Con la ripresa delle attività scolastiche tornano in primo piano le spese sostenute dalle famiglie. A ridurne l’impatto economico concorrono le tradizionali detrazioni IRPEF per le spese d’istruzione e le nuove misure introdotte nel 2026, tra cui il contributo per le rette delle scuole paritarie e il fondo statale destinato all’acquisto dei libri di testo.
Le agevolazioni seguono, tuttavia, regole differenti. Per non perdere i benefici è necessario verificare requisiti e scadenze, utilizzare strumenti di pagamento tracciabili quando richiesto e conservare la relativa documentazione.
Le spese sostenute per la frequenza scolastica consentono di beneficiare di una detrazione IRPEF del 19 per cento, calcolata su un importo massimo di 1.000 euro per ciascun alunno o studente.
Il recupero fiscale può quindi raggiungere, in via teorica, 190 euro all’anno per studente. L’importo effettivamente fruibile dipende però dall’IRPEF dovuta e può essere ridotto per effetto delle limitazioni previste per i contribuenti con redditi più elevati.
La detrazione riguarda le spese sostenute per la frequenza:
- delle scuole dell’infanzia;
- delle scuole primarie;
- delle scuole secondarie di primo grado;
- delle scuole secondarie di secondo grado.
Tra i costi ammessi rientrano:
- tasse di iscrizione e frequenza;
- contributi obbligatori e volontari deliberati dagli istituti;
- servizio di mensa scolastica;
- servizi integrativi, come l’assistenza durante il pasto, il pre-scuola e il post-scuola;
- gite, viaggi d’istruzione e uscite didattiche;
- assicurazione scolastica;
- servizio di trasporto scolastico;
- corsi di lingua, teatro, musica e altre attività finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa, purché deliberate dagli organi d’istituto.
Restano invece esclusi dalla detrazione i libri di testo, i vocabolari e il materiale di cancelleria, come quaderni, diari, astucci e zaini.
Le spese devono essere sostenute con strumenti di pagamento tracciabili, quali carte, bonifici o altri sistemi diversi dal contante. È inoltre necessario conservare le ricevute e i documenti dai quali risultino il soggetto che ha effettuato il pagamento, l’importo versato e la causale della spesa.
Gli oneri sostenuti nel 2026 potranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2027.
Libri scolastici, contributi territoriali con requisiti variabili
I libri di testo non rientrano tra le spese scolastiche detraibili dall’IRPEF. Le famiglie possono però accedere ai contributi per la fornitura gratuita o semigratuita previsti dall’articolo 27 della legge n. 448/1998.
Le risorse vengono gestite attraverso bandi regionali e comunali. Di conseguenza, non esiste un’unica soglia ISEE valida su tutto il territorio nazionale: requisiti economici, importi, scadenze e modalità di presentazione delle domande dipendono dalle disposizioni adottate dalle singole amministrazioni.
In numerosi territori viene utilizzata la soglia ISEE di 15.493,71 euro, ma il limite deve essere verificato nel bando pubblicato dalla Regione o dal Comune di residenza.
Anche l’elenco delle spese ammesse può variare. Oltre ai libri di testo, alcuni bandi comprendono vocabolari, contenuti didattici digitali, dispositivi informatici e altri strumenti funzionali all’istruzione.
Nuovo fondo statale per i libri delle scuole superiori
La Legge di Bilancio 2026 ha istituito un nuovo fondo statale con una dotazione di 20 milioni di euro all’anno, a decorrere dal 2026.
Le risorse sono destinate ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 30.000 euro per sostenere le spese relative all’acquisto dei libri scolastici, anche digitali, indicati nelle liste delle adozioni e destinati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Il contributo non può essere riconosciuto alle famiglie che abbiano già beneficiato di altre forme di sostegno pubblico per la medesima finalità.
La misura, tuttavia, non è ancora operativa. Per la presentazione delle domande sarà necessario attendere il decreto attuativo, che dovrà individuare i Comuni beneficiari, ripartire le risorse e definire criteri e modalità di erogazione.
Contributo per le scuole paritarie fino a 1.500 euro
Tra le novità del 2026 figura anche il contributo destinato alle famiglie con figli che hanno frequentato determinati istituti paritari nell’anno scolastico 2025-2026.
L’agevolazione è riconosciuta ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 30.000 euro e può raggiungere un massimo di 1.500 euro per studente.
Il beneficio riguarda gli alunni iscritti:
- alle scuole paritarie secondarie di primo grado;
- al primo biennio delle scuole paritarie secondarie di secondo grado.
Non rientrano nella misura, quindi, la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e gli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado.
Gli importi variano in base alla fascia ISEE:
| Fascia ISEE | Contributo previsto |
|---|---|
| Fino a 10.000 euro | Da 600 a 1.500 euro |
| Oltre 10.000 e fino a 20.000 euro | Da 400 a 1.300 euro |
| Oltre 20.000 e fino a 30.000 euro | Da 200 a 1.000 euro |
La domanda deve essere presentata entro il 21 settembre 2026 attraverso la piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’importo effettivamente riconosciuto sarà determinato dopo la chiusura della procedura, nel rispetto delle risorse disponibili. In caso di richieste superiori allo stanziamento complessivo di 20 milioni di euro, sarà data priorità ai nuclei familiari con l’ISEE più basso.
Il sistema delle agevolazioni scolastiche si compone quindi di strumenti diversi: detrazioni fiscali, contributi territoriali e misure statali. Prima di sostenere le spese o presentare la domanda è opportuno verificare la disciplina applicabile, le eventuali incompatibilità e le scadenze previste.
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