Taranto vive alla giornata. In un anno è peggiorata


A un anno dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, il dibattito politico a Taranto resta acceso. Tra criticità nella gestione dei servizi, problemi legati al decoro urbano e la sfida imminente dei Giochi del Mediterraneo, l’opposizione punta il dito contro quella che definisce una mancanza di programmazione e di visione complessiva della città. In questo contesto abbiamo intervistato Luca Lazzaro, consigliere comunale di opposizione (Fratelli d’Italia), per fare il punto sulla situazione amministrativa e politica del capoluogo ionico.

Lazzaro, ha notato dei cambiamenti negli ultimi dodici mesi a Taranto?

“È cambiato molto, e purtroppo in senso negativo. Oggi abbiamo una città più sporca, più disorganizzata e con una crescente difficoltà nella gestione ordinaria dei servizi. E questo è il punto centrale, perché proprio l’ordinaria amministrazione era stata indicata come uno dei punti di forza della nuova governance cittadina.

Non si tratta di fare polemica politica, ma di prendere atto di una realtà evidente: la città è meno efficiente, meno ordinata e fatica a rispondere ai bisogni quotidiani dei cittadini. Oggi Taranto è una città in cui anche gli spostamenti più semplici diventano complessi: il centro è spesso difficilmente accessibile e, al di fuori di esso, la situazione non migliora. I lavori pubblici sono necessari e nessuno lo mette in discussione, ma manca un coordinamento efficace e soprattutto manca comunicazione. Il risultato è una città frammentata, che vive alla giornata, in cui i servizi non sono all’altezza delle esigenze reali.”

Tra due mesi Taranto ospiterà i Giochi del Mediterraneo. La città si farà trovare pronta?

“Questa è un’occasione strategica per Taranto, forse una delle più importanti degli ultimi anni. Ma oggi non stiamo interpretando questa sfida nel modo giusto. Una città che ospita un evento internazionale deve essere pronta dal punto di vista organizzativo, dei servizi e dell’accoglienza. Al momento, invece, questa preparazione appare incompleta e questo rischia di farci perdere una grande opportunità. I Giochi possono rappresentare una spinta per infrastrutture, immagine e turismo. Ma se non c’è una regia forte rischiano di diventare un’occasione mancata”.

La gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata è un tema che resta critico. Che pensa?

“Sì, e lo è in maniera significativa. I dati indicano che siamo lontani dagli obiettivi previsti, e questo ha anche conseguenze dirette sul bilancio comunale, perché in fase di assestamento sarà necessario coprire le mancanze. È un tema che era stato già segnalato e che avrebbe richiesto maggiore prudenza e programmazione nella fase decisionale.”

Le critiche all’operato della Giunta sono evidenti, però l’opinione pubblica pare non riconoscere un ruolo efficace all’opposizione a parte qualche clip sui social…

“Non sono d’accordo. Il ruolo dell’opposizione non è soltanto quello di criticare, ma anche quello di far emergere le criticità e, quando possibile, proporre soluzioni. Credo che in questi mesi si sia cercato di mantenere questo equilibrio, con un approccio responsabile. Stiamo cercando di incidere portando temi concreti in Consiglio comunale e nelle commissioni. Spesso abbiamo anticipato problemi che poi si sono effettivamente verificati. L’obiettivo è non limitarsi alla denuncia, ma contribuire a indirizzare le scelte amministrative, anche dall’opposizione.”

La maggioranza, intanto, appare composita e non sempre omogenea. Questo incide sulla capacità di governo?

“Dall’esterno si percepiscono posizioni non sempre perfettamente allineate. Questo può generare difficoltà nella chiarezza delle decisioni e nella definizione di una linea politica coerente. Su alcuni temi, infatti, manca una direzione chiara e condivisa.”

Il sindaco ha piena libertà di azione politica secondo lei?

