WisdomTree – Tactical Daily Update


USA e Iran promettono moderazione e dialogo, sostenendo le Borse.
Ancora vendite su crypto e metalli preziosi: occasione di acquisto?
Dollaro ancora in recupero: la FED «hawkish» sostiene il rafforzamento.
Timori e tanti ragionamenti su valutazione e investimenti nella «tech».

La settimana dei mercati sì è aperta all’insegna della prudenza. Il primo elemento di sollievo arriva dal fronte geopolitico: Stati Uniti e Iran hanno concordato una sospensione degli attacchi reciproci, dopo la nuova fiammata di tensioni che aveva riacceso i timori su una possibile escalation.
Le parti dovrebbero proseguire questa settimana le discussioni sul memorandum d’intesa, con particolare attenzione alla situazione nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per i flussi energetici globali.
Il quadro resta comunque fragile, mentre continua la rotazione settoriale che penalizza i titoli tecnologici dopo il forte rally degli ultimi mesi. Il petrolio, dopo un’accelerazione notturna legata ai timori di nuovi attacchi: in calo l’oro, che risente del rafforzamento del dollaro e della riduzione della domanda di beni rifugio.
Le Borse europee hanno chiuso in territorio negativo la seduta di ieri, 29 giugno: Francoforte -0,18%, Parigi -0,21%, Londra -0,23%, mentre il mercato guarda anche al vertice di Sintra, in Portogallo, alias il forum annuale della Bce.
A Wall Street, venerdì, l’S&P 500 ha chiuso invariato, anche se la maggioranza dei titoli ha registrato un rialzo. Il tema dominante resta però quello della concentrazione del mercato e del possibile eccesso di entusiasmo sull’intelligenza artificiale.
Sempre più spesso gli allarmi sulla possibile formazione di una bolla non riguardano tanto gli utili societari, he in molti casi stanno effettivamente seguendo la crescita delle quotazioni, quanto la dipendenza degli indici da un numero estremamente ristretto di società e temi.
Il caso della Corea è emblematico: Samsung Electronics e SK Hynix, da sole, sono in grado di determinare l’andamento dell’intero mercato azionario di Seul.
Il fenomeno è evidente soprattutto nel comparto AI. Le stime indicano che Amazon, Microsoft, Alphabet (Google) e Meta potrebbero investire complessivamente circa 737 miliardi di dollari in infrastrutture legate all’intelligenza artificiale nel 2026, con una possibile accelerazione oltre i 1.000 miliardi di dollari nel 2027, livelli di investimento senza precedenti per dimensione e concentrazione su un singolo tema industriale.
La conseguenza è una polarizzazione sempre più marcata: il peso delle principali società legate all’AI negli indici azionari avrebbe ormai superato quello raggiunto dai titoli tecnologici durante la bolla del 1998-2000.

Sul fronte energetico, il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz rimane ridotto dopo gli attacchi a due navi che hanno riacceso i timori sulla sicurezza della rotta. Alcune imbarcazioni hanno comunque ripreso i transiti durante il fine settimana: tra queste, due grandi petroliere sono entrate nel Golfo Persico senza carico.
Il petrolio ha completato la terza settimana consecutiva di ribasso, praticamente azzerando i circa 56 dollari di guadagni accumulati all’inizio della fase bellica, ma restando comunque circa 16% sopra i livelli di inizio anno.
Grande protagonista anche il mercato valutario: lo yen è sceso ai minimi dal 1986 contro dollaro. Il cambio dollaro/yen è arrivato a 161,91, dopo aver toccato quota 161,96, il livello più basso degli ultimi 40 anni. La valuta giapponese perde terreno anche contro l’euro, con il cambio euro/yen a 184,87.
A pesare è il persistente divario tra i tassi della Bank of Japan, ancora relativamente bassi, e quelli della Federal Reserve, che il mercato si aspetta rimangano restrittivi più a lungo. La debolezza dello yen aiuta gli esportatori giapponesi, ma aumenta il costo delle importazioni, soprattutto di petrolio e gas acquistati in dollari.
Il movimento appare ancora più significativo considerando che la BoJ aveva cambiato rotta nel 2024, ponendo fine alla politica dei tassi negativi. Il 16 giugno scorso la banca centrale giapponese ha portato il tasso di riferimento all’1%, il livello più alto dal 1995, ma l’impatto sulla valuta è stato limitato perché gli investitori continuano a scommettere su una Fed restrittiva. Il dollaro si avvia così a chiudere il mese migliore da novembre 2024, con un rialzo del 2,50%, col cambio euro/dollaro a 1,138.
Sul fronte inflazione, Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce, ha avvertito che le pressioni sui prezzi potrebbero rivelarsi più forti del previsto anche in caso di riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo Schnabel, inflazione di alimentari, beni e servizi potrebbe accelerare e lo shock energetico rischia di alimentare dinamiche inflazionistiche più ampie.
In Asia stamane, 30 giugno, il quadro è misto: Nikkei -0,5%, Kospi +0,7%; CSI300 -0,1%; Hang Seng +2%; Taiex +1,7%. In Corea Samsung Electronics e SK Hynix intendono costruire ciascuna due nuovi grandi impianti per chip nel sud-ovest del Paese, nell’ambito di un progetto nazionale da 520 miliardi di dollari, per creare un ecosistema dominante nella produzione di semiconduttori per l’AI.
In Cina, invece, l’aumento degli utili industriali si è indebolito per la prima volta da novembre, segnalando che esportazioni solide e aumento dei prezzi non bastano a compensare la debolezza della domanda interna.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,37%, il Bund decennale tedesco è al 2,87%, mentre il Btp decennale rende il 3,53%. Il future sul Treasury decennale si avvia a chiudere la terza settimana positiva consecutiva, con il miglior bilancio degli ultimi quattro mesi. al 5,14%, mentre gli spread si sono ampliati di 11 punti base, raggiungendo quota 89 punti base.

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