Vesprini: ora è il tempo dei cantieri con gli oltre 20 milioni di bandi portati a casa. Il 2027? Ancora non ci penso


Porto San Giorgio si prepara a vivere un autunno e un inverno particolarmente intensi sul fronte delle opere pubbliche e della politica in vista del voto della prossima primavera. Abbiamo fatto il punto con il primo cittadino Valerio Vesprini.

Sindaco, lei aveva annunciato che gli ultimi due anni del mandato sarebbero stati quelli delle opere. Adesso siamo entrati nella fase decisiva. È una coincidenza con l’avvicinarsi delle elezioni?

“Assolutamente no e lo avevo detto nella conferenza stampa di fine anno . La programmazione nasce da lontano. I lavori sono il risultato di un percorso fatto di partecipazione a bandi, raccolta di fondi, progettazioni esecutive e gare d’appalto. Adesso siamo nella fase in cui dobbiamo portare a termine quello che è stato programmato. Da Ministeri e Regioni abbiamo portato nelle casse comunali oltre 20 milioni”.

Partiamo dal lungomare Sud e del nuovo tratto dalle Canossiane a via Marco Polo. Qual la situazione?

“Il nuovo lungomare sud è stato un intervento complicato per via delle tempistiche. Mi sono insediato e c’erano fondi e semplice progetto di fattibilità. Abbiamo dovuto fare scelte, progettare l’architettura e tutti i sottoservizi, acquisire pareri e permessi. Il tutto in 7 mesi. Poi le ditte che vincono le gare non sono di fiducia. Di errori e imperfezioni ce ne sono, inutile negarlo, ora stanno sistemando il sistemabile ma essendo fondi Pnrr non si può correre il rischio di perderli. A breve sarà approvato e appaltato il nuovo tratto fino a via Marco Polo pronto per la prossima estate”.

E il mercato coperto?

«Anche lì i lavori della seconda trance dovrebbero partire entro i primi di ottobre e terminare entro novembre. Abbiamo cercato di adottare una modalità che consentisse ai commercianti di continuare a lavorare. Se avessimo fatto un appalto unitario, avremmo rischiato di avere un mercato completamente interessato dai lavori per un anno e mezzo o due anni. Per attività familiari e di piccole dimensioni sarebbe stato un disagio enorme”.

Poi c’è il cantiere di Piazza Mentana.

”In questo momento stanno realizzando i blocchi per le panchine, poi i sottoservizi. La piantumazione é programmata indicativamente per fine ottobre, primi di novembre. Successivamente  il riempimento di terra battuta per i camminamenti. Sarà inugurata con l’inizio della primavera”.

Ci sono anche le strade da sistemare…

“A breve partirà l’intervento per l’anello di viale Buozzi: dossi rasati, nuovo manto e attraversamenti stampati previa rimozione dei sampietrini. Asfaltature che interesseranno anche viale della Repubblica, via 2 Giugno, via Aspromonte, un tratto di via Santa Vittoria, via Meucci e Via Genova. Le altre strade saranno individuate insieme alla parte politica, sulla base delle indicazioni dell’ufficio tecnico e della polizia locale”.

Un altro intervento importante riguarda l’illuminazione pubblica: a che punto siamo?

«È una grandissima vittoria dal punto di vista dell’efficientamento energetico. Da agosto la SGDS ha preso in carico la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti pubblici e sta completando il passaggio dei POD, quindi l’intestazione delle utenze e tutto quello che riguarda la presa in carico. Nel frattempo si sta predisponendo il bando per l’acquisizione dei nuovi corpi illuminanti. L’obiettivo è iniziare a metà ottobre la sostituzione dei corpi  a LED. Avremo un risparmio energetico importante, ma anche una migliore qualità dell’illuminazione”.

A Santa Vittoria è previsto il nuovo parco urbano: tempi?

“La prima fase è stata quella della sistemazione delle quote del terreno e della pulizia dell’area. A breve, come si abbasseranno le temperature, sarà la volta della piantumazione”.

Ci sono altri interventi da cantierizzare?

