Borse EU e Wall Street consolidano i massimi,senza nuovo slancio.
Space X monopolizza l’attenzione e sale ancora: tech sempre protagonista.
Pronti alla «prima» di Warsh alla FED: tassi visti fermi, focus sul suo «speach».
Mercati in modalità risk-on: Iran, Fed e tecnologia alimentano il rally. L’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran continua a sostenere il sentiment degli investitori, favorendo una nuova seduta positiva per le Borse europee.
Milano si distingue ancora una volta tra i principali listini continentali, archiviando la giornata con un rialzo dell’1,15% e riportandosi oltre la soglia dei 52.000 punti, sostenuta dalla forza del comparto industriale che ha più che compensato la debolezza dei titoli energetici. Positiva anche Parigi (+0,75%) e Londra (+0,61%), Francoforte stabile (+0,07%).
A Wall Street la seduta si è chiusa con indicazioni contrastanti: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,64%, mentre il Nasdaq ha ceduto l’1,15% e lo S&P 500 lo 0,57%.
Nel frattempo iniziano ad emergere i primi dettagli dell’intesa tra Washington e Teheran. Secondo il presidente Donald Trump, l’accordo escluderebbe definitivamente la possibilità per l’Iran di dotarsi di armi nucleari.
Fonti dell’amministrazione statunitense indicano inoltre che, una volta formalizzato, il patto consentirà la ripresa delle esportazioni di greggio iraniano. Il mercato energetico ha reagito immediatamente: il Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile, evento che non si verificava da tre mesi.
Il calo delle quotazioni petrolifere contribuisce a modificare il quadro macroeconomico globale proprio mentre le banche centrali restano al centro dell’attenzione. Dopo la decisione della Bank of Japan di portare i tassi all’1%, livello mai raggiunto dal 1995, gli operatori guardano ora alla Federal Reserve e, in particolare, al primo intervento pubblico del nuovo presidente Kevin Warsh, previsto per il 17 giugno.
Il mercato si interroga sulla strategia che il nuovo governatore adotterà nei confronti della comunicazione della banca centrale. Il raffreddamento dei prezzi energetici, favorito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran, e il limitato impatto dello shock petrolifero sull’inflazione potrebbero consentire a Warsh di concentrarsi su una revisione graduale del framework comunicativo della Fed. In questo contesto assume particolare rilevanza il prossimo Summary of Economic Projections (SEP).
Sul fronte corporate continua a sorprendere la corsa di SpaceX, che a Wall Street ha registrato un balzo del 17%, superando anche Microsoft in termini di capitalizzazione dopo aver già oltrepassato Amazon. Il gruppo guidato da Elon Musk raggiunge così una valutazione di 2.950 miliardi di dollari, diventando la quarta società al mondo per valore di mercato.
A sostenere l’entusiasmo degli investitori è stata anche l’annunciata acquisizione della startup di intelligenza artificiale Cursor per 60 miliardi di dollari interamente in azioni. La società, fondata nel 2022, ha sviluppato una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale in grado di assistere gli sviluppatori nella generazione, modifica e revisione del codice software, registrando una crescita estremamente rapida.
Resta ora da capire se SpaceX riuscirà a sostenere valutazioni così elevate e ad avvicinarsi rapidamente alla soglia simbolica dei 3.000 miliardi di dollari, obiettivo che dipenderà sia dalle prossime mosse del management sia dalle future valutazioni degli analisti una volta concluso il tradizionale periodo di silenzio successivo alla quotazione.
Sul piano geopolitico, Trump ha inoltre lasciato aperta la porta a una possibile reintroduzione delle sanzioni sul petrolio russo. Intervenendo al G7 di Evian, il presidente statunitense ha affermato che Washington potrebbe tornare ad adottare misure restrittive ora che i flussi energetici globali risultano meno vulnerabili.
Sul fronte commerciale, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto positivamente il via libera del Parlamento europeo all’intesa commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, sottolineando come entrambe le parti stiano rispettando gli impegni assunti per la progressiva eliminazione dei dazi sui prodotti industriali.
La giornata del 17 giugno si apre invece con mercati asiatici senza una direzione univoca. Il Nikkei 225 avanza dello 0,83%, sostenuto da esportazioni giapponesi cresciute del 17% a maggio su base annua.
L’Hang Seng arretra dello 0,88%, mentre lo Shanghai Composite sale dello 0,37%.
Positiva anche Seoul (+0,8%), favorita dall’espansione della liquidità legata al boom globale dell’intelligenza artificiale, mentre il BSE Sensex di Mumbai (+0,5%) registra il quarto rialzo consecutivo, evento che non si osservava da due mesi.
Gli investitori stanno rapidamente aggiornando le proprie aspettative. Goldman Sachs ha rivisto al ribasso le stime sul petrolio per il 2026 e il 2027, assumendo che le esportazioni dal Golfo Persico tornino ai livelli prebellici entro la fine di luglio, un mese prima rispetto alla precedente previsione di fine
agosto.
In calo anche il prezzo del gas naturale europeo. Al TTF di Amsterdam tratta intorno a 41,50 euro/MWh, livello ancora superiore di circa il 40% rispetto all’inizio dell’anno. La riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe accelerare il processo di normalizzazione.
Secondo Reuters, QatarEnergy è pronta a riavviare la produzione di GNL a Ras Laffan, con il ritorno alla piena operatività degli impianti non danneggiati entro un mese. Gli attacchi iraniani hanno compromesso 2 dei 14 treni GNL del Paese e 1 dei 2 impianti gas-to-liquids, riducendo del 17% la capacità di esportazione qatariota e lasciando intravedere tempi di ripristino che potrebbero richiedere anni.
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