Il futuro dei finanziamenti alle imprese pugliesi, ottenuti tramite i bandi regionali Pia e Mini Pia, non è in discussione: i fondi arriveranno nelle casse delle imprese che possiedono i requisiti ed hanno partecipato agli avvisi pubblici. Le rassicurazioni sono giunte, ieri durante la seduta congiunta della I e della IV Commissione del Consiglio regionale sullo stato di attuazione delle misure a sostegno degli investimenti, dall’assessore Di Sciascio.
“Poche certezze sui bandi bloccati a marzo scorso”
Le indicazioni sui futuri pagamenti, però, non hanno convinto i consiglieri di centrodestra che hanno puntato il dito sull’assenza di tempi certi per l’erogazione dei fondi attesi dalle aziende.”Ancora verbi declinati al futuro e poche certezze, sui bandi Pia e Mini Pia bloccati dalla Regione a marzo scorso – ha dichiarato il presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del Gruppo Fratelli d’Italia Tonia Spina, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri – Lo denunciammo allora e lo ribadiamo oggi: bloccare quei bandi è stata una ghigliottina sui progetti di migliaia di imprenditori. Le risorse non bastavano a soddisfare le domande: questa la ragione per cui i bandi furono sospesi. Ma non fu un incidente di percorso: quel vuoto di cassa fu il risultato del mancato monitoraggio della spesa della precedente Giunta, o peggio della promessa elettorale che tutte le domande sarebbero state finanziate al 60%. Gli imprenditori si sono fidati, ci hanno creduto, ci hanno messo i risparmi di una vita pagando caparre, chiedendo prestiti e investendo di tasca propria. Nelle audizioni abbiamo chiesto risposte precise non sull’istruttoria ma sui fondi effettivamente disponibili. A marzo c’era uno sbilancio di 800 milioni di euro, rispetto a domande di finanziamento per 2,7 miliardi. L’assessore Eugenio Di Sciascio garantisce che chi è stato ammesso verrà liquidato, ma quando? Chi ha presentato domanda ed è stato ammesso, vuol sapere quando potrà incassare questi contributi. Ma ancora oggi sentiamo parlare di rimodulazione, e nell’incertezza, moltissimi stanno rinunciando ai loro progetti”.
“Tutte le domande in possesso dei requisiti saranno finanziate”
Di parere opposto, rispetto ai colleghi di centrodestra, il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Puglia, Ubaldo Pagano. “Dall’assessore Di Sciascio in Commissione abbiamo ricevuto una rassicurazione importante – sottolinea Pagano – tutte le domande presentate e in possesso dei requisiti saranno finanziate. È la risposta che le imprese aspettavano da marzo”
“Lo stop dello scorso marzo ha spiazzato tanti operatori economici che contavano sui contributi regionali per mettere a terra i propri investimenti. Oggi, però, le ragioni della sospensione appaiono sempre più fondate: lasciare aperta la partecipazione a oltranza avrebbe generato aspettative ben oltre le risorse disponibili – chiarisce Pagano – Il grande lavoro fatto in questi mesi dagli uffici regionali ha permesso di sbloccare migliaia di pratiche e investimenti per circa due miliardi di euro: un volume rilevante, che, come ha sottolineato l’assessore, avrà un impatto molto positivo su occupazione e crescita dell’economia regionale. L’accelerazione sulla chiusura delle istruttorie ci fa ben sperare: l’obiettivo è chiudere entro il 2026 tutte le domande in sospeso e aprire il 2027 con la massima chiarezza verso le imprese e la piena efficienza nell’impiego delle risorse pubbliche”.
“Non ci sono richieste di anticipazione inevase”
L’assessore Di Sciascio, durante l’audizione in Commissione, ha chiarito gli aspetti tecnici che hanno portato alla sospensione delle misure Pia e Mini Pia, rassicurando sull’erogazione dei finanziamenti già autorizzati. “Il confronto odierno in Commissione congiunta è stato utile perché ci ha consentito di fare chiarezza sullo stato di attuazione delle misure a sostegno degli investimenti delle imprese e, soprattutto, di dare risposte concrete agli imprenditori che hanno presentato i loro progetti – ha detto Di Sciascio – Il dato più importante è che sulle domande relative ai cinque strumenti oggi sospesi (Contratti di programma, Pia, MiniPia, Pia Turismo e MiniPia Turismo) siamo arrivati a istruire complessivamente circa il 40% delle domande presentate”.
“È importante spiegare come funziona il meccanismo – ha spiegato Di Sciascio – un bando a sportello consente infatti di raccogliere progettualità, istruirle e definire il quadro delle iniziative ammissibili, anche in una fase nella quale la dotazione finanziaria disponibile non consente ancora di soddisfare tutte le richieste. La sospensione interviene proprio per consentire di riallineare la programmazione finanziaria alle domande ricevute, senza cancellare le progettualità presentate”.
