Hotel, il mercato sale di livello: per gli indipendenti la sfida è trasformare il profitto in sviluppo


Il momento è favorevole, ma proprio per questo rischia di diventare più competitivo. L’hotellerie italiana continua ad attrarre turisti e nuovi capitali: secondo l’EY Italy Hotel Investment Report, nel 2025 gli investimenti alberghieri nel nostro Paese hanno superato i 2,5 miliardi di euro, il 19% in più rispetto all’anno precedente, e oltre la metà dei capitali è arrivata da investitori internazionali. Un segnale della forza del settore, ma anche di una trasformazione che impone soprattutto agli operatori indipendenti di interrogarsi sulla propria capacità di continuare a investire e crescere.

È proprio da questa riflessione che parte Maugeri Consulting, che il prossimo 23 ottobre riunirà imprenditori e direttori all’Hotel Isola Sacra Rome Airport di Fiumicino per l’Hotel Profit Day. «Il vero punto non è soltanto sapere quanto fattura un hotel, ma capire quanto valore riesce a trattenere e quanto di quel valore può essere utilizzato per continuare a sviluppare l’impresa», spiega Giovanni Maugeri, fondatore della società.

«Una struttura può essere piena, lavorare moltissimo e ottenere buoni ricavi, ma se non costruisce una marginalità adeguata rischia di non avere poi le risorse necessarie per rinnovarsi, migliorare i servizi o affrontare nuovi investimenti».

Un mercato che cresce soprattutto verso l’alto

I numeri aiutano a comprendere perché il tema sia diventato sempre più attuale. L’European Hotel Investor Compass 2026 di Cushman & Wakefield indica l’Italia come il mercato europeo più interessante per gli investimenti alberghieri e rileva che l’80% degli investitori guarda soprattutto a strutture da valorizzare attraverso ristrutturazioni, nuovi servizi, migliore organizzazione o un diverso posizionamento. Anche l’offerta italiana sta cambiando: secondo Federalberghi, rispetto a dieci anni fa il numero complessivo degli hotel è rimasto sostanzialmente stabile, mentre i quattro stelle sono cresciuti del 22,6% e i cinque stelle dell’83%.

La fascia media continua comunque a rappresentare la parte più consistente dell’offerta: tre stelle e residenze turistico-alberghiere costituiscono il 55,2% delle strutture, mentre quattro e cinque stelle rappresentano complessivamente il 22,5%. Non significa naturalmente che una struttura intermedia sia meno competitiva o debba trasformarsi in un cinque stelle: significa però che, mentre il mercato premia sempre più qualità, servizi e capacità di investimento, una parte molto ampia dell’hotellerie italiana dovrà continuare a evolvere per mantenere il proprio posizionamento.

Per gli imprenditori indipendenti questa trasformazione presenta quindi due facce: l’arrivo di capitali e operatori internazionali conferma le opportunità offerte dal mercato italiano, ma aumenta contemporaneamente la presenza di concorrenti capaci di investire con continuità su camere, spazi, tecnologie, servizi, organizzazione e persone.

È in questo scenario che si inserisce il Revenue & Control, il modello di intervento sviluppato da Maugeri Consulting che integra Revenue Management e controllo di gestione. L’obiettivo non è quindi soltanto aumentare i ricavi, ma governare insieme strategia commerciale, organizzazione, procedure, persone e numeri, mettendo l’imprenditore nelle condizioni di sapere non solo quanto sta fatturando, ma quanto valore sta realmente trattenendo.

«Far crescere i ricavi è importante, ma da solo non basta», spiega Maugeri. «Quella crescita deve tradursi anche in maggiore marginalità, perché è da lì che nascono le risorse che permettono all’impresa di continuare a investire e svilupparsi». Il Revenue & Control cerca quindi di mettere in relazione ciò che l’hotel vende con ciò che realmente produce in termini economici, trasformando i dati in strumenti per prendere decisioni sulla gestione e sul futuro della struttura.

Il profitto come possibilità di scegliere il futuro

La differenza diventa evidente quando si guarda agli investimenti. Aumentare la redditività non significa necessariamente distribuire più utili: può voler dire poter rinnovare le camere senza attendere anni, migliorare la ristorazione, introdurre nuove tecnologie, rafforzare la squadra, creare nuovi servizi o, per chi vuole crescere dimensionalmente, acquisire un’altra struttura.

È un passaggio particolarmente importante per un’impresa indipendente, che non dispone necessariamente della capacità finanziaria di un fondo o di un grande gruppo alberghiero e deve quindi costruire internamente una parte rilevante delle risorse necessarie alla propria evoluzione.

«Ci sono alberghi che vanno bene e proprio per questo hanno ancora più bisogno di capire quanto potenziale stanno lasciando inespresso», osserva Maugeri. «Quando una struttura ha una buona occupazione e produce profitto, quello è il momento migliore per lavorare sulla marginalità, rendere più efficiente l’organizzazione e creare nuove risorse da reinvestire nello sviluppo. Aspettare che emergano difficoltà significa spesso intervenire quando lo spazio di manovra si è già ridotto».

Il Metodo Maugeri parte da questo principio: leggere con continuità i numeri, coinvolgere le persone e intervenire sui processi per individuare dove l’azienda può ancora migliorare. Aumentare la redditività quando il mercato è favorevole significa infatti non soltanto ottenere un risultato migliore nell’anno in corso, ma accrescere la capacità dell’imprenditore di investire, innovare e decidere con maggiore libertà il futuro della propria struttura.

Il 23 ottobre la teoria entra in un hotel reale

È da questa impostazione che nasce l’Hotel Profit Day, in programma il 23 ottobre all’Hotel Isola Sacra Rome Airport di Fiumicino. Una giornata rivolta a imprenditori e direttori alberghieri che Maugeri Consulting ha scelto di realizzare all’interno di una struttura nella quale il proprio metodo viene applicato concretamente.

I partecipanti lavoreranno su marginalità, lettura del conto economico, organizzazione e processi decisionali, con l’obiettivo di capire quali dati servono davvero per governare un hotel e come trasformarli in decisioni tempestive. «Un conto economico letto mesi dopo può spiegare cosa è successo, ma non permette più di intervenire», sottolinea Maugeri.

La giornata affronterà anche il tema delle riunioni e dell’attribuzione delle responsabilità, perché il profitto non dipende soltanto dai ricavi o dal controllo dei costi, ma dalla capacità dell’intera organizzazione di funzionare in modo coerente. Le informazioni e le modalità di partecipazione all’Hotel Profit Day del 23 ottobre sono disponibili sulla pagina dedicata di Maugeri Consulting.

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