Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette provenienti dal settore dei giochi, ricevute dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (Uif), sono aumentate del 13,3%.
Si parla anche di gioco nel rapporto 2025 dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (Uif) presentato dal presidente dell’Unità Enzo Serata. Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) ricevute dall’Unità sono state 162.059 (+11,5% rispetto al 2023). L’aumento è derivato dal contributo di segnalanti di recente iscrizione, in particolare banche telematiche, ed è stato per lo più collegato a truffe e frodi informatiche. Nel testo di presentazione a firma del presidente si legge che il “rapporto valorizza il ruolo centrale della UIF nella produzione di analisi finanziaria di elevata qualità, in grado di sostenere adeguatamente l’attività degli Organi investigativi e dell’Autorità giudiziaria. Sono riconosciuti gli sforzi compiuti negli ultimi anni per migliorare la qualità segnaletica, gli strumenti e le metodologie per l’analisi.”
Viene inoltre specificato che “il settore dei giochi e delle scommesse è un esempio emblematico. Le verifiche condotte dall’Unità hanno rilevato carenze nel contributo delle reti di vendita fisica all’iter segnaletico, anche per l’assenza di adeguate iniziative formative e di controllo da parte dei concessionari. Sulla scorta di tali evidenze, a dicembre 2025 l’Unità ha organizzato un seminario aperto alla partecipazione di autorità pubbliche e operatori privati per sensibilizzare il settore sul corretto adempimento degli obblighi segnaletici”.
I fattori di rischio tradizionali individuati dall’Analisi Nazionale dei rischi tra cui anche il gioco “assumono nuove connotazioni a seguito dell’innovazione finanziaria e tecnologica: l’aumento delle transazioni online, l’espansione dei servizi digitali, l’innovazione nei servizi di pagamento e l’affermarsi dell’intelligenza artificiale hanno trasformato i rischi esistenti, contribuendo ad accrescere la complessità delle attività criminali”.
Nel rapporto annuale si legge che “nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette inviate alla Uif hanno ripreso a crescere, dopo le riduzioni osservate nei due anni precedenti. L’aumento è derivato dal contributo di segnalanti di recente iscrizione, in particolare banche telematiche, ed è stato per lo più collegato a truffe e frodi informatiche”. Inoltre “resta sostanzialmente stabile l’apporto dei professionisti, quasi interamente riferibile ai notai, mentre risultano in aumento le segnalazioni trasmesse dai prestatori di servizi di gioco”.
Per quanto riguarda le segnalazioni sospette “risultano in aumento quelle trasmesse dai prestatori di servizi di gioco (+13,3%)”. Nell’ambito delle iniziative volte a migliorare la qualità della collaborazione attiva, l’Unità ha predisposto un riscontro sintetico sull’attività segnaletica dei principali soggetti obbligati mediante l’introduzione delle nuove schede di feedback “rimane stabile quella dei prestatori di servizi di gioco, pari al 25,1%”.
Nel capitolo inerente all’utilizzo dei canali digitali, le analisi aggregate “sono state impiegate per il trattamento di un ampio insieme di segnalazioni accomunate da elementi operativi, soggettivi o geografici ricorrenti, osservate anche tramite elaborazioni di tipo reticolare. Nel comparto dei giochi tali approfondimenti hanno evidenziato concentrazioni operative anomale in specifici punti vendita e sale dedicate. Le analisi hanno rilevato frequenti riscossioni in contante di tickets vincenti e la presenza di gruppi di soggetti collegati, suggerendo possibili condotte di interposizione fittizia o l’utilizzo dei tickets per giustificare fondi di origine illecita, talvolta con il coinvolgimento degli stessi esercenti, che potrebbero aver favorito tali condotte omettendo o non espletando correttamente gli obblighi di identificazione dei clienti”.
“L’analisi delle segnalazioni ha evidenziato anche trasferimenti di criptoattività verso addresses riconducibili a piattaforme di gioco online non autorizzate sul territorio nazionale. Tali operatività, oltre a costituire un indicatore di rischio elevato, configurano condotte penalmente rilevanti in quanto riconducibili alla partecipazione a sistemi di gioco abusivi ai sensi dell’art. 4 della L. 401/1989 e smi”.
Il capitolo che riguarda l’attività di controllo entra nel dettaglio: “Un settore particolarmente a rischio è quello dei giochi e delle scommesse, che in Italia rappresenta una componente significativa dell’economia nazionale19. Le SOS provenienti dal comparto sono state 10.817 nel 2025, in aumento del 13,3% rispetto al 2024, non sempre affiancato da un miglioramento della loro qualità”. Nello specifico “è emerso un cospicuo utilizzo di ricariche in contanti e mezzi assimilabili (quali voucher e on-shop), anche per alimentare conti di gioco, in alcuni casi in assenza di controlli sul rispetto dei limiti all’utilizzo del contante previsti dall’art. 49, co. 1, del D.lgs. 231/2007. Si rendono necessarie ulteriori iniziative per migliorare il processo di selezione delle segnalazioni, affidato a logiche prevalentemente oggettive, e per elevarne la qualità. Elemento critico è la mancata adozione, da parte dei concessionari di gioco, di indicatori idonei a cogliere legami operativi non giustificati tra giocatori o tra questi ultimi e i punti vendita”.
Inoltre “il ricorso a sistemi avanzati per la rilevazione delle anomalie, orientati alla valorizzazione anche del profilo soggettivo dei giocatori, potrebbe favorire un miglioramento qualitativo della collaborazione attiva”.
“I controlli presso una casa da gioco hanno evidenziato che il mancato collegamento tra i dati identificativi dei clienti e le operazioni di acquisto di mezzi di gioco o di incasso di vincite in contanti ha reso la maggior parte degli incassi registrati non tracciabile e, di conseguenza, non monitorabile ai fini della normativa AML/CFT20.”
Per quanto riguarda la collaborazione con le autorità di vigilanza e le altre istituzioni viene evidenziato che “sono stati condivisi con il Ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) i risultati di un’ispezione presso una società fiduciaria non iscritta nella sezione separata dell’albo ex art. 106 TUB nonché con l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli gli esiti delle verifiche condotte presso prestatori di servizi di gioco. L’Unità ha anche trasmesso una informativa all’Organismo Agenti e mediatori (Oam) su un operatore professionale in oro risultato irreperibile”.
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