L’assessore, inoltre, ha chiarito un aspetto fondamentale per le imprese che hanno già avviato i propri investimenti: “C’è una regola europea molto precisa, nota agli operatori, che riguarda il cosiddetto principio di incentivazione: l’investimento può essere avviato dopo la presentazione della domanda di agevolazione, mentre non sono ammissibili le spese sostenute prima della domanda. Questo significa che le imprese che hanno presentato la domanda, hanno ottenuto il Cup e hanno avviato l’investimento successivamente alla presentazione della domanda, nel rispetto delle condizioni previste, non vedranno vanificato il proprio progetto. L’impegno della Regione è quello di garantire il finanziamento delle domande ammesse. È altrettanto importante ricordare che l’ammissione a finanziamento non coincide con la liquidazione immediata delle risorse. La concessione dell’agevolazione rappresenta l’impegno pubblico, nei confronti l’impresa richiedente, a sostenere l’investimento. Mentre la liquidazione avviene secondo le modalità previste dalla misura e sulla base dell’avanzamento e della conclusione degli investimenti. Non ci sono, dunque, richieste di anticipazione rimaste inevase. Nel caso dei MiniPia, ad esempio, non è prevista una anticipazione e l’investimento deve essere concluso e rendicontato al fine di ottenere il pagamento”.
La concessione dell’agevolazione costituisce, per le imprese, uno strumento finanziario già utile, perché può essere utilizzata nei rapporti con il sistema bancario. “È quindi sbagliato – ha sottolineato Di Sciascio – rappresentare la situazione come se migliaia di imprese avessero investito senza alcuna prospettiva di sostegno pubblico. Il nostro obiettivo è accompagnare gli investimenti già presentati e garantire che quelli ammissibili possano arrivare a compimento”.
Il Piano di accesso al credito per le imprese ‘Puglia Moltiplica’
In Commissione si è discusso anche del nuovo piano finanziario Puglia Moltiplica, la strategia regionale per rafforzare l’accesso al credito e sostenere la crescita del sistema imprenditoriale pugliese. I consiglieri di centrodestra hanno espresso perplessità sull’efficacia della misura. “A luglio scorso è stato lanciato il nuovo piano Puglia Moltiplica, con una dotazione di 360 milioni di euro, che però si sta rivelando un buco nell’acqua – ha dichiarato il consigliere Paolo Pagliaro e i suoi colleghi di centrodestra – Siamo ad ottobre e l’unica cosa che si moltiplica sono i ritardi. Nei fatti, il piano ha cancellato il fondo perduto per introdurre strumenti finanziari così complessi da tagliare fuori i piccoli imprenditori. Come se non bastasse, allargando la platea alle grandi aziende fino a 499 dipendenti, si scatena una guerra tra Davide e Golia dove a perdere saranno sempre le piccole partite Iva, la vera spina dorsale della nostra economia. Delle 7 misure annunciate, dopo tre mesi ne sono partite soltanto due. Questa non è crescita, questa è una palude burocratica. Lo ribadiamo: la Regione dia risposte a chi ha investito, e aspetta di sapere se dovrà bruciare i suoi progetti per colpa della burocrazia”.
“Più della metà delle misure di Puglia Moltiplica è in fase di attuazione o avvio”
L’assessore Di Sciascio è intervenuto sullo stato di attuazione di Puglia Moltiplica: “È un programma che stiamo progressivamente mettendo a terra. Due misure sono già partite, mini bond ed Equity. A breve partirà il Microcredito Jtf Taranto e dopo il via libera del partenariato sarà la volta del Microcredito Puglia. La quinta misura sarà quella dedicata al capitale circolante pensata per sostenere la liquidità e la continuità operativa delle imprese. È utile anche in questo caso distinguere strumenti e destinatari perché non esiste alcuna contrapposizione tra grandi e piccole imprese. I minibond sono strumenti rivolti a imprese strutturate, in grado di accedere a forme evolute di finanza e con dimensioni coerenti con questo mercato. Equity è dedicato alle start up e scale up. I due strumenti di microcredito, invece, sono espressamente destinati alle micro e piccole imprese. Parliamo quindi di misure differenti, costruite per rispondere a esigenze differenti”.
“Più della metà delle misure previste da Puglia Moltiplica è già in fase di attuazione o di avvio – ha precisato Di Sciascio – Stiamo costruendo un sistema di strumenti finanziari che non sostituisce indistintamente il contributo pubblico, ma lo affianca con modalità capaci di moltiplicare l’effetto delle risorse regionali, mobilitando ulteriore finanza privata e ampliando la capacità delle imprese di investire e crescere. Il nostro compito è dare certezza agli imprenditori, accelerare le istruttorie e utilizzare nel modo più efficace le risorse disponibili. Chi ha presentato un progetto ammissibile e ha avviato correttamente il proprio investimento non deve temere di averlo ‘bruciato’: il lavoro che stiamo facendo è esattamente quello di accompagnare queste progettualità e, parallelamente, mettere in campo nuovi strumenti per consentire alle imprese pugliesi di continuare a investire, innovare e crescere”.
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