“Penso ai lavori al mercato ittico e alla trasformazione della struttura dedicata alla lavorazione dei molluschi, oltre agli interventi sui box della piccola pesca presenti al porto. Sono lavori che si sono resi necessari e che vengono realizzati senza un’esposizione economica da parte dell’ente grazie ai bandi Feampa”.

E i famosi 7,6 milioni per il porto foraneo?

“Quella è una progettualità fondamentale che spesso viene dimenticata. Abbiamo dovuto seguire precise linee guida regionali e ministeriali legate al bando e al finanziamento. Quest’anno abbiamo investito circa 300 mila euro per la progettazione. L’intervento complessivo vale 7,6 milioni di euro e dovrebbe portare all’avvio del cantiere nel 2027, rispettando ovviamente tutti i tempi e gli iter previsti.È un intervento importante perché va ad affrontare una problematica storica di Porto San Giorgio: il fenomeno dell’insabbiamento del porto”.

Quindi alcune ristrutturazioni arriveranno sicuramente oltre la fine del mandato?

” Quello del porto sarà sicuramente un intervento che andrà oltre il 2027. Ma ci sono altri progetti che vedranno il compimento dopo il 2027. Stiamo  aspettando il decreto definitivo del GSE relativo all’efficientamento energetico degli impianti sportivi e scolastici per oltre 2 milioni di euro. Tra questi c’è anche la palestra Baldassari e la Nardi. Abbiamo tanta carne al fuoco, come l’incompiuta del campo polivalente di pian della Noce”.

Il palasport ristrutturato

Se dovesse indicare un’opera che rappresenta più di altre questa amministrazione, quale sceglierebbe?

“Il palazzetto dello sport. E’ una struttura che tutti i sangiorgesi conoscono. Come il porto doveva rappresentare un volano e un’opportunità per la città, ma era in una situazione di degrado e ingestibile per via dei costi energetici. Essere riusciti a efficientarlo per circa 3 milioni di euro senza che questa amministrazione tirasse fuori un centesimo rappresenta molto bene comebquesta maggioranza ha operato in questi anni”.

Lei rivendica molto il lavoro fatto per ottenere finanziamenti.

“Sì. È l’attività politico amministrativa che ci ha caratterizzato. Porto San Giorgio non aveva mai ottenuto una mole di finanziamenti di questo tipo. E non parlo  di findi PNRR come spesso dice il Pd. Abbiamo viaggiato molto sull’asse  Porto San Giorgio, Roma, Ancona. Abbiamo costruito rapporti, seguito gli iter, partecipato ai bandi. È stato un lavoro fatto di impegno, presenza, costanza e tenacia. Un grazie va agli uffici”.

Pd, ambientalisti e ultimi AVS accusano questa amministrazione di avere poco  “pollice verde”. Come risponde?

«Da che pulpito viene la predica! Io sono arrivato trovando una situazione molto complessa. C’erano piante protette da abbattere e situazioni che richiedevano interventi. Quando sono arrivato c’era un’ordinanza per l’abbattimento di circa 20 pini protetti all’interno del nuovo campo sportivo. C’era un Piano regolatore portuale che prevedeva una lottizzazione all’interno di piazza Napoli: taglii e abbattimenti. Noi, invece, abbiamo sempre operato con la massima prudenza per quanto riguarda gli abbattimenti sulla base delle relazioni tecniche degli agronomi e delle indicazioni degli organismi competenti come i Vigili del Fuoco.

Ma soprattutto abbiamo ripiantumato. In questi quattro anni le piantumazioni a Porto San Giorgio sono state moltissime. Abbiamo seguito anche la legge Rutelli, prevedendo ogni anno un numero di nuove piante rapportato ai nuovi nati della città: mediamente circa 60 piante all’anno. Sono piante piccole, certo, ma l’obiettivo non è soltanto quello della piantumazione. È coinvolgere il cittadino, far sì che si prenda cura dell’albero, che la senta come qualcosa di proprio. Un bambino potrà un giorno raccontare che quella pianta è cresciuta insieme a lui”.

