Paglialunga solo qualche giorno fa aveva firmato il rinnovo per giocare la prossima stagione con la Jesina
Straziante anche il messaggio della Jesina, squadra con cui Paglialunga aveva appena concluso il campionato e che pochi giorni fa ne aveva annunciato il rinnovo per la prossima stagione: “Davide era un ragazzo sensibile. Sempre positivo nello spogliatoio, un compagno di viaggio ideale. Il destino ce lo ha strappato via troppo presto, lungo una strada maledetta, ma non potrà mai cancellare quello che ha seminato nei nostri cuori. Ci piace pensare che Davide non ha smesso di correre: ha solo cambiato campo. Continuerà a farlo nei ricordi di chi ha condiviso con lui una corsa, un abbraccio dopo un gol e le risate nello spogliatoio. Ogni volta che la squadra scenderà in campo, ci sarà un uomo in più a lottare su ogni pallone. Fai buon viaggio, campione. La tua maglia, il tuo sorriso e la tua luce resteranno per sempre con noi”. Il padre Roberto era morto poco dopo il debutto del figlio nelle giovanili dell’Ascoli, nel 2020, a 49 anni.
Pietro Borsini, per lui il calcio era tutto. Donati gli organi
Il 19enne Pietro Borsini era a bordo dell’auto guidata da Paglialunga insieme ad altri due amici. Risiedeva con la sua famiglia a San Biagio di Osimo, e proprio nell’asd San Biagio giocava da anni con grande passione. Per lui, come per Paglialunga, il calcio era tutto. Era estasiato quando ne parlava.
Lavorava con il padre nella ditta di falegnameria a conduzione familiare situata nella stessa frazione. Domenica era reduce da una bella serata in un locale, come tanti altri ragazzi della sua età.
I genitori hanno mostrato una straordinaria generosità esprimendo il proprio consenso al prelievo e alla donazione degli organi, un gesto d’amore che permetterà di salvare altre vite.
Pietro Borsini
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