“Questo è un tema politico che si percepisce dall’esterno. Ci sono sensibilità diverse all’interno della maggioranza e questo inevitabilmente incide sulla capacità di prendere decisioni rapide e chiare. Quando una coalizione è molto eterogenea, serve ancora più capacità di sintesi.”

Torniamo alle vicende di casa vostra. Alle Provinciali il centrodestra ha perso un’altra occasione presentandosi diviso. Comincia a diventare un limite politico secondo lei?

“L’unità avrebbe certamente permesso una maggiore capacità di rappresentanza e di aggregazione. Andare divisi riduce la forza complessiva e limita la possibilità di costruire una proposta ampia, anche civica. È un’occasione che, almeno in parte, non è stata pienamente colta.”

Il tema della sicurezza, tanto caro al centrodestra,  è tornato centrale nel dibattito cittadino. Qual è la sua lettura?

“La sicurezza è un tema serio che va affrontato nelle sedi istituzionali competenti, in particolare nel Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Le forze dell’ordine svolgono un lavoro fondamentale, ma è necessario rafforzare anche la presenza della polizia locale e garantire una maggiore copertura del territorio. Manca probabilmente una strategia complessiva. Non basta la risposta emergenziale o episodica. Serve una programmazione che tenga insieme prevenzione, controllo del territorio e intervento sociale. Se si agisce solo dopo che i problemi esplodono, si rincorre continuamente l’emergenza.”

Proprio prima di questa intervista ci ha informato di aver denunciato un episodio legato ai parcheggiatori abusivi, una piaga del nostro territorio.

“Non si può continuare a ignorare ciò che accade quotidianamente. Ancora oggi ho segnalato e denunciato la presenza di parcheggiatori abusivi in piazza Garibaldi. È un fenomeno che va affrontato senza ambiguità. Il punto è che troppo spesso si tende a voltarsi dall’altra parte, mentre io credo che il compito di chi ha responsabilità istituzionali sia esattamente opposto: affrontare i problemi, anche quando sono scomodi.”

Basta la repressione o serve un approccio più ampio?

“La repressione da sola non è sufficiente. Serve anche un lavoro profondo sulla prevenzione, a partire dalla povertà educativa e dal disagio sociale. I fenomeni di inciviltà e violenza non nascono dal nulla, ma hanno radici che vanno affrontate con strumenti culturali, educativi e sociali, oltre che con quelli di sicurezza.”

Si parla spesso di disagio giovanile. È un tema reale a Taranto?

“Sì, è un tema reale e non va sottovalutato. Ci sono fasce di popolazione che vivono situazioni di marginalità e questo si riflette poi nei comportamenti sociali. Se non si interviene su scuola, formazione, spazi di aggregazione e servizi sociali, il problema tende ad aggravarsi.”

Molti cittadini chiedono un controllo più massiccio del territorio a cominciare da una presenza più costante della polizia locale…

“La Polizia Locale deve avere un ruolo più centrale e strutturato. Non è pensabile che una città delle dimensioni di Taranto abbia una copertura oraria così limitata. Servono più risorse, più personale e una riorganizzazione complessiva del servizio per garantire una presenza più efficace sul territorio.”

È favorevole al ritorno di circoscrizioni o a forme di decentramento?

“Sì, credo che il tema del decentramento sia fondamentale. Taranto è una città estesa e complessa, e ha bisogno di strumenti di governo più vicini ai cittadini. Le circoscrizioni o i comitati di quartiere possono rappresentare una risposta concreta per migliorare la gestione del territorio e il rapporto con le comunità locali.”

In conclusione, che città è oggi Taranto secondo lei?

“È una città che vive una fase difficile, caratterizzata da problemi di organizzazione e da una mancanza di visione complessiva. Ma è anche una città che ha potenzialità enormi, che però rischiano di rimanere inespresse se non si riesce a trasformare la programmazione in azione concreta. Il punto vero è questo: non restare fermi, ma costruire una direzione chiara per il futuro.”


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