Quindi per lei il verde non è soltanto una questione di nuove piantumazioni?

«Assolutamente no. È manutenzione e  programmazione come per le tamerici del lungomare sud: l’80% erano compromessi. In questi anni abbiamo investito mediamente circa 200 mila euro all’anno per le potature. Ora dobbiamo fare un ulteriore passo: censire il verde urbano di Porto San Giorgio. Bisogna sapere quello che abbiamo e capire come gestirlo. Non possiamo ragionare con la mentalità degli anni ’60, ’70 o ’80. Dobbiamo piantare essenze adatte ai centri abitati, che non siano pericolose, che non distruggano i marciapiedi o interferiscano con i sottoservizi. Oggi dobbiamo considerare anche l’accessibilità. Un marciapiede deve essere utilizzabile a tutti”.

Ci sono stati anche interventi importanti sul verde e sul decoro urbano?

«Penso al lungomare. Per dieci anni Porto San Giorgio era rimasta senza le palme sul lungomare centrale. Abbiamo iniziato a intervenire anche su quelle del nuovo lungomare sud. Abbiamo piantumato lecci davanti alla chiesa e in altre zone della città.  In Viale Buozzi a viale XX Settembre pini e ginko biloba. Quelli che non hanno attecchito per via del caldo anomalo saranno a breve sostituiti dalla ditta”.

E adesso arriva il 2027: Sindaco, guardiamo alla prossima primavera quando ci saranno le elezioni. Lei nel 2022 è arrivato come candidato civico. Cosa pensa di fare questa volta?

“Io sono arrivato come civico perché Porto San Giorgio è una città particolare, diversa anche dalle altre realtà del territorio. Nel 2022 ho avuto l’appoggio di esponenti e persone appartenenti ai partiti. Non lo nascondo: c’erano tesserati e coordinatori comunali dei partiti all’interno delle liste.

All’epoca i partiti hanno appoggiato il mio progetto civico mettendo da parte i propri simboli, ma non la propria identità e soprattutto mettendo al centro la città. Era anche un modo per evitare quella conflittualità politica che aveva caratterizzato il passato. È stata una bella avventura. I risultati si vedono e si vedranno. Anche nella gestione della macchina comunale. Senza dirigenti portiamo a casa progetti e bandi. Senza pensare alla grande mole di lavoro e tempo  che ha impegnato la questiine della concessione portuale. Non ce lo scordiamo”.

Come sono stati in questi quattro anni i rapporti con i partiti?

«Sono stato sempre molto franco e diretto. La cosa bella è che non ho mai avuto pressioni da parte dei partiti. Ci sono stati screzi, ma il rapporto è sempre stato normale e di collaborazione anche con i consiglieri regionali del territorio. Questo rapporto di fiducia mi ha fatto piacere e mi ha portato anche a ricoprire un ruolo importante come quello di presidente dell’ATA, che è stato sostenuto da forze politiche anche di centrosinistra”.

Quindi nel 2027 potrebbe esserci ancora un progetto civico, magari affiancato dai simboli dei partiti?

«In questo momento è prematuro: il mio obiettivo primario è portare a termine quello insieme sulla giunta abbiamo progettato. Ogni giorno bisogna affrontare problematiche che emergono sulle progettualità, trovare soluzioni, sostenere gli uffici e portare avanti i procedimenti. La cosa che mi farebbe più male sarebbe non vedere alla luce quello che abbiamo costruito in questi anni. A primavera penseremo alle elezioni ”.

Ma una decisione sulla sua eventuale ricandidatura l’ha presa?

“No, ma la città merita continuità”

Il rapporto con l’opposizione come è stato?

“Non è stato particolarmente conflittuale. Avrei sperato in una maggiore collaborazione su alcune tematiche come quella del porto, che secondo me è una questione troppo importante per la città”.

Il Pd é già a lavoro per le comunali 2027: sta cercando un campo largo, preoccupato?

“Sono per progetti amministrativi per la città. Loro per le persone. Ognuno fa le proprie scelte, poi saranno gli elettori a giudicare”.


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